15.4.13

Oblivion - la recensione -


Ho visto il film in anteprima la settimana scorsa ma, per non so bene quale ragione, mi sono scordato di parlarvene.





Scusate. Mi sono distratto un secondo.
Di che parlavamo?
Ah, sì, Oblivion, c'è scritto anche nel titolo del post.
Il film in cui Tom Cruise fa Wall-E e ci sono tutte le astronavi uguali a quelle di Syd Mead ma come se le avesse ridisegnate Jonathan Ive (quello della Apple, vi risparmio la googlata).
Il film è...




Perdonatemi. Ho perso nuovamente il filo.
Oblivion, dicevamo.
Del regista del sequel di Tron. 
Che com'era il sequel di Tron? Bello ma con brutte musiche? Brutto ma con belle musiche? Io me lo ricordo sbagliato ma a tratti bello. Ma parlavamo di altro, no? Di che?



Oblivion.
Un film che non è nemmeno malaccio se non fosse che la sceneggiatura ha qualche buco di troppo.
Oblivion, quel film che lo vedi e pensi a Matrix, Il Sesto Giorno, Mad Max, R-Type, Halo, Mass Effect, The Island, Moon e un sacco di altre cose fighissime.







Oddio.
Di che parlavamo?



No. Sul serio.




Ce l'ho giusto sulla punta della lingua.




OBLIVION!
Come ho fatto a dimenticare di parlarvene?
M'è pure piaciuto!
Cioè, forse piaciuto è una parola grossa.
Però è davvero bello a vedersi. Valori artistici e produttivi altissimi.
Magari la somma della parti non restituisce un prodotto così memorabile, ma non è tanto male.
Mi ricordassi solo come inizia. O come finisce. O cosa c'è nel mezzo.
A parte quella navicella che è davvero, davvero figa. Ecco, quella me la ricordo.


Di che parlavamo?
Oblivion.
Bel videogioco, ma ho preferito Skyrim.