22.5.13

Cominciando a parlare di Dylan Dog.



Dunque, se oggi fosse un giorno come tanti, vi racconterei di quanto ci siamo divertiti al Salone Internazionale di Torino, di quanto le vendite di Mater Morbi stiano andando bene, di quanto abbia trovato bizzarra la mia visita negli studi di Deejay e di come l'incontro in Feltrinelli fosse gremito.
Però oggi non è proprio un giorno come tanti perché, proprio durante l'incontro in Feltrinelli, Mauro Marcheselli, direttore editoriale della Sergio Bonelli, ha deciso di farmi un bello scherzo e ha reso pubblica una notizia che pensavo sarebbe rimasta privato ancora per qualche giorno (se volete vedere come sono andate le cose, QUI ci sono i video).
In brevissima: su incarico diretto di Tiziano Sclavi, sono stato nominato nuovo curatore di Dylan Dog, che significativo che mi prenderò cura di mandare in edicola ogni mese tutte le testate legate al personaggio, sceglierò gli autori, approverò i soggetti, supervisionerò le sceneggiature, rivedrò i disegni, stilerò la programmazione e cose così.
Un mucchio di lavoro che, fortunatamente, non farò da solo visto che, accanto a me, ci sarà Franco Busatta, già mio curatore su Orfani.
Franco lavorerà dalla sede di via Buonarroti, dove si occuperà degli aspetti più pratici e organizzativi del lavoro (dal coordinamento, alla revisione finale) mentre io lavorerò da Roma, badando agli aspetti creativi e a quelli legati alla comunicazione di tutta la faccenda.

Come siamo arrivati a questa cosa?
E' presto detto: Tiziano Sclavi e la Sergio Bonelli Editore hanno ritenuto necessario un cambio di rotta per il l'Indagatore dell'Incubo. Dylan Dog è la seconda testata più venduta della casa editrice (e, di conseguenza, la seconda testata più venduta d'Italia) ma è anche quella che, in termini percentuali, perde più lettori ogni anno. E' una situazione problematica a cui bisogna provare a mettere riparo perché l'approccio portato avanti fino a questo momento non si è rilevato sufficiente.
Quindi, iniziamo a smentire le voci che già hanno iniziato a circolare:

Non ci sono stati complotti e riunioni segrete.
Ma solo delle normali consultazioni tra la casa editrice, Tiziano Sclavi e un novero di autori che sono stati chiamati a esprimere il loro parere. Queste riunioni, alla luce del rinnovamento fortemente voluto da Tiziano, hanno portato a identificare nel sottoscritto la persona a cui affidare l'incarico.

Giovanni Gualdoni non è stato crocefisso in sala mensa e nemmeno cacciato dalla casa editrice con ignominia. Giovanni ha fatto il suo lavoro, secondo la sua visione del personaggio. Lo ha fatto in piena autonomia e con il sostegno e l'avallo della casa editrice (la stessa autonomia e sostegno che avrò pure io). Se ha fatto degli errori di valutazione (e tutti ne fanno), sono errori tanto suoi quanto della casa editrice e nessuno (io per primo) pensa che la situazione in cui si trova oggi Dylan Dog, dipenda da lui. Io non sono chiamato a correggere gli errori di Giovanni. Io sono chiamato a provare un approccio diverso, nel segno del rinnovamento, quando a Giovanni era stato chiesto un lavoro nel segno di un certa tradizione. Tutto qui.
Detto questo, Giovanni è sempre in forze alla redazione della Sergio Bonelli Editore (anche se non più nella redazione di Dylan Dog) e già al lavoro su un nuovo progetto. E io gli faccio il mio in bocca al lupo sin da adesso.

Detto questo, passiamo a noi.
Cosa sono chiamato a fare?
Rinnovare il personaggio senza stravolgerlo.
Adeguare il linguaggio (narrativo) delle sue storie al sentire dei tempi moderni.
Riportare Dylan Dog nel presente.
Tornare a fare storie di Dylan Dog che non solo piacciano ai lettori e alla casa editrice ma in cui il suo creatore, Tiziano Sclavi, si possa riconoscere.
Come intendo farlo?
Ve ne parlo nel prossimo pezzo.