17.1.15

American Sniper - la recensione -



Parlare di American Sniper, l'ultimo film di Clint Eastwood, non è semplicissimo.
Mettiamola così: siete allergici ai film di smaccata propaganda? Non andatelo a vedere.
Oppure: siete di quelli che se vedono sventolare due bandiere a stelle e strisce, si mettono a gridare "americanata"? Non andatelo a vedere. Non vi piacciono i film di guerra? Non andatelo a vedere. Non amate i western? Non andatelo a vedere. Siete nazimalisti? Non andatelo a vedere. Siete rigidamente a favore di rigide regole per il controllo delle armi? Non andatelo a vedere.
Perché, in breve, American Sniper è la storia, vera, del più letale cecchino della storia delle forze militari USA. Un Seal che, in quattro turni di servizio ha raggiunto la cifra di 160 vittime confermate. Ora, per Eastwood quest'uomo è un vero eroe nazionale e il film che gli costruisce attorno lo celebra.
Sia chiaro, è un punto di vista lecito, ma se analizziamo la pellicola dal punto di vista ideologico, non possiamo che definirla come il corrispettivo di questa:



Il finto film di propaganda girato da Eli Roth per l'Inglourious Basterds di Tarantino.
Che, guardacaso, celebra giusto un eroico cecchino (nazista, in questa caso).

Adesso, per me è importante questa cosa?
Non molto.
Anche La corazzata Potëmkin è un film di propaganda. E rimane un capolavoro del cinema mondiale, nonostante quello che dice il ragionier Ugo Fantozzi. Lo stesso vale per  Nascita di una Nazione e tanti, tanti, altri grandi film del cinema mondiale.
Quindi, sgomberato il campo dall'ingombrante fardello dello schieramento ideologico, parliamo del film e del suo regista.
Clint Eastowood ha ottantacinque anni. Solo che lui non va alla posta a lamentarsi, non guarda le repliche dell'Ispettore Derrick, non si ferma per strada a osservare i cantieri aperti.
Lui gira film.
E li gira con consapevolezza, misura e equilibrio. Come ha sempre fatto.
Unendo un gusto classicissimo per la narrazione alla John Ford (ed è per questo che i suoi film invecchiano benissimo) con la capacità di imprimere potenti accellerazioni nelle scene d'azione e violenza (e qui si vede tutto il suo debito nei confronti del cinema USA degli anni '60 e '70 e a Don Siegel in particolare).
Al netto di tutta la sovrastruttura ideologica, America Sniper è un bellissimo western, con tanto di duello a distanza tra due pistoleri nemici giurati, l'attacco al fortino e l'arrivo della cavalleria.
Poche sbavature. Pochissime.

Qualche scivolone eccessivo nella retorica più didascalica (ma siamo comunque lontani da J. Edgar, forse la prova recente meno felice del regista dagli occhi di ghiaccio) e qualche brutto effetto digitale. Poca roba.
Il resto è un film solido come la roccia, bellissimo da vedere, con un ritmo lento ma inarrestabile, graziato da una stratosferica scena di battaglia finale.
Da vedere. E rivedere.
E chi se ne frega della propaganda.





15 commenti:

Sig Chimichanga ha detto...

Pienamente d'accordo, ultimamente riesco grazie a persone come te, il Doc e pochi altri , a capire meglio come godermi un film, dal piu ignorante (ma che si vende per tale) ai piu "fini", insomma a godermi le storie e a capirle, ottimo lavoro e grazie

Noemi Gallo ha detto...

Immagino che l'importante sia riconoscere la propaganda e poi godersi il film in quanto tale, storia, inquadrature, interpretazioni e immagini.
Lo andrò a vedere!

mmala ha detto...

Io francamente non capisco dove sia la propaganda. Nel corso di tutto il film tutte le persone "normali", compresi altri SEAL, espongono chiaramente la loro idea sull'assurdità della guerra occidentale nel medio oriente.
Il protagonista stesso è chiaramente un esaurito, seppur in buona fede.

Jimmy ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jimmy ha detto...

