4.6.13

Di LONG WEI. Una sequenza inedita e una cosa da fare.


Dunque, da un paio di giorni è arrivato in edicola Long Wei, nuova proposta a fumetti dell'Aurea Editoriale di Diego Cajelli (sceneggiatore) e Luca Genovese (creatore grafico).
Long Wei è un thriller metropolitano, con tante arti marziali e pestaggi di varia natura, ambientato a Milano.
E' scritto molto bene e raccontato per immagini ancora meglio. Ha le copertine di LRNZ e nei prossimi numeri vanterà i disegni di alcuni tra i più promettenti disegnatori d'Italia, gente che se iniziate a seguirla oggi, tra qualche tempo direte: "io quello lo seguivo sin da quando non era ancora famoso!"
In senso assoluto, Long Wei è una serie coraggiosa. Per come Diego l'ha concepita, per come Luca e gli altri l'hanno disegnata, per come è stata promossa e tutto il resto.
E il mio consiglio è di andare in edicola e comprarlo.







Qui sopra una bella sequenza di Luca Bertelè.

E qui, di solito, finiscono i miei messaggi quando si tratta di segnalare un prodotto che mi piace.
Invece, questa volta, mi dilungo.

Perché c'è un discorso da fare a proposito della stagione che stanno vivendo i bonellidi (gli albi di formato Bonelli non editi dalla Bonelli, per capirsi).
Un discorso che avrei dovuto fare prima ma che non ho mai trovato la maniera giusta.
Adesso, la maniera non l'ho ancora trovata, quindi ve la metterò giù piatta, senza tanti giri di parole.

I bonellidi stanno morendo.
E non perché non trovano più il loro pubblico ma perché, un pubblico, non lo raggiungono proprio.

Breve riassunto:
dieci anni fa i bonellidi potevano contare su un venduto medio per i primi numeri, che si aggirava attorno a un terzo della tiratura iniziale. Certe volte andava leggermente meglio (e si gridava al successo), certe volte leggermente peggio (e si mugugnava in silenzio). Poi le vendite calavano e ci si assestava, sopra o sotto la sopravvivenza, a seconda della bontà del prodotto.
Attorno a questo meccanismo si era quindi sviluppato una sorta di modello economico che, grazie ad un pareggio (il numero di copie vendute necessarie a coprire tutte le spese) di poco inferiore alle diecimila copie,  permetteva a tante testate di campare più o meno decentemente, riuscendo- in qualche caso - a portare a casa qualche soldo.
Diciamo che questo periodo si può circoscrivere in un periodo che va da John Doe n.1 (sessantamila copie di tiratura del primo numero, ventiseimila di venduto), a David Murphy: 911 n. 1 (trentacinquemila copie di tiratura del primo numero, sedicimila copie di venduto). Nel mezzo, Detective Dante (Partito intorno alle diciottomila e poi assestatosi a poco più di diecimila) e le molte testate Star (qui le cifre non le faccio perché, pur conoscendolo che sufficiente precisione, sono comunque dati riportati e non frutto di osservazione diretta).
Da un certo punto in poi, complice la crisi, i cazzi e i mazzi, il mercato si è contratto e questa proporzione si è abbassata. Non in maniera rilevante, ma di quel tanto che bastava per rendere certe operazioni economicamente sfavorevoli.
Poi, in tempi recentissimi, le cose sono peggiorate.

Fine riassunto:
Dove sta il problema?
A causa di una serie di ragioni troppo lunghe e complicate da stare a spiegare (tutta roba legata ai meccanismi distributivi), oggi il problema non è più vendere o non vendere un fumetto. Ma mettere quel fumetto in condizione di poter essere venduto.
Il discorso è semplice: facciamo che un editore stampi un prodotto in un numero di copie che diremo CENTO.
Questo cento raggiunge il distributore nazionale e questo, per tutta una serie di ragioni, ai distributori regionali manda solo NOVANTA. I distributori regionali, sempre per ragioni loro, ne distribuiscono OTTANTA.
Di queste ottanta, gli edicolanti ne, rimandano indietro, con resa immediata (lo stesso giorno che le copie gli arrivano) dieci .
Alla vendita, quindi, arriva SETTANTA. Di questo settanta se ne vende, se tutto va bene, un terzo.
Che è tipo VENTITRE .
Cifra che non somiglia per nulla a quel "poco meno di un terzo su cento" su cui l'editore aveva fatto conto.
E le testate chiudono.
E resta solo la Bonelli.
E i giovani sceneggiatori e disegnatori, interessati al fumetto popolare, non hanno più possibilità di fare esperienza e farsi vedere.
E il lettore ha una scelta sempre meno variegata.
E gli editori diventano ancora più cauti pavidi.
E le tirature si abbassano.
E, se continua così, il fumetto bonellide si estinguerà dall'edicola nei prossimi due anni. Forse molto prima.

E tutto questo che c'entra con Long Wei?
C'entra perché è un bel fumetto. Un fumetto coraggioso.
Che in edicola non si trova.
Perché la tiratura (trentacinquemila copie) che non è bassa ma neanche alta, in edicola non basta per contrastare il fenomeno che vi dicevo prima.
E allora bisogna chiederlo all'edicolante. E magari insistere pure.
Che se insisti con l'edicolante, poi capita che l'edicolante insista con il distributore e alla fine, le copie in edicola ci arrivano.
E magari le cose cambiano.
Perché se non cambiano, poi non lamentatevi che si faccia solo un certo tipo di fumetto, in Italia.
Che la colpa è pure vostra.
E mia.



