22.4.13

La Casa (Evil Dead) - la recensione del remake -


Sì, è il remake del film culto di Raimi.
Sì, è uno scandalo, certe cose non dovrebbero essere toccate e bla, bla, bla.
Però, facciamo un passo indietro, ok?

E' il 1982. Nelle sale di tutto il mondo arriva The Thing di John Carpenter. Il film è un remake che aggiorna al sentire dei tempi, un classico dell'horror e della fantascienza: The Thing from Another World, pellicola del 1951 di Christian Nyby.
Adesso, io sono sicuro che, anche in quel caso, a vedere il film di Carpenter ci andarono un sacco di quarantenni che avevano visto il film di Nyby da piccoli, e che non erano per nulla contenti del fatto che una pellicola ritenuta un piccolo gioiello, venisse reinterpretata e stravolta da un giovane regista anarcoide.
Eppure, La Cosa di Carpenter si rivelò un capolavoro nettamente superiore al film originale di cui era un remake, un film dotato di un'identità propria talmente forte, da oscurare la sua origine.
E vissero tutti felici e contenti. O qualcosa del genere perché, nel 2011 anche di The Thing venne fatto un remake (sì, il remake del remake), che invece si rivelò un disastro.
Questo per dire che non tutti i remake sono una cosa cattiva a prescindere.
La maggior parte, sì.
Ma quando dietro la macchina da presa c'è qualcuno dotato di una visione e del talento per metterla in scena, allora le cose possono prendere una piega interessante.

Fin qui ci siamo?
Bene.


Evil Dead. Anno, 1981.
Un film talmente piccolo che anche definirlo indipendente, sarebbe un'esagerazione.
Texas Chainsaw Massacre è un film indipendente, Evil Dead, con il suo cast artistico e tecnico composto da amici dell'università che si ritrovavano il fine settimana a girare quasi per scherzo, con i suoi materiali improvvisati e con i suoi attori non professionisti, era un film amatoriale.
Un film amatoriale straordinariamente inventivo e ben realizzato, sia chiaro. Ma pur sempre un film amatoriale.
Girato in 16 mm e con audio in mono, il film aveva come suo unico rilievo tecnico l'utilizzo della shackeycam, una specie di rudimentale steady, inventata dallo stesso Raimi e con la quale era possibile realizzare lunghe sequenza in soggettiva estremamente suggestive. Sotto il punto di vista artistico, invece, le cose erano diverse perché il film poteva contare su uno canovaccio essenziale ma brillante. Partendo da un luogo topico dell'horror di quel periodo (un gruppo di giovani ragazzi che si ritrovano in un luogo isolato a fronteggiare l'orrore), Raimi aveva sviluppato uno script tutto giocato sul ritmo e sulla mancanza di compromessi. Evil Dead era un film asciutto, dotato di un ritmo grandioso ed era pure un film oscuro e privo di qualsiasi umorismo o ironia, perfettamente in linea con i tempi che correvano (gli USA erano ancora scossi dalla crisi energetica del 1973 e l'horror tutto ne aveva largamente beneficiato, non a caso, anche Stephen King in quegli anni realizzò i suoi romanzi più cupi).
Tutto il contrario di quello che sarebbe stato il sequel del film, a opera dello stesso Raimi. Ma il mondo era cambiato e, comunque, questa è un'altra storia.

Comunque sia, questo film amatoriale raggiunge le sale USA, in ben due copie.
Per qualche tempo restò nel limbo ma poi, grazie al passa parola, diventò prima un film di culto e poi un successo planetario.
Il film raggiunge anche le sale italiane nel 1984 con il titolo de La Casa e diventò un campione del nostrano box office, spingendo i distributori a importare un sacco di altri film horror a cui appiccicare la parola "Casa" nel titolo.

L'Italia ha sempre premiato gli horror duri e privi di ironia ma, anche questa, è un'altra storia.


Riassumendo: 1981. Evil Dead. Film amatoriale dai valori produttivi miserrimi, reso grande da un buonissimo script e dal talento visivo del suo giovane regista.
Successo mondiale che spinde le carriere di Sam Raimi, Robert Tapert (il produttore) e Bruce Campbell a prendere il volo (un voletto, nel caso di Campbell).

E siamo al 2013.
Nelle sale USA esce il remake di Evil Dead.
Alla produzione, Raimi, Tapert e Campbell. Alla regia un quasi esordiente: Fede Alvarez.
Dico quasi perché Alvarez qualcosa l'ha girata: un corto amatoriale che ha fatto il giro del mondo:
Panic Attack!
Che è una di quelle robe "ho fatto tutto da solo con due amici, un PC e After Effect" che andavano di moda cinque anni fa ma che, tra quelle robe, è tra le migliori.



Raimi vede Panick Attack e, proprio come Peter Jackson ha preso sotto la sua ala Neil Blomkamp dopo aver visto i suoi corti sul web, sceglie Alvarez come suo toy boy e lo mette al lavoro su un progetto originale.
Che non va in porto.
Ma Raimi non si abbatte e dice ad Alvarez: "vabbè, allora girami il remake di Evil Dead che il primo era un filmetto amatoriale che tutti hanno visto solo in VHS e ci vuole un remake che gli renda giustizia".

