14.1.15

Matite in difesa della libertà di stampa... editori che se ne fregano del diritto d'autore.

LETTERA APERTA AL CORRIERE DELLA SERA.



Punto per punto quello che è successo.

- Una manica di estremisti fa una strage nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo.

- Molti autori di fumetti, satiristi e simili, scossi dall'accaduto, decidono di rispondere al massacro per satira, con la satira stessa. Sul web è tutto un fiorire di vignette e illustrazioni, postate liberamente e spontaneamente sui proprio spazi web: blog, Tumblr, Facebook, Instagram e via dicendo.

- Il Corriere della Sera decide di realizzare un volume a scopo benefico per le vittime della strage di Parigi.

- Per realizzare questo volume, che è arrivato in edicola oggi, quelli del Corriere pescano le vignette dal web e le impaginano alla bene e meglio. Con immagini a bassa definizione.

- Non chiedono alcuna autorizzazione agli autori.


Ora, magari sono strano io ma... se decidi di usare una mia immagine postata sul mio blog, o sulla mia pagina FB, o sul mio Instagram, o su qualsiasi altra piattaforma digitale a me intestata, sarebbe cosa gentile chiedermi il permesso di poterlo fare.

Magari io non ho piacere di collaborare con il tuo gruppo editoriale.

Magari - se voglio fare beneficenza- faccio un bonifico.

Magari non voglio essere associato ad alcuni dei punti di vista espressi da altri autori presenti nel volume.

Magari non ho piacere che il mio lavoro sia presentato in maniera orrenda, con un file a bassa risoluzione.

Magari non voglio che tu ti faccia bello e nobile con la mia roba.

Magari non voglio che una cosa che ho realizzato per uno specifico contesto e su una specifica piattaforma, sia usata da te in un contesto e su una piattaforma del tutto diversa.

Magari non ho piacere che una mia opera, nata da un preciso stato d'animo, sia commercializzata. Nemmeno per fini benefici.

Magari non amo essere scopato a mia insaputa. Almeno mandami dei fiori.


Ora, concludendo, io non ho nulla contro l'iniziativa del Corriere.
Anzi, mi sembra una cosa con un buon fine.
Ma i mezzi per metterla in pratica sono stati osceni.

Mi piacerebbe ricevere una lettera di scuse formali.
Sulle pagine del giornale, quello di carta.
Come di carta è il volume che hanno realizzato.
Che sul web, la parola vola.




71 commenti:

Sio ha detto...

Grazie, Robe. Come al solito sei più rapido e più bravo di tutti noi a mettere per iscritto i pensieri.

mario trucco ha detto...

A me risulta che postando su facebook si perdono i diritti

https://www.facebook.com/legal/terms/update

micro ha detto...

Ma davvero!!!??
Incredibile.

la settimana scorsa c'è stato un enorme incidente stradale in Michigan e sui profili twitter che pubblicavano foto o video di quello che era accaduto era un fiorire di messaggi delle agenzie di stampe o delle tv che chiedevano se potevano usare quella foto o quel video nei propri servizi. Chiedevano nonostante il diritto di cronaca o altri principi dietro cui il nostro giornalismo si nasconde troppo spesso.
Il Corriere (ma pure gli altri...) fa queste operazioni in malafede con ignoranza e strafottenza. Spero che ne nasca oltre ad una lettera di scuse anche un precedente per cui l'utilizzo di foto, disegni, testi di altri non vengano continuamente utilizzati senza chiedere il permesso (e non è una questione di diritti o di soldi, è prima di tutto una forma di rispetto...!)

mario trucco ha detto...

Prima ho risposto in breve.. Non sono d'accordo con voi e non vi capisco.

Quando condividete le vostre cose sui social media, lo fate sperando che si diffondano, e per questo praticamente rinunciate al diritto d'autore.

Le condizioni d'uso dei servizi a cui accennate lo dicono chiaro

TWITTER:

Con l’invio, la pubblicazione o visualizzazione di Contenuti sui Servizi, o mediante gli stessi, l’utente concede a Twitter una licenza mondiale, non esclusiva e gratuita (con diritto di sublicenza) per l’utilizzo, copia, riproduzione, elaborazione, adattamento, modifica, pubblicazione, trasmissione, visualizzazione e distribuzione di tali Contenuti con qualsiasi supporto o metodo di distribuzione (attualmente disponibile o sviluppato in seguito).

