25.3.15

Non sei degno di Tex.



La prima volta che ho incontrato Mauro Boselli, mi ha chiesto se io i fumetti li volevo fare davvero o se mi servivano solo i soldi per comprare il motorino.
All'epoca mandavo in edicola ogni mese John Doe e Detective Dante. E avevo venticinque anni.
La seconda volta mi ha bocciato una trentina di tavole di Zagor e ha messo seriamente in discussione le mie velleità di sceneggiatore.
Questo per dire che Mauro Boselli non è un carattere facile.
E' spigoloso. E' brusco. E non te le manda a dire.
Mauro appartiene (con un certo compiacimento da parte sua) a quella scuola di uomini duri come G.L. Bonelli, Mickey Spillane, Renato Queirolo, Gunny Highway, Terence Fletcher e il sergente Hartman.
E lavorarci NON è facile.
E ve lo dico perché ci lavoro, a piccole dosi, ma ci lavoro.

Mauro è anche il miglior professionista del settore che conosco.
Uno sceneggiatore bravissimo e, ancor di più, un editor di rara competenza, capace di gestire, ogni mese e da solo, una mole di pagine mensili pari a quante un editor USA gestisce in due anni.
Esigente allo sfinimento, Mauro tiene in piedi da solo la produzione di uno dei personaggi a fumetti più venduti del mondo. Da quando Mauro è alla guida di Tex, il ranger non solo ha ritrovato una stabilità nelle vendite, ma ha pure acquisito una coerenza e una qualità generale che per lungo tempo gli era mancata. Come se questo non bastasse, Mauro è anche l'artefice del rilancio di Zagor (non è eccessivo dire che se oggi Zagor è una testata solida e in grado di affrontare l'attuale stagione del mercato, in gran parte è merito suo) e della creazione (insieme a Maurizio Colombo) di Dampyr, un personaggio che vive nelle edicole da quindici anni.
Se siete degli esterofili, cerco di spiegarvelo con un esempio: Boselli sta alla Bonelli come Bendis sta alla Marvel. Forse di più.

Tutto questo significa che Mauro ha tutte le ragione del mondo nella questione con Mike Deodato Jr.? No.
Mauro ha largamente torto, perché nello scambio di mail (private e diffuse dall'autore brasiliano) avuto con Deodato Jr., Mauro sbaglia quasi tutto lo sbagliabile nei modi: non usa le rituali formule di cortesia nei saluti tanto care agli americani (a conti fatti, Deodato lavora da così tanti anni con gli USA che si sarò abituato ai loro salamelecchi), usa il caps-lock, usa l'imperativo, è brusco, è diretto, e prende un abbaglio quando chiede a Deodato Jr. di non rilasciare ulteriori interviste sul suo desiderio (puro e non legato a questioni economiche) di disegnare Tex, visto che le interviste rilasciate dall'autore, erano vecchie.

Ma, modi a parte, la questione è molto semplice:

- Deodato Jr. ha detto ovunque che aveva il desiderio di disegnare una storia del ranger, in quanto fan del personaggio. Ha anche realizzato, di sua sponte, delle illustrazioni a riguardo.

- La Bonelli, venendo a sapere di qiuesto interesse, si è messo in contatto con l'autore.

- Non si è trovato un accordo economico perché Deodato ha chiesto una cifra non ragionevole per gli standard della casa editrice.

Che c'è di strano in questo?
Dove sta il dolo?
Perché, oggi, Deodato Jr. chiede la testa di quest'editor che (a suo dire) avrebbe offeso lui e il buon nome della casa editrice per cui lavora?
Perché tira per la giacchetta Sergio Bonelli, facendo finta di conoscere quale sarebbe stato il suo pensiero a riguardo?
Perché diffonde lettere private tra lui e un possibile datore di lavoro, fregandosene che è una cosa illegale?
Perché continua da due giorni a rilasciare interviste in cui dice cose ben oltre il limite della diffamazione?
Perché i siti USA che riportano le dichiarazioni di Deodato non si sono presi la giornalistica preoccupazione di sentire anche l'altra campana?

