17.6.13

Superman - la recensione -


Secondo alcuni, il Superman di Richard Donner del 1978 è il migliore film di superereoi di tutti i tempi.
Io non la penso così.
Io penso che il Superman di Richard Donner sia uno dei migliori film di intrettenimento di tutti i tempi, al pari di cose come I Predatori dell'Arca Perduta, Guerre Stellari Ritorno al Futuro.

Le ragioni che motivano questo mio giudizio sono molteplici, ma cercherò di essere conciso.

SCRIPT
Alla sceneggiatura partecipano più persone.
Mario Puzo. Uno scrittore che non ha semplicemente scritto un capolavoro come Il Padrino (il romanzo) ma ha pure vinto un Oscar per la sceneggiatura cinematografica che ne ha tratto (insieme a Francis Ford Coppola). David e Leslie Newman. Robert Benton. E, soprattutto, lo scrip doctor non accreditato, Tom Mankievicz. Insieme, separati, in varie fasi e a vari livelli, affrontano l'Uomo d'Acciaio trattandolo per quello che è: un mito moderno. E come tale, lo rispettano, adattandolo al linguaggio cinematografico, esaltandone il carattere, cogliendone in maniera profonda e consapevole tutti i tratti salienti e necessari.
Superman, nelle loro mani, assume un valore di universale classicità che trascende di molto le sue semplici origini di prodotto per bambini e ragazzi. Il tutto senza rinnegare nulla del personaggio originale.
Superman è più Superman che mai. Le sue origini sono rispettate, tutto il suo cammino dell'eroe è ripercorso. Fa tutte le cose che ci si aspetterebbe da lui, solo che il tutto è raccontato in una maniera tanto solida e credibile che a nessuno, nemmeno all'adulto più smaliziato, viene da pensare di trovarsi davanti a un film puerile.
E questo gruppo di sceneggiatori ottiene tutto questo rimanendo saldamente ancorati allo spirito solare e positivo del personaggio, senza cedere mai alla tentazione di renderlo più cupo e violento per farlo sembrare un prodotto per spettatori maturi. Il fatto è che non ce n'è bisogno, perché  Superman è un film intelligente. E tanto basta.

