3.1.14

I NON PREMI ASSO 2013: serie televisive


Come per i videogiochi, ne ho viste abbastanza, ma non ho mai trovato nulla di particolarmente interessante da dire al riguardo. Alcune nuove serie mi sono piaciute con qualche riserva (Hannibal, per esempio), altre le ho mollate senza alcun rimorso (Bates Motel e Agent of Shield, tra le altre), per il resto, continuo a seguirne alcune (HIMYM per esempio, che continua a piacermi e Justified) e ne recupero altre (Homeland, che avevo iniziato per poi desistere, ma ci sono tornato sopra e mi sta piacendo). A margine, ho smesso di guardare The Walking Dead e mi sento molto meglio.
Di fatto, comunque, non ho dubbi nel pensare che la conclusione di Breaking Bad sia stata l'evento televisivo dell'anno.
Sulla serie e sulla sua conclusione si è detto di tutto. Ci sono quelli che l'hanno trovata coraggiosa a quelli che hanno espresso l'opinione esattamente opposta. Ci sono quelli che hanno pianto, quelli che si sono incazzati, quelli che ne hanno parlato per giorni e giorni (su Facebook, ovviamente) e quelli che si sono comprati un cappello ridicolo e se ne vanno in giro pensando di essere Heisenberg.
A me è parso un finale giusto. O almeno, un finale giusto per il tipo di serie che Breaking Bad è diventata nel corso delle stagioni.
Aspettate, mi spiego meglio.

Per me esistono tre "serie" diverse che si chiamano tutte BB.
La prima è composta da due stagioni (la prima e la seconda) ed è una serie che parla di un uomo che per salvarsi la pelle si gioca l'anima. E' una serie drammatica, molto deprimente, profonda, scritta con intelligenza, umorismo e nemmeno un briciolo di pietà. E' una serie caratterizzata da personaggi fantastici e interpretazioni ancora più fantastiche. Da regie ispirate e da una bella fotografia. Una serie scritta da persone mature e consapevoli, per persone mature e consapevoli. Una serie che non sfigura accanto a cose come I Soprano, The Wire, Mad Men o The Shield.
Questa serie di conclude in una maniera perfetta e crudele e non avrebbe avuto bisogno di nient'altro.

La "seconda serie" di BB è fatta di una sola stagione, la terza, ed è una serie che gira a vuoto, priva di identità e tono, indecisa su quale strada prendere. Potrebbe continuare nel solco tracciato dalle due stagioni che l'hanno preceduta o diventare tutt'altro.
E decide di diventare tutt'altro.

La quarta e la quinta stagione rappresentano la "terza serie". Che ha gli stessi protagonisti e tematiche della "prima serie" ma che è differente sotto qualsiasi altro punto di vista. Ogni pretesa di realismo è abbandonato e si sprofonda in una narrazione esagerata e tarantiniana (il Tarantino di Pulp Fiction). I personaggi fanno e dicono cose improbabili e si trovano in situazioni ancora più improbabili.
Le "chimibubbole" (la versione con gli alambicchi delle "tecnobubbole", espediente narrativo tanto caro a qualsiasi sceneggiatore alle prese con una storia di computer) come la ricina o il magico bidone pieno di acido per liberarsi dei cadaveri si moltiplicano e il tono generale va così tanto sopra le righe che non c'è più modo di credere al dramma. Ecco, quello che ti fa capire quanto tutto sia cambiato è che la quarta e la quinta stagione di BB sono divertenti.
E non dovrebbero esserlo per niente. O, almeno, non dovrebbero esserlo se gli autori avessero voluto tenere fede al tono e alle intenzioni della serie alla sua origine. Invece è diventata altro che è ottimo intrattenimento di qualità ma nulla di più. In poche parole, se all'inizio si giocava nel campionato de I Soprano, alla fine si è finiti a fare squadra con le prime stagioni di Nip/Tuck e Dexter.
Pazienza.
Non tutta l'anfetamina riesce con il buco e, a conti fatti, il tempo passato a vedere le avventure di Walt e Jesse, non è stato tempo perso. Ma poteva essere molto di più.