17.8.14

Di come GQ Magazine si sia calata le braghe davanti a Barbie e abbia licenziato Nebo solo perché ha fatto quello che loro gli hanno detto di fare.



Rispolvere il blog per una questione che mi sta a cuore.
Partiamo dall'inizio:

qualche giorno fa, Nebo (Nicolò Zuliani), quello dei Bagni Proeliator, ha pubblicato un pezzo sul portale della rivista GQ Italia-GQ Magazine all'interno della sezione Underground
Il pezzo verteva sul pestaggio della pornoattrice Christy Mack da parte del suo ex-fidanzato, un lottatore professionista.
Il pezzo era il seguente:

Il suo ex lamassacra, la pornostar Christy Mack mette le foto su Twitter. E fanno il giro del mondo
L’aveva trovata con un altro. E giù con il massacro. Per fortuna, mentre lui cercava un coltello, lei è riuscita a scappare

Quando la ragazza nuda e coperta di sangue bussa alla porta gridando “whalaglalarglaah” nessuno si scompone. E’ venerdì notte, è agosto e siamo a Los Angeles. Potrebbe essere una studentessa ubriaca, una zombie walk, una trovata pubblicitaria, una nuova strategia di marketing. La gente quindi continua a farsi i fatti propri. Alla sesta porta un tizio si sta masturbando davanti a Youporn quando sente urlare “whalaglalarglaah”. Preoccupato sia la buoncostume apre la tendina e vede la stessa donna su cui si stava forgiando il bicipite. Certo, potrebbe essere una nuova pubblicità progresso contro la pirateria audiovisiva, ma nel dubbio l’onanista apre la porta.

Un’ora prima siamo nell’appartamento di lei.

C’è un ospite. Entrambi sono vestiti e stanno chiacchierando del più e del meno quando la porta esplode in un vortice di botte. Tavolini, divano, tende, finestre, tutto viene divelto a mani nude. Il novello demone della Tasmania raggiunge l’ospite maschile triturandolo di cazzotti prima che abbia il tempo di capire chi, cosa, perché.

Gonfio di botte come una zecca viene quindi lanciato fuori dall’appartamento. E’ il turno della padrona di casa che è appena riuscita a dire “forse hanno bussato”. Viene afferrata, spogliata, lanciata in una doccia e lavata a ceffoni. Questa centrifuga di violenza in Dolby Surround dura così a lungo che l’aggressore si stanca, va in cucina lasciando la donna tramortita e fa ritorno con un coltello, apparentemente intenzionato a cambiarle pettinatura. Lei tenta qualche resistenza, lui si fa strada pugnalandole mani, orecchie e parete della doccia, perché in certi casi non puoi mai sapere. L’operazione di rasatura riesce ma il coltello si spezza. L’uomo non si perde d’animo: getta il manico dell’arma, ne afferra la lama e continua a minacciarla. Nel frattempo le ruba il cellulare e spacciandosi per lei manda messaggi a tutti i contatti dicendo che per la settimana non sarà reperibile. Terminata l’operazione l’uomo si spoglia annunciando le sue intenzioni tipo i cartoni giapponesi anni ’80: qui però invece di urlare “fulmine di Pegasus” grida “stupro imminente”. Non succede perché il pene non va su. Nella vita di ogni uomo ci sono cilecche umilianti, ma questa le batte tutte perché la donna martoriata sul pavimento è Christy Mack, 33 anni, diva di successo nell’industria del porno. Confuso per la mancata erezione l’uomo giunge all’unica conclusione logica: è colpa di lei. Certo, qualunque eterosessuale sulla Terra si trascinerebbe nudo su un tappeto di vetri rotti solo per poter sentire un peto di questa dea trasmesso da un walkie talkie, ma se il pene di mister Stupratron non funziona è colpa di lei. Si dirige quindi in cucina a caccia di un coltello più solido o comunque qualcosa di non moscio. E’ a questo punto che Christy, ormai ridotta ad hamburger, fugge. Il giorno dopo posta su Twitter le foto di com’è ridotta e la sua versione dei fatti.La versione di lui è più breve e concisa: “Volevo farle una sorpresa, aiutarla a prepararsi per lo show e darle l’anello di fidanzamento. E’ finita con me che lottavo per salvarmi la vita”, ha dichiarato sul suo profilo Twitter. Di sicuro la parte della sorpresa è riuscita, sulla legittima difesa invece bisogna riflettere. Lui si chiama Jonathan Koppenhaver, da tutti conosciuto con lo sbarazzino soprannome di “war machine”. Fa incontri di MMA, uno sport che consiste nel chiuderti in una gabbia a massacrarti di botte fermandoti un istante prima che t’ammazzino (cosa che non sempre accade). Figlio di un poliziotto infartato e di una madre tossica, adolescenza traumatica, espulso dal college perché menava la gente,Jonathan ha frequentato la galera un paio di volte perché, indovina indovinello, ha menato gente. Oggi ha 33 anni, 77 chili di soli muscoli, la faccia di un prosciutto, pesta gente di lavoro in qualunque lega professionale. Christy invece è unaex tatuatrice che pesa 48 chili. Difficile immaginare un conflitto fisico tra questi due con un finale diverso dal massacro uterino.
Jonathan comunque aggiunge che “i poliziotti non mi crederanno mai. Devo decidere cosa fare, alla fine ho solo il cuore spezzato”. Sì, Christy stando al referto medico ha 18 ossa del volto frantumate, il naso rotto in due punti, una costola fratturata, svariate emorragie interne, denti spezzati o mancanti e per il momento è cieca dall’occhio sinistro e non può camminare… Però sappiamo quanto un cuore spezzato faccia soffrire.
Dopotutto, lei si era anche tatuata sulla schiena “proprietà di War machine”. Non è che ti puoi tatuare una roba così e mollarlo, dopo.
A tutt’oggi questo portentoso esempio di uomo che sulla maglietta esibisce la scritta “faccio robe da maschio alfa” è latitante con una taglia di 10,000 dollari sulla testa. Citando “Pain and gain”, forse l’unica colpa di War machine è quella per cui non lo condanneranno: essere un povero coglione. Ma del resto se l’idiozia fosse un crimine l’America sarebbe un’unica, grande prigione.


