18.12.13

Come il paguro e l'attinia.


Quello che potete leggere qui sopra è l'editoriale dell'ultimo numero della versione da edicola di The Walking Dead, scritto da Andrea Ciccarelli sotto lo pseudonimo di Zed (presumo visto che un paio di giorni fa ha scritto le stesse cose sul profilo FB) ed edito dalla casa editrice di Ciccarelli stesso, la Salda Press.
Per contestualizzare, l'edizione da edicola di TWD è una ristampa in bianco e nero e in formato quaderno (o "bonellide") di quattro episodi della serie regolare USA.

Adesso, a una prima lettura, ho trovato l'editoriale irritante.
Poi ci ho pensato sopra e ne ho riso, perché il livello di mistificazione è tale non può essere altro che uno scherzo.
Vi spiego perché: Ciccarelli, nell'edtoriale, mette sullo stesso piano un'operazione editoriale come quella condotta dalla Salda con TWD con gli albi della Sergio Bonelli Editore, glorificandosi della "via nuova al fumetto" da lui aperta.
Adesso, giusto per capire la differenza sostanziale che passa tra un albo Bonelli e un albo di TWD della Salda, in termini produttivi, basta ragionare sul fatto che la Bonelli i fumetti li produce, la Salda i fumetti li compra quando sono già stati prodotti da altri.
Che significa questo?
Che una casa editrice come la Bonelli il prodotto lo crea e lo produce in tutti i suoi aspetti, investe capitali suoi sul suo mercato interno, facendo lavorare un sacco di gente (sceneggiatori, disegnatori, letteristi, redattori, grafici, impaginatori, tipografi, distributori) caricandosi tutti i rischi.
Dai prodotti che produce, la Bonelli genera un guadagno che poi reinveste, nella produzione di altri prodotti.
Che è la stessa cosa che fa la Image con TWD in USA.
Cosa fa, invece, la Salda Press e Ciccarelli?
Investe i suoi capitali fuori per comprare un fumetto estero, lo stampa in Italia, genera un guadagno dal mercato interno, che poi reinveste sul mercato estero, continuando a dare soldi a chi i fumetti li produce (fuori). In questo processo dà lavoro a un grafico,a un impaginatore (a meno che non sia sempre il grafico), in teoria a una redazione (dico "in teoria" perché la Salda è, praticamente, un desktop publisher), a una tipografia e al distributore.
L'investimento della Bonelli per produrre un albo a fumetti è 1000. Quello della Salda per fare un albo di TWD, 10.
A essere generosi.
I soldi (tanti) la Bonelli li investe sul mercato interno e dal mercato interno ne prende (sempre tanti).
I soldi (pochi) la Salda li investe sul mercato estero ma li prende dal mercato interno (e ne prende molti di più di quanti ne investa).

Ora, basterebbe questo per trovare grottesco l'editoriale di Ciccarelli.
Ma è solo l'inizio.
Sì perché Andrea definisce il suo albo un "bonellide".
Ecco, non è nemmeno questo.
Con il termine "bonellide" in genere si intendono albi prodotti in Italia ma non dalla SBE.
Albi come John Doe, David Murphy: 911, Walter Buio, Long Wei, Suore Ninja e tanti, tanti altri.
Fumetti che sono stati nel solco della tradizione, alle volte, ma che alle volte hanno pure sperimentato tanto, prendendosi tutti i rischi del caso.
Serie e miniserie PRODOTTE da editori che ci hanno messo fatica, impegno, creatività e i soldi per realizzarle (soldi veri, non gli spiccioli che servono per comprare una serie dell'estero). Investendo i loro capitali sul mercato interno, creando ricchezza (in caso di successo), creando lavoro (in ogni caso) e creando personaggi che diventano patrimonio del nostro fumetto.
TWD, che è un BELLISSIMO FUMETTO, è un prodotto che Ciccarelli compra dagli USA già fatto, pagandolo molto poco (rispetto a quanto gli costerebbe produrre davvero un fumetto) e che stampa e distribuisce. Se TWD ha dei meriti (e li ha) sono di chi lo scrive, di chi lo disegna e di chi ci mette i soldi per realizzarlo.
Ciccarelli e la sua Salda Press non hanno nessun merito nell'esistenza di TWD.

