17.6.13

Superman - la recensione -


Secondo alcuni, il Superman di Richard Donner del 1978 è il migliore film di superereoi di tutti i tempi.
Io non la penso così.
Io penso che il Superman di Richard Donner sia uno dei migliori film di intrettenimento di tutti i tempi, al pari di cose come I Predatori dell'Arca Perduta, Guerre Stellari Ritorno al Futuro.

Le ragioni che motivano questo mio giudizio sono molteplici, ma cercherò di essere conciso.

SCRIPT
Alla sceneggiatura partecipano più persone.
Mario Puzo. Uno scrittore che non ha semplicemente scritto un capolavoro come Il Padrino (il romanzo) ma ha pure vinto un Oscar per la sceneggiatura cinematografica che ne ha tratto (insieme a Francis Ford Coppola). David e Leslie Newman. Robert Benton. E, soprattutto, lo scrip doctor non accreditato, Tom Mankievicz. Insieme, separati, in varie fasi e a vari livelli, affrontano l'Uomo d'Acciaio trattandolo per quello che è: un mito moderno. E come tale, lo rispettano, adattandolo al linguaggio cinematografico, esaltandone il carattere, cogliendone in maniera profonda e consapevole tutti i tratti salienti e necessari.
Superman, nelle loro mani, assume un valore di universale classicità che trascende di molto le sue semplici origini di prodotto per bambini e ragazzi. Il tutto senza rinnegare nulla del personaggio originale.
Superman è più Superman che mai. Le sue origini sono rispettate, tutto il suo cammino dell'eroe è ripercorso. Fa tutte le cose che ci si aspetterebbe da lui, solo che il tutto è raccontato in una maniera tanto solida e credibile che a nessuno, nemmeno all'adulto più smaliziato, viene da pensare di trovarsi davanti a un film puerile.
E questo gruppo di sceneggiatori ottiene tutto questo rimanendo saldamente ancorati allo spirito solare e positivo del personaggio, senza cedere mai alla tentazione di renderlo più cupo e violento per farlo sembrare un prodotto per spettatori maturi. Il fatto è che non ce n'è bisogno, perché  Superman è un film intelligente. E tanto basta.

CAST
Anche in questo caso, si compie un miracolo: il cast di Superman è semplicemente perfetto.
E non solo perché gli attori sono bravi ma perché nessuno, meglio di loro, avrebbe potuto rappresentare i personaggi che sono stati chiamati a portare in scena.
Partiamo da Marlond Brando.
Imperioso, autoritario, imperscrutabile, irraggiungibile. Un attore alieno (e spesso nemico) di Hollywood ma che del cinema tutto è diventato l'incarnazione stessa.
In termini semplici, lui non interpreta Jor-El, lui ne è la trasposizione in carne e ossa.
E se Brando è un padre alieno, distante e mitologico, Glen Ford assume il ruolo della rappresentazione in carne ed ossa di tutto quello che c'è di buono, sano e giusto negli Stati Uniti d'America. Difficile anche solo pensare a un qualche attore migliore per interpretare il padre umano di Superman.
Ma se per interpretare i due volti della discendenza del mito era giusto chiamare due volti iconici, ricchi di un portato personale che si fondeva con il valore simbolico dei personaggi che erano chiamati a rappresentare, per il ruolo dell'Uomo d'Acciaio ci voleva una faccia sconosciuta al pubblico e neutra.
Perché Superman è solo ed esclusivamente Superman. E non può essere riempito di null'altro.
E io ancora non mi capacito della fortuna che la produzione ha avuto nell'incappare in Christopher Reeve.
Reeve ha il volto giusto. Il fisico giusto. Sa recitare e ispira simpatia e fiducia al primo sguardo.
Non c'è mai stato un Superman superiore e a lui nel passato e, sono ragionevolmente convint,o che non ce ne sarà mai nessuno migliore di lui, nel futuro.
Semplicemente, Reeve è Superman.
Ma, non solo. Reeve è anche Clark Kent. E questa è una cosa fondamentale perché, checché se ne possa pensare oggi, non esiste Superman senza Clark Kent.
E dove ci sono Clark Kent e Superman, ci deve essere pure Lex Luthor, incarnazione di tutto quello che Superman non è.
Onesto, limpido, semplice, il primo. Machiavellico, istrionico, contorto, il secondo.
Ad interpretarlo, un attore monumentale cresciuto nella Hollywood della controcultura. Quel Gene Hackman che all'epoca del film non è ancora una stella di primissima grandezza ma di cui tutti riconoscono l'incredibile talento. Hackman dona a Luthor un'interpretazione nervosa, contorta, sopra le righe, magnificamente spassosa. Tanto Reeve è positivamente prevedibile nella sua interpretazione, tanto Hackman è una variabile impazzita, una mina vagante sganciata all'interno del film, in grado di scombinarne gli elementi, donando alla pellicola la modernità, l'irrequietezza e il divertimento.
Senza stare a parlare degli altri eccezionali caratteristi nei ruoli di contorno (in particolare il fantastico Ned Beatty),prima di chiudere il discorso riguardante il cast bisogna necessariamente parlare anche di Margot Kidder, Lois Lane.
Che è l'indice dell'intelligenza di tutta la pellicola. Perché la Kidder non è una bellezza canonica (nemmeno per quegli anni) e non è neanche una stella di prima grandezza. Non è neppure una ragazza di una qualche grande metropoli americana, essendo nata e vissuta in Canada. Eppure, la Kidder dona al personaggio di Lois Lane tutta una serie di caratteristiche di forza, indipendenza, nervosismo, fragilità, che poi diventeranno parte integrante del personaggio anche sulla carta stampata (e John Byrne al lavoro che la Kidder ha fatto su Lois, gli deve molto).