62 commenti:

Francesco Carucci ha detto...

Curiosita' da uno che praticamente non ha letto un fumetto in vita sua: esiste distribuzione elettronica? Se no perche'?

RRobe ha detto...

Mi pare che ancora non ci sia.
Perché gli editori italiani sono lenti.

fonti ha detto...

ma quali sono le ragioni per cui si perdono le copie nei vari passaggi di distribuzione?

Simone Longarini ha detto...

Difatti nelle edicole della mia città (Terracina) neanche l'ombra.

RRobe ha detto...

Che i distributori sono figli dagli incerti natali.

Timon ha detto...

perchè non venderli su amazon, ad esempio? (star comics,tanto per dirne una, fa lo stesso errore)

Comix Factory ha detto...

tristemente vero, a Caserta quasi non s'è visto. Pur essendo un agguerrito frequentatore di edicole non sono stato capace di trovarlo, e so che c'è arrivato solo perché un paio di amici lo hanno trovato e acquistato.
Il sistema delle edicole andrebbe rivoluzionato e rilanciato, stando così le cose tra dieci anni potrebbero non esserci più le edicole.

Negli ultimi 5/8 anni hanno chiuso circa 10.000 edicole; il mio edicolante, tanto per riportare una testimonianza diretta, mi ha detto che nei mesi tra giugno e settembre (quelli senza scuola e, quindi, spese ad essa collegate) fa la fame e più volte ha pensato di chiudere i battenti (considerati anche gli orari folli e la perdita di materiale, e dunque di venduto, quando sta chiuso qualche giorno).

RRobe ha detto...

Perché ci vuole una mentalità che tanti editori ancora non hanno. Ci stanno arrivando (alcuni)ma ci vuole tempo.

Zanzathedog ha detto...

Sono passato in 6 edicole a Bologna e nessuna di queste aveva Long Wei.

Il problema credo stia anche nel disinteresse degli edicolanti: quelli più vicini a casa, sotto mia richiesta, m'hanno risposto che non avendo mai sentito parlare del prodotto in questione non sanno nemmeno come reperirmelo.
Non so come funzioni la distribuzione delle edicole, ma la loro mi sembrava più una scusa per non dover complicarsi la vita (per venirgli incontro avevo preparato un post-it con tutti i dati della serie, tra cui l'editore).

Susanna raule ha detto...

Ciò mi spiega molte cose, perché sono un paio di giorni che chiedo Long Wei e pare che nessuno sappia che esista, al punto che avevo iniziato a pensare di essermi sbagliata sulla data di uscita.
Ora che so, insisterò DI PIU'.

Kamlo ha detto...

Grazie per esserti dilungato.

Ha sorpreso pure me il non trovare long wei nelle varie edicole, dopo tutto quell'hype che era montato. La mia edicola di fiducia, sempre ben fornita, ne aveva solo una copia (che avevo prenotato, con lungimiranza a quanto pare)

Certo che però una tiratura di 35.000 copie per un fumetto come long wei è un brutto segno... si ha paura di investire pure in un progetto simile? con questa fan base, un buon lancio, e ottimi nomi dietro?

Giorgio Salati ha detto...

Purtroppo come ben sai lo stesso problema l'abbiamo vissuto con LAW...

Comix Factory ha detto...

ma Amazon non può essere la soluzione al problema. Molte persone sono legate alla territorialità, hanno paura di utilizzare la carta di credito on-line ecc. E poi, e questo è lo stesso errore che fa Beppe Grillo, c'è tutta una fetta di popolazione che non ha confidenza con il PC, il web e i suoi strumenti.
Iniziare a distribuire bene in fumetteria potrebbe essere già una minima soluzione, potenziare la distribuzione in edicola un'altra.

HulkSpakk ha detto...

Roberto seguendo le tue proporzioni con J.Doe o gli altri tuoi passati periodici, quanto potrebbe piazzare in fumetteria Long Wei?
Perchè nel teorema della distribuzione fiacca, ci sta anche quello che l'editore e quindi gli altri anelli della catena perde, decidendo di non andare in contemporanea anche in fumetteria.

Marco Frosali ha detto...

Secondo me una discreta percentuale di distributori e edicolanti (per le edicole che posso dire di avere osservato) non ha rispetto per i prodotti che vende. Non li promuove per niente.
Perché? Possono contare sulle rese (chissene!).
Chi vende abiti comuni, ceramiche, bomboniere (faccio esempi di prodotti che non possono contare su ricerche di mercato o marchi famosi), promuove la vetrina, beneficia una certa gamma, rinnova l'esposizione.
Dal dopoguerra (va beh, dai, esageriamo) ci sono edicole con gli stessi mobili contenenti i prodotti dello stesso genere da decenni.
Il mio edicolante di fiducia (con un'edicola medio piccola posta in punto strategico) deve rimandare indietro molte serie a fascicoli, periodici settimanali o annuari perchè non saprebbe dove metterli. Per fortuna è un lettore di fumetti e da lui trovo ancora quello che voglio. Si raccomanda di prenotare le mie copie altrimenti è costretto a etichettare alcuni prodotti che altrimenti rischia di non rendere.
Alcuni distributori trattano i periodici come balle di fieno, tanto che spesso devo aspettare per avere le copie di volumi allegati a settimanali che ho prenotato perchè arrivano rotte.

