2.4.14

Discorso lungo e non particolarmente gradevole per tutti gli aspiranti sceneggiatori (di Dylan Dog).


Dunque, partiamo da una premessa:
non ce la faccio.
Intendo a seguire tutto con la dovuta attenzione. Se seguite questo blog, lo dovreste aver capito visto che gli aggiornamenti sono diventati rari e sporadici quando prima erano frequenti e giornalieri.
Semplicemente oggi, tra prima e seconda stagione di Orfani, nuova serie in cantiere, la cura editoriale di oltre duemila pagine all'anno di Dylan Dog, qualche progetto parallelo che comunque o mi serve per sentirmi ancora un essere umano o che si sposa con la mia idea di quelli che sono i doveri di chi fa il mio mestiere, la vita privata, il tempo necessario per lo svago e la cura delle persone care, non riesco a stare dietro a tutto.
Ci provo, sia chiaro, ma certe cose le faccio male.
Come leggere le proposte dei molto aspiranti che su base giornaliera si presentano per Dylan Dog.
Se siete tra questi avrete già avuto modo di provare con mano i miei tempi biblici di risposta e la fatica che faccio a tenere sotto controllo la situazione.
Non sono tipo da mandare mail tutte uguali con sopra scritto "siamo spiacenti ma la sua proposta non soddisfa le istanze redazionali" perché credo che i rifiuti debbano essere motivati e circostanziati nel dettaglio, per dare modo a chi li riceve di capire cosa non funzionava nel suo lavoro.
Questo significa che ogni soggetto o sceneggiatura sbagliata mi costa infinitamente più tempo di una sceneggiatura giusta. E questa cosa è assurda, specie in una situazione in cui il lavoro è davvero troppo.

Aggiungo una cosa: io ho delle idee precise su chi dovrebbe arrivare a scrivere Dylan Dog ed è molto probabile che queste idee vi piaceranno poco, se siete degli esordienti assoluti.
Mettiamola così: per me non puoi andare a giocare nella nazionale del Brasile se alle spalle hai solo lunghi pomeriggi passati sul divano a giocare a Fifa.
Che significa? Che Dylan Dog è la seconda testata più venduta d'Italia e che non è il posto adatto per far pubblicare esordienti assoluti.
Esordienti per Dylan Dog, gente con alle spalle altri lavori che ho avuto modo di leggere e apprezzare, sì.
Esordienti assoluti, no.
Dylan (come Tex, del resto), è un personaggio troppo delicato e difficile per metterlo in mano a chi non ha sulle spalle nemmeno una pagina pubblicata.
Ma badate, non pretendo che abbiate una vostra serie in edicola (anche se io, prima di averne una, mai mi sarei sognato di provarmi come sceneggiatore per l'Old Boy) ma pretendo che vi siate confrontati con il fumetto vero, quello che viene scritto, disegnato e pubblicato (se fatto con cura, va bene anche una pubblicazione sul web).
E non solo, io quel vostro fumetto voglio averlo letto, e averlo trovato buono.
Lo so, è antipatico ma io la vedo così e non potete fare altro che accettare questo punto di vista perché, al momento, sono io quello che decide (e che si prende tutte le responsabilità delle sue decisioni).
E prima che qualcuno di voi alzi la mano per dire "E Paola Barbato, allora? Lei è arrivata su Dylan come un'esordiente assoluta e Mauro Marcheselli gli ha dato piena fiducia!" vi dico questo: Paola è l'eccezione.
Ha trovato il momento giusto e la persona giusta, una persona che ha visto in lei qualcosa di speciale e che ha avuto il tempo di seguirla e farla crescere. Io questo tempo, al momento, non ce l'ho. Per nessuno.
Faccio già una fatica boia a tenere a fuoco i molti bravi sceneggiatori professionisti con cui lavoro e a dare i giusti consigli agli esordienti (per Dylan) che ho già contattato.
Non ce la faccio a seguire un esordiente assoluto. Lo farei male e farei un danno a Dylan Dog, a me stesso, e a lui.
Quindi, accettate questa cosa: per arrivare a scrivere Dylan Dog, oggi, è condicio sine qua non aver pubblicato qualcosa prima. Qualcosa di buono. Qualcosa che mi dica in anticipo che i fumetti li sapete fare, che ne conoscete il linguaggio e che conoscete i problemi che comporta farli.
Non mi importa che siano fumetti popolari da edicola o fumetti indipendenti, l'importante è che ci siano e che io possa leggerli. E che siano BUONI.
Aggiungo una cosa: è molto più probabile che sia io a trovare voi, che voi a trovare me.
Cerco di seguire con attenzione tutta la scena italiana, compresa quella più di rottura.
E non ho nessun problema a scrivere a qualcuno se il suo lavoro mi piace o mi colpisce in maniera particolare, senza pregiudizi di sorta per la sua scena di provenienza (vi assicuro che ho contattato nomi che vi sorprenderebbero, e tanto). Dylan ha bisogna di autori dotati di talento e cose da dire, poco importa se si siano fatti le ossa su un volume disturbante della Grrrzetic o sulle pagine di un bonellide Aurea (gli esempi non sono propriamente fatti a caso).
Quindi, se siete degli esordienti assoluti, odiatemi ma mettetevi il cuore in pace: prima fate dei fumetti (anche sul web, non importa) e poi venite a bussare alla porta di Craven Road.
Se la vostra roba è buona, vi offriremo del tè e dei pasticcini e ci metteremo a parlare.






