26.1.15

Del Corriere della Sera e della volta che mi sono seduto a chiacchierare con il suo direttore.



La sede del Corriere della Sera, vista da fuori, è un brutto palazzone grigio in Via Solferino.
Quando entri c'è una classica reception da struttura statale dove scambiare un proprio documento di identità con un badge, poi i tornelli, una porta di vetro e le scale.
E da quel punto in poi le cose cambiano, perché gli interni della redazione sembrano realizzati da qualcuno che aveva un solo scopo in mente: comunicare tutta la storia, la rispettabilità e l'autorevolezza del primo quotidiano d'Italia.
Sul serio, la redazione del Corriere è un posto che aderisce perfettamente all'idea stereotipata di come dovrebbero essere le redazioni dei quotidiani: soffitti alti, lampadari, parquet, infissi e porte di un legno bello, antico e vissuto e, alle pareti, le foto di tutti i grandi scrittori che sulle pagine del Corriere di sono avvicendati. Basterebbe leggere la sfilza dei nomi per rimanere impressionati e intimoriti. E magari finire per assumere un atteggiamento di umile sottomissione.
Oppure, al contrario, si può riflettere su come sia preziosa un'istituzione nazionale come il Corriere e su come fatti come quelli che sono successi non siano degni di questo quotidiano e che bisognerebbe fare in modo che non si ripetano in futuro.
Ed è con questo spirito che mi sono seduto nel bell'ufficio di Ferruccio De Bortoli, attuale direttore del Corriere.
La chiacchierata è stata piacevole e molto civile.
Il direttore mi ha specificato di quanto lui sia legato al mondo del fumetto (viene dalle pagine del Corriere dei Ragazzi) e di come, nel corso degli anni, sia stato vicino a figure importanti di questo mondo (da Pratt a Sergio Bonelli, per dire).
Proprio in virtù di questo ha fatto di nuovo le sue scuse personali a tutti quelli che nella faccenda del libro Je Suis Charlie si sono sentiti offesi e ha ribadito la sua responsabilità, in quanto direttore, per le molte leggerezze compiute (per quanto il vero dolo è stato fatto da chi quel volume lo ha fattivamente realizzato, garantendo poi che non ci sarebbero stati problemi di sorta).
Ha pure tenuto a sottolineare però che tutto è nato sulla spinta emotiva del momento, per aiutare e sostenere quelli di Charlie Hebdo, e che quindi, di fondo, non può essere solo una cosa negativa.

E qui ho alzato qualche obiezione.

- Perché le scuse private sono una bella cosa ma quelle pubbliche hanno fatto schifo e sono risultate insultanti.

- Perché dopo il danno c'è stata pure la beffa.

- Per i motivi esposti QUI e QUI.

- Perché un'iniziativa analoga sta venendo sviluppata in questo momento in Francia, ma con i giusti tempi e modalità. Che si fa presto a dire che "i proventi delle vendite del libro saranno destinati alla redazione di Charlie Hebdo" ma è molto più difficile definire i confini di questi proventi. L'iniziativa francese, per esempio, devolve i profitti di tutte le parti coinvolte: gli autori, le case editrici, i grafici, gli impaginatori, i tipografi, i distributori e i librai. In Italia, di questi aspetti non sappiamo nulla.

Che dice De Bortoli a proposito di queste criticità?
Si scusa per la sua collaboratrice, garantisce che a breve avremo un resoconto preciso degli aspetti economici dell'iniziativa e che tornerà a parlare di quanto successo sulle pagine del suo quotidiano.
Vedremo.