Il tutto ignorando il fatto che il rischio di creare una proprietà intellettuale nuova e quello di ristampare una proprietà intellettuale  già di successo (e con una serie televisiva alle spalle), è incomparabile.

Vabbè, direte voi, ma Ciccarelli almeno ha avuto l'idea di mandarlo in edicola in quel formato e ha avuto successo.
Peccato che l'idea non è di Ciccarelli.
Ristampare fumetti USA in formato bonellide era un'idea che vennne a Traini negli anni '80 (Conan) e poi ripresa da Lupoi nel 1990, con la Star Comics (Il Punitore). A Traini le cose andarono bene per qualche tempo. A Lupoi no, perché il mercato era diverso perché, il Punitore (a differenza di Conan) aveva un tipo di linguaggio troppo distante da quello Bonelli e per varie altre ragioni.
Ciccarelli ha riproposto la stessa idea e, grazie al momento favorevole, grazie al fatto che il linguaggio di TWD è così ordinato da somigliare parecchio a quello Bonelli, e grazie, sopratutto, alla serie televisiva, ha avuto fortuna.
Ma, facciamo a capirsi: di che fortuna e successo parliamo?
Perché a giudicare dal redazionale, pare che l'edizione di TWD stia vendendo come le rosette a mezzogiorno e non è così. TWD sta facendo la fortuna della Salda perché a fronte di costi molto contenuti (non è un fumetto prodotto, ricordate?), va bene per una casa editrice che con tutti i suoi altri prodotti faticava a raggiungere le duemila copie di vendita.
Ecco, diciamo che, a fronte di un investimento minimo e rispetto agli altri prodotti Salda, TWD è un successo. Ma, per capirsi, con il suo volume di vendita, in Bonelli verrebbe chiuso domani.
Vende molto meno di Rat-Man. Vende meno di quanto ha venduto John Doe nei primi tre anni e Orfani (lo cito perché Ciccarelli ha sentito la necessità di tirarlo in ballo) non lo vede nemmeno con il cannocchiale.

Quindi, di che si discute?
Di un editore che si sta arrogando meriti di linguaggio e artistici che non sono suoi (ma di chi quel fumetto lo ha fatto e prodotto), di un editore che si fa bello di un'idea editoriale che non è sua (ma di Traini e poi di Lupoi), di un editore che parla di un successo che esiste solo se contestualizzato rispetto ai suoi standard.
In sostanza, si discute di niente.

A margine: la Panini è stata a lungo criticata per il fatto di essere una mera impachettatrice di prodotti altrui e di comportarsi come una specie di parassita per il mercato italiano, a causa del fatto che non produceva nulla e che investiva capitali italiani su prodotti esteri e basta. E questo nonostante la Panini, nella sua storia, ha prodotto numerosi fumetti italiani.
La Salda, fino a oggi, ha prodotto due volumi di Oudeis.
Fine.
Il resto lo ha comprato da fuori e stampato per il mercato italiano.
Ah, no... Leo Pulp lo ha comprato dal mercato interno per ristamparlo. 
Era prodotto dalla Bonelli.

Strano, eh?



37 commenti:

Alex Gambirasio ha detto...

Esattamente quello che intendevo.

HulkSpakk ha detto...

Il problema è che Ciccarelli ha problemi di identità. Lui è convinto che "Andrea Ciccarelli" è l'alter ego di Robert Kirkman.
Andrea Ciccarelli: L'Uomo che si credeva Kirkman.

GIOCHER ha detto...

Volevo ringraziarti per quello che stai facendo per il mondo dell'editoria fumettica italiana, da dentro e da fuori, con il tuo approccio.
Lo faccio dopo averti ascoltato per due ore parlare, con semplice mostruosa padronanza d'ottica, della situazione del settore alla scuola del fumetto (lezione postata l'altro giorno sul tubo)
-per inciso, non ero un tuo fan di prima e non sono un tuo fan di Orfani- anzi, parecchio detrattore.

Atti ed idee spesso differiscono, e la precisa sicurezza con cui smonti quest'italietta di rosiconi, mi rende speranzoso per la nostra generazione.

cooksappe ha detto...

Cerco "attinia"!

Zechiel89 ha detto...

Lo sapevo che prima o poi Zed avrebbe sparato la cazzatta, negli editoriali diTWD la quantitá di deliri mi è sembrata salire ad ogni episodio.

Teeteto ha detto...

