27.2.13

Tex Cinque Stelle


Prendiamola a ridere, va.

Alcune Liste Civiche stanno cercando rappresentati per il settore cultura, in particolare legati al fumetto, che ne facciano l'interesse e ne avallino le proposte.
Il portavoce di queste liste, Carlo Bocchio (che è un illustratore ma, si sa, c'è grossa confusione), si è fatto portavoce e tramite, e sta chiedendo a fumettisti e lettori di organizzarsi sia per scegliere eventuali soggetti di riferimento, sia per fare proposte da sottoporre al movimento.

Adesso, io, cogliendo la palla al balzo di questo grande fermento, di questo cambiamento incombente, ho deciso di farmi avanti.

Ecco quindi la lista delle mie proposte.


• Abolizione delle case editrici

• Abolizione del reso da edicola

• Accorpamento del fumetto popolare con il fumetto d'autore

• Abolizione della gabbia

• Insegnamento della storia del fumetto ed esame obbligatorio per ogni fumettista

• Limite di due albi Bonelli o di due graphic novel per qualsiasi autore di fumetti

• Eliminazione di ogni privilegio particolare per i fumettisti, tra questi, il diritto a svegliarsi all'ora che gli pare, alla mattina.

• Pagamento a pagina stabilito secondo il principio del Libanese: stecca para per tutti.

• Divieto di cumulo delle testate per i fumettisti (esempio: non si può scrivere Tex e Topolino)

• Non eleggibilità a fumettista per chi sorpreso a ricalcare foto o copiare trame

• Partecipazione diretta a ogni incontro redazionale da parte dei lettori via web

• Abolizione dei diritti d'autore

• Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum per stabilire se sia più forte Hulk o la Cosa o quesiti similari (e la risposta giusta è Hulk)

• Obbligatorietà della discussione sul forum di Comicus per la programmazione degli albi in edicola

• Approvazione di ogni strategia editoriale subordinata al rispetto della continuity

• Trame e anteprime rese pubbliche on line almeno tre mesi prima della loro pubblicazione per ricevere i commenti dei lettori

INOLTRE.
Vogliamo che ci siano le telecamere sul tavolo di ogni disegnatore e dietro lo schermo di ogni sceneggiatore. Che se li becchiamo a copiare li mandiamo al confino.

INOLTRE
Vogliamo che le pagine a fumetti, da oggi in poi, siano disegnate con matita copiativa precedentemente inumidita. Che non si cancelli un cazzo.

INOLTRE
Quelli che aderiranno a questo movimento, si impegnano sin d'ora a restituire i diritti sulle royalties.

CACCIAMO VIA I MEFISTO DAL FUMETTO!!!
SVEGLIA!!!|!1!11


p.s.
(La prima parte del post, per quanto assurda, è vera. Sul resto, per i sottotitolati del web, è *ironia*).

Peggior-Miglior Cosplayer di Sempre.


E' probabilmente vecchia.
Ma io non l'avevo vista.
Sto ridendo da venti minuti.

25.2.13

Zercocalcare, Makkox (più o meno) e il sottoscritto, al Social Media Week Milan.


Il video della migliore conferenza che abbia mai fatto.
E' stato divertente e interessante.


Nuovi disegnetti.

Oggi sono stanco e non mi va di postare niente.
Quindi, mi limito a raccogliere i miei ultimi disegni recenti, quella roba che mi diverto a fare nei ritagli di tempo mescolando le tecniche più tradizionali con quattro o cinque programmi di foto ritocco per cellulari.

Amica


Il gatto teppista

Cliff

chiacchiere in Bao

Chiacchiere dei massimi sistemi con Gipi

Vecchie passioni





Asso


le solite robe mie














23.2.13

Oggi a Bilbolbul.


Mentre cade la neve.
Mentre l'Italia si appresta a fare il salto dello squalo.
Io sono al Bilbolbul di Bologna per due appuntamenti.

- Dalle 15, in Biblioteca Sala Borsa, insieme a Mauro Marcheselli, Alessandro Bilotta, Onofrio Catacchio ed Enrico Fornaroli per parlare de Le Storie, al collana antologica della Sergio Bonelli Editore (QUI trovate maggiori info).

