23.12.14

Gone Girl - l'amore bugiardo - la recensione


Non c'è molto da dire su Gone Girl (mi rifiuto di utilizzare il titolo italiano) se non che è il miglior film del 2014 e, probabilmente, uno dei migliori film degli ultimi anni.
Fincher si diverte nel giocare a fare Hitchcock, costruendo sulla base del romanzo e della sceneggiatura di Gillian Flynn, un thriller d'altri tempi, sofisticato, intelligente, pieno di svolte e ribaltamenti. Ma se si limitasse a questo, sarebbe solo un (bel) compitino.
Perché quello in cui Fincher eccelle in questa pellicola è la maniera in cui serve il sottotesto, confezionando un film che tolta l'eccezionale sovrastruttura di mistery, non è altro che una riflessione spietata e nerissima intorno al tema della coppia, del matrimonio e dei rapporti umani in generale.
Il tutto viene impreziosito da una regia formalissima ma mai fredda, da una fotografia da sturbo, da un montaggio eccezionale e da una colonna sonora da mozzare il fiato (sempre i "soliti" Trent Reznor e Atticus Ross).
Menzione di merito per il cast, tutto sopra la media, a cominciare da quella Rosamund Pike che è una mia fissa dai tempi di James Bond, per passare a un sorprendentemente bravo Ben Affleck, a un Neil Patrick Harris finalmente in una parte cinematografica degna, alla notevole Carrie Conn, fino alle meravigliose tette di Emily Ratajkowki, AKA la donna più bella del mondo (che, oltretutto, recita molto bene nella piccola parte che ha).
Quando un film è così bello è praticamente inutile dilungarsi troppo in un commento a meno che non si voglia entrare in una analisi approfondita, che però, data la natura del soggetto, al momento sarebbe un delitto.
Il mio consiglio? Fiondatevi IN SALA (la fotografia merita davvero) e guardatelo.





7 commenti:

pietro bombonati ha detto...

RRobbe, com'è che sono assolutamente d'accordo?
devo essere malato ( di cinema è! ) anzi no. Ben Afflek è bravo, solo che tutti lo prendono per il bellone un pò ritardato.
pietro

Amore Psiche ha detto...

Visto sabato scorso. Siamo andati al cinema in due: io che non ho letto il libro, Cigno che lo ha letto. Bello avere le due reazioni a confronto. Io ovviamente l'ho trovato molto bello, lui ovviamente bello per il cinema e sintetizzato nel messaggio. Da questo confronto posso dire che a lui è rimasto molto chiaro l'intento del tema (ovvero come descrivi 'la riflessione spietata sul tema coppia'), a me meno, rimanendo più forte la sensazione di "orco cazzo" finale per via del personaggio di Pike. Quindi meno forte il tema e più shock per l'insanità mentale. Nota a margine di poca rilevanza, ma essendo una dipintoretta non ho potuto fare a meno di osservare: per la scelta dei colori non sembra mai luglio. Non si percepisce l'estate.

Amore Psiche ha detto...

Mi sono confrontata con altre persone che non hanno letto libro e/o non si sono indottrinate sul film prima di andarlo a vedere e confermo il mio pensiero: ciò che passa dal film è la storia di una psicolabile che adduce un poveretto e poco si intuisce del favoloso sottotesto del libro. Tant'è che quando svelo il finale del testo i commenti si sciolgono spesso in un "aah maccheccazzo, così si capisce..se no lui sembra solo un pirla." ;)

Lk03 ha detto...

Mi sono confrontato anche io con altre persone. Aldilà del fatto che non si parla di un unico sottotesto, la riflessione sul rapporto di coppia (che non è affatto un sottotesto ) mi pare un motivo abbastanza evidente e ricorrente. Non ho letto il libro.

Vic ha detto...

Gran film, forse uno dei migliori da molto tempo a questa parte...

Amore Psiche ha detto...

Lk03 non dico che sia assente l'argomento, dico che non è nulla rispetto a come mi è passato dal confronto con chi ha letto il libro. E ovviamente non sto facendo la classica riflessione "era meglio il libro", dato che ripeto, non l'ho letto ma sono andata al cinema con un lettore e parto anche io dalle impressioni di un non lettore. Sto solo dicendo che l'impronta è proprio diversa. Il fulcro della storia, le sensazioni riguardo il loro rapporto sono ridotte al minimo. Ci voleva un Lars :asd:

paolo scatolini ha detto...

a me invece la riflessione sulla coppia è parsa di un nichilismo fine a se stesso.
kubrick in Eyes Wide Shut e polanski in Venere in pelliccia avevano affrontato il tema con ben più profondità

per il resto un ottimo thriller/noir hitchcockiano