Io le mail le ho lette e sono ragionevolmente certo che -se siete appassionati di fumetti- le avete lette anche voi. Volete sapere cosa vedo?
Vedo il carattere difficile di Mauro.
E vedo un autore che prima ha detto che il denaro non era un problema, e poi ha chiesto un pagamento per delle tavole (a matita) che non solo era superiore a quello del più pagato autore Bonelli, ma che era anche parecchio sopra gli standardi del 90% degli autori USA.
Fine.
Tutto il resto sono le chiacchiere inviperite di un autore che era convinto che avrebbe trovato un tappeto rosso davanti a lui in quanto (discutibile) stella del fumetto americano, e che invece si è trovato davanti un editor che non si è lasciato impressionare.
Del resto, Tex non è fumetto per signorine... o per primedonne.

Quanto agli autori italiani che, a detta di Deodato Jr.  sono stati trattati ugualmente male da Mauro ma che sono troppo spaventati per parlare, varrebbe la pena di fare un elenco dello stuolo interminabile di straordinari disegnatori, nazionali e internazionali, che per la Bonelli ci hanno lavorato, ci lavorano, e ci lavoreranno, gente come Pratt, Toppi, Kuber, Bernet, Magnus, Liberatore, Manara, Breccia, Parlov... e tanti, tanti, tanti, altri.

C'è veramente bisogno di aggiungere altro?


19 commenti:

Unknown ha detto...

Per quel che vale, questo commento è un mio personale attestato di stima per Mauro

Sherpaman ha detto...

A dire il vero Boselli gli ha anche dato del bugiardo.
Io non conosco l'ambiente editoriale, ma nel mio (accademico scientifico) Boselli sarebbe considerato un "Barone". Proprio come molti "Baroni" italiani (o aspiranti tali) pecca proprio di presunzione. Inoltre il discorso del denaro, forse farà presa sul retro-terra cattolico italiano, ma io (visto che comunque stiamo parlando di professionisti che lavorano in un'industria) non ci vedo nulla che giustifichi il dare del bugiardo (il vero sgarbo di Boselli è questo secondo me ).

Sherpaman ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco ha detto...

Da sig. nessuno quale sono, per me l'errore di Boselli è stato questo: non condurre le trattative in maniera trasparente dall'inizio.

È stata invece condotta "all'italiana", nel nostro tipico stile per cui parlare di soldi "ci fa schifo" e rimandiamo sempre fino all'ultimo; putroppo però, con chi è abituato a lavorare all'americana, questo metodo non attacca.
Un modo trasparente di trattare sarebbe stato una cosa del tipo
D. "ciao sono un grande fan di tex, vorrei tanto disegnare una storia"
B. (che voglio sperare sapesse chi è D. e non avesse davvero bisogno di referenze, ma ha comunque fatto bene a chiedere gli studi sul personaggio dimostrando professionalità) "ok, mandaci questo e quello studio però sappi che noi al disegnatore medio di tex diamo X, che ne pensi"?
E poi (se c'è disponibilità) si tratta attorno a quella cifra.

Purtroppo però so bene che il modo di fare affari "all'italiana" (e questo lo so per esperienza) funziona diversamente, ovvero "tira la trattativa più alla lunga possibile e cerca di entrare nell'affare più a fondo che puoi, che tanto poi quando sei dentro qualcosa strappi".

CREPASCOLO ha detto...

Speriamo che questo non precluda la possibilità di vedere prima o poi un BVZM di JR jr e un Dyd di Greg Capullo. Sognare non costa nulla.

"(discutibile) stella del fumetto ": al di là dei gusti - io lo preferivo quando non era ancora andato in scimmia x il dinamico duo Colan/Palmer e non seguiva il solco di Butch Guice e Steve Epting che hanno immolato le idiosincrasie del loro stile sull'altare dell'iperrealismo - Deo jr è negli USA una superstar, in particolare alla DizMarva, da quando Romitino è passato alla Distinta Concorrenza x rivitalizzare Supes. Skottie Young, Humberto Ramos, Cammo Camuncoli e Mark Bagley non sono così mainstream. Deo jr è il John Buscema del 21mo secolo. E' un Neal Adams cristallizzato nell'ambra. Può piacere o non piacere, ma è il padrone del vapore, il Reuccio, come da noi Claudio Villa ( di via Buonarroti, non l'altro ).

