18.4.13

Calma, Dignità e Classe.

Ieri, dopo l'annuncio sul blog della disponibilità di Mater Morbi sullo store di Amazon, il libro è schizzato in cima alla classifica dei fumetti più venduti dal colosso delle vendite online, scalzando l'amico Zerocalcare che, in cima a quella classifica, ci sta da più di un anno.

Primo nella classifica fumetti e quinto, nella classifica generale.
E' stato un bel momento.



Ma la vita ci insegna che tanto le sconfitte, quanto le vittorie, vanno prese con calma, dignità e classe.


Il disegno è di Riccardo Torti.


Per la cronaca: oggi Zero è di nuovo in testa, e noi secondi.
Per scalzare Zero anche solo per un giornata ci sono voluti: il mio nome, quello di Massimo Carnevale, quello di Dylan Dog e il marchio della Bao.
'Tacci sua.


54 commenti:

Obi-Fran Kenobi ha detto...

ahahahahahah

Joseph Blue ha detto...

Ma quante sono le copie vendute per essere primi su Amazon?

Fuz ha detto...

ROFL

GG RRobe.

RRobe ha detto...

Per Joseph: non ho i dati. Ma puoi chiedere a Foschini su FB.

Joseph Blue ha detto...

Ho il sospetto che non mi risponderà comunque provo a chiedere.
Chiedevo perché, anche se condivido l'entusiasmo, se per essere primi su Amazon bastano una decina di copie mi deprimo.

Reazione da gentleman, eh... :D

Rina ha detto...

RRobe ma per comprare la versione con l'altra copertina come si fa? Si aspetta che il volume esca in libreria/fumetteria?

RRobe ha detto...

Per Joseph: guarda, è una classifica relativa (nel senso: ti dice qual è il libro più venduto in quel momento specifico, non in assoluto).
io credo che non si stia parlando di enormi quantità (sulle cinquecento copie di ordine, penso) ma che conti molto anche il periodo di permanenza. Nel senso, Zero ha venduto più di qualche decina di migliaia di copie su Amazon, in totale.

RRobe ha detto...

Per Rina: non lo so. Provate a chiedere alla Bao su FB.

Riccardo Torti ha detto...

So stato delicato, diciamolo.

Joseph Blue ha detto...

X RROBE: Capito. Era solo per farmi un'idea più o meno precisa dei numeri che girano su Amazon.
Comunque Zerocalcare sta facendo sfraceli.
La tua reazione è ancora più comprensibile.

E Cliff sorride contento...

Irina ha detto...

Non è una buona notizia. I Bonelli bastano e avanzano (sempre di più)in edicola. Di edizioni costose da libreria, con bonus o meno, proprio non se ne sente la mancanza. Vorrei qualcosa di nuovo e diverso, almeno in libreria. Bonelli invasivo, ed editori con poca voglia di investire in qualità, sono ormai la regola e dettano le "loro" leggi di mercato.

RRobe ha detto...

La storia l'hai letta?

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Il disegno vale tutto il post!

Irina ha detto...

Si,l'ho letta e mi è pure piaciuta, una delle storie migliori post Sclavi (infatti non l'ho mai usata come "esempio" per denigrarti, che non è questo il mio scopo, credimi), ma non è questo il punto.
E' l'egemonia che mi disturba.

RRobe ha detto...

Egemonia che dipende da cosa?

Nel senso: non è nemmeno un volume prodotto dalla Bonelli.
Su Amazon ci sono un mucchio di volumi di Dylan stampati da Mondadori, li vedi in classifica?

Ora, io capisco che si può essere allergici a un certo tipo di fumetto.
E condivido al 1000 X 1000 l'idea che non solo serve un'alternativa ma che serve anche un fumetto diverso da quello Bonelli (e il successo di Zero dimostra che è vero) e via dicendo.
Ma non mi sembra il caso di fare questa battaglia su questo volume. Che non è prodotto Bonelli, che non è un classico Bonelli e che non è imposto con la forza da un editore padre-padrone del fumetto italiano, ma è sostenuto da una cosa semplice: il pubblico che lo compra.
Perché è una classifica di vendite, non altro.

