19.12.13

Frozen - la recensione -


Si fa presto a dire "dagli stessi autori di Rapunzel".
Peccato che la frase corretta sarebbe "dagli stessi autori di Rapunzel ma senza Glen Keane e con 110 milioni di budget in meno".
Fermi, prima di andare avanti: Frozen non è un brutto film, anzi.
Ha un buon ritmo, delle canzoni piacevoli, una bella morale di fondo, qualche battuta divertente e una resa artistica e tecnica discreta.
Ma non è Rapunzel nemmeno da lontano.
Il character design è modellato su quello di Keane ma è privo di guizzi e vitalità (e, diciamocelo, il pupazzo di neve simil Jerry Lewis è proprio fastidioso e i troll sono davvero brutti), la regia è priva di quell'audacia che aveva fatto di Rapunzel un film da far tremare i polsi, non c'è maestosità nella visione, gli scenari sembrano pensati un poco al risparmio e,l'assenza di un cattivo davvero maestoso ammazza il tono drammatico. Insomma, Frozen mi è sembrato un film della Disney di seconda linea e non certo il colossal annunciato.
Però alcune cose positive  le ha, a cominciare da una regina bella, sexy ed elegante, una principessa coraggiosa, buffa e divertente (e che si salva da sola, per una volta), un'alce che è sì ricalcata sul Maximus di Rapuzel ma che, forse proprio per questo, funziona alla grandissima, una bellissima resa del ghiaccio e alcune sequenze legate al rapporto tra sorelle molto toccanti.
In sostanza, portateci le vostre bambine, lo adoreranno ma non aspettatevi il capolavoro che incanterà pure voi.

p.s.
avvertenza, se siete tra quelli che appena sentono cantare gli vengono le bolle, statene lontani: questo film potrebbe uccidervi.