Flatline ha detto...

Ma scusate... nessuno commenta il fatto che Mr. D. è arrivato e fondamentalmente ha chiesto di essere pagato pignattamila soldi per fare un lavoro "nel tempo libero" e consegnarlo "quando gli pare tra 6 mesi o un anno"?

Cioè vi immaginate arrivare con lo stesso atteggiamento a un colloquio di lavoro? "Ciao boss, we questo progetto per un ponte te lo consegno, domani. O forse tra due anni. Insomma quando me ricordo. Ma tanto io so superbro superstar, no?" :D

Randolph Carter ha detto...

Tirare in ballo "i bei vecchi tempi di quando c'era Sergio Bonelli" è meschino e sbagliato.
Il brusco approccio di Boselli a Recchioni 15 anni fa ci dimostra che nulla è cambiato nel frattempo.

Franco Lana ha detto...

Secondo me. è stato lo stesso Tex (rude uomo di frontiera), ha porre il veto sulla faccenda, una volta saputo che sarebbe stato disegnato da deodorante!

Pietro Donganagungatulaganacongo Sidoti ha detto...

l'etichetta "nani in fiamme" ha vinto, su tutto!

ivothor ha detto...

Vorrei capire come mai Boselli fa il mazzo a Deodato chiedendogli di non rilasciare piu' interviste e che nessun accordo era stato raggiunto e nel frattempo la Bonelli sulla pagina facebook ufficiale di Tex postava allegramente i disegni di Mike facendosi pubblicita'.

M R T ha detto...

L'avrei scritto anch'io, questo post, se lavorassi in Bonelli, e se dovessi alla Bonelli la mia stabilità economica. Però ci sono un sacco di artifizi retorici, per spostare l'attenzione dal fatto in questione, ovvero l'atteggiamento baronale e tipicamente italiano - in tutti i commenti, invece, leggo molta obiettività. È illegale pubblicare il testo di una mail a me indirizzata? E secondo quale legislazione? E che c'entrano i grandi disegnatori che hanno lavorato in passato su Tex?

capuleius ha detto...

Spero di non risultare sgarbato o polemico, non è davvero mia intenzione: se Rrobe pensa che lo sia, può cancellare il mio commento.
Secondo me, se Deodato Jr avesse voluto davvero fare la "primadonna", avrebbe potuto farlo già quando Boselli gli ha chiesto: "Ma tu sai disegnare solo a mezzatinta? Perchè qui si fa tutto in bianco e nero, sai come si fa?" Che tradotto significa: Mike Deodato Chi??! Possibile che B. non si sia preso la briga di digitare il nome del disegnatore su Google immagini?...

Ma ancora prima, quando Deodato gli ha chiesto degli esempi di bozzetti per rispondere meglio alle richieste, visto che le illustrazioni erano state rimbalzate: "Non ne ho, take your time (=arrangiati)". Non ne hai?...
I casi sono:
1) Non ci sono davvero bozzetti, perchè invece di conservarli in un archivio (anche informatico) vengono buttati via. Non ho parole.
2) Non ci sono davvero bozzetti, perchè non è vero che vengono richiesti ai nuovi disegnatori, Boselli se l'è inventato per liberarsi di Deodato. [...]
3) I bozzetti ci sono, ma visto che B. è ALWAYS (in caps lock) busy, non aveva voglia/tempo di andare a cercarli (o incaricare qualcuno di farlo). [...]
4) I bozzetti ci sono, ma B. non ha voluto divulgarli per paura che Deodato li spacciasse per propri, o li copiasse bellamente, o li diffondesse senza il consenso della SBE, ecc. Ma ti pare? (sempre in argomento "Deodato Chi??!!", e comunque si può sempre fargli causa)
5) Boselli ha voluto "mettere alla prova" Deodato, non sulle sue capacità di disegnatore ma sulla sua capacità di interpretare una richiesta volutamente incompleta. Bah, mi chiedo quale sia l'utilità...
6) Boselli ha dato per scontato che in qualunque casa editrice al mondo il lavoro sia organizzato come alla Bonelli. Probabilmente invece alla Marvel si valuta un disegnatore su illustrazioni anzichè bozzetti, chi lo sa.
Altre motivazioni non mi vengono in mente, non conosco le dinamiche della casa editrice.

capuleius ha detto...

