7.2.14

Robocop 2014 - la recensione -


Potrei parlarvi del fatto che Robocop usa una pistola taser.
E chiudere il discorso.
Oppure potrei approfondire, e dirvi che il piano satirico-ironico è di grana così grossa che tanto valeva mettere in sovrimpressione la scritta #SARCASM# quando necessario.
Oppure che non ci sono cattivi.
Che non c'è sesso.
Che non c'è cocaina o droghe di altro tipo.
Che Murphy ha tutti i ricordi, poi li perde, poi li ritrova e fa le faccette.
Che non c'è una goccia di sangue che sia una.
Che l'ED 209 è stato trasformato in tappezzeria e comunque sembra un Gekko di Metal Gear Solid.
Che Murphy viene ucciso facendogli esplodere l'auto.
In campo lungo.
Che non si vede quando lo ricostruiscono.
Che mentre lo guardi ti viene da pensare che forse la serie televisiva non era tanto male.

E via dicendo.

Ma sapete che c'è? E' inutile.
Perché il Robocop del 2014 non è brutto se messo in confronto con il capolavoro originale di cui è il remake.
E' brutto e basta.

Scritto male, con brutti effetti, zero ritmo, pochissime idee, personaggi negativi debolissimi, uno scontro conclusivo girato con due spiccioli e un finale con un anticlimax inspiegabile.
Peccato perché il regista era bravo. E il redesign di Robocon non malvagio.
Ma questa sera non giocano i Tiger.
E questo film non vale la pena di comprarlo nemmeno per un dollaro.