Io come mmala non ho colto tutta questa propaganda. Anzi, ho colto molti elementi che mi spingono a pensare che il messaggio di fondo sia tutt'altro. SPOILER Dal fatto che si è voluto sottolineare che dall'altra parte c'era il cecchino 'nemico', anche lui una Leggenda vivente, che sarebbe potuto essere il protagonista del film e sarebbe stato un film identico, fino all'imbarazzo che traspare quando la gente si complimenta per le 160 anime che la Leggenda si porta dietro, primo dei quali un bambino. Ma soprattutto che il nostro muore, ma non nella gloria della guerra, ma ucciso da un americano, anzi, un ex soldato americano. Ucciso da uno che sarebbe potuto essere lui.
Ho difficoltà a vedere come propaganda americana un film che inizia con lui che uccide una donna e un bambino e finisce con lui che viene ucciso da un americano.
Eppure è un film che non condanna mai il protagonista, che anzi appare sempre sincero nel suo ideale. Ma forse è proprio quell'ideale a finire sotto processo nel film.

Sacripante ha detto...

Rrobe anche a me il film è piaciuto ma non è "in breve la storia vera del cecchino piu letale degli stati uniti". È tutt'altro e un inspirato ad una storia vera forse ci sarebbe stato meglio... il regista cambia tutto rispetto a come so andate le cose, da protagonisti a luoghi a situazioni.. basta guardare l'antagonista, la prima uccisione da sniper e il tiro da record... è tutto inventato e stravolto... gorse un confronto con la biografia di kyle ci fa cedere un altro aspetto del film, la manipolazione della storia che ha fatyo il regista per far passare questo o quel messaggio..in fondo kyle, come dice lui stesso nel suo libro è solo un militare medio americano che è stato fortunato a vedersi passare nel mirino 6 7 persone armate 3di ak al giorno,, senza tanti rimpianti e senza tanti dubbi morali.. senza azioni eroiche e fughe rocambolesche..

Pietro Donganagungatulaganacongo Sidoti ha detto...

per me un gran film, nient'altro da dire...grande cinema, grande film, grandi attori, grandi inquadrature (da uno che ha lavorato con Sergio, c'è da aspettarselo...). sulle sue posizioni politiche e ideologiche credevo di non essere l'unico ad avere le idee chiare, invece tanti si sono stupiti del film e di come è girato, ma da un repubblicano convinto, che cazzo ti aspetti?

Gamanto ha detto...

Indovinatissimo (ed esilarante) il paragone con "Orgoglio della Nazione". Certo, "American Sniper" deve tener conto del politicamente corretto: melassa abbastanza indigesta che non contempla fra i suoi ingredienti i buoni ed i cattivi duri e puri di una volta, bensì soltanto buoni (a metà) e cattivi (con riserva) ma, al netto della confezione cerchiobottista, oramai di rigore, la sostanza non cambia.
Vero anche che Eastwood invecchiando tende sempre più a far assomigliare il suo cinema a quello del grande John Ford, e con ottimi risultati. Però se Clint è un buon allievo, Ford resta l'inarrivabile maestro.

Manrico Corazzi ha detto...

Intanto grazie per essere tornato a scrivere sul tuo blog, la tua mancanza si sentiva.
Lo so che non c'entra una benemerita mazza ma: visto che il tema è simile come si colloca rispetta a "Il nemico alle porte" (che penso di essere stato uno dei pochi ad apprezzare)?

Stefano Guerra ha detto...

Ma questo non è un film di propaganda...è un film di guerra. Non sempre un lungometraggio è portatore esplicito di un messaggio. Un film di questo genere non può essere imparziale in senso stretto ne può o vuole essere super partem...poichè è la visione soggettiva di un uomo che è stato un SEAL che ha UCCISO 160 persone...per cui non ci si potevano certo aspettare parole di amore incondizionato o valutazioni ad ampio spettro sul valore incommensurabile di un esistenza e di quanto la guerra non rappresenta nella maniera più assoluta una soluzione civile.
Il film è crudo, vero, con taglio soggettivo...sta a chi è fruitore ultimo dare una valutazione personale di quello che è accaduto sullo schermo e che non ogni probabilità realmente sta accadendo in una non meglio precisata zona di guerra.
E' un film che va domato, con valutazioni personali, lascia spazio senza voler conquistare idealmente nessuno per considerazioni opposte e comunque valide.

Jimmy ha detto...

da un Repubblicano convinto non ti aspetti Million Dollar Baby o Gran Torino per esempio, come non ti aspetti certe aperture verso i gay.

inksly ha detto...

