13.6.13

Star Trek Into Darkness - la recensione -


Dunque, al mondo ci sono un sacco di tipi diversi di sceneggiatori, caratterizzati da diversi approcci alla scrittura, diversi punti di forza e debolezza, e diverse visioni di cosa sia davvero importante in una storia e cosa no. Per semplificare, si potrebbe dire che esistono sceneggiatori bravi e sceneggiatori incapaci ma è un discorso che lascia il tempo che trova. Più interessante, invece, dire che esistono sceneggiatori consapevoli e sceneggiatori inconsapevoli.
Provo a spiegarmi meglio.
A meno che non si lavori nella più completa indipendenza, il lavoro creativo è sempre influenzato da necessità produttive e di marketing.
Queste istanze, che nulla hanno a che spartire con una visione artistica, tendono a influenzare lo sviluppo dell'opera stessa.
E qui entra in gioco la consapevolezza.
Perché uno sceneggiatore consapevole, vede questo processo e cerca di arginarlo, limitandone i danni, per così dire.
Uno sceneggiatore inconsapevole non lo vede, e lascia che la sua opera diventi uno strumento per veicolare necessità che nulla hanno a che spartire con una visione artistica, o anche solo con la dignità narrativa.
Kurtzman, Orci e Lindelof, gli autori di molte malefatte recenti del cinema USA, sono tre sceneggiatori dotati di molto talento e fortemente consapevoli.
Peccato che se ne freghino.
Che è poi la loro colpa maggiore. Perché il problema non è mai che non sono capaci e che la cosa gli è sfuggita di mano. Il problema è sempre che sono capaci ma hanno scelto, consapevolmente, di abbracciare il lato oscuro della forza.

Chiariamo una cosa così poi non si creano fraintendimenti:
questo Star Trek Into Darkness mi è piaciuto.
Più del precedente capitolo, che pure mi aveva convinto.
Solo che è un film stupido.
Perché non c'è un singolo passaggio narrativo, una singola svolta di trama che, se ti ci fermi a pensare un attimo sopra, abbia davvero un senso logico.
Per carità, visto "tutto d'un fiato", godendosi solo lo spettacolare ritmo, le belle immagini, le ottime interpretazioni, i discreti effetti speciali e la rimarchevole colonna sonora, fila via che è un piacere.
Ma funziona solo se non ci ripensi.
Perché se ci ripensi, ti fai delle domande.
E se ti fai delle domande, è la fine. Non funziona niente.
Kurtzman, Orci e Lindelof sacrificano (consapevolmente ed è questa la cosa che dispiace di più) qualsiasi pretesa di una narrazione coerente in funzione dello spettacolo e del ritmo.
Il risultato è un film davvero molto divertente. Ma davvero molto scombinato.
Come quella ragazze bona, simpatica e scema, perfetta per fare baldoria ma assolutamente inadeguata se si tratta di sedersi e parlare.
Ma sapete che c'è? Io le adoro le ragazze bone, simpatiche e sceme, quindi, per me, questo Into Darkness è promosso a pieni voti.

A margine, la sola interpretazione di quel figo stratosferico di Benedict Cumberbatch, basta e avanza a giustificare la visione.

Ancora più a margine, se siete dei trekkisti duri e puri, odierete questo film ancora di più di quanto avete odiato il precedente. Ma, se siete dei trekkisti duri e puri, vi meritate ogni amarezza possibile.

Infine, una nota per i VERI CREDENTI:
Abrams, pur avendo per le mani una sceneggiatura non certo fantastica, si è portato a casa un film molto buono, valorizzando gli attori e facendo un gran lavoro sul il ritmo e la spettacolarità.
Se con i nuovi Star Wars potrà contare su degli script migliori (e io non ho dubbio a riguardo, visti i nomi coinvolti), rischiamo di ritrovarci per le mani qualcosa di davvero, davvero, buono.
Teniamo le dita incrociate. E che la Forza sia con noi.
Sempre.




p.s.
Scusate. Non volevo essere così duro con i trekkisti.
Ma solo un trekkista può lamentarsi perché nel film c'è una scena del genere:







21 commenti:

Luca Paleari ha detto...

Non so perchè ma a leggere questa recensione ho pensto che calzasse a pennello anche per Evangelion Rebuild...

Claudio Vallesi ha detto...

Non sono un vero trekkista.

Zen ha detto...

"Ancora più a margine, se siete dei trekkisti duri e puri, odierete questo film ancora di più di quanto avete odiato il precedente. Ma, se siete dei trekkisti duri e puri, vi meritate ogni amarezza possibile."

Magnifico. <3

Zen

Giac ha detto...

Ho scritto ieri sera praticamente la stessa cosa. Buone penne asservite allo spettacolo 'puro' che fanno finire in un buco nero tutto quello che può minimamente interferire con l'entertainment a rotta di collo. Ma comunque un film con molti meriti :-)
Linko la rece perchè nella seconda parte abbiamo ragionato praticamente nello stesso modo ;-)
http://www.mondonerd.it/wp/cinema-serie/star-trek-into-darkness-la-recensione/

Rosencrantz ha detto...