Nota La presente licenza autorizza Twitter a rendere i tweet dell’utente disponibili al resto del mondo e autorizza altri soggetti a fare altrettanto.

https://twitter.com/tos

Sopra ho postato quella di facebook che praticamente dice lo stesso

La gente dovrebbe informarsi di più sui servizi che usa

Pietro Donganagungatulaganacongo Sidoti ha detto...

una precisazione:

chi è creatore del contenuto concede a twitter/facebook o quel che sia l'uso commerciale, ma la proprietà intellettuale rimane del creatore, e comunque da parte di un gruppo grosso, potrebbe essere almeno educato chiedere, e comunque i giornali e telegiornali spesso hanno utilizzato immagini, video e altro preso dal web senza dir nulla, neanche dando la fonte...se il giornale avesse voluto fare una bella iniziativa, perché non chiamare e PAGARE i creatori di vignette?

Bruno Olivieri ha detto...

Non è esatto dire che aderendo a Facebook si perdano tutti i diritti d'autore.
Dal seguente link, anche se applicato alla fotografia, è spiegato meglio e non è proprio così:

http://www.fotografi.org/facebook/

Marco Grande Arbitro ha detto...

Col caxxo che lo compro...

Antonio D'Achille ha detto...

mario trucco, non so tu ma io sul link che hai postato relativo a facebook leggo:

L'utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare in che modo vengono condivisi mediante le impostazioni sulla privacy e leimpostazioni delle applicazioni. Inoltre:
1. Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video ("Contenuti IP"), l'utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l'utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l'utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook ("Licenza IP"). La Licenza IP termina nel momento in cui l'utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti nel suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.

Che per me significa esattamente il contrario di quello che dici, la proprietà intellettuale resta sempre e comunque dell'utente, che concede a favebook solo delle autorizzazioni limitate e non esclusive, in pratica FB può usare il contenuto per tua concessione che è completamente diverso dal dire che ne diventa proprietario esclusivo.
E ci mancherebbe anche visto che in praticamente tutto il mondo il diritto d'autore è inalienabile, quelo che si può cedere è il diritto di sfruttamento di un opera, ma non è questo il caso...

Matteo Damiani ha detto...

Si fa presto a fare beneficenza con il lavoro e i soldi degli altri.. :|

Misato-san ha detto...

aggiungerei anche che se pure i diritti fossero di facebook il corriere avrebbe dovuto chiedere a Facebook, mica prendere e zitto.

sono veramente senza parole.

omukage ha detto...

No Antonio. É facebook che al massimo detiene il diritto di ricondivisione. Non il corriere della sera. Il corriere della sera, chiede a tutti gli autori se vogliono prestare il loro operato, anche a gratis, perché no. É questione di rispetto. Altrimenti io potrei pubblicare benissimo le scan di qualsiasi rivista on linea che posta le sue cose su FB e lucrarci.

mario trucco ha detto...

Antonio, c'è scritto

"When you publish content or information using the Public setting, it means that you are allowing everyone, including people off of Facebook, to access and use that information,."

"Quando pubblichi contenuti o informazioni con l'impostazione pubblica, significa che stai autorizzando chiunque, incluse persone esterne a Facebook, ad accedere e ed utilizzare tali informazioni, a ad associarle a te"

e Pietro Bruno,

si, dicono che sei ancora il proprietario dei diritti ma che concedi a chiunque il permesso di farne quello che vuole.

Ad esempio la social top ten di gazebo: mica chiedono permessi a nessuno.. e nemmeno i telegiornali..

Poi magari sbaglio ma dalla lettura delle condizioni mi sembra proprio così

ADR Intesa Pavia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RegolaKreativa ha detto...

In Italia vige la legge 633/1941 sul diritto d'autore basata su due pilastri fondamentali:
- il diritto morale d'autore che nasce in seno all'autore con la creazione dell'opera. Tale diritto è incedibile a terzi.
- il diritto di utilizzazione economica che prevede la pubblicazione delle opere attraverso un accordo tra autori ed editori.
A questo si aggiungono numerosi diritti che gli autori possono far valere per salvaguardare la propria immagine e l'uso che viene fatto delle proprie opere.
Pertanto il Corriere della Sera avrebbe dovuto chiedere i permessi agli autori prima di utilizzare le opere, molti dei quali, vista l'iniziativa a scopo benefico, avrebbero aderito fornendo materiali di miglior risoluzione.

luca claretti ha detto...

mario trucco facciamo un giuoco.