Adesso, io di Nebo ho una grandissima stima come scrittore, ma i suoi pezzi scritti per la sezione "nera" di GQ, non mi hanno mai fatto impazzire e gliel'ho detto con il mio tradizionale tatto (risate registrate).
Mi sono sempre sembrati articoli privi della sua consuetà spontaneità e poco sentiti, come se Nebo fosse costretto a recitare la parte dell'hater volgare e provocatore per contratto e, sorpresa, avevo ragione.

Perché Nebo, come ho avuto modo di appurare in seguito, è stato tirato a bordo della ciurma di GQ con la richiesta esplicita di scrivere pezzi "pulp", sanguinolenti, di cattivo gusto, volgari, che suscitassero polemica.
Pezzi tosti per la sezione "tosta" (altre risate registrate)  di quel trionfo del  metro-sexual che è GQ.
Del resto, basta vedere l'header del blog di Nebo o leggere i suoi pezzi o il suo libro, per capire che è la persona adatta per un lavoro del genere.
Fatto sta che quello gli hanno chiesto e quello Nebo gli ha dato.
Fino a ieri.
Fino a quando, cioè, Nebo non è stato licenziato.

Perché?
Perché la Yotuber Barbie Xanax ha caricato un video in cui criticava molto aspramente il pezzo di Nebo, additandolo come offensivo per la vittima (dimostrando una certa mancanza di capacità elementari nella comprensione di un testo).
Adesso, sapete cosa succede qundo uno Youtuber da migliaia e migliaia si visualizzazioni si scaglia contro qualcuno?
Succede la Jihad, ecco quello che succede.
La redazione di GQ è stata invasa dai commenti moralisti dei follower di Barbie Xanax e il risultato è stato che il vice direttore di GQ ha fatto rimuovere il pezzo, ha preteso delle scusa formali e pubbliche da Nebo, e poi lo ha sospeso qualsiasi collaborazione con lui.
Per sempre.

Cosa c'è di sbagliato in questa storia?
L'intervento di Barbie Xanax?
No, quello ha solo delle implicazioni sociali spaventose, ma è del tutto lecito.
Ognuno ha il diritto a esprimere le sue opinioni, per quanto stupide o bigotte o prive di qualsiasi barlume di consapevolezza possano essere.
Ed è lecito pure che i follower di Barbie Xanax abbiano fatto quello che hanno fatto.
Anche questa cosa ha implicazioni sociali terrificanti ma, ripeto, è giusto ed è bello che ognuno abbia il diritto di aprire bocca e dimostrare la sua ignoranza.
Quello che, invece, è meno sensato, è che davanti allo scontento (ripeto: lecito) di taluni, un giornale si rifaccia sul giornalista.