Mi avevano detto alcuni anni fa, che la Bonelli tratta molto bene le edicole, con le rese e, livello di percentuali di guadagno, con l'esclusiva rispetto alle fumetterie (che ricevono Bonbelli 6 mesi dopo). Non mi sembra che l'editore milanese riceva un degno trattamento dei propri prodotti.

Mi sembra che alcuni edicolanti, tengano i periodici come fosse un favore personale agli editori, come se non fossero proprio quelli che gli portano il guadagno.
Eppure so che le edicole devono arrabattarsi per vendere, riempiendosi di pupazzetti e minchiatelle che non dureranno.
Non ci si fidelizza nei giocattoli.

Ho visto chioschi che voi umani...
Libri e fumetti dai colori divorati dal sole, stropicciati, etichettati.

Altro problema: le copie che spettano alle singole edicole.
Spesso quelle dove vado io, tengono solo gli albi che vendono. Non per loro volontà, ma perchè se richiedono copie in più, i distributori rispondono picche e per avere una copia si deva attendere che qualche altra edicola faccia le rese (mi è successo con le statue dei personaggi a fumetti in piombo)


Infine, molte testate non vanno incontro agli edicolanti che devono esporre periodici antologici con nomi diversi da quello di copertina e che loro devono "segnare" col nome che appare nella bolla dei distributori.

Mi scuso per essere stato caotico nell'esposizione. Spero che i concetti siano filtrati comunque.

Ciao!

Salvatore Adelfio ha detto...

Io ho una libreria di fumetti a Palermo. Ho ordinato Long Wei al mio distributore molto prima che uscisse. So che è arrivato in edicola ma dal mio distributore ancora nulla. Perché non puntare anche sulle fumetterie?

Vodka ha detto...

oddio ... la fine di questo post mi ha fatto tremendamente sentire in colpa per la scomparsa dei "bonellidi" che ormai sono anni che non compro, non solo perché la penuria di soldi mi ha fatto diventare più "selettivo" (si scrive selettivo, ma si legge ho meno soldi da destinare ai fumetti) ma soprattutto perché mi aveva stancato la sorte che(come descritto dal tuo post) sembrerebbe toccare a tutti i bonellidi:,la loro scarsa reperibilità che non ti permetteva di seguire la periodicità neanche volendo.
Ad esempio anni addietro comprai il primo numero di un bonellide chiamato 2700 la storia mi piacque assai, ma dopo i primi cinque numeri la loro reperibilità era divenuta un' impresa capitava di trovare un numero in edicola dopo averne persi 2 .... poi all' improvviso scomparso , nel senso che alle fumettiste della mia zona non arrivava più nessun numero

Gennaro Costanzo ha detto...

Se posso fare la mosca bianca, ieri sono andato nella mia edicola di fiducia (abito in provincia di Napoli). C'erano due copie esposte. Ne ho presa una.

Ad ogni modo, molto dipende anche dall'attenzione dell'edicolante e dalla sua gestione dell'edicola.

Detto questo, mi spiace che la confezione del prodotto da parte dell'Aurea sia la solita e non supporti un fumetto molto scorrevole e con un disegni molto dinamici. Un numero molto introduttivo, ma sono curioso di vedere come svilupperanno la serie.

senility ha detto...

ma che siete pazzi, commentate nei blog? cosa è successo, improvvisamnete è di nuovo il 2010?

pippobaggio ha detto...

Articolo molto interessante(e ancora più sconfortante). Immagino che qualsiasi fumetto distribuito in edicola abbia questi problemi e non solo i bonellidi. Parlando del formato,non credi che il formato bonelli possa essere un errore strategico degli editori che non sono Bonelli? Chiaramente quello che conta di un fumetto è quello che c'è scritto e disegnato dentro, ma sfidare un colosso come Bonelli con le sue stesse armi(specialmente in un periodo in cui Bonelli non trova nuovi lettori)non potrebbe essere uno dei problemi di vendita?

Planetary ha detto...

Ma Bonelli va sfidato, e con le sue stesse armi anche (e non solo).
Altrimenti qualcuno avrebbe potuto dire a Page e Brin nel 98 "Ma non potete mettervi a fare un altro motore di ricerca, c'è già Altavista!" :)

noir ha detto...