1-vai sul profilo facebook della marvel
2-scarica tutte le immagini che ti piacciono
3-con quelle immagini realizza un artbook
4-vendilo

buona fortuna ;)

A̘͔̳ͩͭ́͑̽ͪ̉ǹ̖̪̩̯̲̋̽̾ͅo͔̯̙͆ͅń͕͎̫͙̆͂̈͗̽i̪̦̣̞̮̥̹ͦ͐ͪ̚m͚̙̤̝̞̥̌̌̃͌õ̜̜̤̣͊u͊͐ͬ̏͛̀s͍ͬ͛ͤ͒ ha detto...

Mario Trucco

no, ma proprio per un cazzo.

Quelle clausole servono ai gestori dei siti per fare in modo di far visualizzare il tuo selfie fatto al cesso in ogni parte del mondo un utente si colleghi al tuo profilo e basta.

è un semplice pararsi il culo legalmente, se tu carichi il tuo selfie sul server italiano di faccialibro, questo deve essere copiato e distribuito negli altri nodi mondiali, se no io dalla Groenlandia non potrei vederlo.

Davide Favero ha detto...

Spero che qualcuno metta in pratica realmente la proposta di Luca Claretti e poi scriva qui i risultati :D

Angiolillo ha detto...

Parlane con un avvocato. Sul serio.

Luigi Siviero ha detto...

Mario Trucco, la legge sul diritto d'autore prevede anche il diritto di citazione (citare parte di un'opera senza bisogno di chiedere il permesso all'autore e senza dovergli dare nulla in cambio).
La frase in inglese che hai copiato sopra si riferisce proprio al diritto di citazione.
In pratica Facebook ha avvisato gli utenti che in caso di condivisione di contenuti in modalità pubblica c'è la possibilità che qualcuno li riutilizzi entro i limiti previsti dal diritto di citazione.
Probabilmente è quello che fa Gazebo.
Sicuramente non è quello che ha fatto il Corriere.

Luigi Siviero ha detto...

La prima cosa che ho pensato quando ho saputo del libro è stata: "Sicuramente non hanno chiesto il permesso agli autori" :-D

Emanuele Brutti ha detto...

Hai vinto! 😁

Maurizio Camagna ha detto...

@mario trucco: la gente dovrebbe imparare a capire quello che legge. I diritti li concedi a FB o a twitter. Non certo a RCS. Concedere il diritto di accesso alle informazioni è necessario perché serve a loro per pubblicarlo sui loro siti. Non permette ad altri di prendere il materiale e ripubblicarlo a piacere. I diritti restano dell'autore.

Davide Migliarini ha detto...

Beh penso che facebook o twitter abbiano l'autorizzazione a pubblicare i contenuti ma essi rimangano comunque dell'autore, che deve autorizzare chi vuole utilizzare i suoi contenuti. La cosa più sconvolgente è che abbiano usato le vignette a scopo commerciale, cioè hanno venduto una cosa che non era loro. Per me dovete associarvi e sentire con un avvocato se ci sono gli estremi per una causa, perchè se tutti cominciano a comportarsi così la situazione diventa ingestibile per chi pubblica contenuti originali su internet, in qualunque forma

Gatto Nero ha detto...

L'idea che sulla carta la parola resti e sul web la parola voli è vecchia come e quanto gli anni Novanta.

Che per carità, a breve ritornano. Però son sempre passati e superati.

Per il resto, per carità, concordo.

Claudio ha detto...

Non aspettarti scuse dal Corriere, Rrobe: il direttore non si pose questioni morali nemmeno per la pagina pubblicitaria pro-Dell'Utri, una delle schifezze peggiori di questi ultimi anni, autentico segno del degrado etico-morale di questo periodo di barbarie. Senza contare che la libertà di parola ( e di satira ) in Italia esiste a patto che non si tocchino certi argomenti.

Juancito73 ha detto...

La cosa buffa di tutta questa cosa poi è che l'articolo sul Corriere che pubblicizza il libro benefico porta in calce la dicitura:
14 gennaio 2015 | 08:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA

morale: io ti fotto a te, ma tu non ci provare sai?

Corva Hc ha detto...

Il Corriere vince su tutti! Non so se è geniale e furbo oppure completamente scemo e illogico

Bruno B ha detto...

Scusate ma nel contesto di una vicenda del genere vi sembra davvero il caso di accapigliarvi per una cosa così?

A dirla tutta già l'invasione di vignette/commenti/presediposizione tutte con l'hashtaggino di ordinanza m'è sembrata un po' di cattivo gusto, perché va bene la solidarietà e il farsi sentire, ma a volte mi sembra che sia più che altro il voler farsi vedere.

A ogni minchiata che succede tutta internet si catapulta a dire la sua con hashtag annesso, ormai la logica dei social di merda è questa, e vabbè.

