15.5.13

Fast & Furious 6 - la recensione -



Premessa per non creare fraintendimenti.

Ci sono vari livelli, gradi e sfumature per giudicare come "bello" un film action di quelli con gli eroi che sparano frasi ironiche e coatte e in cui le cose esplodono con una frequenza improbabile.

Lo si può intendere bello perché divertente, senza pretese, graziato da un gran ritmo e da scene assurde ed esagerate (Battleship, per esempio).
Lo si può intendere bello perché visivamente così esagerato da trascendere i suoi limiti narrativi e diventare altro (Transformers 3, Bad Boys II).
Lo si può intendere bello perché, a prescindere dai suoi risultati al botteghino, ha al suo interno una serie di intuizioni narrative e visive da porlo fuori, lateralmente e un paio di passi più avanti, rispetto a tutto il resto (Speed Racer).
E poi lo si può intendere bello perché effettivamente un bel film, solido in tutte le sue parti, con uno script da mandare a memoria e una regia perfetta. Ovverosia perché è un bel film a prescindere da qualsiasi contestualizzazione.
The Last Boyscout, per esempio, appartiene a quest'ultima categoria. Tutta la serie di Arma Letale pure, la serie di Die Hard (esclusi gli ultimi due capitoli), Predator, Rambo (il primo), True Lies, Last Action Hero... Fast Five.
Senza scherzi. Che già è strano che il quinto capitolo di una serie sia superiore a tutti quelli che lo hanno preceduto, ma quello che rende Fast Five un film d'azione superiore alla norma è che non solo è un grandissimo action, e quindi (sovra)carico di tutte le peculiarità del genere, ma è proprio un bel film a prescindere, di quelli che quando ne parli non hai bisogno di contestualizzare per tesserne le lodi.

Ecco, Fast & Furious 6 non è la stessa cosa.
Ha un cast fantastico (Vin Diesel, The Rock, Michelle Rodriguez, Luke Evans, Gina Carano, la mia adorata Gal Gadot, Tyrese Gibson, Sung Kang, Ludacris, Jordana Brewster e il biondino inutile).
Ha un certo numero di scene in cui Vin Diesel e Dwayne Johnson volano, spaccano culi e si strizzando l'occhiolino in un trionfo bromance senza eguali.
Ha una scena in cui un aereo in fiamme partorisce un'automobile e una in cui un camion in corsa sputa fuori un carro armato (!!).
Che si mette subito a schiacciare automobili e a sparare sull'autostrada (!!!) .

Però, tutto questo non basta per farne un bel film in quanto tale.
Perché Fast & Furious 6 è solo un bel film action di quelli che ti impongono tutta una serie di compromessi per poterli apprezzare.

Bisogna sorvolare, per esempio, su una sceneggiatura che ha perso la formula del capitolo precedente perché non riesce ad equilibrare lo spazio da dedicare a ogni personaggio (finendo per tagliarne fuori alcuni e trascurarne altri), che si dilunga in cose non interessanti (tutta l'improbabile storia del ritorno di Letty, per esempio), che non riesce mai a creare un collegamento emotivo tra lo spettatore e i personaggi, che è goffa, involuta, inutilmente articolata e, a tratti, molto noiosa.

Bisogna sorvolare sul fatto che, nonostante l'incredibile successo della serie al botteghino e nonostante la scena del carro armato, c'è la crisi mondiale e questo film è fatto a risparmio rispetto al precedente, che le location sono meno affascinanti, che la stragrande maggioranza delle scene chiave è girata di notte (per facilitare gli interventi in CGI), che la visione d'insieme è meno ariosa e ardita, che non ce ne frega davvero un cazzo di vedere Paul Walker che va in prigione a fare il duro, che le automobili non sono venerate dallo sguardo del regista come nei precedenti capitoli, che la regia di Justin Lin è tornata a essere meno controllata e più confusa (siamo più dalle parti di Tokio Drift che di Fast & Furios e Fast Five).

Bisogna sorvolare sul fatto che non ci sia una, dico una, battuta di quelle che poi esci dal cinema e aspetti per tutta la sera il momento giusto per ripeterla.

Ma, nonostante tutto questo, il sesto capitolo dello Svelto e del Furioso è un film d'azione che da la paga alla media delle produzioni simili attuali.

