7.2.13

Planet Hollywood Connection: the Last Stand



di Bullet to the Head vi ho già parlato.
Ora è il turno di The Last Stand e il 12 febbraio sarà la volta di A Good Day to Die Hard.
Poi conteremo i punti e vedremo chi l'ha spuntata in questa rentrèe nell'action delle vecchie glorie degli anni '90.

La recensioni in pillole di questo The Last Stand potrebbe essere "Arnie lo sta facendo sbagliato".
O anche "non basta essere vecchio per fare un bel film crepuscolare".
Il film è un remake in salsa moderna di Un Dollaro d'Onore e l'elemento d'interesse dovrebbe essere il ritorno sulle scene di un Arnold in età da pensione.
L'idea non sarebbe nemmeno male e, del resto, la storia del cinema è piena di attempati vecchietti che spaccano i culi (Gunny Highway, tanto per citare il mio preferito). Peccato che Arnie appaia sullo schermo per un tempo risibile (pur essendo il protagonista), che non si sia preparato per nulla (è davvero fuori forma, quella non è recitazione) e che il film, pur incentrandosi tutto sulla figura di un eroe ormai avanti negli anni, non faccia nemmeno un mezzo straccio di approfondimento su questa tematica (un esempio di buon cinema, in questo senso, è il Cop Land di James Mangold, oltre ovviamente, a tutti la filmografia di Eastwood degli ultimi trent'anni).

Ma si badi, non vorrei essere frainteso.
La delusione non nasce dal fatto che Arnold è tornato e non è più quello di una volta.
La delusione nasce dal fatto che Arnold è tornato e, purtroppo, è ANCORA quello di una volta.
Uno che ha fatto alcuni grandi film ma che, quando non c'è un qualche bravo regista che lo mette al centro di un progetto in cui lui non ha nessuna voce in capitolo, gira solo roba mediocre o brutta.
E questo The Last Stand sembra la naturale continuazione della sua carriera dopo robaccia insignificante, diretta da mediocri mestieranti e interpretata con il pilota automatico, come Danni Collaterali, Il Sesto Giorno, End of The Days e Terminator 3.

The Last Stand è scritto male, è diretto in maniera sciatta, sfrutta malissimo i bravi attori che ha nel cast (Harry Dean Stanton, Forest Whitaker, Peter Stormare...), lascia spazio a un sacco di veri cagnacci (Gabriel Cortez, Jaimie Alexander, Rodrigo Santoro) è privo di ritmo e sarebbe pessimo anche come puntata pilota di una serie di AXN.
Insomma: Arnie è tornato.
Proprio come ai bei vecchi tempi.

5 commenti:

Surio ha detto...

... a me invece è piaciuto.
Non grido al miracolo, ha dei momenti morti e discreti WTF, ma tutto sommato sono uscito dal cinema contento.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Non per fare il pignolo, ma è "A Good Day to Die HARD", non "A Good Day to Die FOR", se parliamo dello stesso film... ;)

O sbaglio?

RRobe ha detto...

Ops.
Grazie.

Fabrizio Spinelli ha detto...

De nada...

"hasta la vista, baby" Cit. Arnie! :)

CREPASCOLO ha detto...

Una curiosità: Un Dollaro d'Onore è la " risposta " di Wayne a Mezzogiorno di Fuoco. Secondo il Duca, era inconcepibile che un giovane, un uomo nel fiore degni anni ( Bridges sr ) ed un vecchio fossero così pusillanimi da non correre in aiuto di Cooper ed ecco perchè nel Dollaro abbiamo un pistolero quasi teen, un alcolizzato in via di guarigione ( Martin ) ed il solito vecchietto ( credo Brennan ) che aiutano il vecchio John. Purtroppo " Legs " Dickinson non tira di carabina come la Kelly, ma paz.