1.3.13

Gattini e Tope Spalancate (Kitty & Wide-Open Beavers)




CAGNA
- un raccontino scemo del RRobe -

E' una questione di spina dorsale.
Che certe volte ci vuole più coraggio a mettersi a quattro zampe e offrire il culo al mondo che stare in piedi, rigide, chiuse come quelle cozze che poi vengono scartate dal piatto.
Che certe volte, è più sincera una mano che ti risale nelle viscere che quella che ti carezza.
Che certe volte hai bisogno solo di qualcuno che ti scopi la faccia e ti mischi le ossa, perché dell'uomo che sa ascoltarti, non sai che fartene.
E' una questione di spina dorsale.
Riconoscere il bisogno.
Accettare la propria fame.
Mangiare.

E' distesa sul letto. La faccia nel cuscino e le mani a stringere il lenzuolo.
La schiena è inarcata. Le gambe aperte. Le natiche offerte a Dio.
La finestra è socchiusa nella stanza e lei sente l'aria fredda entrarle dentro.
L'uomo che le sta alle spalle la guarda. Un sorriso stronzo sul volto.
Che ti avevo detto? Dietro tutte le tue belle parole, è solo questo che volevi, cagna!

Non sa bene se lui la chiamerebbe mai in quella maniera.
Forse sì.
Le ha sprofondato il cazzo nella gola. L'ha schiaffeggiata. Le ha sputato addosso. L'ha trattata come un pezzo di carne da battere. E lei se lo è lasciato fare con entusiasmo bovino.
E adesso, LUI, si dovrebbe far scrupolo di una parola?!
E mentre si interroga oziosamente, sente le sue dita che cominciano ad entrarle dentro.
Una cucuzza... due cucuzze... tre cucuzze... tutto il cucuzzaro!

Stop alle metafore.
Una mano che ti entra nel culo non è una scusa accettabile per rinunciare alla buona scrittura.

E' il turno del pollice.
Come si chiama quell'osso sporgente?
Trapezio? Facciamo che si chiami davvero Trapezio. In fondo, non è così importante.
Quello che conta è che il trapezio è un problema.
Lo sente spingere contro di lei. Andare e venire. Andare e venire.
Andare.
Dolore bianco che le cancella la mente.
Cera di sfuggirgli. Si divincola. Si tende fino al punto di rottura. Poi qualcosa cede e il braccio di lui le scivola dentro, libero da resistenze o ragioni.
Il suo culo si stringe attorno al suo polso.
E sono una cosa sola.

Lei cerca di pensare a qualche immagine poetica per redimersi.
Ma la consapevolezza di sé le rimanda l'idea di un galletto allo spiedo.
E contro ogni logica o dignità, viene al solo pensarci.

«Cagna»
Lo sente sussurrare.
Figurarsi se si faceva lo scrupolo.