Cito il commento di Attivissimo, che condivido in pieno:
“Intendiamoci: Into Darkness è divertente, recitato bene (specialmente da un fantastico Cumberbatch, ma anche da Chris Pine, Zachary Quinto e Simon Pegg), ha effetti visivi molto belli e curati, è pieno di azione e (per chi è riuscito a evitare gli spoiler) ricco di colpi di scena... ma non è Star Trek. Se l'avessero intitolato, in stile wertmulleriano, Film con astronavi che s'inseguono ed esplodono ed eroi vestiti con magliette colorate che salvano l'universo a suon di cazzotti, sarebbe un gran bel film (a parte i faretti puntati in faccia allo spettatore coi lens flare posticci, veramente fastidiosi). Ma chiamandolo Star Trek si deludono i fan di questa saga. In Into Darkness ci sono in particolare un paio di scene (che non vi anticipo) che causano un gastrospasmo d'orrore fra gli spettatori che conoscono lo Star Trek originale e vedono massacrata una delle cose più amate della serie originale. Non vi dico quale, così soffrirete come ho sofferto io.
Lasciamo stare la trama colabrodo (sulla quale scriverò una recensione con spoiler altrove): ci passerei sopra con affetto, come del resto si è sempre fatto per le incoerenze degli altri Star Trek, se ci fosse in questo film l'ingrediente che ha sempre contraddistinto Star Trek da tanta altra fantascienza, ossia il tema. Da Star Trek ci si aspetta che diverta e intrattenga, ma anche che abbia un tema di fondo che faccia riflettere sulla condizione umana, sull'etica, sulle differenze e sulla meraviglia dell'universo. Qui lo spunto di riflessione non c'è proprio, e non appena viene abbozzato dai dialoghi arriva un'esplosione a interromperlo.
Il dilemma, per i fan duri e puri, è se respingere questa versione alternativa di Star Trek, rimaneggiata in tutto (compresa la natura dei personaggi), un po' sessista (donne sostanzialmente relegate a damigelle da salvare o contemplare, in particolare con una scena decisamente gratuita), un po' razzista (gli eroi son tutti belli e bianchi, i traditori e i cattivoni sono quasi tutti scuri), fragorosa e vuota, perché tradisce gli ideali di meraviglia, riflessione e tolleranza del diverso rappresentati da Star Trek, o se abbracciarla comunque perché attira nuovi fan e nuove generazioni: ho visto tanti tweet di chi ha già visto Into Darkness senza sapere nulla dell'universo Trek, l'ha apprezzato e ne è stato invogliato a scoprire tutto il resto della saga, ben più ricca e profonda.

Vale la pena di andare a vederlo al cinema? Dipende. Il 3D, per quanto realizzato in post-produzione, è ben fatto (a parte alcuni movimenti troppo bruschi che impastano l'immagine), non è invadente ed esalta molte delle ambientazioni. Un paio di sequenze, inoltre, sono di puro nerd porn e vanno godute su grande schermo. Se volete passare due ore e rotti a vedere un film d'azione serratissima, Into Darkness non vi deluderà.

Ma non chiamatelo Star Trek.”

Marcello Durante ha detto...

Gran bel film e lo dico dopo aver passato una vita dietro la serie (grande appassionato dai 13 anni ai 23, poi per esigenze "spazio-temporali" ho rallentato la passione). Quello che in molti non vogliono mettersi in testa è che STAR TREK può vivere ed avere notorietà solo spogliandosi dall'essere quel STAR TREK (trascinato negli anni verso una scontata decadenza). Il nuovo STAR TREK funziona benissimo, è un piccolo miracolo (le sale vuote delle precedenti pellicole erano deprimenti). In più, l'ultimo film è tutto un ammasso di grandi citazioni, che dovrebbero essere accettate con un sorriso, non con disprezzo da chi pretende che la leggenda non abbia mai fine.

andrea voglino ha detto...

Mmm, Rrobe, due domande "tecniche", per così dire: non hai avuto anche tu l'impressione che l'accumulo di climax fosse, per così dire, anticlimatico? E che le metafore scopertissime dell'undici settembre abbiano rotto il cazzo?
Io l'ho trovato deludentissimo. E dire che il precedente mi era piaciuto assai: forse perché altrattanto derivativo, ma un pelo più equilibrato.

Andrés ha detto...

Io voglio credere che si possa fare un film di Star Trek che sia spettacolare e moderno pur mantenendo almeno un po' di quello spirito di uguaglianza che è lo sfondo di tutte le serie tv, però se proprio non è possibile, preferisco azione, gnocca e raggi laser a una cosa tipo "insurrection" che di sicuro era fedele nello spirito, ma come film faceva abbastanza pena

Paolo Andolfi ha detto...

(Spontaneamente):

Bona.

Rosencrantz ha detto...