- Dalle 17 e 30, sempre Bliblioteca Sala Borsa, insieme a Onofrio Catacchio,
Andrea Venturi, Dr.Pira, Alessandro Tota, Flavia Biondi, Alessandro Poli, per una sezione di firme e disegni (ci sarà anche Asso).

Poi torno a casa.
Ad aspettare la marcia su Roma.


21.2.13

Una serata con il RRobe: di Social Media Week Milan e Fumettology.


Oggi è una giornata in cui, se siete interessati, potrete seguirmi anche in video.
Prima di tutto, l'incontro insieme a Makkox e Zerocalcare, nell'ambito del Social Media Week Milan che andrà in scena dalle 19 alle 20 e 30 che potrete seguire (oltre che dal vivo), dallo streaming che trovate QUI.



Il tempo di una cena con gli amici e poi potrete vedermi ancora. Questa volta in televisione.
Perché questa sera è LA sera.
Quella in cui, su RAI 5, andrà in onda l'ultima puntata di Fumettology, quella dedicata a John Doe.
Ve lo dico senza vergogna: è una cosa che mi emoziona e mi onora.
Perché la puntata realizzata da quelli di Fish-Eye è davvero bella, piena di fantastiche immagini e di una strepitosa colonna sonora.
Perché John Doe chiude questo primo arco di puntate andandosi ad affiancare a personaggi storici del fumetto italiano.
Perché tanti amici appariranno in video insieme con il sottoscritto per celebrare e chiudere un discorso su un personaggio che è stato davvero importante nella mia vita e a cui resterò sempre legato.
Perché, almeno per questa puntata, non indosso quell'orrida camicina a quadretti (ho controllato nell'armadio: io quella camicia non l'ho mai posseduta, devono avermela aggiunta in digitale).
Insomma, se la vedete, io sono contento.
Il programma inizia alle 22 e 53.
Lo streaming lo trovate QUI.
E, se ve lo perdete questa sera, da domani la puntata sarà disponibile nell'archivio del sito della Rai.

Evvabè. Questo è quanto.

Playstation 4. La presentazione.


Questa notte la Sony ha presentato la sua nuova Playstation 4.
Lo spettacolo si è aperto in maniera... poco spettacolare.
E' stato mostrato il design del nuovo pad che abbandona la forma dell'amato Dual Shock per muoversi in direzione del pad Microsoft, aggiungendoci però un piccolo touschpad al centro, non dissimile da quelli che si possono trovare su qualsiasi notebook. Oltre a questo il pad, è dotato di un sensore che permette a una telecamera (collegata alla console) di captare la posizione del giocatore nello spazio.
E sì, anche e me pare di averla giù sentita questa cosa.

Subito dopo ci si è dilungati in un lungo e dettagliato elenco di tutte la maniere in cui la PS4 è social.
Si collega a Facebook e Twitter, vi fa condividere i vostri contenuti (video catturati dai giochi e cose così), vi fa vedere i film e ascoltare la musica (con servizi a pagamento online, ovviamente), vi fa fare delle videochat con i vostri amici mentre state giocando, si appoggia a un sistema cloud per preservare i dati e via dicendo.
Una cosa interessante è che, in teoria, i giochi della PS4 potranno essere giocati in remoto sulla PS Vita, alla maniera del sistema offerto dalla Wii U di Nintendo.
Con la differenza che il controller con lo schermo touch della Wii U lo trovi nella confezione, mentre la PS Vita te la devi comprare a parte e costa quello che costa.
Ma forse ce l'avete già a casa, giusto? No, non ce l'avete.
Persino i figli dei dirigenti Sony preferiscono il 3DS.


Comunque sia, tutte e funzioni social e multi-mediali della PS4 sembrano essere cose che uno smartphone e un media center da cinquanta euro fanno da oltre cinque anni.
Ma, si sa, la Sony spera di vendere i contenuti (i suoi film, il suo catalogo musicale) e cerca da sempre (come la Microsoft, del resto) di rovinare trasformare delle valide macchine da gioco in baracconi  centri multimediali.
Forse il mondo è pieno di persone che non vedono l'ora di usare scomodamente Skype con il joypad, di condividere registrazioni delle loro partite a Call of Duty 9 e di noleggiare a carissimo prezzo dei film e alla fine avranno ragione loro. Ma io non sono tra quelle persone.
Per quello che riguarda me, diciamo che sono altre le attrattive per cui sarei invogliato a spendere 400 (e passa) euro per una nuova console.