E' maleducazione fare un preventivo che il tuo cliente considera troppo alto? No, il preventivo è solo la comunicazione della mia tariffa, tutt'al più possiamo trattare; è maleducazione però se il tuo cliente ti manda a quel paese dopo aver letto la cifra.
Anche qui i casi sono:
1) Mi spiace, se ti pago una cifra simile per un volumetto solo, la SBE chiude i battenti, spero capirai. Ci si saluta con stretta di mano e pacca sulla spalla, magari in futuro chissà...
2) Nonostante la cifra da capogiro, la SBE rimane a galla (del resto si tratta di un autore solo con un volume solo): allora si fa una valutazione seria mettendo a bilancio i costi e i benefici (stiamo aprendo una porta nella Marvel, vorrà pur dire qualcosa...). Magari poi, fatti i conti, l'investimento non rende lo stesso, pazienza, si torna al punto 1).
3) Indignarsi perchè un autore estero chiede più del più pagato autore Bonelli è una questione di principio, e sulle questioni di principio in genere non si va molto lontano.

Riguardo alla malafede nel dire che fai una cosa per passione e poi chiarire che la fai nei ritagli di tempo: proprio perchè è una passione, la fai nei ritagli di tempo. La Marvel paga qualche zero in più, pretendendo continuità di lavoro e tempi di consegna: avrà ragionevolmente la precedenza sulla passione.

Secondo me, sul lavoro c'è solo una cosa davvero imperdonabile: la scortesia nei confronti di colleghi e sottoposti. La schiera degli "uomini duri" di cui fa orgogliosamente parte Boselli è in realtà una schiera di gente che tratta male gli altri. In tutte le aziende (non solo alla SBE, che non conosco dall'interno), insultare i colleghi non li fa rendere di più, semmai il contrario perchè crea malcontento: all'estero se ne sono resi conto (infatti è vietato alzare la voce in riunione e negli scritti si deve rispettare la "netiquette", che non sono salamelecchi ma modo civile di esprimersi), in Italia il concetto fatica a passare (un capo "autorevole" è diverso da un capo "autoritario" e non ha bisogno di urlare per farsi obbedire).

In definitiva, rimane il rimpianto per quello che sarebbe potuto essere, peccato...

dedalus ha detto...

@M R T

è illegale sia in Italia che negli USA.

E la lista di autori pubblicati mostra che Bonelli di grandi maestri stranieri ne ha pubblicati a dozzine, mentre Deodato non ha mai messo il piedino fuori dagli States

CREPASCOLO ha detto...

Non credo che Boss Boselli sia tanto peggio di, tanto x fare un nome, Big Jim Shooter che, negli anni ottanta, allontanò dalla Marvel Gene Colan - il disegnatore a cui guarda oggi Deo jr - xchè non gli piaceva il suo stile evanescente e, sebbene durante il suo "regno" siano stati prodotti il Daredevil di Miller/Janson e il Thor di Simonson, John Byrne , in un fumetto, fece piallare da un personaggio la Cleveland di Shooter ed in un altro prese x i fondelli lo Starbrand di Big Jim, tanto ero popolare tra i creativi l'editor in chief.
Spero x BB che il sergente Hartman non sia uno dei suoi eroi, ma l'incidente con Deo jr è stato ingigantito dalla rete e probabilmente è solo uno tra i tanti casi di fraintendimento tra gli interlocutori che mandano in vacca un progetto.
Probabilmente BB è già passato oltre e sta scrivendo i soliti venti soggetti contemporaneamente e senza infilare Draka a sud di Nogales o i maestri della notte a Darkwood. Non so come faccia: ieri ho infilato nella lavatrice la rara teiera pescata nella baia da Crepascola e me ne sono accorto solo alla centrifuga.
Spero che anche Deo jr abbia digerito la faccenda e che non stia chiedendo a Bendis di scrivere di un duello sulla Luna tra l'Osservatore ed un pistolero spaziale dalla casacca gialla...

