28.1.14

Battaglia - le guerre di Pietro -



Arriva in edicola in questi giorni, Battaglia, un volumetto autoconclsuivo, edito dalla Editoriale Cosmo, che raccoglie le storie di Pietro Battaglia, anomalo vampiro siciliano a spasso per la storia d'Italia. Ai testi ci sono io, e ai disegni Massimiliano Leonardo, in arte Leomacs.
Se volete saperne di più potete andare QUI e da un sacco di altre parti in giro per la rete (magia di un ufficio stampa che funziona).

E mi fa strano.
Perché Pietro Battaglia è un personaggio nato esattamente vent'anni fa, in una casa di via della Marranella dove io e il gruppo di amici e aspiranti fumettisti ci ritrovavamo per progettare la nostra prima serie: Dark Side, che sarebbe uscita nelle edicole di tutta Italia a ottobre.
La mia idea era, molto semplicemente: fare un fumetto di supereroi con i vampiri, una specie di mashup fra i Wild C.A.T.S. (in quegli anni l'Image era la cosa più figa del mondo) e i succhiasangue di Near Dark (Il Buio si avvicina, qui da noi). Il gruppo comprendeva la femmina fatale bella e spietata (di origini giapponesi e molto, molto, simile al personaggio che poi sarebbe diventato Morte in John Doe, il tipo grosso e silenzioso nativo americano (utile da mettere dietro al gruppo per non dover essere costretti a disegnare gli sfondi), la ragazzina impertinente e due, dicasi, due bassisti carismatici: il cattivo spadaccino senza un braccio francese, concettualmente non troppo distante da Gambit, e il tipo basso e irsuto, di origini italiane. Il tipo basso e irsuto era Wolverine Pietro Battaglia. C'era anche un robot. Ma appariva nel terzo numero e nessuno se lo ricorda bene.
Dark Side era un fumetto con tutti i difetti che può avere un fumetto concepito da un ragazzetto borioso.
Ma un grosso pregio lo aveva: i primi numeri e tutto il character design erano opera di Massimiliano Leonardo, in arte Leomacs. E Leomacs aveva saputo dare un carattere a quell'accozzaglia di stereotipi ambulanti che erano i miei vampiri supereroi.
Comunque, sia come sia, Dark Side restò in edicola per tre mesi (ma ebbe cinque pubblicazioni tra numero zero e copertine variant, meraviglie del collezionismo) e non vendette nemmeno male. Solo che, un giorno, a causa di tutta una serie di impicci, l'editore sparì. E quando dico "sparì" intendo proprio quelle cose da film in cui una mattina ti svegli dopo essere stato a letto con quella che credi che sarà la donna della tua vita, ti alzi, vai  in redazione e la trovi totalmente vuota, senza nemmeno i mobili, e c'è solo un tipografo incazzato che brandisce la gamba di un tavolino e la sbatte con violenza contro le pareti, e tu te ne vai sperando che il bestione non se la prenda con te e mentre aspetti l'autobus per tornare a casa e ti congeli nel freddo di Roma Settanta, ricevi una telefonata e scopri che non solo non hai più un editore e una tua serie in edicola, ma che tutta quella faccenda sulla donna della tua vita è stata ampiamente sopravvalutata. Da te.
True story.
E qui finisce la prima vita di Pietro Battaglia.

Io torno a lavoricchiare in fumetteria dove conosco Lorenzo Bartoli che della fumetteria è cliente e inizio ad andare in studio da lui. Un amico della scuola dei fumetti mi segnala che lo Star Shop sta vagliando progetti.
Io ci penso sopra e decido di provare a proporre una serie tutta focalizzata sul personaggio di Pietro Battaglia. Non solo me la scrivo (con la collaborazione di Lorenzo e Francesco Cinquemani), ma ho la cattiva idea di disegnarmela, pure. Leomacs accetta di farmi le copertine.
Escono due albi: uno di sedici e uno di trentadue pagine. Sono abbastanza brutti sotto il punto di vista dei disegni ma le storie (specie la prima) riescono a definire il cuore del personaggio che ho in mente.
Lo Star Shop ci ripensa e "chiude" tutta la sua linea di autoproduzioni. Non la prendo troppo male perché nel frattempo è partito il progetto Napoli Ground Zero e sta iniziando a prendere forma l'idea della Factory, una casa editrice capace di riunire sotto un unico ombrello tante realtà diverse del fumetto indipendente italiano.
Per la Factory pubblico un sacco di cose, ma quella che mi sta più a cuore in assoluto è la nuova miniserie dedicata a Pietro Battaglia. Questa volta mi faccio furbo e ho chiedo a Leomacs di disegnarla per intero.
La mini si intitola Vota Antonio, è pubblicata in quattro albi a colori, ed è uno strano connubio tra Yojimbo, Per Un Pugno Di Dollari e Don Camillo. Leomacs la disegna in maniera magistrale.
Vende piuttosto bene e viene riproposta nel volume antologico Factory 'Bullet.
Anche il progetto Factory, come tutte le cose belle, finisce. Io lavoro a testa bassa per l'Eura adesso e John Doe è dietro l'angolo. Leomacs è in Bonelli.
Fine della seconda vita di Pietro Battaglia.