Perché Nebo non ha pubblicato quel pezzo caricandolo da solo sui server del sito GQ.
Nebo quel pezzo lo ha scritto seguendo le liee guida che gli erano state date.
Nebo quel pezzo lo ha mandato a un capo redattore che lo ha letto, REVISIONATO e APPROVATO.
Quel capo redattore ha pubblicato quel pezzo con l'avallo del vice direttore della rivista cartacea che è pure il direttore del sito.
E quel vice direttore opera sulla base della fiducia di un direttore responsabile.

Si chiama proprio così: direttore RESPONSABILE.
E scondo voi cosa significa quella parola tutta in maiuscolo?
Significa che dopo che un pezzo è stato approvato e pubblicato, i cazzi sono i suoi, non del giornalista.
Perché gli editori hanno uffici legali appositi proprio per tutelare i loro giornalisti.
Ma visto che le cause legali costano, spetta al direttore responsabile decidere cosa può essere pubblicato, cosa no, e per cosa vale la pena correre il rischio.
Se arriva qualche grana, è il vice direttore e il direttore che ne devono rispondere. E, in ultima istanza, l'ufficio legale dell'editore (e l'editore stesso, se le cose vanno proprio male).
Adesso mipiacerebbe tancor che qualcuno mi spiegasse:

A) che razza di rivista è quella che si fa intimidere da una youtuber e dal suo pubblico, fino ad arrivare al punto di rimuovere un articolo e licenziare chi lo ha scritto?

B) a che serve un capo redattore, un vice direttore e un direttore, se poi nessuno si prende la responsabilità di cosa esce sul giornale?

C) Che razza di editore è quello che  non solo non difende le sue scelte editoriali, ma getta ai pesci un suo collaboratore per aver scritto ESATTAMENTE i pezzi che gli ha chiesto di scrivere, costringendolo pure a pubblicare scuse pubbliche?

Sono tre domande interessanti a cui mi piacerebbe che il signor Alessandro Scarano (giornalista presso l'edizione italiana di GQ.com, con responsabilità di coordinamento delle attività editoriali del sito), Carlo Annese (Vice direttore del mensile GQ, e RESPONSABILE del sito web e dell'iPad digital replica) e Carlo Antonelli (direttore del mensile) dessero una risposta.



p.s.
(a margine: ma quanto è invecchiata Barbie Xanax?!?)

55 commenti:

Alessio Flora ha detto...

Amen.
Esattamente il mio pensiero, ma reso molto meglio di quanto potrei mai fare.

Slum King ha detto...

Il problema è la percezione di internet da parte di una redazione online, di come qualche visualizzazione Youtube(che col cazzo RRobè son 5000, che già sono poche, sono aumentate di 2000 e passa quando te hai postato la notizia) e un centinaio di commenti di follower ottenebrati(perché devi essere nelle tenebre per non capire un articolo del genere) possano mandare in paranoia un giornale.
È pazzesca la mancanza di professionalità.
O forse è vero che dietro tutta sta roba girano così pochi soldi che 100 persone fan primavera e allora è vero che vogliamo fare gli americani.

Moby ha detto...

Gente Quieta

blue in the face ha detto...

E' l' ITAGLIA , baby e non puoi farci (quasi) gnente...

Anna ha detto...

C) Che razza di editore è quello che non solo non difende le sue scelte editoriali, ma getta ai pesci un suo collaboratore per aver scritto ESATTAMENTE i pezzi che gli ha chiesto di scrivere, costringendolo pure a pubblicare scuse pubbliche?

AMEN

Avion ha detto...

Ma chi cazzo è Barbie Xanax?

Kati etta ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Raffaele Tropea ha detto...

La mancanza di competenza, capacità e responsabilità del 90% dei giornalisti italiani di testate nazionali non fa sconvolgere quando poi si parla della nostra scarsa libertà di informazione o della alta percentuale di analfabetismo funzionale. Questa notizia, per quanto triste e deplorevole, si inserisce perfettamente nello sfondo di una informazione che, più che parziale (come spesso viene pubblicizzata), è inadeguata. Penso a visetti di Repubblica, o ai numerosi articoli errati di Libero scopiazzati da internet e da chissà quante altre cose che dimentico o non vengono notate

Kati etta ha detto...