I giochi, per esempio.
Che dovrebbero essere migliori, più grandi, più belli e significativamente più profondi, rispetto a quelli della generazione precedente.
E in esclusiva.
Perché altrimenti me li gioco su PC, dove la grafica è migliore (e costano meno).

Ecco, con che giochi la Sony ha presentato la sua nuova console ammiraglia?
Un giochino di robottini utile solo a fare vedere che sì, la nuova macchina muove molti poligoni (ma non in un numero particolarmente spettacolare).
Il nuovo Killzone 4, che ha impressionato davvero poco, lasciano la sala nel gelo più assoluto.
Un gioco di guida di seconda fascia.
L'ennesimo seguito di una serie di scarso successo come Infamous.
Un gioco musicale di marionette mosse con il Move (non sto scherzando).
Un gioco indipendente di quel simpaticone dell'autore di Braid.
La testa di un vecchio portata da David Cage per far vedere che pure i poligoni possono farti piangere.

Poi è stata la volta delle terze parti.
Capcom ha presentato una cinematica fasulla di Dragon's Dogma 2. 
Square-Enix solo un brutto taglio di capelli (sul serio: non hanno portato nulla, tranne un vecchio video del loro motore grafico, già presentato mesi fa, che nemmeno gira su PS4).
Ubisoft ha portato Watch Dogs. Gioco interessante mostrato con una demo afflitta da enormi problemi tecnici. Oltretutto, il gioco non dovrebbe essere un'esclusiva Sony.
Blizzard ha presentato conversione per console di Diablo III, un gioco che quando uscirà la PS4 sarà vecchio di un paio d'anni e che non è che abbia proprio incontrato il favore del pubblico (pur avendo venduto tanto, il che, per Sony, non è nemmeno un bene visto che chi lo voleva giocare lo ha giocato). Oltretutto, sarà pure mutilato nel multiplayer e nelle funzioni online.
Activision ha portato la Bungie.
Sticazzi.
La Bungie.
Che già vedere solo vedere la Bungie a una presentazione Sony fa strano.
Se poi loro ti fanno vedere le prime sequenze di gioco di Destiny, a me viene il coccolone.
Sono tre secondi di gioco e sono l'unico momento di vero interesse ed emozione di tutta la conferenza.

E poi fine. Tutti a casa.
La console non è stata mostrata e non è stata chiarita la posizione di Sony rispetto a tre punti spinosi:

- non si sa ancora se la PS4 farà girare o meno i giochi usati (avevano detto di no, poi ci avevano ripensato, poi avevano detto nuovamente di no... vai a sapere... forse...).

- non si sa se la console sarà retrocompatibile.

- non si sa se i giochi e i contenuti digitali comprati dal Playstation Store verranno trasferiti nella nuova console.

In conclusione, una delle peggiori presentazioni di sempre (peggiore anche di quella Nintendo per il Wii U, dell'anno scorso... e si è visto come sono andate a finire le cose).
L'impressione è che la Sony abbia le idee confuse su cosa debba essere la Playstation 4, che non abbia ancora preso una decisione chiara sulla sua politica, che lo sviluppo dei giochi, specie sul fronte giapponese, sia molto indietro, e che la macchina non sia poi così impressionante in termini di prestazioni pure.
Se dovessi azzardare un'ipotesi, mi verrebbe da dire che abbiamo assistito a un incidente mortale del futuro.
Ma spero di sbagliarmi.


19.2.13

Ufficialmente: ORFANI


Sul sito della Sergio Bonelli Editore trovate il primo comunicato riguardo alla serie.
Ci sono anche delle anteprime inedite.
Trovate tutto QUI:

16.2.13

L'Immortale? Ma davvero?


