8.2.13

Planet Hollywwod Connection: Looper - la recensione -




Sono stato fortemente combattuto se inserire o meno questo film nella Planet Hollywwod Connection.
Perché non è un film d'azione, perché Willis non interpreta nemmeno il protagonista (cioè, lo interpreta, ma nella sua versione del futuro), perché è quel tipo di film che Willis interpreta da sempre, proprio per sfuggire all'etichetta di "eroe d'azione anni '90".
Poi mi sono deciso e ce l'ho messo lo stesso perché è davvero un bel film, e un bel film serve.
Dunque, sgomberiamo il campo dai fraintendimenti: Looper è un film di fantascienza.
Non un action, un thriller, un fantasy o un qualsiasi altro genere travestito con un paio di lucettine azzurre e due effetti speciali, ma proprio un film di SF duro e puro come al cinema se ne vedono sempre di meno. Volendo fare i sofisti si potrebbe obiettare che la struttura, nella seconda parte dello script, ha dei chiari omaggi al genere western (fortemente palesati anche dal design delle armi), ma è più una sfumatura che un qualcosa di realmente rilevante (in sostanza: non è Firefly). Detto questo, bisogna anche ammettere che le premesse del film non sono esattamente solide. Anzi, a dirla tutta, si potrebbe dire che sono parecchio tirate per i capelli con il solo scopo di servire "Il Metaforone" , che nella buona fantascienza serve.

La storia in brevissimo.
Siamo in un futuro nel cui futuro è stata inventata la macchina del tempo.
E immediatamente messa fuori legge.
Ora, visto che viaggiare nel tempo è illegale, gli unici che lo fanno sono i criminali.
Che hanno ben pensato che, visto che nel futuro-futuro è difficile liberarsi dei corpi (a causa di microchip e quanto altro), spediscono nel passato (il futuro) la gente che vogliono ammazzare.
E, nel passato (futuro) ad attendere questi poveracci ci sono i looper, dei killer prezzolati che ammazzano il malcapitato e lo fanno sparire. Per pagare i looper, i criminali del futuro mettono addosso alle loro vittime dei lingotti d'argento.
Ora, visto che il crimine di viaggiare nel tempo è enorme, l'organizzazione criminale del futuro, ad un certo punto, si deve liberare dei looper. E come fa? Semplice: spedisce la versione del futuro-futuro del looper nel passato (futuro) insieme a un sacco di lingotti d'oro, e lo fa uccidere da sé stesso. Il looper del passato (futuro), a questo punto, sa che nel futuro-futuro la sua vita è finita (il loop è stato chiuso) e quindi usa la liquidazione che gli è stata inviata per garantirsi una pensione dorata che durerà fino a quando qualcuno non lo verrà a prendere per mandarlo nel passato (futuro) dove verrà ucciso da sé stesso.
Vi sembra complicato e un poco sciocco? Lo è.
Anzi, diciamo che non sta proprio in piedi, a cominciare dal fatto che i criminali hanno la macchina del tempo e la usano solo per liberarsi dei cadaveri. Ma sapete che c'è? Non è importante perché, come dicevo prima, la premessa del film è utile per far passare il concetto di cui il film è metafora (la società di oggi in cui tutti noi viviamo a debito su noi stessi, bruciando il nostro futuro per vivere il presente) e la cosa funziona anche bene.
Il film si snoda tutto intorno alla figura di un looper che, per una serie complicata di motivi, non riesce a chiudere il suo loop e si ritrova a dover inseguire un sé stesso anziano che non è per nulla intenzionato a farsi ammazzare e che, anzi, vuole alterare il passato (futuro) per cambiare il futuro (futuro-futuro).
Il film è diretto da Ryan Johnson, uno che si è fatto notare al Sundance Film Festival e che non te lo aspetti a dirigere un film di SF, almeno non quel genere di film che Hollywood oggi spaccia per film di fantascienza. E, infatti, non lo fa. La sua regia è asciutta, pulita, piuttosto classica, e si mette al servizio di una storia che, nonostante non sia proprio solidissima, funziona bene, coinvolge e fa riflettere sul mondo di oggi e le sue assurdità (e la buona fantascienza questo dovrebbe far fare).
Pochissime concessioni allo spettacolo e all'azione ma tanto (ottimo) lavoro sugli attori e i personaggi.
Gli interpreti principali sono il bravo Joseph Gordon-Levitt e Bruce Willis, che interpretano lo stesso personaggio in due fasi molto diverse della vita.
In conclusione, Looper è stata una piacevolissima sorpresa che mi sento di consigliare a chiunque.