Prima di esprimere il mio pensiero premetto che conosco per esperienza personale il mondo delle edicole, conosco i meccanismi delle rese e dei guadagni. Sono un giornalista ma per mesi ho anche aiutato un amico in un'edicola.
Gli edicolanti fanno un lavoro durissimo e guadagnano molto poco. Su ogni rivista, giornale, fumetto, dvd, busta sorpresa o figurina guadagnano circa il 23% lordo – un quotidiano, che è il giornale più venduto in una edicola costa 1,20 – da questa ricca cifra bisogna detrarre le tasse, l'affitto, l'assicurazione, luce, telefono ed eventuale riscaldamento e, infine, anche le ore di lavoro di solito dalle 5 del mattino alle 19,30, quindi diciamo che su ogni quotidiano venduto il guadagno netto è di 10 centesimi. L'edicolante non ha alcun interesse a non vendere questa o quella rivista, a volte è solamente sommerso dalle pubblicazioni. Ma questo non è il problema. Il vero problema sono i distributori. In pochi sanno che il numero di copie che finisce in una edicola non viene stabilito dall'edicolante stesso, almeno in prima battuta visto che può chiedere un rifornimento, ma dal distributore stesso che in base alle vendite o in base a sue scelte, oppure come spesso accade in base a un programma computerizzato, invia le copie nelle varie edicole. Il distributore guadagna per ogni singola copia distribuita - ripeto distribuita non venduta - quindi poco importa se poi le copie vengono vendute o no. Quindi anche i fumetti subiscono questa sorte. L'unico che ci guadagna sempre è solo il distributore pagato dalla casa editrice.
In questo periodo storico, causa crisi dell'editoria in genere, gli edicolanti sono alla canna del gas. Ogni fine settimana, o in alcuni fortunati casi ogni quindici giorni, devono pagare i giornali che ricevono, tra questi ci sono anche i mensili o i bimestrali che restano fermi in edicola. Quindi anticipano anche ingenti somme di denaro, ingenti anche perché il numero di copie che spesso il distributore manda è decisamente superiore a quelle che l'edicola riesce a vendere – 50 copie di un mensile di cucina che costa 5 euro di cui ne vengono vendute 6 copie e in edicola ne restano per un mese 44 pagate – cifre alte che non vengono coperte dagli incassi dei quotidiani o di altri prodotti più venduti. Certo c'è la resa, ma è un capitolo a parte.
Ogni giorno gli edicolanti devono rendere quotidiani, settimanali, mensili, riviste, giochi per bambini ecc ecc. Se un edicolante non trova una rivista – finita per caso dentro o dietro un'altra rivista – pensa di averla venduta. La ritroverà qualche settimana dopo e, come pochi sanno, non potrà più mandarla indietro – alcuni distributori accettano rese solo di due numeri arretrati – perdendo l'interno prezzo di copertina. Quindi con una rivista da 5 euro persa, l'edicolante perde circa 50 quotidiani venduti, una buona mezza giornata di lavoro. La resa non è una operazione facile visto che le riviste non sempre si chiamano con il titolo che si vede in prima pagina ma nelle bolle compaiono come “allegati o supplementi”. In alcune province esistono sistemi computerizzati, pagati un euro al giorno, che mostrano anche le foto delle riviste per evitare di sbagliare la resa, un'altra spesa per gli edicolanti.
Il vero problema dei fumetti rimane quindi la distribuzione che, come accade anche in altre nazioni, potrebbe essere seguita direttamente dalle case editrici. Attualmente mi trovo in Sardegna di Long Wei nemmeno l'ombra, come non c'erano tracce di Metamorphosis di Bevilacqua. Farò il mio consueto giro delle edicole per cercarlo, poi lo ordinerò in qualche libreria specializzata oppure proverò a farlo chiedere dal mio edicolante al distributore per verificare dove le copie sono state inviate.
Scusate l'intervento così lungo
Manuel

Andrea Baroni ha detto...

Letto il post, ho alzato il culo dalla sedia del mio negozio, messo il classico "torno subito" e mi sono recato al negozio specializzato a 50metri comprandolo al volo.
Robè ormai sei un trend setter.

stewiis ha detto...

Da come ne parli tu sembra che il problema sia solo la distribuzione (vendono il 30% che dovrebbero vendere ma su una base molto minore di quella che dovrebbe arrivare in edicola) e non del fatto che la maggior parte sia merda pura.

a sto punto parlando da tiziochestudiamarketing tutte quelle piccole case editrici dovrebbero fondersi in 1 massimo 2 società.. in modo da avere un po' più potere contrattuale col distributore (difatti dubito che arrivino meno copie di quelle che stabiliscono bonelli e panini in edicola). ma non accadrà mai, in italia la parola fusione non esiste

Tiziano De Martino ha detto...

A Roma sette edicole su sette tra San Giovanni e Garbatella avevano esposte almeno 2-3 copie di Long Wei.

Francesco Carucci ha detto...

Vivo in un mondo a parte, ma pensare nel 2013 di dovermi alzare e andare in un'edicola per acquistare una pubblicazione di qualunque tipo mi lascia perplesso. E' roba da medioevo.

Non ricordo l'ultima volta che ho acquistato della carta. Clicco solo bottoni.

Sara' il caso di entrare nel terzo millennio?

pippobaggio ha detto...

Planetary, il mio ragionamento era questo: Bonelli ha il suo pubblico che gradualmente sta diminuendo e per lo più si tratta di un pubblico di una certa età altamente fidelizzato che legge solo o quasi albi bonelli, che sono abituati da anni a quello stile e a quel modo di raccontare, ma anche a quella qualità ecc. Spostare quel pubblico verso un altro prodotto è impensabile, tanto vale puntare a un pubblico più giovane e meno fidelizzato, che magari è lo stesso pubblico che se vede un bonellide pensa "ecco la solita roba da vecchi", (che non è il mio pensiero e anzi tante cose di bonelli mi piacciono eccome ma capisco che un ventenne possa pensarla così).

KoTa ha detto...

Qui si comincia a parlare di confezione del prodotto, e Long Wei, in quanto a confezione, è lontano anni luce dal classico Bonelli.

Ma proprio perchè è un prodotto "giovane" e che si rivolge (anche) ad un pubblico diverso, secondo me la soluzione sarebbe la distribuzione in fumetteria.

stefano.passeri ha detto...

Lomg Wei preso. Sinceramente delle 5 edicole che ho da casa a lavoro, il fumetto era presente in tutte. Poi può essere un caso che sono ben fornite ma per dire, i marveliani fatico sempre a trovarli ovunque.