PaoloArmitano ha detto...

...in ogni caso, non credo sarebbe venuta fuori un'interpretazione memorabile del nostro amichevole ranger di quartiere...

Samuel Demattè ha detto...

La colpa della situazione è ascrivibile alla proprietà.
Dalla lettura delle email appare chiaro che c'è una persona che dovrebbe rappresentare un azienda che si rivolge ad uno dei disegnatori di punta del mercato nordamericano in modo "impolite" fin dall'inizio, per proseguire con frasi ed affermazioni agghiaccianti.
Mi domando se qualcuno della Bonelli abbia letto le risposte di Boselli, se Boselli debba rispondere a qualcuno, se Boselli abbia chiesto il permesso alla proprietà di replicare in modo scomposto alla prima email offesa (ma non offensiva) di Deodato.
Mi domando se alla Bonelli credano nella formazione (subito un corso di netiquette e di inglese formale e commerciale per Boselli).

Bonelli adesso pubblicamente deve proteggere il suo autore, ma internamente deve succedere qualcosa se da azienda padronale-artigianale vuole passare a impresa multimediale che guarda al mondo.

Boselli ha di sicuro grandissimi meriti, per quanta riguarda la sua opera di scrittore e redattore di Tex (come redattore di Dampyr avrei qualcosa da ridire...), ma è chiaro che oggi, nel 2015, lui non ha il carattere e competenze manageriali e linguistiche per confrontarsi con una superstar del fumetto americano.

Potrà piacere o meno, ma Deodato è una superstar, e MAI, una superstar nordamericana nei suoi anni di punta ha lavorato per la Bonelli. Il danno d'immagine che ha subito la Bonelli, a livello internazionale, temo possa essere grande.
La Bonelli fa una figura barbina su molti aspetti: non ha delle tavole di riferimento per i personaggi (ma Dio santo...), non paga le royalties non ha uno staff in grado di comunicare in inglese.

Boselli farebbe bene ad uscire dalla sua "torre d'avorio" per chiedere scusa.
Chiedere scusa richiede coraggio ed umiltà.

kowapaolo ha detto...

I commenti su Boselliche fa l'arruffone italiano sembrano quelli di Stanis La Rochelle...

Innanzitutto, il concetto stesso di "barone" è stato deformato a un punto per cui non vuol dire più un beneamato nulla.
Con "barone" si indicava il personaggio che, essendo un'autorità scientifica, aveva all'interno delle facoltà un potere del tutto indipendente dagli organi legali della facoltà e dell'università.
Ormai viene indicata per indicare chiunque abbia potere all'interno delle università, indipendentemente dal fatto che sia un luminare o un cialtrone.

Boselli non è un barone neanche nel senso "classico", sarebbe un "barone" se non fosse il curatore di Tex, se si fosse arrogato il diritto di condurre la trattative in quanto "più anziano", "più bravo" o cos'altro.

Inoltre, dire che Boselli ha condotto le trattative "all'italiana" scostando la questione dei soldi per un qualche moralismo è semplicemente fuori dal mondo. Boselli mette subito in chiaro che c'è un tutto che la SBE non può sorpassare, è Deodato a dire che i soldi non sono un problema salvo poi tirare fuori il problema dei soldi in un secondo tempo.

"Lo sapete perchè mi piace Tex? Non ci sono toscani. Lo scriva, è importante, niente toscani"

Francesco Romani ha detto...

Quando ho letto questa cosa all' inizio ho pensato che si parlasse di Ruggero Deodato e non capivo che c' azzeccasse con i fumetti! XD

"La seconda volta mi ha bocciato una trentina di tavole di Zagor."

Ah, però! Dopo aver letto "David Murphie 911" è stato un peccato non aver potuto leggere una tua storia. Peccato.
Ma il fatto dei 25 anni era per dire? Non avevi circa 5 anni in più quando uscivano JD e DD?