In tutta onestà, l'editoriale che posti trasuda invidia da ogni sillaba. Al punto che forse non se la meritava neanche una risposta così circostanziata :)

Mickfoley9 ha detto...

Anche la Freebooks ha ristampato Strangers in Paradise in formato " Bonelli "

ivothor ha detto...

C'e' troppa gente che scrive cazzate e critica continuamente la Bonelli. Fusi d'Amore in primis e adesso anche sto "Zed" . La Bonelli, un editore da decine d'anni sul mercato, che ha sfornato personaggi che sono stati e sono nell'immaginario collettivo, letti da milioni di persone. Un editore che continua a produrre, che inventa nuovi personaggi,che investe su nuovi autori e che piaccia o no ci Prova con il massimo della professionalita' in ogni albo che esce in edicola. Togliete i bonelli dalle edicole, o scienziati dei miei stivali, e che cazzo vi rimane? niente.. la critica serve se e' costruttiva se demolisce e basta non serve a nulla! il peggior albo Bonelli ora in edicola e' meglio del 90% delle americanate che si trovano a prezzi anche maggiori.

Simone Longarini ha detto...

Gli hai rotto il culo con eleganza. La mia stima.

Antonio ha detto...

Sull'operazione Punitore credo (spero) che la scelta di Lupoi fu quella di "purificare" un fumetto che, grazie ai disegni di Janson, Lee, Texeira, Wagner etc. si prestava molto più al b/n che alle colorazioni, a volte oscene, della Marvel di quei tempi. Inoltre veniva messo in edicola in un periodo in cui vi era una buona presenza di "hard-boiled", tra cui polizieschi come l'ottimo Nick Raider (Bonelli, ovviamente) e Balboa (Play Press) e riviste come Splatter che degli spargimenti di sangue faceva il proprio marchio (bentornata!). I testi di Baron però non erano così "facili" e, sopratuto, lineari, per chi faceva solitamente riferimento a quel formato, risentendo spesso della narrazione imposta dalle 23 pagg. della serializzazione americana. Tanto che, se non ricordo male, ci fu un ripensamento da parte della Star Comics (Lupoi), che dal numero 13 convertì la testata al formato standard Comic Book per andare verso quei lettori già abituati al formato e narrazione Marvel. Che da questo poi ci abbiamo guadagnato la pubblicazione di quel capolavoro che è stato il Moon Knight di Sienkiewicz è un'altra storia. :)

Experience ha detto...

... Zed è una persona frustrata ed invidiosa.

Giorgio Salati ha detto...

Essendo uno dei tanti che hanno con gran fatica e rischio di fallimento creato una miniserie bonellide (nel formato e nel linguaggio) sono abbastanza d'accordo col tuo punto di vista.

Drugo ha detto...

Ieri dal post di facebook non capivo, dato che non leggo The Walking Dead, ora è tutto più chiaro.
E secondo me, Rrobe, fai bene a rispondere a tono ad un editoriale che un profano potrebbe giudicare anche dal tono scherzoso, ma che sotto quella maschera nasconde attacchi del tutto gratuiti, se non addirittura vili.
Capisco anche il tono finto-cordiale e remissivo del tizio nelle risposte al tuo suddetto post.

Comunque, un addetto ai lavori che si permette di parlare del fumetto più venduto nel mondo in quel modo, dileggiando quelli che in termini di vendite in Italia seguono a ruota, e sbeffeggiando una delle novità editoriali più importanti degli ultimi anni, che scardina quasi in toto il linguaggio di quella casa editrice senza la quale la sua attività di import non sarebbe neanche nata, beh...meriterebbe molto meno che risposte articolate.

Elena De Nard ha detto...

Concordo con chi ha detto che con eleganza ha risposto per le rime ad una provocazione come questa. Non credevo che il panorama italiano avesse certi editori così.
A proposito le ho mandato un'email. Non so se le legge ancora... Mi piacerebbe avere una sua risposta a riguardo.... E inoltre spero di non averla infastidita.

dottornomade ha detto...

"da lavoro" -> dà lavoro

Massimo Sola ha detto...

Anch'io ieri non focalizzavo, la questione è diventata più chiara solo leggendo l'editoriale, che ho trovato un po' surreale, per gli stessi motivi descritti nel post, ma non solo.
Non vorrei buttarla in politica, ma riecheggia un fastidioso tono da movimento pentasidereo: siete tutti morti, noi siamo gli unici furbi bravi e belli, voi tutti coglioni disonesti, tempo domattina vi avremo spazzato via. E poi sprazzi di ignoranza, paranoia, attaccamento al consenso più che alla sostanza

Gabriele Buffa ha detto...