E vi dirò, se sono riuscita io a spegnere barbie xanax evidenziando le problematiche delle sue accuse e ricevendo risposte infantili e off topic perché non sapeva dove aggrapparsi di cui potete avere visione sotto il video, figuriamoci se Nebo le avesse risposto a tono.

Basta Con La Droga ha detto...

Il "politicamente corretto" è la peggio fogna dell'universo. Altro che ebola.

MartaMurasaki ha detto...

Ma comunque io non vedo dove sia il problema: il pezzo sarà volgare, underground, sboccato ecc...ma quello che mi comunica è che una ragazza è stata massacrata senza neanche uno straccio di motivo, che quello che l'ha massacrata è un lottatore professionista con una vita triste alle spalle e che probabilmente, non essendo la cojoneria un reato da nessuna parte, staremo a vedere se e come lo condanneranno visto che lui ha il CUORE SPEZZATO e lei è solo rimasta cieca storpia ecc. Dov'è l'offesa alle donne? Boh. Anzi, mi sembra un pezzo ben scritto che una volta tanto ignora i clichè di genere e che afferma coloritamente che anche se una è una pornostar e si è tatuata di essere proprietà di un uomo, è un reato trattarla come è stata trattata questa donna. Il tono dell'articolo è SARCASTICO. Ripeto: non vedo dove sia il problema.

Se la redazione avesse diffidato di una che non sa mettere in fila quattro parole (ho ascoltato un minuto del video e non ce l'ho fatta ad andare oltre) e avesse colto nel suo soprannome un indizio di qualcosa, sarebbe stato meglio.

Francesco De Martino ha detto...

Mi ricorda in qualche modo la vicenda legata a questo articolo: http://grantland.com/features/a-mysterious-physicist-golf-club-dr-v/


Anche in quel caso, il sito di Simmons venne ricoperto di merda, ma a differenza del caso di GQ, il giornalista non è stato licenziato e il Direttore RESPONSABILE, ovvero Simmons stesso, ci ha messo la faccia e si è preso la pioggia di insulti come un capitano sulla prua della nave. L'unica cosa sensata da fare.

Cadia Erre ha detto...

mah.. io sono donna e non mi sento per nulla offesa dall'articolo, anzi, ha sottolineato lo squallore di quest'uomo e cosa ha subito la poveretta. Inoltre, cosa rarissima, ha evitato di scivolare nella battuta facile circa il lavoro da pornostar, andando ad evidenziare la violenza sulle donne.

Basita.

Animanera ha detto...

Leggendo il blog di Nebo già si realizza quanto il pezzo sia edulcorato rispetto al suo stile, però dai si scrive per un giornale, bisogna seguire le linee di massima e già così, con l'ironia che sta a due cm da terra, c'è gente che fa fatica a capire il messaggio. In un mondo ideale Nebo potrebbe sfanculare allegramente GQ, redazione, direttore e compagnia cantante, ma purtroppo le bollette da sole non si pagano... mestizia

MrChreddy ha detto...

Se posso essere sincero, non mi stupisce affatto che Nebo sia stato scaricato e immolato come capro espiatorio di tutta la faccenda.

Faccenda comunque triste e profondamente drammatica, nella sua nullità.

Quello che mi spiace di più è che ne esce vincitrice, su più livelli, Barbie Xanax e la sua grassa ignoranza. Si è fatta pubblicità, ha sicuramente aumentato la sua fan base e ha ottenuto quello che voleva.

In pratica è la dimostrazione che il Nulla, proprio quello della Storia Infinita, in Italia vince.

@Nebo, se mai leggerai i commenti, per quanto non me ne possa fregare un cazzo del tuo articolo, son con te, perché non hai perso solo la collaborazione con GQ, con tutte le conseguenza economiche del caso, ma ha perso la libertà di parola e di stampa.

Giovanna Canonico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giovanna Canonico ha detto...
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Giovanna Canonico ha detto...