Giusto per dire la mia senza prendere parole altrui...
Io non sono un trekker, ma amo molto Star Trek in (quasi) tutte le sue incarnazioni, che pure quando erano cagate (vedi Voyager e buona parte di Enterprise) mantenevano comunque lo spirito di fondo che rende il franchise riconoscibile.
Il reboot cinematografico questo spirito non ce l'ha, punto.
Si chiama Star Trek, ma potrebbe pure chiamarsi Imbuti che tanto sarebbe lo stesso: ci sono i nomi, i luoghi, le citazioni, ma nient'altro.
Non è una valutazione di merito, sia chiaro, che non è certo l'aderenza alla spirito originale a rendere buono o cattivo il film, ma mi fa sorridere che si appiccichi il nome Star Trek a qualcosa che di quel brand non ha nulla, e mi rattrista che per rilanciarlo si sia voluto cancellarne lo spirito riducendolo a un “normale” film d'azione fantascientifico.
É come se la Coca Cola, in crisi di vendite, per rilanciarsi mettesse nelle bottiglie con il marchio rosso e bianco la Fanta...

Unknown ha detto...

E'star trek....non è star trek....ma chi se ne frega?!?!? L'enterprise non è mai andata sotto acqua ed ora si? Non è mai scesa su un pianeta ed ora si? Era stata costruita sui cantieri spaziali di marte ed ora sulla terra? Non c'era mai violenza ed ora si? Tette al vento? Daaaai...i tempi cambiano.... alla fine vedere la mia astronave preferita fare cose che non ha mai fatto prima..andare la dove non è mai stata prima....è impagabile....il vero spirito dell'esploratore...mai fermarsi...guardare sempre avanti e fare qualcosa di nuovo.... wow!

Dario Giansanti ha detto...

D'accordissimo su tutto... il film è una cavolata allo stato puro.
Tranne su un punto.
La serie classica, negli anni 70, era molto più sexy di qualunque cosa si fosse mai vista in quegli anni in TV. Al confronto, DS9 e Voy era roba da ayatollah.
E allora perché i trekker sono diventati così puritani?

nonethousand ha detto...

qualcosa mi dice che hai letto la rece di Ortolani... http://leortola.wordpress.com/2013/06/14/star-trek-lira-di-into-darkness-la-recensione/

RRobe ha detto...

Direi di no, se badi alle date.

nonethousand ha detto...

my bad... leggendo prima Leo e poi te, mi sono creato una falsa consequenzialita' ;-/

Fabio Casà ha detto...

Sono fan di Star Trek da quando avevo si e no 8 anni! Ho visto tutte le serie (TOS e TNG le so quasi a memoria) e credo che difficilmente si potrà tornare allo spirito di quelle serie, semplicemente perchè i tempi sono cambiati!
Vi dirò semplicemente che io al cinema mi sn divertito a bestia! Ogni piccola citazione, ogni scena con il botto, mi hanno fatto traballare ed esultare! è un bel film, punto! Come lo era L'ira di Kahn, che prima di essere il miglior film di Star Trek, è un gran bel film, senza se e senza ma!
Ma perchè i fan perdonano nell'ira di kahn un'incongruenza grande come una casa, cioè il fatto che
kahn riconosce chekov come membro dell'equipaggio di kirk (fatto importante per lo sviluppo della trama), quando invece nella puntata spazio profondo ancora chekov non era nell'equipaggio, mentre qui, un altro universo ed un'altra storia, quindi nessun legame con la vecchia serie, tranne il fatto che certi incontri prima o poi ci saranno, non perdonano nulla????
Il problema dei fan sfegatati è che non saranno mai davvero contenti, mai!

Paolo1984 ha detto...

X Rosencrantz

se in un film c'è un lui che salva una lei..ciò non è sufficiente per accusarlo di sessismo..poi vabbè attendo di vedere il film in questione

Paolo1984 ha detto...

comunque c'è chi in questo film ha visto significati molto profondi
http://www.carmillaonline.com/2013/06/17/five-stars-into-darkness/

zorba ha detto...

quella dei tizi ibernati nei siluri è la peggiore idea di... sempre.

Alessandro ha detto...

I veri trekkies non si incavolano perché c'è una donna mezza nuda o perché ci sono delle rivisitazioni sul canone di Star Trek. Si incazzano perché in questo film non c'è nulla che verrà citato nel futuro remake tra 30 anni. Invece questo film è pieno di citazioni di un film di 30 anni fa. Semplicemente perché la sceneggiatura di quel film aveva un'originalità che ha lasciato un ricordo in chi l'ha visto.
E' vero è un bel film, divertente. Tutto dovuto agli effetti speciali. Ma non fa la storia di Star Trek. Non porta nulla di nuovo. E' come comprare un poster della gioconda: non puoi pensare di avere un capolavoro dell'arte a casa... Ecco, non potevamo permetterci di creare una nuova opera d'arte e abbiamo fatto una fotocopia. I veri trekkies vorrebbero uno sceneggiatore in grado di creare storie incredibili piene di "fanta" e "scienza" unite da quel magico trattino che è la credibilità. Star Trek era il manifesto di tutte le utopie della scienza che porta ad una civiltà migliore, a viaggi, a esplorazioni e scoperte. Qui sono solo schiaffi e botti. Begli schiaffi e bei botti.

stefano.passeri ha detto...

Bel film d'azione ma molto piatto nei contenuti.