15.1.15

Caro direttore De Bortoli del Corriere della Sera, per rispondere alla sua domanda... IO NON VOGLIO.

De Bortoli, il direttore del Corriere della Sera, si scusa per quanto successo (trovate tutto QUI).
Lo fa dalle pagine del suo quotidiano? No, in una intervista informale a Wired, che trovate QUI.
Si scusa perché ha pubblicato vignette su cui non aveva alcuno diritto in un libro, allegato al suo quotidiano e portato in libreria di varia da Rizzoli-Lizard? No.
Si scusa di non aver avvertito tutti per tempo e ribadisce che gli aventi diritto possono sentire il quotidiano per qualsiasi cosa (traduzione: se volete i soldi per la vignetta, ve li riconosciamo).

Adesso, Signor De Bortoli, io vorrei farle capire una cosa semplice:
io NON VOGLIO soldi da lei. E non voglio nemmeno che lei mi riconosca la proprietà di qualcosa che è già mia.
Io NON VOGLIO essere associato in alcuna maniera al suo libro che trovo orribile sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista ideologico.
NON VOGLIO che una mia vignetta, realizzata e diffusa gratuitamente sul web venga commercializzata da una operazione benefica di cui non conosco i dettagli.
NON VOGLIO, soprattutto, che una mia vignetta sia contenuta in un volume che si dice dalla parte di Charlie Hebdo e poi censura le vignette della rivista stessa e degli autori morti nella strage perché non adatte alla linea del giornale.

In poche parole, signor De Bortoli, per rispondere alla mail che lei ha fatto inviare agli autori DOPO l'uscita del volume, chiedendo il loro consenso (mail che, comunque, a me non è mai arrivata): IO NON VOGLIO.

Grazie e cordiali saluti.

Roberto Recchioni

16 commenti:

Joachim ha detto...

WOW!

Puck ha detto...

CLAP CLAP CLAP !

HotHello ha detto...

Sono venuto a sapere di questa disgustosa iniziativa editoriale dal tuo post.
Aggiungo alle tue critiche precise e puntuali, che l'aspetto morale e' ancora piu' deprimente. A me da l'impressione di un editore che vuole solo stare sul pezzo rubando materiale non suo. Come se il lavoro di fumettisti ed illustratori non valesse nulla fintanto che rimane confinato sul web.

guy ha detto...

Generalmente mi opperei al concetto di copyright, di diritto d'autore e di proprietà intellettuale, penso che le opere non appartengano ai suoi autori ma siano libere...
generalmente, non quando l'appropriazione viene fatta, non da un situazionista, o da un artista underground, ma da un colosso dell'editoria

Raffaella Pellegrino ha detto...

Cos'è... espropriazione per fini di beneficenza???

La scelta del Corriere è indifendibile, anche se c'è sempre modo di cavillare.

Per il momento l'atto di beneficenza l'avete fatto VOI AUTORI.
Ora tocca a RCS!

Andrea Broggi ha detto...

Dato che avete assoluta ragione e presumendo che tutti voi autori abbiate gli estremi per chiedere la rimozione del vostro disegno/illustrazione dal volume in questione, vi siete mossi in tal senso o ne state scrivendo solo via web? Hai/Avete, cioè, provato a fargli un culo così a sto giornalismo che non ha nemmeno più un briciolo di dignità e rispetto o stai/state solo usando la rete come megafono per poi non fare nulla?
Buon giovedì.
A.

Ps. Chiaramente fuori da qualunque polemica, solo per capire.

Marco Grande Arbitro ha detto...

Parole Sante!

Misato-san ha detto...

sai qual è il problema? che i soldi invece dovrebbe darli, a te e a tutti gli scippati.
In primis perché se vi riconosce il diritto d'autore quello si paga, e in secondo luogo perché come diamine gliela fai pagare se non in pecunia a certa gentaglia?
Nascondersi dietro il "è per beneficenza" è stato di uno squallore inaudito.
Che decida ognuno di voi se e come vuol fare beneficenza col proprio lavoro.

(insomma io gli farei causa eccome)

Raffaele Bilotta ha detto...

Povero De Bortoli! Si avvia verso un triste viale del tramonto.Vergogna su di lui,povero eterno lecchino del potere.

francesco ha detto...

il problema è molto più grande di quanto già non sia.
I giornali, avendo scelto di pagare poco o (molto più spesso) nulla il lavoro di chi collabora, scrive, ricerca hanno fatto sì che il Lavoro non venga più riconosciuto e quindi pagato.
Si da per scontato che quello che viene pubblicato su internet sia fruibile senza alcun freno.
Mi piacerebbe pagassero te e i tuoi colleghi per questa enorme porcata perché vorrei che il lavoro che molti redattori, molti professionisti senza professione , venisse riconosciuto. Il modo in cui si è impoverito il modo di fare informazione ha impoverito anche chi ne fruisce.

Luca Rivara ha detto...

sono d'accordo con te! uno deve essere informato PRIMA non dopo!

hai tutta la mia solidarietà!

ineterno ha detto...

Devono ritirare il volume. Non ci sono scappatoie.

pastrocchietto ha detto...

Ma una sola domanda...
Le scuse da parte di Rizzoli non le vuole nessuno?
Perchè fino a prova contraria è Rizzoli che ha raccolto il materiale impaginandolo e stampandolo.
Quindi richiedo: le scuse da Rizzoli?

fpb ha detto...

AMEN
http://youtu.be/_g70u9e-gv4

M R T ha detto...

invece dovreste chiedergli milioni di euro. solo così la capirebbero.

Maurizio Infante ha detto...
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