CAST
Anche in questo caso, si compie un miracolo: il cast di Superman è semplicemente perfetto.
E non solo perché gli attori sono bravi ma perché nessuno, meglio di loro, avrebbe potuto rappresentare i personaggi che sono stati chiamati a portare in scena.
Partiamo da Marlond Brando.
Imperioso, autoritario, imperscrutabile, irraggiungibile. Un attore alieno (e spesso nemico) di Hollywood ma che del cinema tutto è diventato l'incarnazione stessa.
In termini semplici, lui non interpreta Jor-El, lui ne è la trasposizione in carne e ossa.
E se Brando è un padre alieno, distante e mitologico, Glen Ford assume il ruolo della rappresentazione in carne ed ossa di tutto quello che c'è di buono, sano e giusto negli Stati Uniti d'America. Difficile anche solo pensare a un qualche attore migliore per interpretare il padre umano di Superman.
Ma se per interpretare i due volti della discendenza del mito era giusto chiamare due volti iconici, ricchi di un portato personale che si fondeva con il valore simbolico dei personaggi che erano chiamati a rappresentare, per il ruolo dell'Uomo d'Acciaio ci voleva una faccia sconosciuta al pubblico e neutra.
Perché Superman è solo ed esclusivamente Superman. E non può essere riempito di null'altro.
E io ancora non mi capacito della fortuna che la produzione ha avuto nell'incappare in Christopher Reeve.
Reeve ha il volto giusto. Il fisico giusto. Sa recitare e ispira simpatia e fiducia al primo sguardo.
Non c'è mai stato un Superman superiore e a lui nel passato e, sono ragionevolmente convint,o che non ce ne sarà mai nessuno migliore di lui, nel futuro.
Semplicemente, Reeve è Superman.
Ma, non solo. Reeve è anche Clark Kent. E questa è una cosa fondamentale perché, checché se ne possa pensare oggi, non esiste Superman senza Clark Kent.
E dove ci sono Clark Kent e Superman, ci deve essere pure Lex Luthor, incarnazione di tutto quello che Superman non è.
Onesto, limpido, semplice, il primo. Machiavellico, istrionico, contorto, il secondo.
Ad interpretarlo, un attore monumentale cresciuto nella Hollywood della controcultura. Quel Gene Hackman che all'epoca del film non è ancora una stella di primissima grandezza ma di cui tutti riconoscono l'incredibile talento. Hackman dona a Luthor un'interpretazione nervosa, contorta, sopra le righe, magnificamente spassosa. Tanto Reeve è positivamente prevedibile nella sua interpretazione, tanto Hackman è una variabile impazzita, una mina vagante sganciata all'interno del film, in grado di scombinarne gli elementi, donando alla pellicola la modernità, l'irrequietezza e il divertimento.
Senza stare a parlare degli altri eccezionali caratteristi nei ruoli di contorno (in particolare il fantastico Ned Beatty),prima di chiudere il discorso riguardante il cast bisogna necessariamente parlare anche di Margot Kidder, Lois Lane.
Che è l'indice dell'intelligenza di tutta la pellicola. Perché la Kidder non è una bellezza canonica (nemmeno per quegli anni) e non è neanche una stella di prima grandezza. Non è neppure una ragazza di una qualche grande metropoli americana, essendo nata e vissuta in Canada. Eppure, la Kidder dona al personaggio di Lois Lane tutta una serie di caratteristiche di forza, indipendenza, nervosismo, fragilità, che poi diventeranno parte integrante del personaggio anche sulla carta stampata (e John Byrne al lavoro che la Kidder ha fatto su Lois, gli deve molto).

LA REGIA
Dire oggi che Richard Donner è stato un grande regista del suo tempo è abbastanza semplice (anche se non così scontato visto che viene spesso dimenticato). I Goonies, tutta la serie di Arma Letale, Lady Hawke, il sottovalutato (ma delizioso) Ipotesi di Complotto, tutti film fantastici che però, all'epoca di Superman, Donner non aveva ancora girato, venendo da due film al cinema (un insuccesso e un successo) e da alcuni produzioni televisive.
Ma allora, perché proprio lui dopo che erano stati fatti i nomi di Coppola, Peckinpah, Spielberg, Lucas?
Impicci.
Scusate, ma la travagliata storia produttiva del film è davvero troppo lunga per essere riassunta qui (ma potete guardare gli ottimi speciali presenti sul Blu-ray o leggere la pagina di Wiki).
Fatto sta che a Donner arriva la patata bollente. Che lui fa ripartire la produzione da zero. Che lui tira dentro il cast. Che lui spinge per una riscrittura completa della sceneggiatura. E che, sempre lui, capisce a chi rivolgersi per ottenere gli effetti speciali di cui il film necessita.
Donner è l'anima di questo film a tutti i livelli.
Ma non solo. Perché la qualità principale di Donner è quella di avere un ampio spettro stilistico.
E così è capace di cambiare voce al film a seconda del momento che deve raccontare.
Le atmosfere arcane e fantascientifiche della prima parte. Il classicismo alla Norman Rockwell, degno della Hollywood di altri tempi, della porzione di storia ambientata a Smallville. La concreta e realistica commedia metropolitana venata da sfumature sentimentali della parte centrale del film. L'azione a base di effetti speciali della conclusione.
Donner gestisce tutto alla perfezione, amalgamandolo e rendendolo coerente, consegnando al mondo un classico istantaneo, al pari di quanto farà, pochi anni dopo, Steven Spielberg con il suo I Predatori dell'Arca Perduta.