Ma la Youtuber non ha probabilmente capito l'articolo, che utilizzava anche il sarcasmo e l'ironia ma sottolineava tutta la bruttura della violenza subita dalla ragazza e tutta la stupidità e crudeltà del suo aggressore. Mi stupiscono al solito i follower, che non ragionano mai con la loro testa. Vergognosi i responsabili della rivista, che invece di difendere il loro collaboratore e aggiungerei, invece di difendere l'intelligenza, hanno fatto una pessima figura licenziandolo e disconoscendo il post.

paolo scatolini ha detto...
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paolo scatolini ha detto...

da punto di vista editoriale ha ragione Recchioni, e barbie xanax non è esattamente un genio..detto questo, l'articolo di nebo in questione è discutibile trattare un caso di cronaca come quello attraverso il registro ironico-sarcastico senza dare l'impressione di mettere in ridicolo la vittima e non soltanto l'aggressore è cosa molto difficile e se non sei sicuro di riuscirci per me è meglio se non inizi a scrivere

paolo scatolini ha detto...

poi io sono dell'idea che gli articoli di cronaca non sono fumetti o romanzi e vanno scritti in un altro modo..anche su GQ

paolo scatolini ha detto...

insomma se un giornale mi commissionasse un articolo ironico-sarcastico a proposito di una donna violentata io mi rifiuterei di scriverlo perchè francamente non sono in grado di affrontare lo stupro di una donna attraverso il linguaggio del sarcasmo o meglio non saprei come affrontarlo con sarcasmo senza mancare di rispetto alla vittima e non c'entra il politically correct (che io disprezzo), è questione di etica personale

Giovanna Canonico ha detto...


"se un giornale mi commissionasse un articolo ironico-sarcastico a proposito di una donna violentata io mi rifiuterei di scriverlo perchè francamente non sono in grado di affrontare lo stupro di una donna attraverso il linguaggio del sarcasmo o meglio non saprei come affrontarlo con sarcasmo senza mancare di rispetto alla vittima" Sono d'accordo con questo punto di vista, ci si può sempre rifiutare di scrivere un pezzo in questi termini, ma ci sono anche mere questioni pratiche di guadagno nella vita di un autore e facciamo il caso che una redazione mi commissioni degli articoli in questi termini, e io li scriva, non può in un secondo momento lavarsene le mani come se non avesse nulla a che fare con lo stile utilizzato, e licenziarmi per aver seguito esattamente le indicazioni che mi sono state date per il pezzo da scrivere. Altrimenti, io forse avrò ceduto in termini di etica, per motivi professionali e di guadagno, ma loro sono solo degli squallidi ipocriti che non sanno prendersi la responsabilità delle proprie azioni e decisioni, che si fanno intimidire da chiunque e non sanno rispondere alle critiche, e non dovrebbero occupare il ruolo che occupano. Tutto qui. Poi sullo stile che una rivista dovrebbe utilizzare e su come sarebbe meglio trattare una vicenda cruenta e drammatica com'è quella relativa alla violenza e allo stupro si può discutere a non finire, e di certo ci sono modi più delicati ed educati per farlo, ma un autore non fa quello che vuole quando si muove su una testata, bensì segue le direttive e la linea editoriale. Io se fossi una delle persone coinvolte nella vicenda trattata nell'articolo troverei molto urtante ad es. che la youtuber di turno, utilizzi il mio drammatico caso per ottenere visualizzazioni per esempio. Quello non insulta la vittima?!

paolo scatolini ha detto...

ok giovanna, mettiamola così: si può dire che Nebo è colpevole solo di aver lavorato per degli idioti che commissionano minchiate e non se ne assumono la responsabilità

Rettiliano Verace ha detto...

Povero Nebo, spero che trovi qualcuno dotato di palle e cervello per cui lavorare. E poi, cazzo, l'articolo era rispettoso al massimo verso la ragazza, nonostante si possa criticare la sua scelta di mettersi con picchiatore di professione pluripregiudicato e patologicamente violento

karim tiar ha detto...

Per i bulli non tifa mai sessuno.
E voglio anche vedere se si tifa per i bulli. Se è per questo neanche per i nazisti, gli stupratori e i ladri di automobili. ( ZIO CANE)

nik56 ha detto...

"Costringendolo a pubblicare le sue scuse" maddai. O erano precisi accordi antecedenti (noi ti paghiamo per fare il troll però i cazzi sono i tuoi) o lui ha accettato di prendersi tutto il biasimo dietro LAUTA ricompensa. Echecazzo, se sei un troll bravo meriti pure un po' di sghei. (Ps. Che cazz'è GQ?)

Lowfi ha detto...

LAUTA RICOMPENSA, LOLOLOLOLOLOL

Rocket-Buddha ha detto...

A volte penso che le figure di responsabilità siano state create con l'unico scopo di scaricare le colpe sugli altri.

eschmitzo ha detto...

spero che GQ fallisca entro l'anno.

NinaSever ha detto...