Ho preso sul serio la notizia solo ora.
Ma quindi, il nuovo film del ghiottone canadese (in USA The Wolverine), qui da noi lo chiamano sul serio Wolverine: l'immortale? Così? Senza vergogna? Come uno spin-off di Highlander qualunque?
Vabbè. Disegnamo va.

15.2.13

Le Storie 5 - il Lato Oscuro della Luna -


Davvero un bell'albo questo di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca.
Alto livello tecnico, artistico e umano.
Proprio bravi.
Che ti viene da ridere quando leggi una storia del genere, comprata in edicola e a quel prezzo, e poi pensi a certe "graphic novel", in libreria di varia, a certi prezzi.

Fumettology: Dylan Dog

La puntata dedicata a Dylan potete vederla QUI.


14.2.13

Fumettology vs. Sanremo


Che sfiga.
La nuova puntata di Fumettology (la trasmissione realizzata da Fish Eye con la collaborazione di Alessio Danesi), dedicata a Dylan Dog, andrà in onda questa sera alle 23. Quindi, con Sanremo che sarà appena entrata nel vivo, immagino.
Peccato, perché è una puntata davvero bella (l'ho già vista).
Tra gli ospiti, pure il sottoscritto.
Comunque, questa sera,  su Rai 5 e in streaming QUI.

Planet Hollywood Conncetion: Die Hard - un buon giorno per morire - la RECENSIONE



Dunque.
Se seguite questo blog, dovreste aver capito che sono un appassionato di FPS, i videogiochi sparatutto in prima persona.
E' ovvio, quindi, che il lancio del DLC (contenuto aggiuntivo) di un titolo di spicco come Call of Duty, attiri il mio interesse. Se poi è un contenuto aggiuntivo così ambizioso e con un budget faraonico come questo, l'attenzione centuplica.
Ma andiamo con ordine e vediamo di cosa si tratta.
Dunque, per il costo (apparentemente) assai abbordabile di 850 Microsoft Point (grossomodo dieci euro), nell'hard disk della vostra console verrà scaricato un pacchetto contenente quattro mappe di gioco da affrontare in una modalità cooperativa per due giocatori, il tutto per una durata prevista intorno alle due ore scarse (che, per dieci euro, sono un po' pochine).

Le mappe sono le seguenti:

- Le strade di Mosca
Un livello dall'alto tasso spettacolare in cui il gioco alterna fasi di guida a feroci sparatorie contro avversari umani e mezzi corazzati.

- Il rifugio della CIA
Una mappa molto piccola, perfetta per gli appassionati del combattimento ravvicinato.

- L'hotel abbandonato
Una struttura chiusa ma estremamente vasta e articolata con una situazione con ostaggi e terroristi.

- La centrale nucleare abbandonata
Livello di grandi dimensioni dove potrete sbizzarrivi con approcci diversi, dallo stealth all'assalto alla guida di un elicottero da combattimento.

Le quattro mappe offrono un livello di sfida accettabile nonostante il fatto che, nella ripetizione dei soliti schemi, affiora spesso la noia. La migliore del quartetto mi sembra indubbiamente la prima anche se (ma questo è un difetto che vale per tutto il gioco nel suo complesso), una cattiva gestione della cinepresa virtuale finisce per penalizzare il divertimento, rendendo tutto troppo confuso e non permettendo mai di entrare, realmente, all'interno dell'atmosfera del gioco.
E, in questo, non si viene aiutati nemmeno dalla blanda storiella che dovrebbe fare da collante tra un livello e l'altro.
Diciamo che a fronte dell'investimento per produrre questo gioco, non sarebbe stato male se qualcuno avesse pensato di spendere qualche dollaro in uno sceneggiatore professionista.
Qualcosa di buono, comunque, c'è: alcuni dialoghi tra i due protagonisti funzionano bene e i due personaggi protagonisti hanno un certo carisma, specie quello più vecchio e incazzato della coppia (speriamo che venga presto utilizzato di nuovo in qualcosa di più articolato).