EFFETTI SPECIALI
Tutti quelli coinvolti nella produzione del film sapevano una cosa: il film avrebbe funzionato se gli effetti avessero funzionato. Il mondo del cinema era appena stato capovolto da Star Wars e la gente non si aspettava di meno.
"Crederete che un uomo può volare" recitava il claim del film e, sapete una cosa? E' così.
Perché la sapiente combinazione di effetti tradizionali e blue screen, rendono ancora oggi gli effetti di volo straordinariamente convincenti. La maggior parte, almeno.
Più convincenti, comunque, di tanti svolazzi in digitale visti in tempi recenti.
Oltre a quello: una Krypton meravigliosa, una diga che crolla, la terra che si spacca e un mucchio (ma davvero un mucchio) di altri effetti visivi, tutti utilizzati con un gusto e uno stile davvero sorprendenti fanno di Superman uno dei film più spettacolari degli anni '80 (pur essendo del '78), anche se l'eleganza e la naturalezza con cui questi effetti sono implementati tende spesso a farlo trascurare.

COLONNA SONORA
John Williams. Subito dopo Star Wars. Che ve lo dico a fare?


EREDITA'
Il film ha avuto un primo sequel, girato parzialmente sempre da Donner in contemporanea con la pellicola originale (e che è quasi altrettanto buono), e altri due seguiti, di qualità calante, del tutto slegati dai capitoli precedenti.
Nel 2006 Bryan Singer ha cercato di riprendere il lavoro di Donner con quello che, sulla carta, sarebbe dovuto essere un vero e proprio terzo atto. Il risultato è stato discretamente deludente.
In questi giorni, esce nelle sale cinematografiche di tutto il mondo un reboot di Superman, dal titolo Man of Steel (L'Uomo d'Acciaio qui da noi), diretto da Zack Snyder.
Ho avuto modo di vedere il film in anteprima, un paio di giorni fa.

E ho deciso che non vale nemmeno la pena parlarne tanto l'ho trovato brutto e offensivo.




33 commenti:

YTSEJAM74 ha detto...

CRISTOIDDIO!

Avion ha detto...

Nientemeno.

Vuol dire che risparmierò denari del cinema per acquistare i bluray con il compianto Christopher

Omero ha detto...

*conciso.

Final Solution ha detto...

Zack Snyder è il regista più sopravvalutato da quando l'uomo ha inventato il caval... Il cinema

Tommaso ha detto...

Non avevo mai letto una critica tanto entusiasta del Superman di Donner. Come tutti i nati nei primi anni 70 naturalmente anch'io l'ho visto chissà quante volte quando lo davano in tv, anzi era uno di quei rari film che si guardava con tutta la famiglia, nonni compresi. Però con gli anni l'avevo catalogato a innocua paccottiglia infantile, insieme a roba come "Hazzard" o "Il gatto venuto dallo spazio".
Ora però mi hai fatto venire voglia di rivederlo con occhi diversi...

RRobe ha detto...

Il problema vero non è Snyder, Final.
Il problema è Goyer.

Leomax ha detto...

Il tuo ultimo commento mi risolleva un po', che a me, Snyder non dispiace tanto, anzi. Sceneggiatori che disgraziatamente passano in continuazione alle serie televisive e gli fanno scrivere delle trame slegate, ricontestualizzate, piene di buchi perché tra un momento topico e l'altro c'è il vuoto pneumatico. E' un peccato che un film che porti con se un certo nome non si possa esaurire in momenti topici e leccate di culo ai fan (si JJ e compagnia ce l'ho proprio con voi).
Detto ciò credo che comunque andrò a vederlo. Spero che vederlo con meno aspettative mi eviti troppe delusioni.
Riguardo il Superman di Donner, non posso che quotare ogni tua parola. Si assiste scene in pratica mitologiche, la caduta degli dei e il figlio di un dio che cade sulla Terra per essere un esempio e leggenda vivente. Quasi girato a mo di colossal degli anni 50. Il tutto si contrappone con i semplici terrestri e i bassifondi (letteralmente) di Metropolis dove vive il genio sregolato di Lex Luthor. Li le cose si fanno un po' confuse e ingenue ma in un ottica degli anni 70 e 80 reggono alla grande.