Irina ha detto...

Hai ragione, ma la mia "battaglia" non è certamente contro questo volume. Il mio era più un discorso in generale, sull'egemonia dell'immaginario Bonelli (in Italia). Dylan Dog è comunque un personaggio Bonelli, o no? In ogni caso: belle le illustrazioni di Carnevale.

RRobe ha detto...

Ok, ma è una egemonia ottenuta come? Con il sopruso?
Non mi pare.
Mi pare che, semplicemente, non ci siano concorrenti all'altezza che sappiano intercettare i gusti del pubblico e avere successo.
Ma può essere, secondo te, che l'unico bonellide degli ultimi dieci anni a essere partito sopra le ventimila copie di venduto e che sia sopravvissuto per un decennio sia John Doe?
Nel senso: siamo stati noi i geni (non credo) o non c'è un cazzo di nessuno che ci prova davvero a porsi come alternativa?

Detto questo rispetto a qualche tempo fa, comunque, oggi l'offerta di fumetto italiano è infinitamente più vasta. E certi fanno pure i soldi. Non in edicola, sia chiaro (e quindi soldi relativi, lontani dal mass market).

Irina Levesque ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pippobaggio ha detto...

Ahahah,una reazione molto signorile. E adesso con grande nonchalance (si scrive così? mah..)passo al vero motivo per cui sto commentando questo post, motivo che devo ammettere essere scandalosamente utilitaristico.Vabbè, adesso che ho confessato i miei loschi fini posso anche passare alla domanda: c'è un formato preferibile in cui presentare delle tavole di prova per un fumetto? (calcolando che non ho accordi di nessun tipo con nessun editore in particolare e quindi non posso pensare al formato di una casa editrice in particolare)

RRobe ha detto...

Che intendi?

Irina ha detto...

"Non c'è un cazzo di nessuno che ci prova davvero a porsi come alternativa"
CONCORDO.
Io non sono una stratega di marketing, ma soltanto una lettrice, e come tale, benchè giovane, ne ho a uffa di Bonelli e cloni.
Siamo indietro di 30 anni su tutti i mercati, non solo in quello del fumetto.
E' questo periodo loffio che impone e contribuisce a far prosperare l'egemonia.

pippobaggio ha detto...

Cerco di spiegarmi meglio, per le tavole originali c'è un formato "giusto" sul quale lavorare? Chessò,A4,A3...Stesso discorso per il tipo di carta. Sono uno "sceneggiatore" e dunque non ne so granchè di disegno, era una domanda che mi poneva il disegnatore della mia storia.

RRobe ha detto...

Se sono tavole di prova X, per un personaggio, non è così importante perché non sono destinate per la pubblicazione.
Se sono tavole che potrebbero essere pubblicate, l'importante è mantenere la stessa diagonale del formato di stampa.

RRobe ha detto...

Per Irina: anche qui, non concordo.
Italia, Giappone, Francia e USA hanno i loro formati e il loro linguaggio.
Che dominano il mercato.
Da noi domina il linguaggio Bonelli, in USA quello dei supereroi, in Francia quello del fumetto realistico a quattro fasce e via dicendo.
A margine del linguaggio mainstream, ci sono le altre realtà.
In alcuni paesi sono realtà ricche (in Francia) per esempio, in altri paesi sono realtà che hanno grossi problemi (in USA, tanto per dire).

I problemi italiani sono che sul mercato mainstream c'è, sostanzialmente, un solo editore reale. E questo comporta un mucchio di problemi annessi e connessi.

Ma non ritengo che siamo indietro. Abbiamo i nostri problemi, come loro hanno i loro.

pippobaggio ha detto...

Il secondo caso, sono tavole di prova per un volume autoconclusivo. Quindi si possono fare come si vuole che tanto poi ci penserà l'eventuale editore?

Irina ha detto...

Diciamo allora che abbiamo un unico GROSSO problema, che in qualche modo "infetta" tutti, da qui i cloni e le ristampe da libreria per conto di altri editori.
Non mi pare poco, considerata la contingenza. Poi ripeto, sono soltanto una lettrice.