Ma se uno, di fronte a un fatto del genere, la prima cosa che pensa è di fare la vignetta, firmarla, watermarkarla e buttarla su twitter con l'hashtag incorporato, beh IMHO gli sta pure bene se poi uno più merda di lui se lo incula e ci fa pure i soldi.

Poi ovviamente ci sarà chi più e chi meno, però insomma dai...

makkox ha detto...

"Magari non ho piacere che il mio lavoro sia presentato in maniera orrenda, con un file a bassa risoluzione."

No AMEN, di più.

Archinauta ha detto...

Al di la se io sia d'accordo o meno con l'uso che fate dei miei lavori, al di la di licenze d'uso e copyight, al di la se la cosa sia legale o meno ed in quali forme.. chiedere è una forma di cortesia e di rispetto irrinunciabile, specie da parte di un grande gruppo verso dei piccoli utenti.
Magari potrebbe pure far piacere essere pubblicati gratis e per una nobile causa... ma così non si fa.

Borderline ha detto...

Leggi quello che ha scritto anche Giacomo Keison Bevilacqua...
non dovete aspettarvi solo delle scuse, denunciateli tutti insieme!! Denunciateli e il risarcimento datelo in beneficenza alle vittime di CharlieHebdo!
Dobbiamo lottare per questa libertà di stampa che non esiste più in Italia...e questa volta la palla ce l'avete voi, tocca a voi!!

Stefano Peppucci ha detto...

Credo che il Corriere perda su tutta la linea.

SOTTO IL PROFILO TECNICO
I diritti vengono ceduti a twitter e facebook affinché essi utilizzino i contenuti inseriti dagli utenti, nei limiti dei registri in cui opera la privacy delle suddette piattaforme. L'esempio della foto sul cesso fatto da qualche utente sopra è perfetto.

2) Vi è una regola generale che libera dalle pippe di chiedere diritto agli autori nei casi previsti dalle cosiddette creative commons che prevedono sì, il libero utilizzo, ma vincolato alla citazione dell'autore (DIO SE E' SACROSANTO) e il rispetto di eventuali clausole previste dalle CC e stabilite dall'autore tra cui ad esempio quella che ne impedisce l'utilizzo per opere derivate. Il libro del corriere E' un'opera derivata.

SOTTO IL PROFILO MORALE
Seppure non esistesse quanto stabilito dalle regole precedenti ma essendo nota CAZZO la problematica relativa al diritto di autore mi sarei aspettato, da un organo che dovrebbe assolutamente difendere gli autori, un atteggiamento di tutt'altra natura.

(C:) ha detto...

sottoscrivo ogni parola

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

"Quando condividete le vostre cose sui social media, lo fate sperando che si diffondano, e per questo praticamente rinunciate al diritto d'autore."

Mario Trucco, vorrà mica paragonare le condivisioni tra conoscenti privati di social network e la realizzazione di un VOLUME da edicola edito da RCS Mediagroup S.p.a??!

In Italia il diritto d'autore non è una barzelletta, prova ne è la morsa della SIAE. Oppure la stessa regola non vale per tutt*?

infiniteforme ha detto...

No si perdono i diritti, si cedono alcuni permessi di utilizzo a facebook.
Di sicuro NON si cedono i diritti al corriere della sera.
Ricordo inoltre che i diritti morali sono inalienabili per legge, indipendentemente dai regolamenti di facebook

Stef ha detto...

Si cedono i diritti a Facebook/Twitter/etc. per la pubblicazione on line, come è ovvio che sia.
Non è che si autorizza chiunque a copiare la propria roba e venderla altrove!
Mica hanno fatto un retweet: hanno pubblicato e venduto un libro.
Hai poca competenza di diritto d'autore se non vedi la differenza!

110555024926513005162 ha detto...

Credo che, se ce ne fosse bisogno, questa sia l'ennesima conferma di quello che è la forma mentis di questo paese.
L'educazione, la cortesia e il rispetto del lavoro altrui (e anche solo l'idea che il lavoro artistico SIA un lavoro), che dovrebbe venire prima di tutto e persino molto prima delle leggi, non solo non esiste e quando viene messo in pratica appare addirittura come stravagante e naif, ma è pure un discreto fastidio. Che fai, te la prendi pure?
Le norme basilari sul diritto e (ancora) il rispetto del lavoro (inteso anche come riconoscimento, tra le tante cose magari attraverso quella buffa cosa chiamata compenso) sono tutt'al più consigli, che, quando ricopri certe posizioni o certi ruoli istituzionali, puoi bellamente dimenticare. A perché, me ne devo preoccupare anch'io?