Passa del tempo.
Editori nascono e muoiono. Il mercato del fumetto cambia al punto che è quasi difficile riconoscerlo.
Inizio a collaborare con un editore di belle speranze e che sembra animato da buone intenzioni: Alta Fedeltà (poi BD) di Marco Schiavone. Con Marco nasce subito una bella intesa e insieme mettiamo in cantiere due progetti: Garrett (di cui vi parlerò tra qualche tempo) e Battaglia - Caporetto -, una nuova avventura del mio vampiro siciliano. Il G8 di Genova, la battaglia di Caporetto, Fabrizio De Andrè, Morte (quella di John Doe). Oramai gli elementi stilistici sono definiti: una forte ambientazione storica che sappia coniugare il passato e il presente del nostro paese, tanta violenza, sesso, e un protagonista nemico di tutti che faccia da reagente chimico ai vari elementi in gioco. Caporetto è per me e per Leo il fumetto della raggiunta maturità. Schiavone pubblica la storia in un volume di grande formato intitolato Le Guerre di Pietro, che ristampa al suo interno anche Vota Antonio. Nel frattempo, anche la Mondadori si interessa a queste due storie che vengono ristampate nei volumi antologici Alta Criminalità (che contiene Vota Antonio) e Internationoir (che contiene Caporetto). Piccolo motivo d'orgoglio: entrambi i libri hanno in copertina Pietro Battaglia.
E qui si conclude la terza vita del nostro vampiro.

Passano altri anni
Gli autori maturano. O invecchiano, a seconda dei casi. I grandi editori stanno sempre al loro posto. I piccoli editori si fanno grandi e poi crollano sotto il peso delle loro ambizioni. Nuovi giocatori si siedono al tavolo. Tutto cambia.
I fumetti restano.

E siamo a oggi, con Pietro Battaglia che rinasce ancora (del resto, è un vampiro) e raggiunge le edicole per i tipi della Cosmo, che ristampa Le Guerre di Pietro in un'edizione rivista (abbiamo limato qualche dialogo, tolto i toni di grigio e verde e aggiunto un paio di tavole), particolarmente economica.
Per me e per Leo è bello sapere che, a vent'anni dalla sua nascita, Pietro Battaglia è ancora in giro.
Non è un bel tipo, ma ha carattere.
E gli vogliamo bene.



p.s.
e adesso ditemi bravo perché, in tutto il pezzo, non ho citato nemmeno una volta il trattamento che Fumo di China e Sergio Rossi riservarono a queste storie, a me e a Leomacs. Ops. L'ho fatto.














24 commenti:

scott ha detto...

Quale trattamento? Puoi mettere un link?

scott ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Era cartaceo. Parlo di vent'anni fa.

Giuseppe Qualunquementee ha detto...

Avevo preso il buon vecchio Pietro nella sua "vita" sotto l'ala protettrice della BD.
Beh, se non sbaglio la maledizione di Battaglia è di essere immortale... diciamo che è nella natura del personaggio tornare "a zonzo" tra le fumetterie e le edicole.

PS: per Garret come funziona ? anche lui in un unico formato ? vabeh.. sta di fianco al vampiro sempre nella sua comoda edizione della BD.
PPS: cmq anche Michele Spada ha molto in comune con Pietro e quel satanasso di Garret.. tutti e tre sono dannatamente dannati.

ok.. tutto questo vortice di ricordi porta a una sola domanda:
CHE FINE HA FATTO DAVID MURPHY ????

RRobe ha detto...

Per Garrett, sì, stessa soluzione.
Su Murphy: qualche progetto ce l'ho. Vediamo.

salvatore giordano ha detto...

Lo leggevo darkside e secondo me i tempi sono maturi per un remake a meno che tu non voglia salvare soltanto Battaglia. Ho letto il volume della Cosmo, e Caporetto, che avevo gia letto su Internationoir è molto più bella del Don camillo Pulp. Il personaggio di Battaglia ne viene fuori benissimo e la ritengo una delle tue migliori sceneggiature. Anche il Leomacs di caporetto ha uno stile più personale, nella storia Sicula mi sembra una versione migliorata di Jason Pearson

RRobe ha detto...

Sì, Pearson era tra i nostri miti, all'epoca.

CREPASCOLO ha detto...