L'unica cosa che mi fa pentire di comprare The Walking Dead sono questi editoriali da idioti e le rubriche ridicole. Mai fumetto fu gestito peggio, ma la storia appassiona troppo

Loreto Terranova ha detto...

Massimo Sola se non vuoi buttarla in politica, allora lascia fuori la politica, altrimenti leggendo il tuo commento uno poi potrebbe pensare che sei un povero frustrato che vota ancora PD..

Luca Paleari ha detto...

Insomma, per fare una citazione "bonelliana", tale Zed se la suona e se la canta da solo.

gongoro72 ha detto...

Da qualche numero gli editoriali li ho trovati abbastanza irritanti.
(a dire il vero trovo fuori posto anche le vignette di zetacomezombie)

E comunque ricordate la fine di Zed in Pulp Fiction?
Di lui si salva solo la moto...

Nobu ha detto...

Citando Tarantino... "Zed si dead Baby... Zed is dead"

madao ha detto...

Appena letto l'editoriale ho pensato che zed aveva pisciato fuori.
"RRobe gli farà il culo"
accendo il pc
"RRobe gli ha fatto il culo"
ci avrei messo la mano sul fuoco

Karakunis ha detto...

Seguo il "bonellide" di twd dall'inizio e questo Zed ha scritto cazzate una dietro l'altra (in una rubrica dice addirittura di essere venuto a conoscenza delle fumetterie da neanche un anno!), non bisognerebbe neanche farci caso a gente del genere. Io compro il fumetto perche twd appassiona, ma le prefazioni, le postifazioni (commento della copertina??? Perche?) ed il fumetto finale (zetacomezombie) sono di bassissimo livello...

Giovanni Eccher ha detto...

Aggiungerei che la Bonelli, per lanciare una nuova testata o per mantenere quelle esistenti, deve pubblicizzarle in proprio. TWD è una testata già ampiamente pubblicizzata, e in ogni caso senza la serie televisiva probabilmente sarebbe rimasta semisconosciuta in Italia come tanti altri fumetti americani. Una persona che vanta lungimiranza per aver distribuito un prodotto che altri avevano già portato al successo è... mah, molto molto triste a vedersi.

Massimo Sola ha detto...

Loreto, ecco, è più o meno il tono di cui parlavo.
Io in effetti l'ho buttata in politica, mi scuso con tutti perchè si parlava d'altro, ma il tema non erano i contenuti ma proprio quel tono supponente.
Interessante anche il giudizio dato sulla frustrazione di una persona in base a quello che si presume che voti - oltretutto escludendo a priori il voto per uno che essenzialmente vomita rabbia e insulti e parla alle nostre budella.
Poi, per me, vota e votate chi volete, è difficile peggiorare. Però magari quel tono supponente, e i giudizi su persone che non conoscete, usali e usateli a casa vostra.

Giovanni Eccher ha detto...

Devo dire che leggendolo anche io avevo notato una forte rassomiglianza nei toni e nei modi dell'editoriale con i toni e i modi pentastellati. Lì per lì non ci ho dato peso, ma poi puntuale ne è arrivata la conferma da Loreto, con tanto di frecciata biliosa contro i frustrati diversamente votanti. Ma non credo sia una questione di "buttarla in politica": credo piuttosto che sia un modo di ragionare che si sta rapidamente diffondendo, basta leggere qualche blog o forum. In sostanza si riduce a questo: io ho un paio di idee + qualche decina di persone mi mette dei "like" = io ho ragione e gli altri sono scemi, frustrati, merda, cadaveri. Poi la realtà è un'altra cosa, naturalmente. Per fortuna.

Pluscio ha detto...