Unknown ha detto...

manfatti Robe non ha detto VI FACCIAMO CAUSA, ha detto SIETE STATI DEI CAFONAZZI VOGLIAMO DELLE SCUSE.

Stef ha detto...

E tu dovresti informarti di più sul diritto di cui parli senza conoscerlo, come già ti ho risposto sopra.

infiniteforme ha detto...

A quanto pare non sai cos' è una licenza di utilizzo: quel regolamento dice che pur rimanendo titolare dei diritti tu concedi a twitter il permesso di utilizzare quelle immagini entro certe limitazioni. NON c'è scritto che concedi a chiunquedi vendere le tue immagini. Inoltre ci sono dei diritti che ti rimangono per legge, e il regolamento di twitter non ci può fare niente.
Prima di invitare la gente ad informarsi dovresti conoscere almeno le basi di ciò di cui stai parlando.

ghostbox80 ha detto...

Se pubblico sui social roba mia, al massimo cedo i diritti al social media specifico, non al Corsaro della Sera, né ad altri. Perciò non cerchiamo ad ogni costo di giustificare un furto. Grazie.
Simone

ghostbox80 ha detto...

Se pubblico sui social roba mia, al massimo cedo i diritti al social media specifico, non al Corsaro della Sera, né ad altri. Perciò non cerchiamo ad ogni costo di giustificare un furto. Grazie.
Simone

Gabriele Colombi ha detto...

Mario Trucco,
Quello che hai detto è sbagliato.
Postando una foto su un social network, i diritti d'autore morali rimangono all'autore medesimo mentre quelli patrimoniali, se il contratto del social lo prevede, passano AL SITO E AL SITO SOLTANTO.
Cito testualmente:
"Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video ("Contenuti IP"), l'utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l'utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l'utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook ("Licenza IP"). La Licenza IP termina nel momento in cui l'utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti nel suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati."
quindi non è assolutamente vero che si perdono i diritti ma solo che Facebook acquisisce i diritti (in condivisione con l'autore e non in esclusiva) dei contenuti pubblicati tramite una licenza che permette loro anche di venderne le copie digitali.
Se il corriere abbia comprato i diritti direttamente da Facebook non lo so, ma in caso contrario è una violazione della Legge sul Diritto d'Autore 633/41


Informati prima di scrivere per favore

Giovanni Carrieri ha detto...

Fategli causa!!! Ah dimenticavo... per iniziare oltre ad un avvocato occorrono 521€ tra contributo unificato e quant'altro... per poi aspettare se il relativo tribunale competente (in questo caso quello delle imprese) tra qualche anno comincerà a prendere in considerazione la questione.

Per quanto riguarda facebook... RCS si salva solo se dimostrerà un regolare atto di acquisto da facebook dell'opera. Altrimenti soccomberà in giudizio.

ben venga l'agcom... anche se ho delle grosse remore a riguardo...

Paolo Attivissimo ha detto...

RRobe,

sono Paolo Attivissimo. Chiedo il permesso di pubblicare la tua vignetta, linkando l'originale, nel mio blog Disinformatico.info. Grazie!

RRobe ha detto...

Certo.

Quetzalcoatl ha detto...

Io ho un'idea... e lo scriverò ovunque voi Autori posterete questo messaggio:
FOTOCOPIATE IL LIBRO E DISTRIBUITELO, oppure meglio ancora, scansionatelo e rendetelo disponibile GRATUITAMENTE VIA WEB.

Oh, sempre per scopi benefici eh...
La libertà di stampa, satira e opinione sono scopi benefici!

thebigbassman ha detto...

Colgo l'occasione per lanciare una riflessione sulle parole dell'autore dell'articolo:

Magari io non ho piacere di collaborare con il tuo gruppo editoriale.

Magari - se voglio fare beneficenza- faccio un bonifico.

Magari non voglio essere associato ad alcuni dei punti di vista espressi da altri autori presenti nel volume.

Magari non ho piacere che il mio lavoro sia presentato in maniera orrenda, con un file a bassa risoluzione.

Magari non voglio che tu ti faccia bello e nobile con la mia roba.


Come avrebbe reagito l'autore nell'essere inserito in uno storify? alla stessa maniera? come avrebbe fatto a ribellarsi sui punti che ho evidenziato?

andreacom ha detto...

Roberto, mi occupo di proprietà intellettuale e diritto d'autore, se mai decideste di prendere qualche iniziativa tutti insieme, a scopo dimostrativo (ovviamente pro bono).

massimo sarao' ha detto...