Stendo un velo pietoso sullo pseudo remake del 2006. L'ho trovato offensivo io, così tanto che non credo che Man of Steel possa essere peggio.

guy ha detto...

Concordo.
Il Superman di Donner, secondo me è soprattutto un’operazione che omaggia l'icona superman all'interno di un discorso sull'immaginario che gli appartiene grazie a un miscuglio perfetto di vari elementi:

L'introduzione feticcio in bianco e nero, con il sipario che si apre su un fumetto di superman letto da un bambino negli anni '40 è secondo me geniale (anticipa le intro dei film marvel).

La prima parte è suggestiva (evidentemente influenzata dall'estetica di star wars) e la musica di williams ha un che di wagneriano (collegandoci con voli pindarici al concetto banalizzato di superuomo di Nietzche e quindi a Ralph Waldo Emerson, del cui individualismo superman potrebbe esserne una lettura)

L'altezzosità shakespeariana con cui Marlon Brando snocciola banalità risulta credibile, e in armonia con il proseguo della pellicola (l'ingenuità è battuta dalla classe)

Il tono messianico che fa da motore teorico per il film, evoca perfettamente le origini culturali di superman (kal-el in ebraico, se non sbaglio, vuol dire figlio di dio) e il suo nascosto significato allegorico.

la parte dell'adolescenza di clark (con il grande glenn ford) è bucolica e riflette ancora il mito americano)

le sequenze di redazione rimandano al cinema giornalistico anni '40 '50 e metropolis giustamente coincide con new york.

Clark Kent è genialmente ricalcato sul Cary Grant delle screwball commedy con la Hepburn.

anche la noiosa scena del corteggiamento sul balcone di lois era fondamentale nell'economia del racconto

il film è in definitiva: fantascienza, dramma bucolico, screwball commedy, romanticismo old stye, e cinema catastrofico (la parte finale).

Shoryuken Rage ha detto...

Francamente non ho mai capito quest'odio che rotea attorno a Zack Snyder.
Non sara' il nuovo Kubrick,ma non mi pare nemmeno che lo voglia essere.

Anzi (ora pioveranno coltelli) uno che e' riuscito a dare forma a un film impossibile come Watchmen (con tutti gli sbagli,tagli,arrangiamenti, cazzate etc..)proprio oglione non deve essere allora.

RRobe ha detto...

Io non odio Snyder. Odio Goyer. Ma proprio che lo voglio morto.

Leomax ha detto...

Goyer è una cosa strana. Ha momenti altissimi come bassissimi e catastrofici. Particolarmente orribili in quei film dove è stato anche produttore, il che potrebbe spiegare alcune cose.

comativa ha detto...

e che cazzo..allora mi vado a vedere startrek!!!

Cosologo ha detto...

Per cogliere in pieno il reale talento e potenziale di Goyer, è sufficiente la visione di Blade Trinity.

EiElBiAi ha detto...

E' grazie alla necrofilia che c'è nei confronti di Donner & Reeve che ci siamo beccati Superman Returns e, come reazione, Man Of Steel.

Tra parentesi, se Reeve avesse avuto meno sfortuna sul lato umano, a quest'ora gli saremmo tutti molto meno affezionati, indistintamente.

Il Superman di Richard Donner ha creato precedenti fondamentali, è una pietra miliare. Ma è anche invecchiato come pochi altri (pensiamo per esempio a Star Wars: A New Hope, ancora oggi i suoi personaggi e la sua trama rendono molto bene).

L'operazione necrofila di Singer ha partorito quell'autentica mazzata nei coglioni di Superman Returns. Di conseguenza per rilanciare il brand a livello cinematografico, la Warner ha optato per una cesura devastante.