Io adoro TWD (ma adoro ancor di più il tuo lavoro Roberto!) ma questi editoriali sono veramente odiosi! Nel numero precedente della serie da edicola (il numero 13) c'era già stato un altro "attacco" più velato alla grande casa editrice Bonelli, tra l'altro inutile e fuori contesto... Si rendeva omaggio allo scomparso Luigi Bernardi, e Zed/Andrea Ciccarelli raccontava che Luigi gli avrebbe fatto visita in forma di ectoplasma e che gli avrebbe raccontato la storia incompiuta de Il Conte Notte... incompiuta dal grande Magnus perché quest'ultimo ha (cito testualmente) "trascorso gli ultimi anni che gli rimanevano a cesellare l'ennesimo, inutile episodio delle vicende di un cowboy con la camicia gialla...". La storia in questione è il texone

Pluscio ha detto...

"La Valle Del Terrore". Come prima cosa dopo aver letto questo editoriale mi sono andato a recuperare quella storia che è un capolavoro! Ciccarelli lascia stare chi non c'è più e che è stato sicuramente più importante di te!

MMS ha detto...

Solo un semplice appunto su un refuso: Valter Buio, non Walter.
Saluti.

Dani Giangianni ha detto...

sarà, però effettivamente su una cosa ha ragione l'autore dell'editoriale: in bonelli prima di orfani la roba con l'aspetto più recente sembrava uscire dagli anni settanta, tra i cowboy, gli indiani, gli arcaismi, i giustizieri da telefilm vecchio, l'occulto e le infinite variazioni sul tema degli elementi appena elencati...
è vero che i fumetti che della bonelli tengono solo il formato hanno introdotto delle novità nelle tematiche.
poi non sto a sindacare su quale delle proposte sia la più pregevole.. insomma, twd non mi piace particolarmente e invece orfani per ora lo seguo perchè è godibile.
l'unica scemata mi sembra la storia dei quattro colpi di scena a numero: una buona storia non dovrebbe reggersi sulle due paginette finali... e quando dico buona storia per esempio mi viene in mente Hugo Pratt.

però la controcritica di Recchioni non l'ho capita tanto. mi pare un po' fuori tema, anche se capisco il suo ardore nel difendere qualcosa in cui crede e che gli dà il pane.
non la capisco perchè tutto il discorso mirato a dipingere l'inferiorità della saldapress tirando in ballo dati di vendita (comunque mai citati in italia. e di nuovo mi sento in imbarazzo ogni volta che leggo "tex fumetto più venduto del mondo" perchè mi sa tanto di gente che se la canta e se la suona tutto da soli) e parlando di strategie editoriali non mi vuol dire niente.

la bonelli quando parla di sè ha sempre questo tono epico da "l'antico vaso andava portato in salvo" che pare che ogni minima puzzetta che fa ha spostato l'everest.
madò ragazzi, state semplicemente facendo il vostro lavoro, non è che fate qualcosa di straordinario. quello che fate voi lo fanno anche tante altre aziende con tanti meno sensazionalismi -.-
del resto rischiare per fare soldi è il mestiere di ogni azienda, non è solo la bonelli che si lancia in sfide ai limiti dell’impossibile per arrivare a portare a casa la pagnotta.

tutto il discorso sui rischi e sulla valenza minore di chi i fumetti li edita rispetto a chi i fumetti li fa mi fa ridere: io mi sento grato più agli inferiori che agli aristocratici della bonelli, perchè se mi sono appassionato al fumetto è grazie a quegli inferiori che mi hanno portato l'uomo ragno, dragon ball, one piece, naruto e compagnia. non certo grazie a tex, che per un bambino di 10/11 anni ha l'appeal di una chiave inglese.

Anche la cosa di screditare Zed perché non è stato il primo ad avere l’idea di editare un fumetto americano in formato bonellide è ridicola: si citano altri due che hanno provato e hanno fallito.
Zed invece ci sta riuscendo: l’idea non sarà sua ma sicuramente l’ha portata a fruttare lui, quindi non mi sembra deprecabile perché carente di inventiva, quanto lodevole perché si è creato un suo posto nel mercato laddove altri prima di lui hanno fallito.
semplicemente è stato più lungimirante degli altri due perché ha colto la congiuntura favorevole telefilm/crisi e ha reso disponibile in edicola e a prezzi modici un fumetto di successo reso noto anche a chi di fumetto non ne mastica da una serie tv di successo. Nel mercato conta riuscire, non conta come: e lui sta riuscendo.
nel suo piccolo questa è da considerare come un'operazione riuscita, non come un fallimento perchè chi l'ha imbastita non è stato il primo a seguire questa strada ed è una piccola azienda con pochi anni di esperienza alle spalle.

