8.4.13

tre immagini da Romics 2013




E il bello è che qualcuno ha ancora il coraggio di dire che il problema sono i cosplayer.

27 commenti:

Cosologo ha detto...

Amen

Federico Filacchione ha detto...

Praticamente mancavano solo i camion bar e i caldarrostari di Tredicine...

Luca Telesca ha detto...

Una fiera tristissima. Unica cosa decente che mi ha rincuorato: autori e disegnatori in più rispetto al solito. Lloyd, La Rosa, Cardinali, Zerocalcare, tutti gli autori al banco di Antani, tutti quelli della Tunué. Rispetto al solito, erano molti molti di più.

Irina ha detto...

Bimbi minchia di oggi, giovani nerd di domani.

RRobe ha detto...

Mi sa che non hai colto, Fakerina.

Huma ha detto...

Il vero problema sono lE cosplayer! °_o
A parte gli scherzi ieri sono stato anche io a Romics e sono rimasto deluso.
Grande preponderanza di action figures, japanese stuff (attenzione ho trovato il portachiavi di Pakkun di Paul e Nina) e orde di cosplayer, diciamo che il fumetto era residuale.
L'ultima volta che ho partecipato si chiamava Expocartoon, non avevo una moglie e una bellissima figlia, la percentuale di donne a questi eventi era rigorosamente sotto il 5% e, soprattutto, tornavo a casa carico come un mulo di fumetti....
Ieri sono tornato solo con un Polpo alla gola, sia cartaceo che sentimentale, per aver sottovalutato la fila degli autografi da Zerocalcare....
E ahimè, caro RRobe, non sono riuscito a trovare Asso! Probabilmente dovevo cercare meglio, ma ero intento ad evitare che enormi spadoni di final fantasy infilzassero mia figlia come uno spiedino!

pippobaggio ha detto...

Troppi baracconi e troppo poco spazio ai fumetti? Premetto di non essere stato a questo Romics ma dalle fiere a cui sono stato(un paio di Romics e un Lucca Comics)sono sempre uscito con questa idea. Per quel che riguarda i cosplayer è ovvio che non siano loro il problema, semmai il problema è che qualcuno decida di dedicargli un padiglione su tre, ma immagino che siano le regole del mercato.

RRobe ha detto...

Ma che c'è difficile da capire? Una manifestazione culturale non ospita i baracconi del luna park. Ma avete mai visto cose del genere a Lucca, Napoli, Angouleme?

Huma ha detto...

Confermo che non c'erano nè alla Buchmesse a Francoforte nè a Torino (quando era insieme alla fiera del libro, adesso mi sembra che si siano separate).
Mi sembra piuttosto chiaro che se vuoi fare una manifestazione culturale non puoi mettere i giochi da fiera di paese!!!!!

Sagij ha detto...

Ma soprattutto pure poche cosplayer bone..

Cortuska ha detto...

Apperò. Bella atmosfera. Ci mancava solo la sfida a birra e salsicce per disputarsi la Dune Buggy.

Irina ha detto...

E avanti con la Fakerina! Ma dopo il linkvolo festival farai una smentita o ti smentisco io sul mio blog?

Ultimus! ha detto...

Esattamente i cosplayer non sono un problema, HANNO un problema (e Dio ce ne scampi, nell'aprire uno sguardo sugli altri problemi che possono avere)

RRobe ha detto...

Per me, hanno più problemi quelli che li vivono male.
Sono gente che si diverte, alla faccia vostra.

Stefano ha detto...

Io capisco il punto, però perchè Cosplayer si e luna park no? perchè videogames si e tiro a segno no?
Anni fa c'è stata la scelta degli organizzatori, di attirare piu gente possibile rendendola una grande festa, facendoci business sopra. Ci può stare, ma a questo punto tutto è diventato lecito e accettare i cosplayer perchè dopotutto sono carini e lamentarsi delle carnevalate è solo questione di gusti.
Si, forse un ciccione vestito da spiderman è più inerente del toro meccanico, forse le sfide a Magic o Yugi-oh ci stanno più dentro del tiro a segno, ma alla fine stiamo lì, in entrambi i casi di culturale c'è ben poco

RRobe ha detto...