LA REGIA
Dire oggi che Richard Donner è stato un grande regista del suo tempo è abbastanza semplice (anche se non così scontato visto che viene spesso dimenticato). I Goonies, tutta la serie di Arma Letale, Lady Hawke, il sottovalutato (ma delizioso) Ipotesi di Complotto, tutti film fantastici che però, all'epoca di Superman, Donner non aveva ancora girato, venendo da due film al cinema (un insuccesso e un successo) e da alcuni produzioni televisive.
Ma allora, perché proprio lui dopo che erano stati fatti i nomi di Coppola, Peckinpah, Spielberg, Lucas?
Impicci.
Scusate, ma la travagliata storia produttiva del film è davvero troppo lunga per essere riassunta qui (ma potete guardare gli ottimi speciali presenti sul Blu-ray o leggere la pagina di Wiki).
Fatto sta che a Donner arriva la patata bollente. Che lui fa ripartire la produzione da zero. Che lui tira dentro il cast. Che lui spinge per una riscrittura completa della sceneggiatura. E che, sempre lui, capisce a chi rivolgersi per ottenere gli effetti speciali di cui il film necessita.
Donner è l'anima di questo film a tutti i livelli.
Ma non solo. Perché la qualità principale di Donner è quella di avere un ampio spettro stilistico.
E così è capace di cambiare voce al film a seconda del momento che deve raccontare.
Le atmosfere arcane e fantascientifiche della prima parte. Il classicismo alla Norman Rockwell, degno della Hollywood di altri tempi, della porzione di storia ambientata a Smallville. La concreta e realistica commedia metropolitana venata da sfumature sentimentali della parte centrale del film. L'azione a base di effetti speciali della conclusione.
Donner gestisce tutto alla perfezione, amalgamandolo e rendendolo coerente, consegnando al mondo un classico istantaneo, al pari di quanto farà, pochi anni dopo, Steven Spielberg con il suo I Predatori dell'Arca Perduta.

EFFETTI SPECIALI
Tutti quelli coinvolti nella produzione del film sapevano una cosa: il film avrebbe funzionato se gli effetti avessero funzionato. Il mondo del cinema era appena stato capovolto da Star Wars e la gente non si aspettava di meno.
"Crederete che un uomo può volare" recitava il claim del film e, sapete una cosa? E' così.
Perché la sapiente combinazione di effetti tradizionali e blue screen, rendono ancora oggi gli effetti di volo straordinariamente convincenti. La maggior parte, almeno.
Più convincenti, comunque, di tanti svolazzi in digitale visti in tempi recenti.
Oltre a quello: una Krypton meravigliosa, una diga che crolla, la terra che si spacca e un mucchio (ma davvero un mucchio) di altri effetti visivi, tutti utilizzati con un gusto e uno stile davvero sorprendenti fanno di Superman uno dei film più spettacolari degli anni '80 (pur essendo del '78), anche se l'eleganza e la naturalezza con cui questi effetti sono implementati tende spesso a farlo trascurare.

COLONNA SONORA
John Williams. Subito dopo Star Wars. Che ve lo dico a fare?


EREDITA'
Il film ha avuto un primo sequel, girato parzialmente sempre da Donner in contemporanea con la pellicola originale (e che è quasi altrettanto buono), e altri due seguiti, di qualità calante, del tutto slegati dai capitoli precedenti.
Nel 2006 Bryan Singer ha cercato di riprendere il lavoro di Donner con quello che, sulla carta, sarebbe dovuto essere un vero e proprio terzo atto. Il risultato è stato discretamente deludente.
In questi giorni, esce nelle sale cinematografiche di tutto il mondo un reboot di Superman, dal titolo Man of Steel (L'Uomo d'Acciaio qui da noi), diretto da Zack Snyder.
Ho avuto modo di vedere il film in anteprima, un paio di giorni fa.

E ho deciso che non vale nemmeno la pena parlarne tanto l'ho trovato brutto e offensivo.