Di conseguenza Mos è irrispettoso, inutilmente spettacolare, cafone. Ed è solo colpa della nostra adorazione verso Donner.

Vecchio ha detto...

Se ho ben intuito, ed è quello che temo, ha uno script inutilmente ed eccessivamente pretenzioso.

Luca Ambrosio ha detto...

....e Da Vinci's Demons? L'hai visto? Giudizio?

Vodka ha detto...

Condivido a piena la tua recensioni, quindi mi limiterò solamente a dire:
ho amato il personaggio di Lex Luthor,non solo per l'interpretazione di Hackman (grandiosa) ma mi piaceva l' idea di questa "nemesi" che si erge contro un essere apparentemente inarrestabile,non mostrando paura ma sfidandolo faccia a faccia dicendogli: tu avrai tutti quei poteri ma io ho la mia intelligenza,certo ero un bambino e patteggiavo per superman(come farei adesso d'altronde) ma quel personaggio mi affascinò troppo; come mi affascino il piano da lui congeniato, nel mezzo di una miriade di cine-cattivi che volevano conquistare il mondo(apparentemente perché fighi e loro potevano) Luthor escogita un piano contorto, complesso ma mosso dal fine più semplice che si possa immaginare: fare un fottio di soldi( spero che ci ricordiamo tutti la storia dei due missili mandati in direzioni opposte)

a volte penso alla prossima incarnazione di Luthor che vedremo a breve, la mia paura non è che non avremo un Luthor all' altezza di Hackman (quello sarebbe anche accettabile) ma che convertano l' essenza del Luthor che ho amato tanto in un pazzo in super-armatura che sfida superman a suon di cazzotti per la conquista del mondo (of course)

zorba ha detto...

io voglio sapere perchè goyer è così disastrosamente scarso, Rrobe.

joeclay ha detto...

Pazzesco Goyer ha anche diretto il film horror che ho più preso per il culo in questi anni, assumendolo come principale rappresentante della merdosità del cinema horror mainstream contemporaneo: il mai nato. Dio mio.

Gatsu 88 ha detto...

Snyder io proprio non lo digerisco: la sua estetica patinata e infarcita di rallenty la trovo insopportabile! Poi i gusti sono gusti. Spero che a sto giro sia un po' più contenuto nello stile e che il film sia godibile! Goyer se non lavora con un buon regista (Del Toro con Blade II, Nolan con i Batman ecc.) vale veramente poco come sceneggiatore...
Per quanto riguarda il Superman di Donner: lacrime napulitane ç__ç

Marco Pellitteri ha detto...

Bravo. Proprio un bell'articolo.

leo ha detto...

Leggo che SUPERMAN sarebbe un film invecchiato come pochi altri.
Mi permetto di dissentire. E' un film che esiste in una dimensione senza tempo. Non può invecchiare. L'ho rivisto con Johanna e non riuscivo a scollarmi dal video, pur dovendo solo settare l'audio e farlo partire. Ogni scena vale la pena.
Ma ve l'ha detto già Rrobe, con cui mi trovo totalmente d'accordo.
Solo che lui le cose le dice sempre benissimo.
Io adesso non vedo l'ora di riuscire a vedere Man of Steel.
E poi di recensirlo.

Giorgio Salati ha detto...

A me il primo Superman indubbiamente piace, ma tu emani talmente tanto affetto verso quel film che sei riuscito quasi a farmi emozionare ahah!

Concordissimo su Christopher Reeve, su Lois Lane e buona parte degli attori.

Però anche Kevin Spacey mi sembrava molto adatto alla parte di Lex Luthor, al di là della qualità del film cui ha partecipato.

Giorgio Salati ha detto...

Comunque sono d'accordo che Snyder non sia "il" problema, con Watchmen ha fatto un lavoro egregio, secondo me.

Sheldon Pax ha detto...