Post Scriptum (dopo le polemiche): Il ricavato di questa operazione, è bene ribadirlo, sarà devoluto interamente a favore delle vittime della strage e del giornale Charlie Hebdo. Aspettare di avere l’assenso formale di tutti gli autori, a nostro giudizio, avrebbe rallentato in maniera sensibile l’operazione. Comunque sul libro, in quarta pagina, c’è scritto con chiarezza che «l’editore dichiara la propria disponibilità verso gli aventi diritto che non fosse riuscito a reperire».

Nicola Sinisi ha detto...

Ma lavori anche tu nel corriere?che lercio che sei.

Nicola Sinisi ha detto...

P.S. è proprio in una situazione di trambusto generale che è facile fare ste cazzate. Prima si sparare a zero e dire minchiate impara a difendere i diritti delle persone...l'hashtaggino non piace neanche a me ma ciò non ti dà alcun diritto sulle cose altrui.

Davide Failla ha detto...

Salve a tutti. Anch'io ho realizzato una vignetta in merito a ciò che è successo in Francia attualmente. E' possibile vedere, attraverso qualche link, 'sta roba del Corriere?

Friedrich Nebraska

Ago Ro ha detto...

Riguardo Facebook, i termini di servizio (https://www.facebook.com/legal/terms) recitano:

[..]

By using or accessing Facebook, you agree to this Statement
Abbastanza chiaro: chiunque usi o acceda a Facebook, accetta i termini di servizio di Facebook.

[..]

You own all of the content and information you post on Facebook
Non si cede la proprietà dell'opera, che rimane al creatore dei contenuti.

[..]

By "use" we mean use, run, copy, publicly perform or display, distribute, modify, translate, and create derivative works of.
Col verbo "utilizzare", Facebook intende: usare, eseguire, copiare, mostrare pubblicamente, modificare, tradurre e creare lavori derivati.

For content that is covered by intellectual property rights, like photos and videos (IP content), you specifically give us the following permission, subject to your privacy and application settings: you grant us a non-exclusive, transferable, sub-licensable, royalty-free, worldwide license to use any IP content that you post on or in connection with Facebook (IP License).
Facebook può utilizzare i contenuti che vengono postati, nei limiti delle impostazioni di privacy che il creatore dei contenuti ha impostato. Se avete creato un album "Vacanze Estive" che può essere visualizzato solo da voi e tre vostri amici, Facebook potrà utilizzare i contenuti di quell'album solo verso voi e i vostri tre amici.

[..]

When you publish content or information using the Public setting, it means that you are allowing everyone, including people off of Facebook, to access and use that information, and to associate it with you
Qualsiasi cosa venga pubblicata come "Pubblica" (cosa che immagino i vignettisti che hanno diffuso le immagini via Facebook abbiano fatto) può essere utilizzata da chiunque. Anche persone non connesse a Facebbok (Corriere della Sera compreso).

A livello legale, non è stato commesso alcun illecito; non è stato leso alcun diritto d'autore.
Detto questo, non nego che sia opinabile l'eticità del comportamento.
Rimane comunque un discorso squisitamente etico.

vast ha detto...

bisogna continuare a sottolineare un altro aspetto importante: l'ipocrisia del Corriere che non pubblica le vignette che "offendono la religione". Che è esattamente il motivo per cui quelli di Charlie sono stati uccisi. Che razza di solidarietà è?

Cassandra Owls ha detto...

Caro Ago Ro,
Se l'autore del blog avesse scritto che tutti quelli che commentano rinunciano al diritto d'autore per quello che scrivono - lei potrebbe fargli una Sonora pernacchia. L'illecito c'e' stato, perche' i termini e le condizioni di Fscebook non sovrascrivono la legge sul diritto d'autore.

Cassandra Owls ha detto...

Ma se mandaste tutti una fattura al Corriere?

Eru L.Norowa ha detto...

Posto qua anche quello che ho detto condividendolo su facebook:

"Che bella figura di m***a.
Regole o non, fin da piccola a me hanno insegnato che se una cosa non è mia SI CHIEDE!!!"

Il punto penso sia questo. Non c'è da dire altro.

Angelica Gardani ha detto...

Bam!

Ago Ro ha detto...

Cara Cassandra,
premetto di non essere uno studioso di legge e di non sapere esattamente in che termini la legge italiana si rapporti con le condizioni di utilizzo dei vari serivizi presenti sul web. Se lei lo è, di certo la sua opinione pesa e vale più della mia. :)
Premetto anche che personalmente ritengo che quello del CdS non sia stato un comportamento corretto.