41 commenti:

Slum King ha detto...

Insomma chi non è della compa non lo prendi.


P.S.
:asd:


La cosa peggiore? I wannabe che nascono "imparati" e che vogliono giocare subito in serie A.
Comunque propongo per levarsi il pensiero "B Factor" il Reality Show di stampo fumettistico. Prossimamente su Rai5

pippobaggio ha detto...

Discorso onesto e condivisibile. Preso atto (ma era ovvio) che un esordiente assoluto non può proporsi alla Bonelli, quali sono gli editori disposti a valutare i lavori di un esordiente?
P.S. Per restringere il campo aggiungo che sto parlando di fumetto popolare e di genere.

Il Lupo della Luna ha detto...

@pippobaggio finchè non provi a contattarli tutti non lo saprai mai. E' come domandarsi "quali sono le aziende che mi assumerebbero". Finché non provi non lo sai.

Jabbawack ha detto...

Da esordiente assoluto (un autoproduzione non credo conti)
mi trovo d'accordo.

Federico Rebeschini ha detto...

Io a craven road ci sono stato, e ho trovato il Dylan Dog cafe', bar gestito da un turco che mi ha servito un brunch gustoso ma di dubbia igiene. Niente Roberto Recchioni.

Toms ha detto...

Inizio Commento del wannabe: Ho apprezzato questo post,per nulla sgradevole,anzi piacevole avere una risposta diretta e non condiscendente.Ma mi pento di averci provato? Assolutamente no,è stato un buon esercizio nel rapportarsi con un grande personaggio e una grande casa editrice. Certo che se sei alle prime armi e ti aspetti una risposta diversa dal post qui pubblicato,mi sa che ti devi sottoporre ad un intervento di ridimensionamento dell'ego.Fine commento del Wannabe,ora lascio parlare i veri fumettisti :)

MarPlace ha detto...

Il discorso non è sgradevole (e chi lo trova sgradevole è semplicemente un ingenuo), ma è un discorso giusto e necessario, che forse era anche superfluo fare.
Ma purtroppo nel mondo del fumetto italiota 'ste robe è sempre meglio chiarirle prima

pippobaggio ha detto...

Il Lupo della Luna calcola però che spesso i tempi di risposta degli editori sono molto lunghi (quando ci sono) e non tutti vanno oltre il "non è in linea con le nostre proposte editoriali". Inoltre in un post precedente Roberto aveva precisato che è sconsigliato mandare la propria proposta a tutti gli editori indiscriminatamente ma di analizzare bene il mercato e valutare attentamente l'editore da contattare.

RRobe ha detto...

E' importante mandare la cosa giusta per l'editore a cui ci si propone. Come è importante sapere a chi mandarla (nomi dei curatori e via dicendo).

decl1nation ha detto...

Vista la qualità delle storie proposte negli ultimi anni da sceneggiatori d'esperienza, dovreste fare meno gli schizzinosi con gli esordienti, anche quelli assoluti.
La media non può essere inferiore a "Blacky" , ad esempio. Scommetto che almeno una delle sceneggiature che arrivano merita la pubblicazione, e non ci arriva solo perché non fa parte della "cricca". E non ditemi che non c'è nessuna cricca, sennò non si spiega come albi simili vengano pubblicati sulla seconda testa nazionale più venduta.