RRobe ha detto...

Per Irina: non è un problema che la Bonelli esista. E' IL fumetto in Italia e se non ci fosse non avresti più fumetti. Non ne avresti per nulla.
Il problema è che non ci sono altri editori coma la Bonelli.

RRobe ha detto...

Per Pippo: no, ti ho etto il contrario.
Se è per la pubblicazione, devi tenere conto della diagonale del formato in cui pensi che le tavole verranno pubblicate.

pippobaggio ha detto...

ecco, già stavo facendo la minchiata! grazie

Irina ha detto...

Vedi che, in fondo in fondo, concordiamo? Il problema è che esiste SOLO Bonelli.
Io non ce l'ho con Bonelli, per fortuna che esiste... ce l'ho proprio con chi non ha il coraggio , l'intelligenza e il talento di porsi come reale alternativa. Ma ce l'ho anche coi lettori che si accontentano sempre della solita zuppa riscaldata, e in questo eccome se siamo indietro di 30 anni!

Gianluca Maconi ha detto...

la differenza della diffusione del bonelliano in italia è stato generato dall'edicola. noi i fumetti li compriamo lì, nel resto del mondo è un po' diverso.

poi, sul discorso dell'egemonia...
il mercato italiano è piccolo e tendenzialmente esterofilo. la bonelli si difende.

per fortuna c'è la possibilità di scegliere, ma se "dominano" certe situazioni alla fine è un problema del pubblico non certo dell'editore.

se io lavoro e guadagno bene non è che mi sveglio domattina dicendo "devo essere innovativo per salvare il mondo" oppure "devo scimmiottare certe realtà che piacciono ad un pubblico diverso dal mio per farli contenti" ma vado dritto per la mia strada.

certo ogni tanto un po' di rischio ci può stare e farebbe bene ma non è obbligatori.

(e orfani, ad esempio è un gran bel rischio)

poi in francia ed america non è molto diverso, il mercato è più grande certo, ma le cose che vanno e che si impongono tendono a stereotipare le altre.
poi autori americani da anni si lamentano del fatot che se non fai supereroi non ti caga nessuno.
in giappone addirittura le serie che non funzionano "troppo" vengono eliminate con una crudeltà tremenda.

tutto sommato in italia, non ci staranno i soldi, ma c'è un mercato più variegato che in altri posti.
ma quello che ci viene meglio, e non mi chiamo fuori, è sputare nel piatto in cui si mangia.

RRobe ha detto...

Per Irina: dici?
Il pubblico USA digerisce e premia sempre i supereroi. Quando un fumetto diventa un successo, è un caso editoriale.
Lo stesso in francia, dove i fumetti più venduti sono quei fotoromanzi di XIII.
O in Giappone, dove i shonen dominano incontrastati da oltre vent'anni...

RRobe ha detto...

Per Gialuca: sottoscrivo.

Francescoh Chiarello ha detto...

non ci si accontenta di nessuna zuppa riscaldata. non è il preciso e identico DYD, nemmeno nel formato, uscito in edicola. è un edizione di lusso e come ogni cosa di lusso (non materiale eh, intellettuale) uno ci vive con o senza.
detto questo io credo che se non ci sono alternative alla Bonelli non è colpa della Bonelli ecco...oggi me va de fa du chiacchiere

Gianluca Maconi ha detto...

no vabbè, ma a me non è mai successo che mi puntassero la pistola in testa per comprare un libro.

se una roba non interessa, non si compra e pace. se uno non trova fumetti che gli piacciono si compra un libro, se non gli piacciono i libri scopa, se non riesce a scopare... e vabbe' pace... si dia alle filosofie religiose.

Irina ha detto...