Mi piacerebbe però che sia fatta chiarezza su quali diritti si perdano utilizzando servizi come Twitter, Facebbok e analoghi.
Di modo che, chi questi diritti non li voglia cedere, possa evitare sin da principio di utilizzare certe piattaforme.

Se l'autore del blog avesse scritto che tutti quelli che commentano rinunciano al diritto d'autore per quello che scrivono - e l'avesse scritto su delle condizioni di utilizzo riconosciute dalla legge italiana - potrei spernacchiare e torcere il naso, ma qualsiasi cosa scrivessi sarebbe legalmente utilizzabile dal blogger.
La domanda che pongo è quindi: le condizioni di utilizzo di Facebook (e similia) sono riconosciute a livello legale? In quel caso, l'iscrizione al serivizio stesso (nel caso di Facebook) equivarrebbe alla firma di un contratto in cui vengono ceduti i diritti d'autore.

Federica Bianchi ha detto...

Caro Ago Ro,

Nella seconda parte la frase fondamentale è questa: "you are allowing everyone to access and use that information AND TO ASSOCIATE IT WITH YOU".

"And to associate it with you", ribadisco. AND non OR.

Nel momento in cui pubblico un contenuto o un'informazione su facebook, e li rendo pubblici, chiunque da quel momento in poi sarà in grado di associare quel contenuto a me.
Non ha nulla a che vedere con la possibilità di violare le norme di copyright.
Il discorso è semplicemente che se domani pubblico le foto del mio compleanno su facebook, e le rendo pubbliche, chiunque potrà vederle, chiunque potrà sapere che quella in quella foto sono io, chiunque eventualmente potrà riportare quella foto e dire che quella che soffia sulle candeline sono io.

A mio parere questo regolamento non dice niente rispetto al caso del Corriere della Sera.
E' solo un caldo invito all'utente facebook a rendersi conto di quali siano i rischi del pubblicare contenuti senza limitazioni di alcun tipo, in quanto facebook non si assumerà, in seguito, la responsabilità della loro diffusione in rete.

La questione resta aperta, quindi, davanti alla Legge Italiana.
Questo regolamento serve solo a Facebook per potersi chiamare fuori da ogni eventuale causa legale.

Ago Ro ha detto...

Cara Federica,

riporto la frase per semplicità: "you are allowing everyone to access and use that information and to associate it with you".

Sul significato del "[..]and associate it with you" sono d'accordo. Così come sul fatto che lo scopo dei termini di servizio sia più che altro quello di tutelare la stessa Facebook da eventuali cause per la diffusione in rete di materiale sopra pubblicatovi.

Non riesco però a convincermi che sia totalemente innocua la parte: "[..]to access and use that information[..]". Sopratutto se letta con la definizione di use che viene data più sotto nel documento: "By 'use' we mean use, run, copy, publicly perform or display, distribute, modify, translate, and create derivative works of".

Fermo restando che, come ha detto lei, la questione resta aperta davanti alla Legge Italiana.

mario trucco ha detto...

Ago Ro, io ho sostenuto la sua stessa interpretazione, che mi sembra la più naturale, ma può darsi che abbia torto. Non sono un esperto ma sono da tempo interessato all'argomento del copyright.

Il discorso che molti hanno fatto e che secondo me non sta in piedi è quello che qualunque cosa abbiano scritto fb e twitter, non varrebbe perché non possono violare la legge sul copyright o farci rinunciare a un presunto diritto inalienabile. Si può eccome cedere il diritto d'autore, e si può anche, come in questo caso, mantenerlo però autorizzando chiunque all'utilizzo. Sono abbastanza convinto che l'esempio della pernacchia al giornale che ha messo la causola sui commenti non stia in piedi: questa clausola c'è in quasi tutti i quotidiani online penso che sia validissima.

Il punto su cui io e lei potremmo sbagliarci è questo:


la licenza si concede a facebook, e forse questo vuol dire che chi vuole utilizzare il contenuto dovrebbe chiedere a facebook (all'autore originale direi proprio di no, questo mi sembra abbastanza chiaro). Comunque, non mi sembra definitivo nemmeno questo, perché sia twitter che facebook (twitter in modo più chiaro) specificano che il significato è che chiunque può utilizzare il contenuto.

Penso che la parte dell'associazione al nome dell'autore non sia una garanzia in più ma in meno; dice "attenti, quello che pubblicate potrà essere usato contro di voi".