RRobe ha detto...

Hai ragione, è tutta colpa della Kasta.

Plunk ha detto...

Fate la gavetta!
Fatevi le ossa!
Dimostrate il vostro potenziale.

Tutte idee condivisibili, e che sembravano scontate.

La cosa che mette in pericolo il tuo raggionamento sono i tuoi gusti personali, discernere il bello dal brutto mettendosi al di sopra dei propri gusti è complicato.

Questo non vuol dire che tu non lo sappia fare, ma è complicato.

Immagino che molte scelte saranno fatte in base alle tendenze ed alle potenzialità di vendita (non è una critica, è una cosa sacrosanta).

Buon lavoro.

Klaus ha detto...

Io, questa volta, sono d'accordo con con Roberto.
Ribalto il discorso fatto per le sceneggiature sul disegno, sono un disegnatore amatoriale e anche se mi piacerebbe un sacco vedere pubblicato un Dylan Dog con il mio nome dopo la voce "Disegni" so che è qualcosa di impossibile perchè non ho l'esperienza sufficente.
Quindi credo che sia giusto il ragionamento della "gavetta".
Ah ne approfitto, se qualcuno mi vuole per disegnare qualcosa.... :)

Sinchipop ha detto...

Non vorrei rubarti del tempo visto che ne hai già poco ma ci provo lo stesso. Mi approprio del "tu" visto che sto recuperandomi John Doe e passiamo molto tempo "insieme". In una mail al mitico Ortolani sul come fare per iniziare mi ha risposto che forse è meglio girare per fiere e cercare di contattare editori locali, sconsigliando l'autoproduzione. Nonostante questo c'è l'esempio di Lady Mafia, autoprodotto tra l'altro "di fianco a casa", che da semplice cagata locale ha raggiunto la tiratura nazionale. Questo per chiedere, per due ragazzi senza esperienza che hanno l'università da mandare avanti, è meglio tristemente non provarci neanche a portare a termine un progetto oppure tentare in un qualche modo? Se sì, quale modo secondo te è preferibile? Ovviamente riferito a questo momento editoriale che stiamo attraversando.
Ti ringrazio per l'eventuale risposta e complimenti comunque per il tuo lavoro su Dylan Dog!

Frankie ha detto...

Ti rispondo io che sono un semplice esordiente, anche perchè per questa risposta non ci vuole molto. Il fumetto non è un hobby, ma un MESTIERE. Non è un passatempo da provarci una volta, che magari va bene. Ci sono tantissimi aspiranti in Italia che da anni "perdono" intere giornate a studiare la struttura del disegno, dello storytelling, del dinamismo, dell'equilibrio di luci e ombre, della sintesi del segno. Se non hai tempo o voglia di fari i conti con la frustrazione continua per cercare di raggiungere livelli accettabili in questo campo, allora lascia stare da principio. Meglio se continui l'università e opti per un'altra strada (forse) più sicura. Scusa il tono, ma mi sono sentito leggermente irritato dal tuo commento. Il fumetto non va preso sottogamba!

Walter Loggetti ha detto...

Da lettore e astronomicamente lontanisticazzicamente ipoteticamente wannabe scrittore (generico)il tuo discorso non fa una piega, non è sgradevole, ed è comprensibile.

Chi ha paura del lupo catt... ehm... del gusto di RRobe?

Lui in questo momento ha la gestione di Dylan Dog.
Ha un piano da realizzare, e mi sembra giusto che lo voglia realizzare come lui immagina.

Ne conosciamo il valore.

Un wannabe scrittore non viene scelto da RRobe perché non gli piace?
Ma già se gli spiega dove secondo lui può migliorare è già un checkpoint nella sua carriera, una guida galattica nella scrittura di fumetti.

Pelé ha cominciato a palleggiare con le arance prima di entrare in una squadra di calcio.

In una maniera o in un'altra le eccellenze sono DESTINATE ad uscire fuori.

Pazienza... ci vuole tanta pazienza...

Sinchipop ha detto...