I super eroi si rinnovano (e comunque negli stati uniti esistono editori bisonte che pubblicano anche fumetti di tutt'altro tipo). Sui i francesi concordo in parte. I Bonelli vengono clonati (colpa anche di un fiume in piena di autori che non hanno nulla da dire e vogliono soltanto essere carne da cannone). Il manga di 10 anni fa era diverso da quello imperante di oggi...sicuramente il problema è nelle dimensioni del nostro stivale, ma è comunque un problema che da lettrice sento. Poi li leggo anch'io i Bonelli e i cloni, ma sempre meno perchè mi annoiano sempre di più. Non rispecchiano nulla, tanto che non li trovo più nemmeno "popolari".

Luis Cyper ha detto...

aaaand alle 17:12 sei di nuovo in testa tu XD

Luis Cyper ha detto...

e secondo dopo saviano nella classifica libri

https://docs.google.com/file/d/0B5fa0hMRp6wYYm52dzY1djg4aDg/edit?usp=sharing

MMS ha detto...

Concordo in toto con Irina, soprattutto col suo ultimo commento poiché rispecchia il mio pensiero alla perfezione.

RadioPunx ha detto...

Sottoscrivo le parole del buon Maconi.

Fa ridere (o è ingiusto?) che si imputino alla Bonelli le mancanze degli altri editori.

E non è neanche vero che non ci siano gli editori coraggiosi: basta farsi un giro tra la roba che spaccia Passenger, per dirne uno.
Se non vende come Bonelli, la colpa mica è di Tex.
Anzi. Se uno come me cerca gli albi Passenger, il merito è proprio (anche)di Tex, che mi ha insegnato un linguaggio.

Il problema vero è che il grande pubblico manca di curiosità... e rimedio, forse, non ce n'è.

Saluti.
il pau

Minkia Mouse ha detto...

e lo meritate, mater morbi è una bella storia. Soprattutto è una storia perfetta per Dylan Dog: fa soffrire il lettore.

E comunque se è la Boneli ad imperare è perché negli anni passati è stata capace di offrire ottime storie che hanno catturato il pubblico.

Vedi la Bao: pubblica storie belle, gli comprano storie belle.

cazzarola10 ha detto...

Ma una volta non erano due gli editori di fumetto da edicola? Ci dimentichiamo di Disney volutamente o per ché in qualche modo pensate non vada considerato?

dedalus ha detto...

visto che si dibatte, lascio anch'io la mia obiezione al nuovo parto recchioniano:

perché una edizione ultimate di un fumetto da edicola?

E' una obiezione di principio, sia chiaro, e so che questa edizione offre molto di nuovo.

Ma credo che il principio sia valido: l'edizione 'ultimate' di un fumetto da edicola è quella che appare in edicola, stop.

Ogni altra cosa è un po' una falsificazione. Per esempio, da fan di Oesterheld anch'io ho presso e sfogliato religiosamente la mega-edizione della 001 dell'eternauta.

Ma non mi ha colpito quanto questa edizione:

http://weblogs.clarin.com/revistaenie-todoeshistorieta/2012/01/11/el_eternauta_en_version_vintage/

quindi, se volete portare in libreria un libro di DD fate perché non fare piuttosto una storia nuova, pensata per il formato libro?



Irina ha detto...

Sono stata fraintesa, o forse mi sono spiegata male. Non imputo nulla a Bonelli, che fa il suo da sempre, ma agli altri editori di non avere idee e personalità, e a molti autori di non avere nulla da dire, e ai loro lettori di non avere curiosità o cultura.
Se è vero che tutti, o quasi, si accodano al baraccone più grosso,questo non è affatto un buon sintomo dello stato di salute del fumetto.

Joachim ha detto...

Baraccone?

Francescoh Chiarello ha detto...

@cazzarola10
non ci si dimentica della disney, bonelli e disney convivono tranquillamente in quanto svolgono diversi ruoli nell'editoria nazionale. si aprlava di qualcuno di grosso che possa far concorrenza a bonelli, quindi fare fumetti di genere.

@tutti

scusate ma a me non sembra che la Bao segua il carrozzone, Mater Morbi non è sicuramente un prodotto che viene fatto epr portare pubblico, sarebbe assurdo epnsarlo in quanto da un bel pò il loro serio spazio di editori di fumetti per librerie se lo sono fatto con vari altri artisti, primo fra tutti Zerocalcare...iniziamo a pensare che magari era solo una bella idea un edizione di questo tipo di una storia di Dyd e allora è stata fatta, poi ripeto, nessuno ha obbligo a comprarla credo.