Ricordo di aver trovato Superman Returns un film discreto. Appena visto, eh, non saltatemi subito alla gola. Aveva gli evidenti problemi di script, non avrei dato un figlio alla coppia, soprattutto QUEL figlio, Lois l'avevo trovata poco in parte, ma, cazzarola, Superman, faccia da bambascione a parte, c'era! E tanto per un po' m'è bastato.

Ora c'è un fatto, a me i film tutti pugni e sganassoni dopo un po' annoiano a livello abbiocco letale (russare al ciunema non è bello), se "Superman" non è pervenuto, lasciamo proprio perdere!

Rudy ha detto...

Sarò uno dei pochi, pochissimi, ma a me Superman Returns è piaciuto molto, un più che degno successore del film di Donner.
Per me è e rimane il miglior super-hero movie.

Per quanto riguarda Man of Steel concordo pienamente. Rabbrividisco al pensiero che così tanti, invece, ne parlano in maniera entusiastica. Siamo regrediti all'età della pietra cinematografica?

Dani Giangianni ha detto...

oh, io la butto lì...
ma nessuno che si sia guardato il film senza cercare disperatamente di confrontarlo con altri film o di fare retrospettive sulle carriere di regista e sceneggiatore?

no, perchè io non l'ho fatto e alla fine il film mi è piaciuto.

Jabez White ha detto...

Io non ho fatto nessun confronto, sono partito come fan, fumettaro, amante del cinema (e che non è nemmeno 'sto gran fan del Superman dei fumetti ad essere sinceri).
E concordo con Mr Recchioni! Anche per una persona avulsa dai fumetti, questo film risulta pieno di lacune di sceneggiatura e salti di palo in frasca!

Pietro B. Zemelo ha detto...

"Il problema è Goyer."
Mai frase fu più vera!

Dani Giangianni ha detto...

@Jabez:
ok, tu magari no, ma io per esempio non ho letto la recensione di Man of Steel nel post...
ho letto la recensione di un altro film, vecchio.

Non è la prima volta che Rrobe ricorre a questo espediente per esprimere il suo disgusto.
Solo che per me la cosa è sterile.

E lo è in primis, perchè "vecchio è bello" non è un assioma che tiene sempre. I gusti si evolvono, la tecnologia progredisce, tutto si trasforma.

In secundis perchè a voler continuare a confrontare le cose non ce le si gode: insomma, mica che Artemisia Gentileschi vale meno del Caravaggio perchè è caravaggista.

Ti dico, io sono un fan numero uno di Doctor Who, che peraltro credo essere la cosa migliore mai trasmessa dalle tv del pianeta.
Doctor Who compie 50 anni a novembre, e l'essenza dello show è il cambiamento, l'eternità attraverso la transitorietà.
Motivo fondamentale del perchè può fregiarsi di 50 anni di storia and still counting.
Sono talmente innamorato della serie che oltre alle stagioni recenti, mi sto guardando anche quelle vecchie, in bianco e nero, dagli anni 60 in poi.
Sono belle, ma non mi viene da dire che siano meglio di quelle odierne solo perchè sono vecchie.
E te lo dico da fan.
Sono lente, molto lente.
Per me hanno il loro fascino indubbiamente, e nonostante la lentezza mi piacciono. Ma volendo essere onesto con me stesso guarderei quattro volte la stessa puntata con Matt Smith piuttosto che sciropparmi più di una volta una puntata del 63 con William Hartnell.

Dani Giangianni ha detto...

I gusti cambiano, e sta a noi saperci adattare.
All'epoca del Manzoni gli intellettual(oid)i italiani discutevano del teatro in termini di fedeltà alle unità aristoteliche mentre in Inghilterra due secoli prima già avevano avuto Shakespeare.
Insomma, se non ti aggiorni e non stai al passo resti una vecchia cariatide arroccata sui tempi che furono, almeno secondo me.