Hai serenamente non colto la domanda attaccandomi e dicendo invece che la risposta fosse ovvia non dandola.
Non conosco la tua situazione e non opteró per il tono della tua risposta ma utilizzeró invece un modo di parlare più tranquillo.
Non possiamo "perdere" intere giornate a studiare quanto dici.
La frustrazione la conosciamo benissimo in altri ambiti e cerchiamo di alleggerirla tentando di seguire la nostra passione in comune.
Il fumetto è un mestiere ma non abbiamo i mezzi per permettercelo, dobbiamo utilizzare altre vie per poter guadagnare in modo da seguire questo obiettivo.
Non ho preso sottogamba la questione, né ho voluto irritare qualcuno, ho solo chiesto a uno che secondo me è competente in questo ambito di dispensare quello che secondo lui è il metodo migliore, per chi come noi non può dedicarsi anima e corpo al fumetto, per poter coronare un sogno di poche speranze.
Detto questo sono pronto anche a chiederti scusa se ho suscitato una reazione come la tua, ma assicuro che l'intenzione era tutt'altra.
Ti invito anche a espormi magari quale è la tua idea in merito cercando di entrare in quanto ho detto, non per fare carriera partendo da esordiente, ma per fare un fumetto e avere la gioia e la soddisfazione della pubblicazione.

gongoro72 ha detto...

Quando compro Dylan Dog (e, per estensione, un fumetto Bonelli), pur spendendo solo 2.90 eur, pretendo qualità.
Dire che questo post mi rassicura molto è dire poco!


(e poi Paola Barbato... ma che te lo dico a fare?!?)

Massimpiglia ha detto...

... e soprattutto non perdete tempo studiando materie umanistiche...

Salz ha detto...

Ottimo post ma resto più incuriosito dall'autore disturbante di casa Grrrzetic... non starai mica parlando di Ratigher?! o_O

Cosologo ha detto...

Per giudicare la qualità di uno sceneggiatore i "gusti personali" c'entrano il giusto. Vale la capacità di avere idee valide, di saperle trasformare in soggetti che stanno in piedi e in sceneggiature ben scritte, tutto da consegnare nei tempi stabiliti.

Unknown ha detto...

@Sinchipop se vuoi avere la gioia di veder pubblicato da un editore un tuo lavoro, prima devi avere un prodotto di qualità, e per raggiungere la qualità ti ci devi mettere di impegno notte e giorno, non solo nei ritagli di tempo tra una birra e un esame. Se volete farvi notare, nel mondo del 2.0, vi basta aprire un piccolo blog e pubblicare in autonomia e gratuitamente le vostre tavole. Il passaparola farà il resto e se il prodotto è valido, arriverà davanti a chi "conta". Il tuo approccio, che penso sia quello che ha infastidito Frankie, è sbagliato in partenza: chiedi la pappa pronta! parli di due ragazzi senza esperienza, con un piccolo sogno che sarebbero anche disposti ad abbandonare se il RRobe gli dicesse di lasciar perdere. Un po' di orgoglio suvvia... Fai le tue tavole, falle leggere agli amici, vedi cosa ti dicono, se sono belle mettile su un blog come ti dicevo prima, se fanno cagare, metticele lo stesso, la bellezza è una cosa soggettiva. Male che vada riceverai migliaia di insulti e forse anche qualche consiglio spassionato ;) poi pubblica qui nei commenti il link al tuo blog che voglio vedere il prodotto finale :D

CREPASCOLO ha detto...

Dyd perde ventisettemila copie all'anno. Solo la seconda testata di fumetti per vendite in Italia può permettersi questa performance e non alzare bandiera bianca. E' lecito, legittimo ed auspicabile che in via Buonarroti si provi di tutto e di più per invertire la tendenza. Ortolani, Gipi, Akab etc.

Se io fossi un aspirante sceneggiatore alle prime armi con tanto entusiasmo e la naturale inclinazione di un nativo digitale infilerei in un mio blog il " mio " Dyd ( ovvero la mia idea di un personaggio che cavalchi lo zeitgeist come la creatura di Sclavi nel 1986 ). Se non sapessi disegnare, pubblicherei soggetti e sceneggiature. Se avessi dimestichezza con photoshop et similia produrrei ibridi di fumetto e fotoromanzo simili al video Money for Dope di Luttazzi o a certe cose di Ashley Wood o Brett Weldele. Se questa roba sarà interessante, innovativa, magari grezza, ma vivace sarà qualcuno della SBE a farsi vivo, prima o poi.

gas75 ha detto...

