27.5.13

Dylan Dog goes Social!


Dunque, a QUESTO INDIRIZZO trovate la pagina Faceboook di Dylan Dog, curata dal sottoscritto.
Per ora è praticamente vuota ma presto si riempirà di contenuti di varia natura.
Soprattutto, ospiterà tutta una serie di interventi riguardanti il rinnovo della testata, nell'ottica di rendere tutto il processo non solo trasparente ma anche aperto a consigli  e considerazioni.
E' una pagina amichevole, nel senso che permette i commenti. Non abusatene perché le critiche sono ben accette, gli insulti e le vuote provocazioni, meno.


QUI, intanto, trovate i primi appunti di scrittura.


5 commenti:

ivothor ha detto...

noooo! Anche Dylan su facebook no! un personaggio che non usa nemmeno il computer.... lo voglio ricordare mentre passa il suo tempo libero a suonare il clarinetto e a montare un galeone! ;-)

gongoro72 ha detto...

Uff.... ma cosi' vuol dire che mi dovro' iscrivere a feisbuk pur'io... non posso piu' fare lo snob!

Stefano ha detto...

una cosa sola voglio dire:
Dylan è finito perchè a differenza di altri è totalmente radicato negli anni in cui è nato (gli 80), precursore dei 90 e la sua identità è quella del suo autore, perciò trovo che aggiornarlo sia solo un modo per affossarlo ancora di più. L'unico modo per far sopravvivere Dylan (tex e diabolik insegnano) per me è imbalsamarlo, renderlo un classico. Lo sa pure Sclavi che Dylan Dog non ha più senso ormai, anche per questo è depresso da anni, perchè in lui vede se stesso alla deriva, costretto per ragioni di mercato, a vivere ancora in storie che non gli appartengono, in un mondo in cui Dylan non ha più nulla da dire e infatti neanche Sclavi ha più nulla da dire...purtroppo
Questo è quello che penso, ma io so n cojone e alla Bonelli invece so bravi, perciò avete vinto comunque voi.
Detto questo, sono strasicuro che nelle tue mani Dylan Dog venderà di più, perchè col marketing ci sai fare.

Cinedipendente ha detto...

@ Stefano: sbagli, a parer mio. Per come la vedo io Dylan Dog è aggiornabile, nell'accezione in cui è un personaggio che deve essere capace di parlare col presente, guardarlo in modo trasversale fino a metterne in luce i dubbi, le inquietudini e le miserie. Non è "solo" un'icona anni 80/90. Certo, è stato anche questo, ma il personaggio, libero com'è storicamente da (praticamente) ogni tipo di continuity, è un contenitore potenzialmente infinito di idee e suggestioni, una macchina per creare "mondi alternativi", effimeri, surreali, a volte realistici, più spesso dissacrantemente kafkiani. La costante dev'essere solo quella sorta di immedesimazione con Dylan, che è una specie di istinto, un riflesso, un aspirazione. Una follia, in parte. Dylan Dog è ancora possibile, anzi, è probabile. Perché forse mai come di questi tempi c'è bisogno di un Dylan Dog. Un Dylan Dog cambiato, certo, perché il cambiamento in Dylan Dog è l'unico mezzo per non snaturare il personaggio. E' paradossale, ma credo sia così.

Stefano ha detto...

@Cinemadipendente
si, la vediamo in due modi differenti, però credo che nella tua frase "è un contenitore potenzialmente infinito di idee e suggestioni" ci sia il punto della mia questione: è proprio questo "potenzialmente infinito" che dovrebbe far capire che Dylan ormai può essere tutto ciò che tu vuoi che lui sia e che quindi, privato dele sue consuetudini, non resta che, appunto, un contenitore vuoto, uno strumento che si chiama Dylan Dog.