Niente da ridire per l'aspetto cinematografico, anche se penso che abbia fatto film molto migliori. Ma su una cosa ti sbagli, non è un film che invecchia bene, perché è storicamente disonesto. Certo non mi aspettavo che un repubblicano come Eastwood puntasse il dito contro la guerra in Irak, ma presentare prima il fatto delle torri gemelle e subito dopo la campagna irakena, senza fare alcun riferimento al famoso (e falso) rapporto sulle armi di distruzione di massa possedute da Saddam è fuorviante.
Visto tra 20 anni da ragazzi che non hanno vissuto quei fatti e che magari non conoscono come sono andate realmente le cose darà loro delle idee totalmente sbagliate. Non è questione di propaganda ma di onestà intellettuale, che ad un film biografico non dovrebbe mancare quando si inquadra il periodo storico in cui il personaggio è collocato...a ditsanza di poco più di 10 anni dai fatti narrati, l'ha fatta troppo sporca...

massari stefano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anatoly Karpov Dimitrievic ha detto...

Vogliate prima di tutto scusare il mio italiano e la mancanza di accenti perche scrivo con una tastiera cirillica.Visto che si parla di film e di cecchini ebbene vi raccontero la storia vera di un Sniper Italo-Francese che molti conoscono ma che tutti cercano di evitare di citare.E adesso un noto ufficiale che opera per chi lo paga di piu, si distingue e si e solo distinto questi ultimi 20 anni solo in guerra ed ha ucciso solo terroristi e musulmani.Non vorrei che si pensi che sia un assassino a pagamento. E un soldato che ha e ancora fa sicuramente prova di perfezione sto pensando attualmente alla Siria.Nel 1986 in Libano ha eliminato 284 persone in sei mesi e questo solo di notte ed a 600 metri.Nel 1991 a Sarajevo in Bosnia elimino in un mese 44 altri cecchini musulmani. Nello stesso 1991 in Somalia elimino 17 ribelli in 15 giorni.Nello stesso 1991 in afghanistan altri 87 in 47 giorni.Nel 1999 in Kosovo elimino 127 Albanesi vicino a Pristina.Questi sono I dati ufficiali militari europei. Ad oggi non conosco meglio ho avuto occasione di conoscerlo in Kosovo nel 1999 ecco perche posso discutere di questi dati. Oggi non so dovi si trovi ma vedendo che si parli di un sniper che elimina dei terroristi ho pensato solo a questo qui anche se conosco personalmente altri sniper serbi che sono ancora attivi. Il suo nome Tenente.Col.Jean Marc.F... Forse ne sentirete ancora parlare...

Anatoly Karpov Dimitrievic ha detto...

Vogliate prima di tutto scusare il mio italiano e la mancanza di accenti perche scrivo con una tastiera cirillica.Visto che si parla di film e di cecchini ebbene vi raccontero la storia vera di un Sniper Italo-Francese che molti conoscono ma che tutti cercano di evitare di citare.E adesso un noto ufficiale che opera per chi lo paga di piu, si distingue e si e solo distinto questi ultimi 20 anni solo in guerra ed ha ucciso solo terroristi e musulmani.Non vorrei che si pensi che sia un assassino a pagamento. E un soldato che ha e ancora fa sicuramente prova di perfezione sto pensando attualmente alla Siria.Nel 1986 in Libano ha eliminato 284 persone in sei mesi e questo solo di notte ed a 600 metri.Nel 1991 a Sarajevo in Bosnia elimino in un mese 44 altri cecchini musulmani. Nello stesso 1991 in Somalia elimino 17 ribelli in 15 giorni.Nello stesso 1991 in afghanistan altri 87 in 47 giorni.Nel 1999 in Kosovo elimino 127 Albanesi vicino a Pristina.Questi sono I dati ufficiali militari europei. Ad oggi non conosco meglio ho avuto occasione di conoscerlo in Kosovo nel 1999 ecco perche posso discutere di questi dati. Oggi non so dovi si trovi ma vedendo che si parli di un sniper che elimina dei terroristi ho pensato solo a questo qui anche se conosco personalmente altri sniper serbi che sono ancora attivi. Il suo nome Tenente.Col.Jean Marc.F... Forse ne sentirete ancora parlare...