In conclusione, non me la sento di dire che questo gioco sia spazzatura perché si spara tanto ed esplode tutto. E poi c'è quel vecchietto è proprio un tipo duro a morire e gli si vuol bene a prescindere. Se non siete tipi con la puzza sotto al naso, è facile che vi diverta.
Però, bisogna anche essere onesti e ammettere che è un gioco che ha dei grossi difetti strutturali e che, una volta completato, non vi farà certo venire voglia di giocarlo di nuovo.
Vale i dieci euro che costa? Insomma.
C'è stato di molto meglio e sta per arrivare di molto meglio.
Si spera.

p.s.
aggiungo che il doppiaggio italiano del gioco è PESSIMO.



Del nuovo libro di Gipi.


Su Bloggokin, il blog di Paolo "Ottokin" Campana, trovate un lungo pezzo di approfondimento, con intervista e anticipazioni, del nuovo libro di Gipi.
Merita davvero la lettura.
Trovate tutto quanto QUI.

13.2.13

Uno sguardo veloce agli Orfani.


Gli americani le chiamano "sneak peek", noi anteprima.
Comunque sia, sulla pagina FB di ORFANI, trovate una nuova galleria di immagini, tratte dai primi sei numeri della serie.
Come sempre, se vi piacciono, siete invitati a mettere il "mi piace" sulla pagina.
Trovate tutto QUI.



Die Hard: un buon giorno per morire - la recensione a fumetti di Asso, Panda e Zerocalcare -

Di Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare e il sottoscritto.
Domani vi posto anche la recensione con le parole e basta.

Se ci cliccate, la vedete degnamente.

ASSO: - wannabe -

Storia mia, colori di Stefano Simeone.


CONTINUA DOPO IL SALTO (attenzione, contiene qualche immagine meno che casta).

11.2.13

Quelli che ricalcano le foto.

Su Facebook i disegnatori si accapigliano un giorno sì e uno pure, sulla questione di quanto sia lecito e quanto meno fare uso di riferimenti fotografici. Sia come riferimento sia per un vero e proprio ricalco.
Ci sono i paladini duri e puri, i possibilisti, gli sperimentatori, i pionieri... e quelli con la coda di paglia.
Io ho deciso di prendere una posizione: è uno scandalo e una piaga che colpisce anche i più insospettati!


Non ci credete?
E allora guardate questo documento di Elisabetta Melaranci che ho trovato rovistando nel suo hard disk casualmente:




Altro che Greg Horn!
Questo è uno scandalo!!

(per non parlare di come è vestita e di come porta quei capelli...)



Senza faccia.



Mannoni (o Mannone) e Dessalvi (o De Salvi) si dice - ma io non confermo - che siano quelli che stavano dietro a Infinito, lo stalker che per un paio di anni ha animato il mondo del fumetto (QUI se volete saperne di più). E sono gli stessi dietro a case editrici come la Sunset, dietro Raidark, Gothika e ad altre "realtà" editoriali di questo tipo (QUI, QUI , QUI e QUI se volete leggerne di più).
L'altro è Alessandro Bottero, noto "giornalista" che si occupa dei mali del fumetto nostrano e direttore (o ex-direttore?) della Free Books (che non ho capito se esiste ancora o meno) e di tutta un'altra serie di etichette editoriali più o meno fallimentari.
Direi che non c'è niente da aggiungere a riguardo, se non che le edizioni di questi albi recentemente arrivati in edicola (che presentano il discutibile materiale della casa editrice Zenescope, in una versione in bianco e nero), sono identici a quelli di un'altra neo-nata casa editrice di fumetti, la Cosmo (no, non sto insinuando che ci sia nessun legame... magari lo stesso tipografo, questo sì).
E la pista umbra, che nasce ai tempi della Labor e arriva fino a oggi, si allunga.


Di Social Media Week, Winter School e Bilbolbul, il mio fine settimana al nord.