Tra Vota Antonio e Caporetto è passato un bastimento carico di lime che, opinione personalissima e sindacabile of course, ha portato Leomacs da un interessante combo di realismo e cartoon ( una roba tra il primo Joe Bennett ed un Angel Medina con il freno tirato ) ad un ineccepibile, ma meno divertente per me, " Lee Weeks è passato di qui dopo aver disegnato il team up Ghost/Cap : Paura " .
Io voto Antonio perchè ci ho trovato la versione 2.0 delle cose che prima animavano i Rrobbe e Venturi di Lost Kids, ma confesso che quando ho letto Caporetto ho pensato solo che fosse una altra prova che al signor Recchioni Neal Gaiman proprio non piace.
Sogno di leggere di Pietro dalle parti di Berlino mentre cade il Muro e David Hasselhoff canta, sfoggiando una ineffabile giacca trafitta da lampadine ( storico ndr ), tra la gente che balla ed esulta. Testi di Rrobbe, disegni di Rosenzweig. Miniserie di quattro, b/n , formato comic book. Sperem. Mai la fine.

ComiQuotes ha detto...

Da buon vampiro qual'è giustamente Pietro Battaglia non è così facile da abbattere.
E se la sua coriacità (si dice coriacità?!) fisica non bastasse ha anche due palle così...
Non mi sorprende quindi rivederlo girare per le edicole e sono sicuro che non sarà la sua ultima vita.

Comunque questo articolo mi ha fatto capire quanto cazzo sia contorto il mercato fumettistico italiano (e suppongo anche estero).

Non vedo l'ora di rivedere anche altre "opere perdute" di RRobe
(David Murphy!!)

Un Neurone di Troppo ha detto...

Era in Fumo di China???

Ok,se volevi incuriosirmi ci sei riuscito ^_^

ivothor ha detto...

io ho "Internationoir" e la storia di Battaglia (caporetto) e' l'unica che ricordo di quel volume per quanto e' scritta e disegnata bene. Neanche in tex ho ritrovato Leomacs cosi in forma!

Pluscio ha detto...

Da qualche mese sono all'affannosa ricerca di tutte le varie vite di Battaglia che hai ricordato! Dark Side, Star Shop, Factory, ecc ecc... Ora mi tocca pure comprare sto volumetto da edicola... ahahah! Comunque Rrobe sono a buon punto...

Marco Polenta ha detto...

Rrobe, sai che giusto qualche giorno fa ho ritrovato i primi due numeri di Dark Side, comprati ai tempi (presumibilmente in edicola, di fumetterie non ce n'erano) a Bolzano? Quando un giorno ci incontreremo avrei piacere se le li autografaste, tu e il Leomacs.

unicerchiatocool ha detto...

Un paio di anni fa, al Cartoomics 2012 di Milano, un più giovane e meno peloso me si accostò al banchetto dove facevi le firme e balbettante ti biascicò qualcosa del tipo: "Pietro Battaglia è uno dei miei personaggi preferiti!". Tu mi guardasti in modo molto gentile anche se un po' perplesso e mi dicesti tipo:"Anche dei miei". Ancora rido.
Al netto dell' amarcord, sono fiero di dire che due anni dopo Pietro è ancora in splendida forma, e sono molto contento della sua "nuova" vita.
Complimenti!

fausto bagattini ha detto...

mi hai convinto. torno in edicola a comprarlo.

Unknown ha detto...

Mi sa che da qualche parte ho ancora il numero zero e il numero uno di Dark side autografati acquistati in uno dei primi Comicon a Napoli di ormai tanti anni fa...

Apx11 ha detto...

So che per i tempi di internet sono già fuori tempo massimo comunque complimenti, davvero un bell'albo.
Ho preferito Caporetto sia per la storia che per i disegni, complimenti di nuovo sia a te che a Leomacs.
Una curiosità, perché sempre in Caporetto, nell'ultima tavola, ti sei firmato "Robbe" invece del canonico "Rrobe"?
Negli editoriali di Cliffhanger, che è del duemila, già eri "Rrobe"...
Saluti!

marvin the android ha detto...

Comprato senza grandi pretese e finito per leggerlo d'un fiato. Adorata l'idea di un vampiro nostrano. Bravi.

etnocigiul ha detto...

Ohmmioddio! Il nome di Picerno, il mio paesello, è comparso su un fumetto, e che fumetto!
Grandi Rrobe e Leomacs.

Francesco ha detto...

Ciao Rrobe,
perdona la domanda qualora tu abbia già risposto.
Io posseggo l'edizione BD; questa in edicola ora racchiude quelle storie o ne inserisce di nuove?
Grazie.
Un saluto.
Francesco.

RRobe ha detto...

LE stesse storie. Nulla di nuovo a parte un paio di pagine.

RRobe ha detto...

Per Apx: il nome lo mise Leomacs, in calce. E lo sbagliò :D

Francesco ha detto...

Grazie per la risposta Rrobe.

Apx11 ha detto...

Capito, thanks!