12.6.15

Jurassic World - la recensione -


Ho visto il film in anteprima.
Ma c'era l'embargo e non potevo parlarne.
Poi l'embargo è finito. Avrei potuto scriverne subito ma non l'ho fatto.
Ho deciso di aspettare. Aspettare che il film arrivasse in sala almeno per un giorno e che la gente cominciasse a vederlo.
Perché? Perché non mi andava di stare a litigare e discutere.
La storia è semplice: Jurassic World è stato lanciato da una serie di trailer tra i più brutti e svianti degli ultimi anni, che facevano apparire la quarta reiterazione della serie con i dinosauri di Spielberg come un film della Asylum tipo Shraknado.
Questi trailer hanno reso tutti molto, molto, scettici. Me compreso, che mi sono seduto in sala con un sospirone pensando "e vediamo questa cazzata".
Due ore dopo ero fuori dal cinema e facevo il passo del velociraptor, canticchiando il sempre meraviglioso tema di John Williams, tornato ragazzino e animato dalla ferma intenzione di diventare un paleontologo-genetista-avventuriero.
Perché Jurassic World è un film davvero bello.
E no, non "bellino, sì", come stanno dicendo quelli che su Internet non vogliono fare la figura degli ingenuotti.

E' bello e punto.

Ha uno script in tre atti classicissimo ma costruito con sapienza e mestiere.
Ha una regia sorprendente tenendo conto che il regista non aveva alcuna esperienza con film ad alto budget.
Ha ottimi effetti.
Stupisce e infonde meraviglia quando deve farlo (nella parte iniziale, proprio come il capitolo originale), mette paura quando deve farlo (nella seconda parte), disturba (c'è uno degli ammazzamenti più crudeli visti al cinema in tempi recenti e di sicuro il più violento dell'intera serie), diverte, ti fa fare "WOW" quando devi fare "WOW" e ti fa fomentare quando necessario.
In più, e non è per nulla poco, riverdisce tutto il marchio, rimettendone al centro il mito e trattandolo come tale.
Ha anche un bel cast:
Chirs Pratt toglie ogni dubbio su chi dovrà essere il prossimo Indiana Jones, Bryce Dallas Howard che è quasi disfunzionale per la trama tanto è bella e attraente, Vincent D'Onofrio che è sempre bravissimo (anche se qui appare un poco sacrificato nel ruolo di un cattivo davvero scemo, e questo è uno dei pochi punti deboli del film), Irfan Khan (altro personaggio negativo non brillantissimo ma l'attore è proprio bravo) e un paio di ragazzini particolarmente azzeccati.

E poi ci sono loro, i veri protagonisti del film:
Blu, Delta, Echo e Charlie, i velociraptor. L'Indomitus Rex. E quello acquatico che non mi ricordo come si chiama. E poi lui, sua maestà e il simbolo della serie, il T-Rex.
In questo capitolo i dinosauri hanno un ruolo centrale (a conti fatti è un film di mostri che si menano molto forte) e proprio per questo hanno anche una spiccata caratterizzazione che farà affezionare il pubblico.
Per dire: ho il pupazzetto di Charlie sulla mia scrivania e ci rimarrà per un pezzo.

Quindi, tutto perfetto?
No, perché altrimenti era Mad Max: Fury Road.
I lati negativi del film sono che manca una scena di stupore vero e assoluto come quella dei brachiosauri nel primo film e tutti cattivi umani e l'intreccio "malvagio" è piuttosto debole. Ma non è una cosa gravissima perché sono elementi marginali nell'equilibrio del film.
Fine. Non mi viene in mente altro.
Signori, la serie di Jurissic Park è tornata e a sfregio di tutti gli snob intellettuali da tastiera, è tornata per restare visto che gli incassi pare che siano esplosi in tutto il mondo.