Io scritto per la sezione eros & girls per un anno. Non mi editavano gli errori ortografici o errori di battitura, cosa dire del contenuto? L'unica volta che mi hanno messo mano su un'intervista mi hanno fatto passare la modella intervistata da menomata mentale, perché hanno tagliato parti di testo.

Poi piano piano chiunque proponesse delle foto mediocri con un paio di tette ha cominciato a scrivere un diario personale sul loro sito ed è stato allora che ho lasciato perdere.

Avrei tante domande da rivolgere ai signori che hai citato anche io.

Sara Boero ha detto...

Ti ringrazio, se non fosse stato per il tuo blog non avrei avuto modo di reperire l'articolo integrale e farmi un'idea leggendolo.
Ho fatto un video sull'argomento, te lo lascio linkato qui. Tanto per cambiare magari fa piacere sentir parlare su Youtube qualcuno che ha capito il senso dell'articolo ;).

http://youtu.be/HsT7C2IrzTc

Garu; ha detto...

Questo articolo che cerca di essere molto moderno e attuale risulta un po' saturo di tentativi falliti. ps: il "barbie xanax è invecchiata" è proprio lo squallore finale.. :( tristetristetriste

Cedric Bourdarias ha detto...

È una decerebrata che ha 2 canali Youtube,di cui i follower sono ragazzi arrapati che la seguono affinché mostri un po' di carne e bimbette under15 con una probabile trisomia

Ambra Drago ha detto...

Comunque, al di là della polemica... l'articolo era chiaramente contro la violenza sulle donne. Forse il paragrafo finale non era tra le cose migliori mai scritte, e non nego che ad una prima lettura possa anche sembrare a favore dell'uomo. Ad una seconda lettura, si capisce meglio.
L'ho capito io che sono donna e sfrontatamente contro la violenza sulle donne e qualunque cosa la inciti. Dubito, tuttavia, che anche solo uno dei follower di Barbie Xanax abbia letto l'articolo. E forse, non l'ha fatto nemmeno lei stessa, oppure l'ha letto superficialmente.
Ma da una che sceglie "Barbie Xanax" come nickname, non posso aspettarmi niente di meglio.
Penso che Nebo ci abbia solo guadagnato.

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Non nego a fine post mi è venuta una certa tristezza...
Solidarietà a Nebo!

Fuz ha detto...

Comunque sarebbe "Where are my balls?".

EllieEnglishAndProud ha detto...

Ho seguito tutta la vicenda e letto l'articolo ovviamente e devo dire che la reazione di Marta mi fa sorridere amaramente. L'articolo è CHIARAMENTE contro la violenza sulle donne! Marta ne ha frainteso il significato e travisato le parole del giornalista.
Un'altra cosa di cui quasi nessuno si rende conto e a cui chi è d'accordo con Marta si appiglia è l'IRONIA dell'articolo. Ora lasciate che vi spieghi: l'articolo NON è IRONICO. Non vuole suscitare riso nel lettore, né vuole essere sarcastico. Lo stile irriverente e forte con cui è scritto è uno stile che viene utilizzato per suscitare FASTIDIO e INDIGNAZIONE nel lettore nei confronti della parte che si sta screditando (in questo caso l'uomo che ha picchiato la donna). Leggendo un fatto di cronaca così terribile ed angosciante scritto in maniera sarcastica e pungente nel lettore la sensazione di sgomento e rabbia crescono man mano che la lettura prosegue,per poi culminare con una massima, una morale o un insegnamento di vita (che potete trovare alla fine dell'articolo) che fa scaturire nel lettore una RIFLESSIONE che lo porterà ad inquadrare il fatto narrato nel contesto sociale in cui viviamo.
Ciò che mi fa sorridere è l'EVIDENZA del fatto che un articolo del genere non fosse stato scritto per l'italiano medio. Questo stile di scrittura è apprezzato e capito in pieno da circoli molto ristretti di persone, come lo stesso vale per l'humor nero, che ricordo a chi non lo sapesse non è quasi mai fine a se stesso. E' palese che chi non possiede un intelligenza che gli consente di leggere fra le righe non può comprendere a pieno il senso sia dello stile di scrittura che del MESSAGGIO che l'articolo vuole mandare.
Il risultato è quello a cui abbiamo assistito: un messaggio travisato, gente di livello medio che si ribella in massa, CAOS, pochi elementi dotati di livello intellettivo più elevato che cercano di spiegare come stanno le cose realmente a gente che per i LIMITI OGGETTIVI che ha NON PUO' CAPIRE.
In fondo però il mondo lo mandano avanti le masse, che si sa, non godono per antonomasia di intelligenza in quanto tale.
La reazione di GQ è INQUALIFICABILE, una vergogna. La mia solidarietà più sentita al giornalista Zuliani, spero che esca più forte da tutta questa brutta vicenda.

valentina t. ha detto...