Dani Giangianni ha detto...

quindi di che si discute?
si discute non di un editore che si arroga meriti di linguaggio e artistici che non sono suoi, perché effettivamente nel suo editoriale non lo fa.
si discute di un editore che esprime il propoposito di voler attirare al al mondo del fumetto (o il merito di aver attirato al mondo del fumetto) tanta gente che magari all'arte sequenziale non ci si era mai avvicinata per evidenti limiti di un certo tipo (di quelli bonelli ho già parlato) distribuendo in edicola il fumetto da cui hanno tratto un popolare telefilm, a prezzi abbordabili; e si discute di qualcuno che è stato chiamato in causa a cui non piace il modo in cui è stato chiamato in causa.
senza tanta filosofia, a conti fatti, stiamo parlando di una frecciatina che è stata poco gradita da chi l’ha ricevuta.
e come tale andrebbe trattata.

Luis ha detto...

Certo che in SaldaPress l'umiltà non sanno cosa sia, basta vedere certe risposte che danno su facebook a chi li critica. Non dico che tutte le critiche siano costruttive, anzi la maggior parte sono stupide, però l'atteggiamento spesso e volentieri è sbagliato. Come sbagliato è questo editoriale che non ha nè capo nè coda. Parlasse piuttosto degli sviluppi del fumetto invece di spalare m***a a chi gli deve la fortuna. Perchè parliamoci chiaro se TWD non fosse uscito in edicola in formato "bonelli" non avrebbe riscosso così successo e sarebbe rimasto un prodotto di nicchia. Non possono ambire a ciò che culturalmente è la Bonelli in Italia, soprattutto con scritti del genere.

Stefano ha detto...

Zed! Zeeeed! Come ti permetti di dire che Orfani non è la rivoluzione del fumetto italiano?!! Io sono il nuovo che avanza, IO e solo IO sono il genio!!
Solo io so cosa è giusto! Voi siete solo dei poveretti che mangiano alle mie spalle, che vivono del mio successo indiscusso e che rosicano per non essere me! Ma non capirete mai il mio disegno supremo, non capirete mai quanto io stia cambiando il mondo con la sola forza della mia creatività!
NESSUNO mi puo' giudicare! Nemmeno tu!
Ed i miei leccapiedi, che io schifo, che tratto da cerebrolesi, ma che mi ritrovo sempre attaccati alle chiappe, lo attestano, dandomi ragione sul mio blog, nella speranza di poter anche loro mangiare dal mio ricco e sacro piatto!
Sono il Dio del fumetto italiano, sono una rockstar perchè ascolto i guns n roses ed ho le magliette rock e sono meglio di tutti voi perchè sono un ribelle.

...e comunque, Zed: t'aspetto fuori coglione!

Giovanni Caiazzo ha detto...

anch'io sono rimasto contrariato alla lettura di questo editoriale (tra l'altro non sapevo che Zed e Ciccarelli fossero la stessa persona). E non è neanche la prima volta che le parole di Zed trasudino livore verso Tex e la Bonelli in genere. E spesso ho contestato la cosa sul forum di Comicus nel topic dedicato a TWD versione edicola. Io leggo Tex, TWD e Nathan Never, tre modi diversi di narrare un fumetto, non mi sento ne coglione, ne abitudinario ne un figo all'ultima moda. Non capisco perché il mondo del fumetto italiano debba sempre perdersi in queste polemiche sterili e senza senso. La solita italietta dove la coesistenza non è tollerata ma scatta sempre la gara a chi ce l'ha più lungo. Un altro passo falso di Saldapress dopo la pagliacciata dell'aumento di prezzo dopo l'uscita di Dragonero.

Red ha detto...

La roba più triste non è tanto il tuo post, quanto l'immaginarti a darti le pacche sulle spalle da solo per il tuo sfoggio di arguzia...

francesco archidiacono ha detto...

mamma mia, anche io non sopporto questi eidtoriali. ne ricordo uno di qualche numero fa in cui con un'arroganza esagerata si definiva twd il miglior fumetto americano e il fumetto supereroistico spazzatura (sempre con toni che facevano sembrare questo zed l'autore)

qditeatro ha detto...

Compro TWD per leggere la storia. Il fastidio nutrito per le sbruffonate contenute nell'editoriale già una volta mi hanno costretto a scrivere sulla pagina Fb di Salda. Ovviamente, nessuna risposta.