14.3.13

Spring Breakers - la recensione -


Mutilato di alcuni minuti (caduti sotto la censura preventiva del distributore italiano che ha cercato di abbassare il rating) e con un discreto ritardo, arriva anche in Italia Spring Breakers di Harmony Korine.
Chi è Harmony Korine? E' lo scrittore e regista di Gummo e, soprattutto (almeno dal mio punto di vista) è lo sceneggiatore di Kids e Ken Park di Larry Clark.
E questo Spring Breakers con le cose di Clark ha parecchio a che spartire, a cominciare da una visione spietata e disillusa, ma pure romantica ed erotica, dell'adolescenza.
Ora, visto che il blog è in regime "essential", non mi dilungherò troppo.
Il film ha cose molto buone e cose molto brutte.
Nelle molto buone ci metto tutta l'attenzione posta all'aspetto estetico, con una fotografia "di moda" messa in scena però da chi, quel tipo di moda, l'ha teorizzata in tempi non sospetti.
Notevole (e significativa) anche la scelta musicale e valido anche il lavoro di tutto il reparto del sound design.
Buono anche il cast, che nello scegliere di mettere nei panni di un gruppo di ragazzette sbandate tutta una serie di ex-reginette Disney, realizza il senso del film stesso.
Meritevoli alcune scene, particolarmente efficaci nel raccontare, senza eccessi didascalici, il messaggio che Korine vuole passare al suo pubblico (la scena del piano, su tutte).
Non male il montaggio "fuori sincrono", anche se già visto.
Molto brutta, invece, la scrittura. Sgangherata nella struttura quanto presuntuosa nella maniera in cui esprime una visione del mondo che, sotto a una patina di finta trasgressione, è piuttosto qualunquista e bigotta.

Per farla brevissima, il film si riassume in questi tre concetti:

- Queste sono le vostre figlie, che vi piaccia o meno.

- Il sonno della cultura (pop) genera mostri.

- Se preghi ti salvi.

In sostanza, Spring Breakers è un buon film se preso come un pezzo di video-art, ma un pessimo film in quanto tale.
Sullo stesso genere, ma molto più rilevante, consiglio una (ri)visione di una titolo davvero seminale come Schegge di Follia.

Detto questo, l'ultima fatica di Korine è una pellicola piena di figa a stento maggiorenne in bikini e, quindi, una sua ragione d'essere ce l'ha comunque.




18 commenti:

gattopesce ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gattopesce ha detto...

Non è vero che se preghi ti salvi. La linea narrativa di Selena Gomez racconta di: 1- L'inattualità del messaggio della Chiesa; i ragazzi hanno difficoltà a realizzare un nesso tra quello che gli viene detto in chiesa e il tipo di mondo che vivono 2- Il valore spirituale che assume, per molti, il divertimento 3- Il fatto che dietro il mondo glitterato dei party ci sono tanti "lupi" e un degrado che non vedi nei videoclip. Inoltre la scena iniziale della preghiera è troppo sopra le righe per essere presa sul serio.

RRobe ha detto...

Sni.
All'inizio del film viene detto (e ripetuto): "Dio non ti mette davanti a una tentazione senza lasciarti la possibilità di sottrartici".
Che è esattamente quello che fa il personaggio di Selena.
E' tentata. Vede i lupi. Resiste alla tentazione. Si salva.
A me pare che, alla luce di quanto succede poi, lei non è per nulla vuota, alla fine del film.
Anzi, ha tutti gli elementi per tornare salda nella sua fede.


Che poi è la ragione per cui non ho amato il film.

gattopesce ha detto...

"Dio non ti mette davanti a una tentazione senza lasciarti la possibilità di sottrartici". Fermo restando che lei non va via per uno sforzo morale ma perché è spaventata. C'è poco di religioso in questo, la paura non ti dà nessuna "possibilità". Per paura scapperebbe chiunque. Inoltre, dopo l'ultima scena in cui compare, a bordo del bus, diretta a casa, immagino che stia ancora cercando di capire cosa indica il dito della Chiesa. E' questo che le manca, fino alla fine del film, e che la fa vuota.

RRobe ha detto...

No.
La seconda scappa perché spaventata.
Lei scappa davanti a una tentazione (vedi la scena con Franco, quando sono soli).

RRobe ha detto...

Secondo me, sia chiaro.

gattopesce ha detto...

però, prima ancora che Franco provi a baciarla, lei scongiura più volte le amiche per tornare insieme a casa. insomma ha paura e aveva paura anche prima di quella che tu vedi come una tentazione

gattopesce ha detto...

ovviamente sono interpretazioni, ed è bene confrontarle quanto il fatto che siano personali

RRobe ha detto...

Lo sai che non lo so se quella scena è prima o dopo? Il montaggio continua a giocare con il prima e il dopo.

Vertumno ha detto...

Torniamo a parlare di argomenti seri.
Ma un cast un po' più longilineo no? Carine, ma sembrano la Banda Bassotte.

Andrea Toscani ha detto...

@Vertumno: la butto lì, leggendo la rece... direi che la cosa è voluta (se devono essere l'incarnazione delle "nostre" figlie).

Ultimus! ha detto...

Che poi è fantastico Gummo, nello scrivere Kids o un Ken Park, che difficilmente dimentichi, che lo sa anche lui che tratta di outsiders, di freak, però alla fine si sbraga e generalizza sempre, mi viene in mente da questo assunto che fa passare "questi sono i vostri figli, i figli dell'America"... seee, figli di situazione demmerda :D

Come diceva Ted accompagnato da 4 escort, nel film omonimo: "Da qualche parte ci sono 4 orribili padri che devo ringraziare" :DD

Ilario Gradassi ha detto...

C'è un modo per sapere quanto e cosa è stato tagliato?

Risulta 92 minuti sia nel programma di Venezia 2012 che su mymovies.it

scheletro ha detto...

qualcuno ha per caso un link streaming o download lingua originale perchè vorrei vederlo senza censure

Irina ha detto...

L'ho visto a Londra in edizione integrale. E' un film, a mio parere, molto bello ma inferiore ai lavori di Larry Clark, che considero un vero genio, specialmente per il pochissimo conosciuto TEENAGE CAVEMAN.

huntER ha detto...

manca l'opzione "spoiler" nei commenti.dovresti provvedere,vorrei poterli leggere senza scoprire dettagli importanti del film ;D

Otoz ha detto...

Senza offesa, ma mi sembra n po' superficialotta e sbrigativa come recensione.

Otoz ha detto...

Aggiungo anche che sono sopreso di quante persone, tra le quali anche conosciuti critici, non abbiano capito il messaggio, che appare sullo schermo lampante e colorato come le immagini della pellicola stesse, osservando solo la superficie del film, senza rompere quella così sottile membrana e trovarvi sotto un intero vespaio.
Come si può commettere l'errore di pensare che Korine sia un semplice "videoclipparo"?
Tutta la sua opera è uno schock che non si limita a impressionare con effetti speciali e fuochi d'artificio, ma denuncia e racconta derive e degradi.
Linko qua una recensione che secondo è ben scritta e ha saputo andare sotto la superficie.
Spero inoltre di non offenderti, ma di accendere un dibatitto interessante.
http://www.ondacinema.it/film/recensione/spring_breakers.html