E Alvarez non solo lo gira, ma se lo scrive, pure (insieme al suo socio Rodo Sayagues).
E lo fa bene, senza cadere in nessuna delle trappole commerciali che affliggono spesso i remake di plastica hollywoodiani.
Taglia fuori il personaggio di Ash, ignora la deriva ironica dei due sequel, punta al cuore della storia originale e mette in scena un film gradguignolesco, a tratti realmente disturbante, in grado di fare paura.
In pratica, un gioiello che fa tutte le cose giuste e quasi nessuna di quelle sbagliate.
Superiore al film originale come The Thing era superiore a The Thing from Another Planet?
No. Ma qui stiamo confrontando un film del 2013 con uno del 1981  e non un film del 1982 con uno del 1951, i parametri di valutazione sono necessariamente diversi.

La verità è che l'Evil Dead 2013 è un horror vero, di quelli che in sala non arrivano più.
Non fa ridere. Non stempera con l'ironia. Non si sottrae nel mostrare. Non cerca visti censura. Non la butta mai sullo scherzo e se una traccia di umorismo c'è, è celata e gronda sangue.

Grande ritmo. Grande regia. Grandi immagini. Grande script (con giusto un paio di sbavature lievi sul finale).
Se l'horror deve ripartire da qualche parte, sarebbe bello se ricominciasse da qui.
Consigliato.
No, straconsigliato.



20 commenti:

Etto Basciano ha detto...

Hai visto la scena dopo i titoli di coda? :D

batcave ha detto...

Bellissima recensione, tanta voglia di vedere il film.
P.S.

@Etto, @RRobe Non spoilerate, pls.

P.P.S.

RRobe, credo che tu volessi scrivere "originale" e non "orinale". ;)

Gaetano

Tommaso ha detto...

Ma c'è qualcosa di significativamente diverso rispetto all'originale - posto che ovviamente l'idea di base è la stessa - o i suoi pregi stanno tutti nel suo essere un horror onesto che picchia duro (cosa che mi interessa molto relativamente)?

Jabbawack ha detto...

Me lo segno.

Una curiosità che non centra niente: per caso recensirai "Olympus has fallen"?
il trailer mi incuriosiva parecchio ma prima di andar a buttare i soldi cercavo un parere.

RRobe ha detto...

Le premesse sono quelle ma diverse e ben aggiornate.
C'è un "metaforone" inedito, significativo.
Non c'è Ash. E la progressione degli avvenimenti è tutta diversa.
Lo spirito è quello, il film completamente diverso.

Tommaso ha detto...

Perfetto, allora interessa anche a me. Grazie.

Andrea Blubbo ha detto...

ho visto solo il trailer: paura no, disgusto per certe scene, soprattutto quella finale, sempre del trailer, sì ché non sono riuscita a guardarla.

Irina ha detto...

Concordo sui 2 remake di THE THING (uno dei miei preferiti di sempre, quello di Carpenter, visto in cassetta da bimba e gran paura!), meno su LA CASA di Raimi, recensito proprio oggi sul mio blog. Il remake appena posso me lo andrò vedere lo stesso, magari è migliore dell'originale... hai visto mai?
Bella la locandina.

Alessandro Depi ha detto...

Ho visto il trailer sembra interessante...l'unica cosa che mi fa storcere il naso sono gli occhi della posseduta,personalmente li avrei lasciati bianchi!

stefano.passeri ha detto...

Mah...se le basi per ripartire con l'horror dovrebbero essere queste, personalmente preferisco darmi alla commedia. Evil Dead (questo) è l'ennesimo prodotto da generazione videoclip. Il vero punto di forza dell'originale era l'esagerazione da B movie e il grottesco. Qui ci troviamo di fronte si ad un horror crudo ma insipido...dove proprio la violenza serve per mascherare carenza di idee perchè di fare il remake di Evil Dead manco se ne sentiva l'esigenza. Per me abbastanza bocciato invece. E dire che mi aspettavo ben altro.

stefano.passeri ha detto...

PS: non si tratta di un vero horror ma consiglio la visione di questo cortometraggio davvero atipico sugli zombie.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gryenlQKTbE#!

Irina ha detto...

Visto ieri sera. Non male, meglio dell'originale (non lapidatemi ma l'Evil Dead di Raimi non mi è mai piaciuto). Vincente l'idea di non utilizzare Ash e di tenere alto il tono intransigente per tutto il film. Forse l'horror non ricomincerà da qui, Martyrs e The Descent restano ancora in pole position, ma questo è sicuramente uno dei migliori remake horror degli ultimi anni, se non il migliore di sempre.

Nicola Fabbi ha detto...

Ecco sì, infatti non dimentichiamoci almeno "The Descent": quello era un vero horror, claustrofobico, sanguinoso, spaventoso, pieno di spunti psicanalitici... ed era totalmente originale, non un remake!

Alessandro Depi ha detto...