Per intenderci, penso che una volta settati i nostri gusti su quello che c'è oggi non troveremo più molto di cui lamentarci...
Lo stesso discorso di Starbucks: cominci ad apprezzare Starbucks quando decidi che non entri da Starbucks per un espresso, ma per un frappuccino.
Bada bene che non sto parlando di accontentarsi.
Io sto dicendo che bisognerebbe essere consapevoli di cosa cercare.
Io per esempio in questo film cercavo un Superman possente, un design quasi etereo, degli scontri mozzafiato e un crescendo epico.
Ho trovato quello che cercavo? Si.
Il film mi è piaciuto.
Cercavo una bella storia?
Si e no. Si sa già che nel primo film del franchise di un cinecomic metà film se la mangia la genesi del supereroe, e la nascita di Superman la conosciamo tutti, quindi dai, non credo che seriamente qualcuno contasse di vedere qualcosa di nuovo o mai visto.
I film sui supereroi sono oggi quello che per la generazione di mio papà furono i western ieri.
Un genere, degli stilemi ferrei e inamovibili, trame lineari, pellicole che ne hai vista una e le hai viste tutte.
Il valore aggiunto, la cosa che ti spingeva a guardare un western piuttosto che un altro era quell'attore lì, quel regista là...
Infine, come tutti i generi, anche il western ha avuto le sue parentesi autoriali e i suoi capolavori (e che capolavori).
I film di supereroi non sono molto diversi: quello che ti spinge a guardare un film di supereroi piuttosto che un altro è quell'attore lì (in quel costume lì, con quei poteri lì), quel regista là; poi ci sono le parentesi autoriali (Batman, sia di Burton che di Nolan), i film che hanno osato un po' di più (Iron Man 3), e i suoi capolavori (questa poi è una voce personale, ma per me i primi due Spider Man, e i Vendicatori per esempio non si toccano).

Ps: fra 20 anni, i ragazzini che hanno 14-16 anni adesso probabilmente ricopriranno di un'aura di sacralità indiscussa questo Man of Steel, e il prossimo Superman cinematografico lo copriranno di merda perchè non è come Man of Steel. E' la ruota che gira.

Pps: conosco sia appassionati di fumetto, sia spettatori occasionali che hanno visto e apprezzato il film senza tante manfrine sui buchi di sceneggiatura... il mondo è bello perchè è vario a quanto pare...

stefano.passeri ha detto...

Addirittura offensivo. Mah, a me è piaciuto: sopratutto, ho gradito l'assenza dei soliti pistolotti per spiegare ai non fan il personaggio. Con anche Shannon magistrale nel ruolo del cattivo.

Boredinghe Filth ha detto...

offensivo Man of steel? ma se è la rappresentazione più innovativa ma al tempo stesso rispettosa e debitrice del passato editoriale del personaggio?

alle volte sembri quando scrivi una persona competente,altre volte però lasciatelo dire dai l'idea di essere il solito fazioso che spara a zero senza nemmeno sapere che dice...

dire che il Superman di Snyder è offensivo equivale a dire che anche quello di Ross e Waid lo è,oppure quello di Morrison (sia chiaro,parlo di All Star e non di quello post re-boot che per quanto valido è già un altro personaggio)
l'ultima trasposizione cinematografica è riuscita a rendere moderna e al passo coi tempi il personaggio senza snaturarne l'essenza,il tutto con una regia adrenaitica e funzionale,ottime interpretazioni (Cavill perfettamente in parte,Crowe e Ford da applausi) il tutto con il solito Zimmer in sottofondo...

ormai è tardi ma se non avete avuto modo di vederlo al cinema comprate il blu-ray dell'Uomo D'acciaio quando esce e godetene

"Puoi salvarla Kal...puoi salvarli tutti..." (Jor-el)

e un altra cosa,Snyder nell'ambito mainstream è uno dei migliori di questa generazione,è un peccato che per tanto tempo sia stato sottovalutato ingiustamente...