Sì, vabbé... Quando Sclavi si è dato alla macchia si sono iniziate a leggere storie di una bruttezza imbarazzante scritte anche da professionisti collaudati (De Nardo, Barbato...), altro che personaggio "delicato", e la serie sta ancora lì, anzi ora c'ha pure una ulteriore ristampa e una serie a colori... mentre altre pubblicazioni sono state chiuse/sacrificate (Jonathan Steele, Magico Vento, Napoleone, Mister No...).
Per cui, sig. Recchioni, metta da parte il suo gusto personale su come vanno fatte le storie (che mi pare alquanto in disaccordo con le mie corde, visto come ha perversamente dirottato il fumetto John Doe dopo la prima stagione), e magari riporti Dylan Dog agli splendori di "Memorie dall'invisibile", "Johnny Freak", "Ti ho visto morire", "Partita con la morte", se ne è capace.
Ma non lo faccia per me, ex lettore di Dylan Dog (ex per colpa dei suoi colleghi che l'hanno tenuto in agonia percependo comunque compensi per le loro sceneggiature), ma per chi ancora segue questo fumetto da tanti anni e vorrebbe un po' di rispetto piuttosto che essere sempre messo da parte per favorire le nuove generazioni.

Andrea Mussi ha detto...

Concordo pienamente con tè il tuo discorso Roberto!, sai quante volte mi balzato in testa la malsana idea di provare di scrivere un Dylan (un desiderio un sogno)..ma sono solo un semplice e umile lettore di Dylan (mai scritto in vita mia almeno una bozza di fumetti)come si dice nel dialetto dalle mie parti (ad ognun al so mestè)certo c'e un altro discorso, se uno vuole provare, ma deve studiare, aver soprattutto voglia di sbattersi, sbattersi e ancora sbattersi...certo ci vuole anche un pizzico di fortuna, ma soprattutto quello che scrivi sia interessante al' autore a cui proponi una bozza del tuo operato...

CREPASCOLO ha detto...

@gas75
SBE aveva le spalle abbastanza larghe da poter pubblicare 54 numeri di Napo ( nel cui team era anche una novità assoluta x SBE come Bacilieri ) , sebbene non fosse un bestseller e ha provato un rilancio di Drake a metà anni novanta facendone un uomo in fuga dalla mafia giappo in avventure autoconclusive o al massimo spalmate in due albi nel contesto del concept che sosteneva il tutto garantendo alla testata un altro decennio di uscite e guadagnando qualche nuovo piccolo fan, ma tutto finisce prima o poi.
Steele ha chiuso perchè non raggiungeva il punto di pareggio. Magico Vento perchè Manfredi non aveva + abbastanza disegnatori capaci di disegnare cavalli realistici dirottati su Tex.
Io sono nato nel 1968 ed ogni tanto plano ancora su Dyd, ma sono cosmicamente consapevole, come direbbe Jim Starlin, che l'Old Boy non parla + a me e non tanto per quanto sia cambiato l'inquilino di Craven Road quanto per i miei anni ed i miei chilometri, come direbbe il dottor Jones.
Resto grato al personaggio ed al suo papà perchè hanno saputo raccontarmi qualcosa che mi ha interessato e divertito nel momento in cui avevo l'età per interessarmi e divertirmi alla loro ricetta. Rivedo molto + vivida quella luce negli occhi di Crepascolino - che ha 5 anni - quando gli leggo al posto di Pinocchio le prime storie degli Avengers di Lee/Kirby
( 1963/64 ).

Davide Musso Benetti ha detto...

Una scelta politica che a mio parere porterà solo danno . Una politica un po di destra . la competenza è importante ma Dilan Dog nn può essere un fumetto solo da "stipendio " . Un professionista potrebbe avvicinarsi anche solo per motivi economici . da chi è privo di cv puoi aspettarti passione . Questa è la presa di posizione di chi mette se stesso prima di Dilan Dog. dopo più di ventanni Prometto di nn acquistare mai più un albo fin quando Dilan dog sarà gestito con questa politica
.

RRobe ha detto...

