6.2.15

Italiano Medio - la recensione e un paio di considerazioni marginali -


E' un buon film.
Porta sullo schermo molti degli stilemi di Maccio Capatonda ma non si fa schiacciare da essi, riuscendo a costruirsi una propria identità. Non è, insomma, una serie di scenette appiccate l'una all'altra.
E questo era il primo pericolo.
Fa ridere. Spesso.
E questo era il secondo pericolo.
Non tradisce lo spirito della comicità di Capatonda.
E questo era il terzo pericolo.
E' girato degnamente. Sia chiaro, non è Fincher, ma non ci sono le atrocità in termini di grammatica cinematografica base che spesso si vedono nei film dei comici italiani.
E questo era il quarto pericolo.
Non è eccessivamente retorico. Per carità, lo è, perché se cerchi di stigmatizzare i mali di un'intera società r cultura, la retorica e la generalizzazione è inevitabile. Ma nel suo dire merda di questo paese e di chi lo anima, il film ha uno sguardo abbastanza impietoso verso tutti, tanto i "cattivi" quanto i buoni, e questa cosa lo redime parecchio.
Per il resto, la pellicola ha debiti evidenti tra i più disparati (basti dire che passiamo da Fight Club a Fantozzi fino al primo Nanni Moretti) ma questo non è per nulla un male, visto che il risultato complessivo è un'amalgama riuscita.
Il film parte benissimo, poi si dilunga un poco nel mezzo ma si riprende ottimamente nel finale.
Belli tutti i personaggi, a eccezione di quello interpretato da Lavinia Longhi. Lei è brava ed è chiamata al compito ingrato di rappresentare l'unico "non mostro" del film, ma cade vittima della consueta poca attenzione che la maggior parte degli sceneggiatori maschi (me compreso) dedicano alle figure femminili. Nel caso specifico, non è proprio chiaro perchè la povera Franca (questo il nome del personaggio) ci venga presentata inizialmente come l'unico personaggio equilibrato in un mondo di pazzi, e poi accetti una conclusione finale dettata solo dalla tesi del film, e non da reali motivazioni narrative.
Comunque sia, il primo film di Capatonda non sono due ore di vita perse e vale la pena vederselo al cinema perché no, "a casa sulla televisione che tanto è uno sketch allungato" non è la stessa cosa.

E ora passiamo a un paio di considerazioni.
Tutti quelli del settore con cui ho parlato dopo la proiezione in anteprima, al film non ci credevano.
Anzi, si aspettavano un bagno di sangue. Si diceva che il periodo d'oro di Maccio era quello di Mai Dire Gol e che ormai era passato. Che il suo tipo di comicità al cinema non poteva funzionare. Che era un film troppo cattivo.
Risultato: successo. No, scusate: SUCCESSONE.
E allora il fronte d'attacco è cambiato.
Adesso la voce dell'intellighenzia dice che sono buoni tutti a staccare i biglietti quando sei sostenuto dalla televisione, che il successo è arrivato solo grazie alla serie su MTV e che, proprio perché sei nato come un personaggio televisivo, la tua roba non è cinema.
Adesso, sarò scemo io: ma Benigni diventa famoso con la televisione e poi arriva al cinema. Sordi trova la sua prima, vera, popolarità, con la radio e la TV. Troisi viene conosciuto da tutti con i programmi televisivi e solo dopo fa cinema. Verdone idem. Belushi e tutti quelli del Saturday idem. Ma di che stiamo parlando?
Ora, sia chiaro, come regista Capatonda sa fare l'ABC, e lo fa in maniera corretta e senza sbavature, che rispetto ad un Antonio Albanese, per dire, è già un miracolo. E non è che il primo Moretti fosse molto più articolato come linguaggio cinematografico, eh?
Quello che conta è che il film sia girato bene e con sobrietà e scritto meglio.
Questo Italiano Medio è buon cinema. Non un capolavoro, ma una notevole opera prima.
Fatevene una ragione.
E copulate di più.


5 commenti:

La matita spezzata ha detto...

Questa recensione è ben scritta.
Marcello Macchia è una mente agile e interessante.
La sua comicità è surreale, e per alcuni questo non è rassicurante.
E poi la gente ha da ridire su tutto.
Avevano da ridire su Hitchcock, figuriamoci.

Marco Grande Arbitro ha detto...

Per me è il degno erede del Primo Fantozzi.
Promosso a pieni voti!

gbshock ha detto...

Ciao Rrobe, secondo te chi non ha seguito maccio in tv può lo stesso apprezzare il Film o si perde qualcosa?

Piccardi Paolo ha detto...

In merito alle considerazioni marginali.

Benigni (prima del "l'altra domenica" aveva già girato con bertolucci)mentre Sordi, Verdone e Troisi hanno avuto una carriera televisiva/cinematografica praticamente contemporanea.

E' innegabile che Troisi e verdone si vedano in televisione giusto un paio di anni prima del loro BOOM cinematografico mentre, Maccio capatonda, ad approdare al cinema ci mette 10 anni.

elpaco ha detto...

A me non è proprio piaciuto e si che verso il buon Maccio son ben disposto