Engelium ha detto...

Inutile, non si trova dalle mie parti

Ancora una volta (John Doe, Canemucco, ecc...) ho rotto l'anima a tutti gli edicolanti che conosco per ritrovarmi alla fine con nulla in mano... sarò sincero: nemmeno mi arrischierò più a perdere il mio tempo appresso alle edicole da ora in poi... fosse anche per il capolavoro ultimo dei meglio sceneggiatori al mondo.

Quando avrò tempo andrò in fumetteria e mi farò ritirare la serie lì nella mia cassetta... con attese lunghissime ma alla fine arriverà.

Anche lì sento il proprietario lamentarsi sempre con la distribuzione e le cose non tornano più... se è la distribuzione esistente il problema perchè non la si cambia e si crea un servizio valido alternativo?

leo ha detto...

ok i distributori son figli di buona donna, ma in quale accezione del termine?
son svogliati, son timorosi? qual è il vantaggio nel trattenere quelle 10 copie?

domanda ot (ma forse non tanto):
Rrobe che pensi di questa nuova iniziativa mondadori sulla distribuzione di macchinette da videonoleggio nelle edicole di provincia?

Luca Polzz ha detto...

A Genova in edicola ho sempre trovato quello che cercavo (meno male!)

Tommaso ha detto...

Quello che non mi è chiaro è perché di questo problema sembra soffrire più una casa editrice storica e affermata come l'Aurea/Eura che non realtà nuove come la benemerita Cosmo o la 7even Age... quest'ultima (almeno dalle mie parti) ha letteralmente invaso ogni edicola con la sua robaccia.

Daniele Marotta ha detto...

Perché investire energie quando l'editore per primo sabota il progetto non rendendolo disponibile?
Forse è pigro anche l'autore che suona sempre alla stessa porta, (non cajelli in generale...), anziché tentare strade che valorizzino di più la fatica che si fa a fare un opera.

ivothor ha detto...

Comprato in edicola a Milano. E ho fatto fatica. Non tutti ce l'hanno. Nessuno nei post parla del fumetto. Ma l'avete letto? io si. Gran bel fumetto davvero, scritto molto bene. Bella l'idea di una citta italiana che fa da sfondo (ma sono di parte!).Peccato la carta, non eccezionale! Bravo RRobe per promuovere questo progetto!se lo merita!

KoTa ha detto...

Daniele, non è l'editore a sabotare il progetto. L'Aurea quello che può fare, lo fa (anche se potrebbe fare qualcosina di più), ma una volta che la tiratura è in mano al distributore, spetta a lui fare il suo mestiere e non sabotare il progetto.

PaoloArmitano ha detto...

Preso ieri, e letto tutto d'un colpo. E' bello, accattate villo, quando lo trovate!!

The Passenger ha detto...

L'edicola sotto casa ne ha ricevuto solo una copia come per altre testate....la distribuzione, anzi la mancata distribuzione è il problemone che assilla anche le etichette indie! Chevvelodicoafare! ^_^

Daniele Marotta ha detto...

@ Kota, quando gli editori o i curatori si impegnano su un progetto almeno tanto quanto gli autori (hai presente le ore che ci vogliono a concepire e disegnare un albo?) allora è molto probabile che vengono curati capillarmente tutti gli aspetti dalla promozione alla distribuzione.
Un altra domanda da porci è: come mai l'aurea ha prodotto long wei? per quale scopo?
d.

ilRame ha detto...

Una cosa (delle tante) che non ho mai capito: perché gli editori di fumetti sono restii agli abbonamenti? Mi risulta che li faccia solo Topolino. Non è una soluzione per gestire meglio la tiratura?

Grazie

KoTa ha detto...

@Daniele: sì, una mezza idea di quanto ci possa volere ce l'ho. Cmq sia, della promozione online se ne è occupato in toto il comparto autori, mentre la casa editrice ha finanziato, com'è normale che sia. Però poi distribuire in modo efficace è compito del distributore (sai com'è, è il suo lavoro), come è lavoro delle edicole mettere in mostra ciò che gli viene dato.

Francesco "Pindaro" Diana ha detto...

Mi chiedo perché la casa editrice non debba chiedere garanzie più ferree al distributore. Poi vabbé, posso chiedere quello che voglio io all'edicolante e lui al distributore, ma non c'è comunicazione immediata. Esempio: John Doe, distributore di Caserta: Ciccarelli (faccio il nome), edicola di mio zio, io che voglio che mi arrivi JD in edicola. Risultato? JD, che avevo conosciuto al comicon tramite il dossier numero 2, arriva in edicola di mio zio, dopo un sollecito fatto da me a settimana, alla fine della seconda stagione. Non c'è rapporto tra chi vende e chi distribuisce. Altri edicolanti con cui sto parlando mi hanno detto tutti la stessa cosa, i centri commerciali stanno rovinando anche la vendita da edicola. Perché? Per il rapporto resa/venduto. Le edicole sono più attente a fare la resa e quindi mandano più cose indietro al distributore, mentre nei centri commerciali questa cosa non avviene e al distributore torna indietro meno roba. Morale? Fumetti, riviste, collezioni che le edicole vendevano non vanno più in edicola perché al distributore roda il culo la resa. Dovreste parlare voi del settore coi sindacalisti, di tutte le categorie in gioco, se ne esistono. Magari includendo noi attraverso le associazioni per consumatori, perché cazzo, se il fumetto è una cosa seria servono azioni serie per farlo respirare.

