4.7.13

The Lone Ranger - la recensione -



Quanto può essere sbagliato un film prima di diventare un film brutto?
Dal mio punto di vista, molto, se ci sono qualità straordinarie a compensare gli aspetti negativi, molte.
Nel caso di The Lone Ranger, direi che ci troviamo davanti a un pareggio.


Il primo problema di questo titolo è proprio l'idea di farlo questo film, specie in questa maniera.
Perché Lone Ranger è una proprietà intellettuale vecchia e dimenticata dalle attuali generazioni e non è chiaro a chi si rivolge un film che capovolge il personaggio mantenendone però l'originale destinazione di prodotto per ragazzi. E badate, non c'è nulla di male nei prodotti per ragazzi ma se negli anni '50 era accettabile che i personaggi per un pubblico giovane ammazzassero a destra e a manca, oggi (specie per un colosso come la Disney) non lo è più. Quindi il The Lone Ranger targato 2013 è un giustiziere mascherato, un vigilante e un pistolero che però, non spara. E che quando spara (solo una manciata di colpi in tutto il film) o esplode i suoi colpi all'indirizzo di oggetti inanimati o, se i bersagli sono banditi e fuorilegge, non ci piglia. Mai.
Sul serio, la precisione di questo Lone Ranger con le pistole è paragonabile a quella di uno Stormtrooper imperiale (non riuscirebbe a colpire un Bantha nemmeno a un metro di distanza).
Il perché è ovvio: se ne I Pirati dei Caraibi non c'era problema a mostrare i nostri eroi che facevano scempio delle ossa di scheletri maledetti, qui gli avversari sono esseri umani molto reali e, in un prodotto per ragazzi di oggi, gli esseri umani non si toccano.
Nei videogiochi ne puoi ammazzare a frotte. Ma, al cinema, i nostri impressionabili pargoli, non potrebbero proprio tollerare di vedere un protagonista positivo che piazza una pallottola in mezzo agli occhi di un tanghero della peggior specie. Sono cose che non si mostrano.
Aridateme Tex Willer, peste.

A parte questa rogna, il film ha anche altri problemi.
Tipo che non c'è l'eroe.
C'è la sua spalla, monumentale e meravigliosamente ben scritta (e no, il Tonto interpretato da Depp non è il Jack Sparrow del West), ma l'eroe non c'è.
C'è un protagonista buffo, simpatico e piuttosto divertente che, in teoria, dovrebbe diventare l'eroe, solo che non lo diventa e resta il simpatico scemotto di prima, solo con la maschera. E le pistole.
Con cui non colpisce niente.
Per farvi capire, nel meraviglioso Rango (pseudo western in digitale con animali antropomorfi, sempre per la regia di Verbinski), il meccanismo è lo stess: u n personaggio comico che, trascinato dagli eventi, è costretto a diventare un eroe. Solo che Rango è  una commedia esistenziale e surreale. Mentre Lone Ranger dovrebbe essere un film d'azione. E non lo è.
Per nulla.

E poi il film è lungo. Troppo.
E lento.
TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNTOOOOOOOOOOOOOOOO lento.

Così lento e dilatato che, data l'ambientazione e la presenza di Johnny Depp, ad un certo punto si ha quasi l'impressione di stare vedendo un remake sotto acidi di Dead Man, invece che un blockbusterone estivo.

Quindi, un disastro?
Per me, no. Anzi, è un film da vedere e con attenzione.
E le ragioni sono molteplici.
Verbinski è bravissimo e qualsiasi immagine girata da lui, vale la pena di essere vista, anche se messa al servizio di storie del cazzo (tipo i capitoli due e tre dei Pirati dei Caraibi). La Death Valley vista da lui è una gioia per gli occhi.
Johnny Depp consegna l'ennesimo strambo alla sua galleria di personaggi ma, sorprendentemente, è misurato e bravo nel dare corpo a un Tonto che è il vero protagonista del film.
L'umorismo è surreale e, per larghi tratti, davvero riuscito.
La messa in scena, la ricostruzione storica, i costumi, le luci, i colori, sono tutti elementi meravigliosi.
Il primo atto è molto buono.
Il finale è, semplicemente, magnifico (la messa in atto del senso profondo del cinema).
Peccato che, in mezzo, ci sia un secondo atto del tutto vuoto, lungo, e privo di senso.

Quindi, a conti fatti, per me, The Lone Ranger è un film sbagliato e bello.
Che è molto più di quello che si può dire di tanta mediocrità che si vede in giro.




9 commenti:

Shape ha detto...

Grazie per la recensione, però Johnny si chiama Depp :P

GioielliMilano ha detto...

Ha scritto deep perchè la visione del regista della death valley è monumentale e PROFONDA, sciocco.

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Vero... concordo pienamente.
Molto Tonto e poco Lone Ranger

Tommaso ha detto...

"un remake sotto acidi di Dead Man"

Che è tutto dire. asd

Manuel Colombo ha detto...

Io pagherei qualsiasi cifra per vedere un remake sotto acidi di Dead Man

Paolino ha detto...

Non vorrei dire una bestialità ma mi pare che anche nella serie tv la caratteristica di Lone Ranger fosse di non sparare mai per uccidere...

zeta ha detto...

e nessun commento sulla Carter?(lo so, sto svegliando il can che dorme)

Spoiler-man ha detto...

sono contento di vedere che non la pensiamo troppo diversamente.
qui c'è la mia di recensione, ovviamente è fatta peggio ma vabbè
http://spoil3r-man.blogspot.it/2013/07/lone-ranger-recensione.html

Nexx ha detto...

Ma Rango faceva ribrezzo!