Ci sono un mucchio, ma davvero un mucchio, di scene memorabili.

Ci sono Dwayne Johnson e Vin Diesel che ormai hanno una tale sintonia che vorresti vederli sempre insieme, magari in un film dedicato esclusivamente a loro due.


C'è Vin Diesel che fa una roba che nemmeno il più ardito dei supereroi si permetterebbe di fare e la sala esplode ad applaudire.


C'è la scena del carro armato, che potrebbe stare dentro al secondo tempo di Bad Boys II senza sfigurare.

C'è Gina Carano, che staresti a vederla pestare gente per ore (e che non è proprio credibile che la Rodriguez riesca ad allungargli un paio di ceffoni).

C'è Luke Evans, che in un cast dominato da due colossi come Vin Diesel e Dwayne Johnson, riesce a essere magnetico solo mettendosi un paio di baffi, alla faccia del biondino inutile che sono sei film che ci prova e fallisce.

E c'è pure una bella colonna sonora, che quando torni a casa apri Spotify e te la risenti muovendo la testa avanti e indietro.

Ma non c'è nulla più di questo.
Che lo ripeto, basta e avanza per fare di Fast & Furious 6 un film superiore alla media del prodotto interno lordo del genere action degli ultimi vent'anni. Ma che non è sufficiente per metterlo accanto a colossi del genere.

Da vedere?
Sì. Anche un paio di volte (pure tre).
Ma non di più. Alla quarta visione rinunciate. E magari rivedetevi Fast Five o il quarto capitolo, che sono entrambi superiori.

















Ma.











Ma gli ultimi venti secondi di film, quelli del contro epilogo a Tokio, valgono da soli il biglietto.
L'arrivo di un nuovo cattivo in scena e l'attore che lo interpreta, bastano da soli a candidare il settimo capitolo di Fast & Furious come il vero "film spaccaculi di ogni tempo" e io ho iniziato ad avere le fregole per vederlo sin da oggi.
Questa serie non finirà mai.



10 commenti:

ivanhawk ha detto...

The Rock e Vin che fanno la Doomsday Device mi paiono non male.

RRobe ha detto...

E' una roba che vuoi andare a ringraziarli a casa.

Joseph Blue ha detto...

Aspetta... Gina Carano e Michelle Rodriguez che si pestano?

Prenoto i biglietti, ora.



Tyler ha detto...

In questo genere di liste True Lies ce lo mettono sempre in pochi.
Grosso errore.
:)

stefano.passeri ha detto...

Tremenda vendetta di quando in F&F4 mi avevi fatto notare che il personaggio di Michelle Rofriguez era morta...ehhhh quanto hai cannato caro mio!!!

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Vedendo il trailer... mi stavo sentendo male...

Paola Peretti ha detto...

Ragazzi, da una che è cresciuta a pane e Arma letale non può che venire un "wow"!!
Consiglio caldamente anche Iron man 3.
Anch'io ho un blog -è un po' da done, ma può aiutare anche i maschietti, in un certo senso: http://lammalia-api.blogspot.it/

albrecht virgolo ha detto...

Che tristezza quelli che fanno pubblicità ai propri blog.

Houron ha detto...

Visto ieri sera con l'amico di sempre. Ci è piaciuto davvero un casino.
In sala son esplosi due applausi: il primo per la scena degna di un supereroe (accompagnata da parecchi "ELLAPEPPA!" "ELLAMADOOONNA"!), il secondo per la combo Wrestling XD
Ma il vero mindblow, che ci ha lasciato il sorrisone sulla faccia per un paio d'ore, è per l'appunto la scena post epilogo che ha dato un senso al Tokyo Drift.
Siamo gasati a mille per Fast7 XD

Mario Donisi ha detto...

Attenzione Spoiler

Rob, hai avuto anche tu immediatamente l'impressione che Jason Statham sia il fratello di Luke Evans? Che po', magari, 'sta cosa è pure saltata fuori, l'ho scritto giusto perché non lo hai scritto tu. Poi, anche tu adesso hai una voglia indicibile che il prossimo capitolo termini con Statham che uccide tutti? Prima il biondino, co' 'na morte brutta assai, poi tutti gli altri.