Per essere presi sul serio, scrivere correttamente il nome del personaggio sarebbe già un buon inizio.
Dylan. Non Dilan.

Joachim ha detto...

Dailan

CREPASCOLO ha detto...

Dailan era il modo in cui lo chiamava Bree Daniels. E molti lettori. Per anni in SBE esisteva la regola non scritta - o forse scritta, quien sabe ? - che il nome doveva essere scritto in modo da non porre dubbi nel lettore sulla pronuncia ed essere facile da ricordare ( Berardi e Milazzo dovettero cambiare il loro Jebediah Barker in Ken Parker per esempio ). E non valeva solo x il titolare di testata : si pensi a Art Rayan e non Ryan nelle pagine di Nick Raider. Le cose sono cambiate di recente : si pensi a Thorn Kitcheyan in arte Saguaro, sicuramente + ostico anche del prossimo Adam Wild che non poteva essere Adam Waild, naturalmente. Tanta strada dal Grande Blek...

Sinchipop ha detto...

@Unknown Molti consigliano il web da utilizzare, io sono stato sempre un pò scettico su questo piano, leggere su internet non ha lo spessore del leggere su carta, ha dalla sua però i costi ridotti a zero e la maggior diffusione.
Fino alla fine credo opteremo per quello!
Ti ringrazio per la risposta!

maxxx82 ha detto...


Condivido il tuo discorso. Specialmente per quello che riguarda il tempo. Essere il responsabile di una pietra miliare del fumetto italiana come Dylan Dog richiede sicuramente grande impegno e sacrifici. Lo stesso per essere l'autore di una serie come "Orfani". Condivido anche il fatto che ci sono aspetti tecnici e organizzativi che un esordiente non può nemmeno immaginare. Non condivido invece il fatto che si seghi le gambe a priori a gente che magari può avere buone idee, solo per il fatto di non essere già nel settore e di non possedere l'esperienza necessaria. Questo secondo me, a prescindere che sia Bonelli o meno, va a discapito anche della Casa editrice che può perdere l'occasione di trovare (magari) storie più convincenti di quelle che ha in casa. E' solo una questione di opportunità. La cosa che invece non capisco è che se non ricordo male, sulla pagina Facebook di Dylan era uscito un post dove si diceva agli aspiranti autori di osare e inviare le proprie idee. Sembrava un avvicinarsi ai fan a dimostrava una voglia di cambiare e portare aria fresca all'interno delle pagine di Dylan. O perlomeno di provarci. Per questo capisco questo sfogo (umanamente parlando) ma allo stesso tempo non lo capisco. Comunque a prescindere da questo, spero che le storie di Dylan migliorino con la tua gestione e ti auguro di andare avanti così con Orfani visto che mi piace parecchio. Ma ricordati che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. :-)

Frankie ha detto...

@Sinchipop: rieccomi qui. Innanzitutto mi scuso per i toni forse un po' accesi del mio primo commento, mi ero lasciato trasportare dal momento. La questione è semplice: se vuoi pubblicare un tuo fumetto giusto per il gusto di avere dei commenti o delle critiche da parte di un pubblico, sottoscrivo totalmente quello che ha già scritto @Unknown. Metti sul web il tuo fumetto e via. O al massimo, se proprio non puoi fare a meno del supporto cartaceo, autoproduciti. Almeno i primi tempi per vedere che riscontro hai e in caso capire, anche in base alle tue vendite, se è il caso di continuare oppure non è la strada che fa per te. In generale ti dico che partire con un atteggiamento del "ci provo tanto per, ma comunque ho altri impegni da portare avanti" non è la chiave vincente, perdi già in partenza. Come diceva anche @Unknown. Il mio consiglio è di prendere seriamente questa scelta e se il tuo obiettivo è davvero pubblicare con case editrici che fanno fumetto seriale (come la Bonelli appunto) e vivere di questo lavoro a vita, allora lascia l'università e magari trovati un lavoretto non troppo "invasivo" e mettiti a capofitto a studiare il fumetto. La frustrazione che intendevo non è quella di tutti i giorni, con le bollette da pagare e il futuro incerto dopo l'università. Mi riferivo proprio alla frustrazione nel dare anima e corpo al disegno, per raggiungere livelli alti di qualità. Ma se poi tu sei un genio del fumetto e io ancora non lo so, allora fa come se non ti avessi mai scritto queste cose. Buona fortuna!