Daniele Marotta ha detto...

@Kota
ti immagini se un produttore di frutta mandasse nei negozi solo tre mele, cinque arance e due banane al giorno?
L'editore si suppone che campi con quello che edita, sua è la responsabilit del processo produttivo e della sua fruibilità.
Credo che ogni editore che si rispetti dovrebbe investire su prodotti soddisfacenti per la sua impresa e su quelli sbattersi al massimo, mantenendo un margine di rischio e sperimentazione tollerabile.
Queste sono le basi di qualunque attività, il distributore è un passaggio sul cui funzionamento deve vegliare l'editore sopra tutti perché dovrebbe avere l'interesse maggiore di tutti a che ui suoi prodotti circolino.

Skull ha detto...

Non trovandolo in nessuna edicola della mia città, ho fatto proprio come ha suggerito il Rrobe: ho preso l'edicolante che mi sembrava più disponibile (e meno abulico) e gli ho chiesto se gentilmente poteva verificare l'esistenza della testata presso il proprio distributore e, in caso affermativo, se addiritura poteva farselo consegnare nel giro di qualche giorno per completare -dio non voglia!!-il circolo virtuoso del prodotto a fumetti da edicola (editore > distributore > edicolante > acquirente).

Risultato: niente lo stesso. Niente di niente.

Coneguenza pratica: l'ho ordinato in fumetteria, dove mi arriverà con calma (un paio di settimane, se va bene) ma mi arriverà.

Adele ha detto...

Vivo a Bologna, ma ho trovato Long Wei a Reggio Emilia (battendo sul tempo almeno 2 miei amici).
Mi dispiace per la situazione della distribuzione, è ormai un anno che ho deciso di comprare Bonelli e bonellidi solo in edicola (anche per l'incapacità della fumetteria da cui solitamente mi rifornisco...), io ho cercato di farlo passare a più persone possibili, ma ogni volta per spiegare cos'è c'è da fare 'na lezione di storia del fumetto che poi due palle..
Non stiamo tanto a dire "siamo nel 2013/era digitale wins", perchè i miei coetanei (25 anni eh) o amici giovani che conoscono il progetto si contano su una mano.
E direi che sui siti di informazione fumettistica la news è passata, il problema è sempre che siamo in una nicchia, sempre e comunque, e nel fare informazione sempre li ci si rivolge.
Se poi la news passa e il prodotto non si trova, sarà come iniziare una quest alla ricerca del sacro graal.
Ci sono soluzioni per cambiare la distribuzione nelle edicole e permettere la popolarizzazione del genere?

(anche perchè Long Wei potrebbe pure convincere i più testardi mangosi...)

Mr.Atomico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alex Cesterfild ha detto...

Temo che il discorso distribuzione presso edicole sia terribilmente più complesso. Vivo a Treviso, e apparte che non ho avuto difficoltà nel reperire il prodotto, si dovrebbe sottolineare un ulteriore fattore: il prodotto formato bonelli è quello che più invade le edicole, il lettore medio, a quel punto, ha due scelte: o acquista i "soliti noti " per non sbagliare, oppure quel fumetto che reputa di buona qualità grafica e narrativa. Se poi calcoliamo che in italia vi sono più di 40.000 edicole(dato non aggiornato) la distribuzione del prodotto ovviamente non coprirà mai tutte le edicole se stampato in cifre inferiori. Non vi è da stupirsi se su certe regioni non si trova, tra l' altro, per chi non lo sapesse, è il distributore a fare il bello e il cattivo tempo in certe regioni, ma che io sappia, se un prodotto vende, mai e poi mai eviterebbero di distribuirlo a livello capillare.

pietro ha detto...

mi aggancio all'ultimo post.
evidentemente il fattore distribuzione mi sembra che quasi tutti abbiano le idee confuse.
domanda semplice semplice: che interesse ha il distributore ha boicottare chicchessia? nei fumetti non ci sono guadagni da far spendere cifre per far fallire un concorrente.e allora il motivo deve essere un altro. principalmente dell'editore, non fa pubblicità una delle prime cose mancanti. stampa meno copie delle edicole in circolazione, seconda cosa mancante.i distributori prendono una bella percentuale per distribuire i giornali ( riviste, fumetti ecc.) e prendono soldi dalla resa, per loro sono soldi comunqe.Anche per loro il problema sta nello spazio che c'è dentro al furgoncino che arriva all'edicola. Edicolanti, perchè non dovrebbero avere quello che per loro è guadagno? l'unico problema che ha l'edicolante è lo spazio. se ha poco spazio espone quello che vende sicuramente, se ha molto spazio espone di tutto e se vende, magari la volta dopo aumenta l'ordine, se non vende prende solo una copia.come dice Rrobbe, se in un edicola ci sono due copie, in un'altra manca. non c'è altra soluzione. al giorno d'oggi quasi tutte le edicole sono infomatizzate, se esce un albo loro lo sanno, se è negli ordinisi può ordinare. il problema è la disponibilità, se ne stampi meno delle edicole che devi distribuire, sarà dura avere delle copie da mandare. una colpa della distribuzione è che non fanno magazzino, la resa è resa subito o quasi,se una rivista ( o un fumetto ) è nella lista della resa, non è disponibile, non c'è pezza. quindi è ben vero che bisognerebbe cambiare la distribuzione che sembra obsoleta, ma bisogna anche chiederci: perchè le case editrici che hanno la distribuzione propia, in edicola non si trovano lo stesso? La Panini ha la Pan che distribuisce ed è loro. Mondadori uguale ecc. quindi... con chi dobbiamo prendercela?
Fumetterie. hanno una distrbuzione diversa ed è tutta a discapito delle fumetterie, non hanno resa, quindi se non vendi ti tocca tenerti gli albi che diventano una perdita secca, poi c'è il fatto chela percentuale tra le copie aquisite e il guadagno è altissimo, quindi la soluzione migliore ( per non perdere soldi ) rimane la prenotazione ( e sperare che vengano a prendere le copie prenotate) siamo al punto di partenza. gli edicolanti devono lavorare in perdita? devono investire in materiale che non venderanno( va bene che hanno la resa,ma ogni copia consegnata all'edicolante, viene fatturata, quindi pagata e scalata solo all'atto della resa.per cui denaro che rimane fermo fino alla vendita effettiva) secondo me sono gli editori che devono darsi da fare a vendere il propio prodotto, facendogli pubblicità, investendo sul propio prodotto, cosa che mi pare sia quasi del tutto assente oggidì. bella l'idea dei biscotti della fortuna. okay, potrei parlare dettaglaitamente della distribuzione in edicola, a penso che per stasera basti ;-)

