22.8.14

Di come il caso di Manara e della sua cover di Spider-Woman sia esemplificativo dei mali del web.

Sia chiaro, parlerò dello "scandalo" della copertina di Manara per la Marvel, solo perché è un esempio perfetto di come funzionano le cose in ambito comunicativo nel mondo dei social 2.0.

Dunque, cercherò di essere rapido.

- La Marvel incarica Manara di realizzare una copertina variant per la nuova serie di Spider-Woman.

- Manara realizza questa copertina qui.



- Un sito USA di intrattenimento al femminile, critica fortemente questa copertina. E motiva queste critiche in maniera ben circostanziata.

- Altri siti (quiqui e qui, tanto per dire) approfondiscono il punto, spiegando perché quella copertina è sbagliata dal loro punto di vista.

- Badate che nessuno dei siti grida allo scandalo sessuale. Semplicemente fanno tutti notare che nell'ambito di quel nuovo approccio alla figura dell'eroina che la Marvel ha recentemente sbandierato ai quattro venti (ci ha proprio fatto sopra un panel all'ultima San Diego), l'idea di affidare la loro nuova serie di punta dedicata a un personaggio femminile a Greg Land (uno che, notoriamente, per realizzare le sue donnine ricalca set di fotografie di film pornografici) e la sua variant cover a Milo Manara, non è proprio un'idea brillante.
La Marvel guarda e desidera quel pubblico femminile che sta premiando serie come Saga, ma pare proprio non aver capito come raggiungerlo. 

Questa è la "notizia". Che sarebbe anche un buono spunto per far nascere discussioni interessanti sull'uso della figura femminile del fumetto supereroistico e su come taluni abbiano capito in che direzione muoversi mentre altri proprio no.
Ma cosa diventa in Italia questa notizia una volta che inizia a circolare su Facebook in una ridda di condivisioni?

- Che gli USA bigotti censurano il grande artista erotico italiano.

- Che negli USA dicono che Manara non sa disegnare.

- Che se ci mettevano Spider-Man in quella posa nessuno si scandalizzava.

- Che i fumetti USA sono pieni di personaggi femminili in pose del genere.

- Che è tutta un'operazione di marketing voluta dalla Marvel stessa (grazie, Beppe Grillo: non ti sarò mai abbastanza riconoscente per aver istillato nella gente la retorica del complottismo).

E nessuno, NESSUNO, si prende la briga di andare a leggere gli articoli originali e capire di cosa si sta parlando davvero.

Ecco, questo è il web.
E si badi, la storia di Manara e della Marvel è una cazzata, ma vale per qualsiasi altra cosa.


EDIT: e alla fine, arriva anche il Corriere.it.
Che scrirve un pezzo alla pari con lo stato di un qualsiasi utente di FB.