Sicuramente uno dei migliori remake, bello il finale,sono daccordo anche a far trucidare i protagonisti in modo diverso rispetto all'originale ma è successo quello che temevo!
Ho rivisto in scena messer satanasso!Avevo questo presentimento già dal trailer riguardo alle lentine di cui sopra,confermato già dal primo minuto di film,continuando con il Necronomicon che da libro dei morti diventa un libro satanico con tanto di caprone in prima pagina poi con l'incontinenza dell'infermiera, la risatina di lei in cantina e la loro madre che trova impiego all'inferno e mi fermo qui.
Il successo dell'originale secondo me(oltre allo splatter) è stato proprio il non associarsi all'esorcista(dal punto di vista visivo perchè sempre di posseduti si parla)!
Preferisco gli originali!
Detto questo il film è fatto bene e forse farà riprendere un genere di horror che sembrava passato.
Saluti!


P.s. peccato per la scena delle carte era quella che preferivo!

Cristiano Brignola ha detto...

Io piuttosto non l'ho trovato scritto così bene, anche se condivido la gioia di non vedere ironia. E' molto pauroso (e questo va bene), ma quello che infonde la deve tutta alla regia, la sceneggiatura per me tende di continuo a barare, specie nell'ultima parte (davvero terribile).

lorenzo lesmo ha detto...

Non so neanche da dove cominciare..
gore a fiumi (letteralmente). che "la casa" originale aveva il senso del confine. Quel confine dove si arriva al grottesco ma non si va oltre. Dove si sa che si sta vedendo un horror, e si sa che si deve avere paura, raccapriccio toh. Ma non sapere se a ridere ci fai una brutta figura col tizio che hai di fianco al cinema no, dai.
I personaggi che agiscono come posseduti si, ma da tutti gli stereotipi presenti nel genere (sempre ognuno per conto loro con ste porte che si chiudono e oh guarda, Ha preso David!! ma dove abbiamo lasciato Samantha? Oh cazzo e' morta! John...John??? Oh merda!) con dialoghi che ti pregononneparliamo. Trama...: ammetto che la storia all'inizio mi aveva stuzzicato ma poi e' andato tutto perso. Scomparso in una nuvola di fumo. Preoccupati forse, di non staccarsi troppo dall'originale. E' vero, non stempera con l'ironia, ma li' stava la genialita' del primo film. Questo eccedere invece e' colorare fuori dai contorni (esclusivamente col rosso, si intende) a casaccio. Rene' direbbe "a cazzo di cane!".
Non so vorrei tanto sapere cosa tu ci abbia visto (e non e' un pour parler lo vorrei sapere davvero cosa mi sono perso..)..e poi vorrei sapere se anche a voi come me fa ridere la parola: "prugnolo".

Lorenzo

lorenzo lesmo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MalawiBoy ha detto...

Appena visto, e ci ero andato carico di aspettative proprio grazie a questa recensione. Aspettative in parete deluse. Purtroppo non ho mai visto l'originale, solo il seguito L'armata delle tenebre, e non posso fare un confronto. Tuttavia non sono d'accordo sul fatto che il film faccia tutto bene e non sbagli nulla. Sbaglia, sbaglia. Una volta che i fatti cominciano a precipitare la pellicola a sua volta precipita nei classici cliché di genere, personaggi che compiono e dicono cose insensate per la situazione (acqua e zucchero?!), il leone è proprio lì davanti a loro con le fauci spalancate, e loro chiaramente ci si tuffano allegramente dentro, vengono innaffiati da ettolitri di sangue misto a succhi gastrici e materiale organico non identificato, e restano lucidi e pacati anziché dar fuori i matto per lo schifo o, perché no, vomitare magari. E poi quelle maledette fra sette da quindicenni messe in bocca ad entità malefiche vecchie quanto il mondo mi fanno proprio scadere i gioielli! Per non parlare dei classici vaffa pronunciati un mattino prima di premere il grilletto: odio viscerale!
Non ci siamo, il film inizia bene ed è privo di inutili fronzoli, ma appena compare il libro (che vorrei sapere come mai non si chiama più Necronomicon! Cazzo, ci sono andato solo per sentirlo nominare!) Alvarez si ammala di "americanite" quanto basta per far incazzare. Peccato, perche anche io trovo valida la sua regia. Bocciata la sceneggiatura: nulla di nuovo nello sviluppo principale, e inutilmente ingarbugliata nel finale, che tra l'altro si regge su forzature evidenti. Promosse invece le scene cruente, venali e molto d'impatto, almeno quelle in cui i protagonisti (tra i cui interpreti si salva solo la protagonista principale che ho trovato molto brava) hanno il buon senso di non dir nulla, o al massimo di urlare.

MaxxLegend ha detto...

Questo remake è indegno, non ha un briciolo dell'inventiva dell'originale. Ha solo lo shock-value, ma scade nel ridicolo perché i protagonisti sono tutti superuomini che non fanno una piega del ferirsi e mutilarsi. L'originale seppur "campy" era decisamente meno ridicolo.

MaxxLegend ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.