18.9.13

Lo ammetto, è colpa mia.


"Lo ammetto, sì: sono stato colpevole per Carnevale, ma non potranno portarmi in tribunale per questo.
L’idea è venuta a me e a Mammucari mentre facevamo colazione, seduti sulla moquette. A un certo punto lui ha cominciato a mangiare una fetta di melone, subito ci siamo dati un’occhiata complice.
Abbiamo deciso di non dire niente a Massimo per avere una reazione più realistica, non da disegnatore ma da uomo. Lui piange, urla, si sente ferito. E in qualche modo è stata ferito perché non gli avevo detto che ci sarebbe stato quel logo ingombrante sopra le sue immagini. Non credo che avrebbe disegnato allo stesso modo se l’avesse saputo.
Sicuramente Massimo avrebbe avuto bisogno di essere protetto dopo, ma pensavo già a un'altra copertina. Sono cose gravi ma è anche così che si fanno i fumetti: le provocazioni a volte sono più importanti delle spiegazioni."






- per quelli non dotati di ironia: si scherza su una faccenda ridicola.