A mio parere GQ richiede e pubblica certi articoli perchè è quello che piace ai suoi lettori. Scandaloso che non si prenda la responsabilità di cosa pubblica (contenuto peraltro criticato solo per la forma e non per i contenuti, tutti verificati). Il problema di base secondo me è che la libertà di opinione sui social se orientata da personaggi incivili, stupidi o con la passione per la polemica gratuita, sfocia in movimenti di opinione che vengono considerati importanti solo per il numero delle adesioni piuttosto che per le motivazioni. E ció, come si dice qui sopra, fa mooolta paura agli impreparati direttori/editori online, che invece dovrebbero essere forti delle proprie decisioni (a maggior ragione se come in questo caso non ledono la dignità di nessuno/accusano falsamente nessuno). Proprio di recente ho riletto questa citazione: "se un milione di persone crede a una cosa idiota, la cosa non smette di essere idiota" (A. France)

Kefren The cat ha detto...

Scusate ma se Barbie non lo capisce, perchè non portate l'articolo al suo livello, che so, tipo "50 sfumature di grigio", verrebbe circa così, il "pulp" molta gente non lo capisce, ci vuole un linguaggio più consono:

Il corpo nudo della splendida ragazza macchiato di sangue si muoveva a stento in una città indifferente, lei aveva cercato disperatamente di proferire parola, ma solo un mugolio strozzato usciva da quella bocca ferita, alla sesta porta che bussa nel cuore della notte gli apre un aitante giovane, vestito soltanto con i calzoni mostrando un petto nudo ed allenato, le sue forti braccia la sorressero mentre stava per cedere lui l’aveva riconosciuta subito, la sua pelle un tempo candida ora era coperta di graffi ed ecchimosi, ma non poteva sbagliarsi era il sogno di molti uomini che su internet l’avevano spiata nella solitudine di quella città corrotta
Un’ora prima siamo nell’appartamento di lei.
Lei stava parlando amabilmente con il suo confidente gay (nome a caso) quando il fidanzato un bruto che faceva il lottatore irrompe in casa, la furia del l’uomo si scarica prima sull’ospite, le braccia possenti frementi di gelosia trascinano alla porta il malconcio amico escludendolo dall’abitazione.
Viene gettata a terra, la vestaglia di satin avidamente strappata la lascia nuda scoprendole il sesso ed i seni frementi, lei è immobile di fronte a tanta violenza, le braccia di lui sono un guizzare di muscoli possenti, si sente presa in trappola non ha la forza di reagire, viene lentamente condotta nella doccia e percossa ripetutamente, i capelli arruffati e lo sguardo omicida del fidanzato non danno adito a fraintendimento, si sente indebolita e lentamente sta iniziando a perdere i sensi gli occhi offuscati guardano il bagno, lui si è allontanato, i suoi trucchi sono sparsi in giro lo specchio sopra il lavandino è rotto sul pavimento mucchietti di perle rotolano ancora, collana perle che gli aveva regalato lui nella colluttazione si era strappata lasciando i piccoli gioielli vagare come le sue lacrime. Pochi istanti di riflessione impietrita dalla paura, sotto il getto caldo quando il suo fidanzato si ripresenta sulla porta del bagno con un coltello, le intenzioni sono chiare lui vuole umiliarla tagliandole i capelli, il suo vanto, la lama balena nella penombra lei sente una mano che l’afferra e vede una ciocca biondissima fluttuare davanti a lui, poi un’altra ed ancora, nella disperazione tenta di difendersi, l’uomo che la sovrasta è nervoso ed i fendenti vanno alla cieca, sulle sue mani poste a difesa rivoli di sangue si fanno sempre più copiosi, il supplizio sembra finire, quando nella poca luce risplende per un attimo il corpo nudo e scultoreo dell’uomo, vuole farla sua un’ultima volta, la sua bocca si avvicina e si dischiude in parole taglienti “ho usato il tuo cellulare, per tutti adesso sei scappata e vuoi stare da sola, questo è il mio ultimo regalo prima di ucciderti”. Christy lo vede chinarsi su di lei la sua pelle ha un brivido, quando un impercettibile sorriso le si dipinge in volto, il bruto non riesce a stuprarla, il membro una volta possente fa tutto il contrario che gli occhi del marito sembrano suggerire, solo un attimo e la rabbia dell’uomo si fa cieca, non riuscire a possedere ancora una volta quel corpo bellissimo desiderio segreto di mezzo mondo.
La frustrazione lo assale si allontana in cerca di un nuovo coltello con la quale farla finita, Christy approfittando della distrazione riesce quindi a guadagnare la via di fuga.