Il secondo punto affrontato è quello della causa legale.
Alcuni autori (molti, a dire il vero), hanno deciso di portare avanti un'azione legale.
E' una cosa che io penso che sia più che lecita, pur non essendo intenzionato a seguire questa strada (QUI una spiegazione delle mie motivazioni).
Rispetto a questo elemento, mi pare di capire che De Bortoli la ritenga inevitabile come appare inevitabile al sottoscritto che la soluzione di questo aspetto non finirà davanti a un giudice ma si risolverà con un accordo extra-giudiziale.
In sostanza, è molto probabile che gli autori riceveranno una compensazione economica a "saldo" del torto subito, in modo da appianare la questione.
Per me (ma, ripeto, è solo una mia opinione) questa cosa non significa nulla. Perché non sposta di una virgola il problema e non porta alcuna soluzione per il futuro.

Altra questione sollevata è quella dell'edizione del volume targata Rizzoli-Lizard per il mercato delle librerie di varia e le fumetterie.
Personalmente, ho comunicato al direttore che a me farebbe piacere che questa edizione fosse bloccata e ritirata. Perché se prima poteva esserci la mancanza di consapevolezza, adesso c'è la certezza che alcuni autori presenti nel volume realizzato dal Corriere siano stati pubblicati contro la loro volontà. E questa volontà è stata espressa a chiare lettere.
De Bortoli si è dimostrato possibilista sulla questione ma non mi ha dato alcuna certezza.
Anche qui: vedremo.

Infine, si è parlato di cosa si possa fare di positivo. Come, cioè, trasformare quella che è stata sicuramente una brutta pagina per la stampa italiana, in una possibile occasione di crescita.
E qui è venuta fuori la cosa più interessante.
Perché il direttore De Bortoli ha invitato tutti gli autori interessati a un incontro allargato.
Per discutere insieme del problema, sentire le motivazioni di tutti e cominciare a costruire una nuova policy interna per il Corriere della Sera. In modo da aiutarli a non commettere gli stessi errori in futuro e a sviluppare una maggiore consapevolezza sia nei confronti del fumetto e della satira, sia nel rapporto tra il quotidiano e il web.
E De Bortoli si è detto disponibile a far riprendere questo incontro e a renderlo pubblico sul web.
E a me questa pare una cosa davvero valida (per quanto mi puzzi troppo di 5 Stelle).

Quindi, giro l'invito a tutti voi.
Che dal Corriere vi siete sentiti offesi e bullati.
Volete provare a parlarci e a fargli capire, oppure vogliamo continuare a insultarli e basta?

Fatemi sapere.












8 commenti:

Sergio Algozzino ha detto...

Io non sto dentro al volume ma mi piacerebbe, se possibile, far parte delle discussioni. Molto sinceramente, ė qualcosa che mi ha comunque toccato direttamente e dovrebbe essere così un po per tutti. Senza stare a lamentarsi e basta, o dimenticare bellamente.

andrea bacalini ha detto...

Ottima proposta,e si vede che anche de Bortoli è bravo a fare il suo mestiere. Al fine dell'immagine questo tornerà loro bene, ma sarà anche cosa giusta e gradita. Ora vediamo se la gente è buona solo a lamentarsi o ha davvero voglia di fare la differenza.

andrea bacalini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco Grande Arbitro ha detto...

Io non sono un'artista...
Ma penso che parlare sia la scelta migliore: un faccia a faccia.
Se poi anche li non capisco....

Flanz ha detto...

Il libro verrà ritirato dalle librerie. Buon segno.

Testa Di Trapano ha detto...

Ciao, sono un libraio oltre che un appassionato amante dei fumetti, e volevo segnalare che giusto mercoledì è arrivata la mail dal RCS per il ritiro immediato del volume dalle librerie.

Enrico Faccini ha detto...

Uhm. Mi pare che l'arrivo di De Bortoli alla guida del Corriere dei Ragazzi sia coinciso con il declino.
Massimo rispetto per il Corrierun, ma io lavoro in un quotidiano da quasi trent'anni, e sono a contatto tutti i giorni - sabato e domenica inclusi - con i giornalisti. Ri-uhm.

Labix72 Hot ha detto...

Roberto, solo una curiosità, ma tu quando hai pubblicato l'albo di Jhon Doe con Sasha Grey in copertina le hai chiesto il permesso prima?