Giaime ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giaime ha detto...

Però, seriamente: se questo fumetto nuovo è così forte, perché non lo pubblica direttamente la Bonelli?

Skull ha detto...

Pietro: "domanda semplice semplice: che interesse ha il distributore ha boicottare chicchessia?"

Come spesso succede in questo paese balengo, non necessariamente si boicotta per interesse o in malafede: a volte succede per negligenza, altre (tante) per semplice indifferenza.
Una delle cose più difficili sembra proprio essere diventata fare il proprio lavoro con professionalità e spirito di collaborazione.

Poi molte delle cose che dici sono senz'altro vere: poca pubblicità di settore (quella virale non conta in questo caso), pochi investimenti della casa editrice sul numero 1 (nemmeno una locandina?), poche copie distribuite in confronto al numero delle edicole.

Però il meccanismo si inceppa quando la domanda è superiore all'offerta: e non dovrebbe proprio.

Tarlo Viola ha detto...

Questa cosa della distribuzione mi ha preso, cioé, previsioni apocalittiche a parte, era una cosa a cui non avevo pensato. Grande Rrobe che fai questi post.

*alza la mano il mangoso*

Io di italiano leggo, uh, niente. Gli unici sono giusto l'alan ford delle origini e John Doe.
Un giorno grazie a JD mi è venuta voglia di esplorare un po' il fumetto italiano, e tutt'ora non ho letto niente (volevo partire col nuovo Dylan ma non lo trovo tanto per rimanere in tema). Nonostante questa mia curiosità tuttavia non ho ancora idea di molti titoli che ogni tanto sento nominare, e long wei l'ho visto di striscio giusto perché ci sono inciampato per caso sul net. E se non ci son riuscito io che mi ci son interessato figuriamoci un mangoso a caso.


Blablabla.
Qualcuno che ha letto Long Wei me ne parla un po' che a sti post ci stanno solo elogi, ma cercando su internet trovo solo tizi che si menano e si tirano smorfie addosso.

Filoberto Alamari ha detto...

Il mondo digitale presenta delle oggettive difficoltà, ma varrebbe la pena provare. Sicuramente da utente mi piacerebbe molto.
I formati fruibili condizionano fortemente l'offerta.
Su e-book reader leggi bene solo Alan Ford/Diabolik (questi ultimi li ho visti su Amazon, chissà che vendite hanno), strisce, i bonellidi già possono godere di un'esperienza accettabile anche se più limitata.
Su tablet van bene altri formati già più grandi, a colori e più grandi. Su cellulare...?
Poi domani i cambiamenti tecnologici/economici possono cambiare le cose, chissà.
La pirateria è un rischio, ma in parte esiste già, si contrasta anche proponendo un'offerta reale e conveniente. (poi io ho una discreta collezione di fumetti, mi ricomprerei gli stessi in formato elettronico solo con un'offerta appetibile)
Sicuramente non ci sarebbero problemi di resi, la distribuzione avrebbe altre caratteristiche, suppongo comunque ci possa essere solo un miglioramento.
Ho paura che resterà più una speranza di lettore...

pietro ha detto...

SKULL ha detto:
Come spesso succede in questo paese balengo, non necessariamente si boicotta per interesse o in malafede: a volte succede per negligenza, altre (tante) per semplice indifferenza.