Irina ha detto...

Baraccone è un modo di dire, nulla di offensivo. Avrei potuto scrivere carrozzone, ma il succo del discorso non sarebbe per questo cambiato.
La Bao pubblica in volume una storia di Dylan Dog, anche questo è un modo per salire sul carro (terza definizione che non cambia la sostanza)del vincitore, senza creare o inventare o scoprire o promuovere o lanciare un benemerito.

Irina ha detto...

E Zerocalcare?
Una rondine non fa primavera.

Gianluca Maconi ha detto...

Evidentemente però di Mater Morbi si parla.
Zerocalcare non farà primavera, ma di italiano BAO ha pubblicato Beta, la raccolta di Baronciani, Makkox, ed ha in cantiere altre cose. Se anche questo Dylan Dog nascesse solo a fini lucrativi per fare numero, sarebbe comunque una cosa buona.

Quindi rimanendo in discorso. Bonelli prosegue il suo corso, con piccoli passi per aggiornarsi con orfani e dragonero, Disney è un po' in stallo. Aurea e Star stanno cercando di battere piste nuove, ma i tempi non sono ancora maturi per dire a cosa porteranno. BAO (che ha solo due anni di vita, quindi direi che è un piccolo editore) sta creando spazi e giri interessanti. Panini si è aperta un varco nelle graphic novel e c'è un lento riavvio della produzione autoctona.

A me pare un periodo promettente.
Se vogliamo vederla negativa e lamentarci che il mondo è ostile... stiamo freschi.

In ogni caso, se qualcuno sale sul carrozzone e questo porta visibilità al settore e crea curiosità nel mercato, ben venga.

Sarei curioso di vedere esempi di cose "innovative" che non trovano il giusto spazio, a questo punto. Che criticare quello che c'è è sempre più facile che costruire qualcosa di solido.

Gianluca Maconi ha detto...

Ah sì Rrobe, dai... Con William Vance sei stato un tantino crudele :D

Cala Merlino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Ciao, Cala. Ho letto il commento che hai cancellato e ti eispondo lo stesso. Dici che basta il nome si Dylan? Puó essere ma, se così fosse, in classifica ci troveresti i volumi della Mondadori dedicati al personaggio. Che invece non ci sono. Come te lo spieghi?

Francescoh Chiarello ha detto...

ma dico...ma l'avessero visto il prodotto prima di criticarlo...capirei (ma nemmeno tanto) fosse un ennesima ristampa, solo più costosa e più grossa di dimensioni. Ma oh...in base a quello che c'è scritto qui sul blog non mi apre sia una semplice ristampa.
Poi sta cosa che basta il nome di Dyd...bha...non è mica Justin Beiber...vabbè basta ormai mi ripeto solamente

Irina ha detto...

RR:
Se ti riferisci agli Oscar Mondadori, non posso che concordare con te. E' evidente che il Mater Morbi by Bao è tutt'altra cosa rispetto alle deprimenti riedizioni di cui sopra, raccogliticce, spesso stampate male e dal costo assurdo (il mio "discorso" verteva e verte su ben altro).

Per Maconi:
Ti sei dimenticato DEI di Crippa & Tenderini (come vedi sono una lettrice preparata), e poi figurati che BETA l'ho anche recensito benissimo sul mio blog. Ripeto che evidentemente non mi sono spiegata bene, e che a farne le "spese" è stata la Bao, giocoforza considerando che si stava parlando di Mater Morbi. Inoltre io non ho mai parlato (mai!) di fumetti "innovativi" o meno, non mettetemi in bocca parole e concetti da me non espressi ne tantomeno pensati o suggeriti tra le righe. Siate leali nella discussione, (questo ultimo punto è al plurale in quanto riferito a tutti). Da parte mia cercherò di essere più precisa e chiara in futuro.