28.3.15

Fast & Furious 7 (Furious 7) - la Recensione -



E come lo giudichi un film come Fast & Furious 7?
Intendo, come fai a parlarne senza fare una di quelle stucchevoli recensioni per gli amici della cumpa, tutte esaltate e piene di tormentoni dialettici? E, di contro, come fai a spiegare che, a parte le macchine che volano (nonostante Pual Walker dica due volte il contrario, nel film), nonostante la coattaggine suprema di Vin Diesel e The Rock, nonostante la quantità di inquadrature a "uso culo", il film è un gioiello registico, senza finire per sembrare un insopportabile precisino che vuole mondarsi di una materia tanto triviale buttandola sul tecnico?
Partiamo dalle cose semplici: il regista.
James Wan.
Ha diretto il seminale Saw, i due ottimi capitoli di Insidious, l'ottimo The Conjuring e altre cose non di livello così significativo.
E' un regista horror, se dovessimo badare alle etichette.
Ma dopo aver visto Furious 7 le etichette possiamo anche gettarle nel cestino, perchè James Wan è un regista e punto. Uno bravo, intendo.
Capace di girare roba di un livello spettacolare insensato, con l'ausilio di pochissimo digitale, ricorrendo ai cari vecchi stunt e ai cavi. Di saper sfruttare gli attori, Di saper riprendere tanto delle ottime scene di combattimento (a mani nude o con le armi da fuoco, è lo stesso), quanto delle splendide scene di inseguimento.
Se proprio devo trovargli un difetto rispetto al decano della serie (quel Justin Lin che ha saputo trasformare e rinnovare il brand di F&F), potrei dire che gli manca il gusto per l'aspetto glamour-coatto che ha sempre caratterizzato le scene notturne della serie.
Per spiegarla in due parole: non ci sono luci led e al neon, in questo settimo capitolo.
Ma ci sono molti, molti, molti, più culi. Inquadrati a tutto spiano. E senza sacrificare mai l'aspetto narrrativo. Mica poco.

Lato scrittura.
Questo è forse il capitolo più razionale della serie.
Introduce tre nuovi personaggi. Uno giustificato solo dall'avvenenza di chi lo interpreta (la bella Nathalie Emmanuel). Uno figo (ma ci vuole poco: è interpretato da un Kurt Russell particolarmente in forma e gigione) e uno mastodontico: Deckard Shaw. Il fratello cattivo del cattivo del film precedente. Un Jason Statham che capisce che questa è l'occasione della sua vita e da una prova enorme. Sul serio, A cominciare da come il personaggio viene introdotto (una sequenza iniziale ospedaliera da antologia del cinema action) per proseguire attraverso dei momenti da badass assoluto, fino ai due scontri fisici, uno con Dwayne "The Rock" Johnson, e uno con Vin "Toretto" Diesel, Statham si prende il film, si prende la serie, e la fa sua.
Per il resto, razionalizzazione, dicevamo. Si riduce il cast, ci si concentra sui personaggi, e si da un sacco di spazio a Paul Walker, per ovvie ragioni.
In termini molto semplici, tutto l'equilibrio della pellicola ne guadagna.
Per la prima volta nella serie, Paul -Sagoma di Cartone Accanto a Vin Diesel - Walker, non è una sagoma di cartone. Ha alcune delle migliori scene action e i momenti più emotivi e umani della pellicola. Una roba che ti viene da dire: peccato che sia dovuto morire per avere il suo momento perché forse avrebbe potuto dare di più, se solo qualcuno si fosse preso la briga di sfruttarlo un minimo.

Cosa resta?
Ah, sì. Le scene d'azione.
Non so come spiegarvele.
Il cinema di movimento è il mio cinema. Ne ho visto tanto. E raramente qualcosa mi stupisce.
Ecco, Furious 7 mi ha stupito. Mi ha emozionato. E mi ha tenuto in tensione, anche nelle scene in cui sapevo benissimo che nessuno dei personaggi protagonisti poteva fare una brutta fine.
Si potrebbe parlare della macchina più cara del mondo che passa attraverso due grattacieli.
O di The Rock che avanza con una mitragliatrice gatling. O della scena in cui le automobili vengono lanciate dall'aereo. O della scazzottata tra The Rock e Statham. O di quella tra Statham e Vin Diesel.
O dell'assalto al convoglio blidato. O della bella sparatoria di Walker nel palazzo.
Ma sarebbe inutile.
E' una roba che va vista. E poi rivista.
Fino a imparare tutte le battute smargiasse a memoria.

In conclusione, il punto è semplice:
dal quarto capitolo in poi, la serie di Fast & Furios rappresenta un'eccellenza nel campo dell'action.
Un prodotto non derivativo di qualche giocattolo o di qualche fumetto che umilia qualsiase robottone o supereroe che prova a mettersi sul suo cammino e che annichilis e qualsiasi critico con la puzza sotto al naso. Grade intrattenimento. Grande spettacolo. Grande cinema di movimento.

Perché se credevate che questa fosse una rissa da strada... avevate ragione.




5 commenti:

cooksappe ha detto...

Culi narranti! Giovedì vado!

andrea ha detto...

Ciao Robe. Ottimo lavoro su Dylan. Ma perchè frequenti quel forum di merda pieno di troll? C'è anche gente che dice impunemente di essere trans e di prostituirsi. Non ti fa schifo parlare con gente del genere?

L'omino con la chitarra ha detto...

Non me ne sono perso uno, ma mi piace godermelo a casa un blu ray quando esce... certi film vanno visti al cinema, ma F&F me li sono sparati sempre a casa lo stesso...

Luca Masera ha detto...

Pare che dopo aver letto la tua recensione, abbiano già messo in cantiere l'ottavo capitolo:

http://www.bestmovie.it/news/fast-furious-8-ai-blocchi-di-partenza-i-lavori-non-procedono/367293/

Ps: sono rimasti molto colpiti soprattutto dal commento tecnico dei culi...

Mihok ha detto...

Sicuramente il brand si è rinnovato dopo il terzo, diventando da film di Auto a film d'azione CON qualche auto, messe lì giusto per far presenza e ricordare "ehy, ci piacciono ancora!", guadagnando una fetta di pubblico MOLTO più ampia. Però, per esempio, io rimpiango i primi tre capitoli che erano, per forza di cose, settorialmente indirizzati per chi cercava qualcosa di preciso con un contesto action utile anche (ma non solo) per chi andava a vederlo senza curarsi troppo delle gare o delle auto.