Tyler ha detto...

"Questo significa che ogni soggetto o sceneggiatura sbagliata mi costa infinitamente più tempo di una sceneggiatura giusta. E questa cosa è assurda, specie in una situazione in cui il lavoro è davvero troppo."

Il che ti rende onore. Non è che te l'abbia ordinato il medico. D'altronde credospero che molti spediscano le loro opere per ottenere una valutazione, più che per essere pubblicati.
p.s.
Chissene del the. Io andrei in Craven Road 7 solo per fare gli scherzi al campanello. :P

Tyler ha detto...

A proposito di corsi, ricorsi, sceneggiature&soggetti&ideerespinte: ho letto di un certo Gravity Falls della Disney che - per atmosfere - mi rammenta una certa proposta editoriale comparsa tempo addietro sulle pagine di questo blog ...

Puck ha detto...

Va beh... te lo concedo. Scrivere nel blog è molto più impegnativo di un post su Facebook!
Però vuoi mettere quanto è più divertente leggere i commenti? anche quelli inultimente polemici?
E dai su!
Più blog e meno FB!
:)

Sinchipop ha detto...

@Frankie Ringrazio più per questa risposta che per l'altra!
Non parlavo di fumetto seriale, genio nello scrivere purtroppo non lo sono (i disegni non sono i miei), infatti non ho nominato la Bonelli!
Seguirò la via del web comic allora!
Se riusciremo a ottenere risultati passeremo all'autoproduzione magari!
Grazie del post supporto!

Unknown ha detto...

@Sinchipop pensa a ZeroCalcare... un background sbattuto tra locandine di concerti e strisce buttate qua e là, poi un blog ed ora è osannato da tutti (me compreso) come il caso editoriale del 2013.

Se tu non fai i disegni, ma fai delle belle storie, puoi provare a pubblicare anche solo lo script su un blog. Se ti va bene, con il passaparola e un bannerino di google adsense potresti pure pagarci (almeno) le bollette ;) in bocca al lupo

Lorenzo ha detto...

Meno male Ro!!!!
Gli ultimi anni di DYD si sono viste delle storie scritte male, e disegnate peggio :(
La filosofia della collana si era totalmente persa con conseguente perdita di appeal da parte di molti, anche affezionati, lettori.
il tuo lavoro sta pagando, addirittura nell'immediato e di questo ne sono più che felice. Il "culo" che ti stai facendo, e tutto il lavoro che hai fatto per arrivarci, non lo si può sputtanare con un primarolo :)
Continua cosiiiiiii!!!!!

Francesco Romani ha detto...

Beh, sul fatto di vivacchiare è un altro discorso. Ad esempio con Zagor tra il 92 e il 93 si vivacchiò tra storie nel cassetto di Toninelli e Capone e altre un po così. Meno male che si stava progettando la nuova odissea.
Opinione comune che dopo il brusco ritorno a Manaus di Mister No nel 98 con neanche il viaggio in Giappone annunciato nel 95 sul giornale di SBE la serie abbia vivacchiato fino alla chiusura.
Impegno ci dovrebbe essere sempre, anche nelle storie di transizione. Purtroppo si pubblicano tappabuchi per andare avanti.
Comunque O.K. sulle sceneggiature, ma sui soggetti sarei più aperto.

"Vale la capacità di avere idee valide, di saperle trasformare in soggetti che stanno in piedi e in sceneggiature ben scritte, tutto da consegnare nei tempi stabiliti."

Già!

Francesco Romani ha detto...

"percependo comunque compensi per le loro sceneggiature"

Però qua me la prendo con chi le ha comprate. Parlando sempre di Zagor, vengono, anche giustamente criticate storie corte, un po così, anche dal soggetto interessante, ma non tanto sfruttato come "Agguato all' alba" e "La morte nell' aria" di Toninelli. Perché sono state comprate? Perché nella seconda metà degli anni 80 non tornare a pubblicare storie costantemente lunghe come ai tempi del Nolitta anni 70? Perché lasciare quasi tutto il lavoro a Toninelli? O a Nizzi nel caso di Tex che dopo circa 10 anni è andato nel pallone? Non me la prenderei solo con gli autori insomma.