Quindi alla fine penso che il punto sia chiarire il significato di

" licenza mondiale, non esclusiva e gratuita (con diritto di sublicenza) per l’utilizzo, copia, riproduzione, elaborazione, adattamento, modifica, pubblicazione, trasmissione, visualizzazione e distribuzione di tali Contenuti con qualsiasi supporto o metodo di distribuzione (attualmente disponibile o sviluppato in seguito)."


Sopra ho scritto un qualunquista "la gente dovrebbe informarsi di più sui servizi che usa", e mi scuso con chi si fosse offeso, ma sia che io abbia ragione che torto sul punto della licenza mondiale, penso davvero che molte persone utilizzino i social media alla leggera, dimenticandosi che gli utenti sono praticamente il loro prodotto...

Ago Ro ha detto...

Mario, i dubbi e le domande che pone sono decisamente condivisibili.
Sarebbe interessante sapere quale sia la risposta ufficiale alla questione.

Nell'attesa, godiamoci il fine settimana! :)

Buona giornata!

Marte ha detto...

Mi domando, le licenze/sublicenze dei socials, non potrebbero essere intese come un riferimento alla dottrina del "Fair Use"?

...Ed in questo specifico caso, non potrebbe, per estensione, essere tirato in ballo questo regime legislativo, implicitamente riconosciuto dall'articolo 70 della legge italiana sul diritto d'autore?

Ago Ro ha detto...

Cito da wikipedia:
L'art. 70 della legge sul diritto d'autore prevede il diritto di compiere il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di una qualsiasi opera per scopi di critica, di discussione e di insegnamento, «nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; inoltre se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica finalità illustrative e fini non commerciali».

Inoltre:
Il senatore Mauro Bulgarelli ha interrogato il governo italiano sull'opportunità di estendere anche in Italia l'utilizzabilità del concetto del fair use per le attività didattiche e scientifiche. La deputata Anna Maria Cardano ha presentato analoga interrogazione presso la Camera dei deputati. Al parlamento sono stati presentati diversi disegni di legge per l'introduzione del fair use.
La risposta del governo ha affermato che a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68 («Attuazione della direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione»), il testo dell'articolo 70 della legge italiana sul diritto d'autore riprodurrebbe sostanzialmente il regime del fair use statunitense

Credo che, se facessero riferimento al Fair Use (che, in sintesi, permette di utilizzare il materiale coperto da copyright per scopi accademici, parodici o di anteprima), tale riferimento sarebbe più esplcito.

Logico ha detto...

alzi la mano chi ha visto il film "The interview" in streaming su tutti i quotidiani di news per via del diritto di cronaca. Chi ha visto che l'hanno allegato in DVD al Corriere in edicola?

ok, nessuno. ;-)

Logico ha detto...

sui termini legali:
"When you publish content or information using the Public setting, it means that you are allowing everyone, including people off of Facebook, to access and use that information, and to associate it with you"

ok, se il contenuto è pubblico, chiunque può accedervi ed usare l'informazione (e associarla con l'autore).

L'informazione. NON il contenuto. Facebook non rende nulla che non lo sia di pubblico dominio e libero uso, nemmeno quello che sia visibile pubblicamente.

IMHO.

Ago Ro ha detto...

Logico, in effetti credo lei abbia ragione.

Nei termini di utilizzo compaiono le seguenti definizioni:

- By "information" we mean facts and other information about you, including actions taken by users and non-users who interact with Facebook.

- By "content" we mean anything you or other users post on Facebook that would not be included in the definition of information.


Quindi l'interpretazione che lei ha dato alla frase ("When you publish content or information using the Public setting, it means that you are allowing everyone, including people off of Facebook, to access and use that information, and to associate it with you") è legittima.

Faccio un passo indietro rispetto all'affermazione che l'illecito non sia stato commesso.

Buona serata!

Simone Aliprandi ha detto...

Ho scritto un post che cerca di chiarire una volta per tutte la questione del copyright sui social network... anche perchè vedo che continuano a circolare varie leggende che rischiano di andare fuori controllo.
L'articolo si intitola Il copyright sui social network: alcuni miti da sfatare ed è uscito oggi sul sito MySolutionPost.
Mi permetto anche di segnalare il mio libro Pillole di diritto per creativi e musicisti con 111 domande/risposte semplici sul copyright in generale.
Tengo a precisare che si tratta di contenuti rilasciati sotto licenza libera.

Spero di essere stato utile. Grazie per l'attenzione,
Simone Aliprandi - http://aliprandi.blogspot.it/

Simone Aliprandi ha detto...

...e per chi non ha proprio voglia di aprire il link e leggere l'articolo, questa potrebbe essere una sintesi:
smettiamola con questa leggenda che postando su Facebook si perdono i diritti!!!