Alberto Buscicchio ha detto...

E' la morte della stampa per come l'abbiamo conosciuta finora...

Pietro Donganagungatulaganacongo Sidoti ha detto...

infinita stima a te e a nebo. questa è la morte della stampa, e la nascita degli youtuber-merda che lavoran come la tv: populismo, sentimenti facili e massa di gente ignorante che li segue

Andrea ha detto...

Che una certa tensione sarcastica volta alla derisione e all'umorismo (pirandellianamente parlando) sia presente è impossibile negarlo: l'articolo condanna la vicenda è chiaro, ma la narrazione attraverso soluzioni formali (il come quindi, non il cosa) di questo tipo rischiano di essere mal interpretate - o proprio d'essere di cattivo gusto in alcuni casi; bisognerebbe rispolverare Auerbach e anche un testo del più recente Pascale per capire meglio cosa intendo - e così è stato. Che poi che le reazioni di indignazione portino a dei licenziamenti mi sembra un chiaro limite nell'assunzione di responsabilità da parte di GQ nel motivare le proprie intenzioni e la propria linea/e scelte editoriale/i.

Carmelo Toscano ha detto...

Tutta la mia solidarietà al giornalista Nebo, che ha scritto un pezzo magistrale su uno squallido individuo capace solo di violenza.Tutta la simppatia umana per la povera vittima. E tanto spazio per riflettere sui danni che una cultura superficiale può provocare in tanta gente a corto di strumenti culturali idonei a decodificare i messaggi scritti ed i vari stili nei quali vengono redatti. Registro linguistico, stile, figure retoriche, per questa gente sono ostrogoto. Cosa ci si può aspettare da gente simile, con una cultura superficiale praticamente inadatta? Noi che apprezziamo l'articolo di Nebo lo sappiamo. Ma il tagico è che la REDAZIONE della RIVISTA fa finta di ignorarlo. Perchè ????

Nawal ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Nawal ha detto...

BARBIE XANAX VE DA IN CULO A TUTTI, GIUSTIFICATE UN ARTICOLO ORRIBILE, MASCHILISTA CON SENSIBILITA' ZERO VERSO UNA VITTIMA DI STUPRO, FACENDOLO PASSARE PER DISSACRANTE E PULP??? MI FATE SCHIFO...SI SALVA PERCHE' IN CALCIO D'ANGOLO ALLA FINE HA DATO DEL COGLIONE ALLO STUPRATORE?? FATE ER PIACERE...LA RESPONSABILITA E DELLO SCRITTORE QUANTO DELLA RIVISTA.
PIU' RAGAZZE CON LE PALLE COME BARBIE ..E NON FATEVI INGANNARE DAL NOME

Pietro Donganagungatulaganacongo Sidoti ha detto...

Io difendo la liberta di espressione. Io difendo un giornalista cacciato quando doveva esser cacciato prima, o perlomeno insieme, il redattore che ha accettato l'articolo. Io difendo il professionista che lavora ed è stato chiamato per i suoi servizi da una rivista e che viene buttato fuori quando una youtuber lo insulta in un video con qualche migliaio di visualizzazioni. Nessuno ha difeso lo stupratore, nè Nebo nè alcun commentatore (anche se credo proprio sia una libera scelta morale soggettiva quella di condannarlo o meno), questo così violento scagliarsi contro gli altri perché non la pensano come noi, mi sembra più violento dello houmor nero nebiano.



P.S. ma l'articolo l'hai letto tu?

Amrita ha detto...



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Claudio T. ha detto...

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Francesco Romani ha detto...

I video fatti su youtube vanno bene per farsi 4 risate (difatti hanno più successo di solito quelli comici e ronici) o per sapere qualche aneddoto e opinione su qualche opera secondo me. Non per far diventare il tipo di turno il portatore della verità assoluta.

Gary Seewald ha detto...

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Sara Pavoni ha detto...
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