Videogiochi e cosplayer sono espressioni culturali.
Le giostre sono giostre.
Dire il contrario è alla pari di quelli che mettono anche il fumetto nel ghetto in cui tu metti i videogiochi e il cosplay.

Stefano ha detto...

No, nessun ghetto, la mia chiusura finale si riferiva al fatto che tu credi che il fumetto e i videogiochi siano adeguati e le giostre no, ma mi spiego meglio: Come ci stanno i cosplayer e i videogiochi, che sono manifestazione di una cultura diversa da quella del fumetto, a quel punto ci possono stare anche le giostre, espressione di una cultura distante da quella del fumetto almeno quanto quella dei videogame e dei cosplayer.

Stefano ha detto...

ah giusto per la cronaca: a me già fanno cagare gli stand con le spade, figuriamoci se sono pro a giostre e affini, il mio è un discorso di principio, una fiera del fumetto che si rispetti dovrebbe dare spazio solo al fumetto, ma io sono un vecchio, pertanto largo ai giovani, io me ne sto a casa

Marco Celletti ha detto...

Dunque, ogni fiera o manifestazione che si rispetti deve essere necessariamente promulgata e sviluppata con criteri logici culturali ed economici(il vile denaro serve sia a chi compra sia a chi scrive, inchiostra e disegna).
Per far ciò, serve una buona organizzazione (senza magna-magna, se possibile) alle spalle di ogni singolo evento, che ragioni e disponga l'essenza stessa della rassegna culturale, nel miglior modo possibile.
E non accozzando quante più ridicole cianfrusaglie attira-persone. Al parco giochi ci vado da un altra parte, insomma.
Purtroppo chi ha visto Lucca, Napoli o è andato all'estero, sa di cosa parlo. Si promulga, si guadagna e si dibatte, in un'atmosfera degna di chi queste cose ce le ha nel sangue (che siano fumettisti, videogamers o cosplayers)
E di certo baracconi, tori meccanici e giostrine varie, sono un colpo al cuore (e uno sputo in faccia all'intelligenza)per chi, da romano amante dei fumetti, ha vissuto i migliori anni (e la repentina dipartita) di Expocartoon.

Raul Cestaro ha detto...

Che pena.

Macphisto ha detto...

I "calcinculo" però sarebbero rientrati nella cultura!

agiantstudio ha detto...

espressione culturale...il problema era quello che mancava..non le cose presenti...per il resto : dallla parte di Asso è puro onanismo autoreferenziale...e il mio è un complimento...l

Il Gigione ha detto...

Il problema è che nel momento in cui le manifestazioni sono organizzate da persone che hanno la voglia di condividere una proposta, questa, possa piacere o no, esce fuori in qualche modo.
L'esempio più calzante per me è Napoli COMICON.
Più di Lucca che vive la sua proposta culturale nei palazzi storici della città e nei padiglioni esclusivamente dedicati agli editori (Napoleone e quell'altro).
A Napoli il passaggio dal Castello alla Mostra d'Oltremare si è sentito, eccome...
Le mostre e l'atmosfera hanno indubbiamente perso in fascino e anche in cura.
Ma secondo me non può non essere vista come una scelta che per prima cosa, l'anno scorso poi non so quest'anno, appena entravi ti sorbivi un intero padiglione fatto esclusivamente di mostre, stand di editori, incontri, sale video. Solo dopo aver attraversato tutto queste (quindi non potevi non sapere!) venivi gettato nel marasma del mercato, delle aree games e videogames, del mondo ludico associativo.
Ecco secondo me l'anima di un festival si nota da questo tipo di scelte che sarebbe miope definire casuali.
Romics è sempre stata una fiera senz'anima, ora che Luca Raffaelli si è chiamato fuori per come la vedo io è pura merda.

Il Gigione

Ultimus! ha detto...

I babbucchioni si sbeffeggiano, è sempre stato così, è la regola del Male.

omoragno ha detto...

Ecco che fine ha fatto il LunEUR!
Tristéss

The Passenger ha detto...

Rimpiango Lucca Comics al palazzetto dello Sport...qundo incontrai il Sorridente!

bla78 ha detto...

Niente male il medaglione di Creamy che ho trovato su questo sito: http://www.nonsoloscatolette.it/2013/05/pimpulu-pampulu-prosciutto-e-ragu-002749.php