Iniziamo Giovedì 21, a Milano:

SOCIAL MEDIA WEEK


Negli ultimi anni assistiamo sempre più a nuove modalità di creazione, promozione e diffusione del fumetto online: autori che attraverso il web – con blog, su Facebook e Twitter – stanno sperimentando modi diversi di creare comic e interagire con i propri lettori.
Ce ne parlano in questo panel tre maestri del mezzo:
Marco Dambrosio (Makkox) fumettista online dal 2007 sul blog Canemucca adattando i suoi lavori in verticale per adeguarsi allo scroll delle pagine web, ha collaborato con vari quotidiani e settimanali, vignettista su il Post.it, blogger, editore.
Michele Rech (Zerocalcare) fumettista online su www.zerocalcare.it, il caso editoriale “social” del fumetto nostrano del 2012. I suoi libri La Profezia dell’Armadillo e Un Polpo alla gola stanno riscuotendo un grande successo di pubblico e critica.
Roberto Recchioni, Sceneggiatore e disegnatore dal 1993, Creatore di John Doe e Detective Dante, attualmente collabora con la Sergio Bonelli Editore in veste di sceneggiatore di Dylan Dog, Tex e della nuova serie Orfani. Lo trovate anche sul suo blog, Dalla Parte di Asso.

Modererà il Panel Matteo Stefanelli, Ricercatore all’Università Cattolica di Milano e blogger su Fumettologicamente. Si occupa regolarmente di fumetto per Il Post.it, Rolling Stone Italia e Zero, e ha scritto per Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, LaRepubblica (Collana ‘Graphic Novel’), Lo Straniero, Bianco&Nero, Giornale della Libreria, Neuvième Art, Link Magazine – Idee per la televisione, Fumo di China, Scuola di Fumetto, Blue, Hamelin e altre testate.
Trovate maggiori informazioni QUI.



Proseguiamo Venerdì 22, sempre a Milano.
OPERATORI EDITORIALI PER IL FUMETTO E IL GRAPHIC NOVEL
l'Università Cattolica ospita una Winter School dedicata al fumetto.


Operatori editoriali per il fumetto e il graphic novel è la Winter School promossa dal 18 al 22 febbraio dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica, in collaborazione con la Libera Università IULM, che si svolgerà a giorni alterni presso le proprie sedi.
La School si propone di formare giovani universitari o al primo ingresso nel mondo lavorativo al ruolo di operatori culturali, editor, curatori e responsabili comunicazione specializzati nel settore del fumetto e del graphic novel, tanto a livello italiano quanto a livello internazionale. In collaborazione con i principali operatori dell’editoria specializzata – editori, manager, redattori – curatori, studiosi e con autori di primo piano, gli studenti avranno la possibilità di mappare e approfondire i contesti di produzione e consumo, le diverse competenze professionali e le principali occasioni di comunicazione e valorizzazione del fumetto (sia popolare che “d’autore” o di ricerca): editori e collane, generi e formule editoriali, festival ed eventi, routines di produzione, strategie di posizionamento, marketing e comunicazione, mercati e modelli di business innovativi.
Interverranno, tra i docenti, responsabili editoriali, manager e redattori delle principali case editrici attive nel settore a livello nazionale: Sergio Bonelli Editore, Disney Publishing, Rizzoli, Astorina, Coconino Press, Becco Giallo, Bao Publishing, Shockdom; testate dell’editoria generalista impegnate in iniziative connesse al fumetto: Corriere della Sera, Internazionale; agenzie di comunicazione digitale: Hagakure; festival e gallerie specializzate: Bilbolbul, Mirada; autori come Gipi, Igort, Alfredo Castelli, Roberto Recchioni, Davide Toffolo, Massimo Giacon.
Tutte le informazioni si trovano sul sito almed.unicatt.it e le iscrizioni si raccolgono entro il 15 febbraio 2013.


E si conclude sabato 23, a Bologna.
BILBOLBUL

Le storie Bonelli: incontro in Auditorium Enzo Biagi con Mauro Marcheselli, Alessandro Bilotta, Roberto Recchioni e Onofrio Catacchio. Interviene Enrico Fornaroli.
Ispirata alla storica serie Un uomo un'avventura, Le storie è una nuova collana, senza eroe ricorrente e confini di genere, con la quale Sergio Bonelli Editore vuole ampliare gli orizzonti della narrativa popolare a fumetti. L'ideatore della collana Mauro Marcheselli ne parla con alcuni degli sceneggiatori e con Enrico Fornaroli.
Tutte le informazioni le trovate QUI.