non credo propio che sia così, a parte il fatto che avevo letto un post ( che non trovo) dove c'erano accuse precise, il distributore guadagna la stessa percentuale sia con Pinco che con Pallino, boiccottare l'uno o l'altro non ha nessun senso.il distributore ha tutto l'interesse che il materiale distribuito sia venduto ( la resa rende pochino) e se il materiale viene caricato sul furgoncino, questo viene distribuito.il problema maggiore è un altro. il distributore non fa magazzino. ogni giorno ha milioni di libri, rivisti, giornali e fumetti da distribuire, tra l'uscita e il rientro passa un pò di tempo e uno a cercare un particolare albo in mezzo a tutta sta marea di robba costa tantissimo, quindi evita. il materiale in rientro viene rimandato all'editore. quindi se ci fosse un diverso sistema di recupero del reso e un ottimizzazione della tiratura da parte dell'editore ( l'editore è il primo a non comprendere che se stampi e distribuisci un numero di copie inferiore alle edicole, queste in proporzione avranno una visibilità insignificante. per non parlare del fatto che non puoi nemmeno mandarne in fumetteria ( che hanno una distribuzione diversa e se tiri via ,diciamo , mille copie alle edicole per darle allee fumetterie, ci saranno mille edicole in meno che non avranno l'albo in questione.
il top sarebbe 3 copie ( minime) per edicola. una copia la vendi ( subito quasi) una copia la esponi e una copia di resa, perchè la resa è importante, l'albo DEVE, lo ripeto DEVE, essere esposto per tutto il tempo della sua presenza in edicola. fino all'ultimo giorno. se all'edicola ne mandi una copia e questa la vendi subito, perdono soldi tutti, a cominciare dall'edicolante e finire dall'editore. quindi torniamo all'inizio, DEVE essere l'editore a rendere reperibile il suo prodotto, altrimenti è ( come si dice qui) cercare di far nozze con le castagne e dar la colpa al cuoco.

Daniele Mattei ha detto...

Io l'ho trovato, ma in effetti in edicola ce n'era solo un numero...in compenso come "bonellidi" trovo ben distribuiti quelli di editoriale Cosmo che sono fumetti francesi importati stampati in bianco e nero in quel formato.
Comunque Long Wei mi è piaciuto.E' ben scritto divertente e mi piace il fatto che esca dalla classica gabbia bonelliana.
Bella la confezione grafica e la cover di LRNZ. L'unica cosa che non sopporto è la stampa della Aurea, che non capisco come mai in generale ha una stampa pessima a parte gli euracomix : piuttosto produci meno, ma stampale bene le cose, che diventano anche più appetibili...in generale secondo me se si vuole che i bonellidi sopravvivano oltre alle storie e ai disegni occorre che si curi anche la qualità di stampa. Tutto questo ben sapendo che case editrici piccole non possono permettersi la qualità/quantità di Bonelli..

michele Menditto ha detto...

salve. io ho un edicola a maddaloni e mi sono arivate 4 copie. 2 subito vendute. una tenuta per me e ho disponibile un altra copia. per chi la volesse nn ci sno problemi

michele Menditto ha detto...

salve io sono di maddaloni e ho un edicola. mi sono arrivate 4 copie. due le ho subito vendute. una lo tenuta per me e ho ancora una disponibile

BlogMaster ha detto...

Perdonami Rrobe, non commento mai i tuoi articoli, che pure leggo con immenso piacere, ma qui, dato che sono tirato in ballo in quanto lettore, una cosa la voglio dire: ma lo hai fatto il confronto tenendoli solo in mano, tra i numeri uno di Longwei e Dragonero? Io sono un lettore da 20 anni di fumetti di tutti i tipi, mi informo, leggo e Longwei l'ho comprato senza "pesare" l'acquisto, ma un lettore da edicola? Dai, onestamente, la confezione di Longwei, se confrontata con un Bonelli, fa ridere! Sfogliali entrambi e nota la differenza di stampa e qualità....è evidente!

Poi io li ho letti entrambi e apprezzati davvero entrambi! Continuerò entrambi! Ma se il Bonellide muore, oltre che riceverle da noi lettori, forse qualche pugnalata se l'è autoinferta!

RRobe ha detto...

Hai perfettamente ragione.
Ma, nonostante questo, l'invito è a sostenere.
Perché il fumetto è buono.

Engelium ha detto...

mah... io questa storia della qualità della carta, della stampa, ecc... non l'ho mai capita

Se voglio un oggetto da adorare mi rivolgo ad altri settori (per dire: vado in libreria/fumetteria e mi compro un albo curato appositamente sotto questo aspetto)

Se compro un fumetto seriale da edicola me ne frega ca§§i se "non è la stessa qualità di Bonelli" ... mi interessa il contenuto, la storia, i disegni, gli artisti che ci hanno lavorato (LRNZ, 'acci sua... mi sa che sfangherà le copertine di JD)

Cioé... ma l'avete mai vista ad esempio una rivista qualsiasi giapponese? un pezzo di carta igienica riciclata e stampata usando inchiostri di infima qualità, ma chisenne... solo qui ci facciamo tutte ste pippe

Kingvolley ha detto...

Engelium, ma l'hai provato a leggere il numero 2 di Log Wei?
Avrei apprezzato anch'io il contenuto, la storia, i disegni, ecc... se avessi potuto vederli! La qualità di stampa era tanto bassa che non si riuscivano a LEGGERE le pagine! Non è una questione di farsi le pippe, è che il prodotto è proprio da buttare! E mi dispiace davvero per Cajelli e tutti quelli che ci hanno lavorato...

Engelium ha detto...

no non l'ho letto per il semplice fatto che dalle mie parti Long wei non arriva, punto.

Per carità, magari hai ragione quando dici che la qualità è orribile, ma la mia risposta era più che altro dovuta al fatto che questa critica sulla qualità della carta, ecc è una cosa che si ripete di continuo e spesso (troppo spesso) anche su albi che io ho acquistato e che trovavo più che accettabili. Che non siano paragonabili ai Bonelli OK, ma a leggere certe critiche sembra che siano delle robe illeggibili mentre invece sono più che buoni (e ripeto: andatevi a controllare la qualità di uno shonen jump qualsiasi e poi ne riparliamo)