14.1.16

Della volta in cui mi sono ritrovato a difendere i Cinque Stelle.



Che io non sia proprio un sostenitore dei movimenti politici che fanno leva sullo stomaco della nazione e che tendono a semplificare questioni complesse, dovrebbe essere cosa nota.
Questo atteggiamento mi spinge a essere sempre molto diffidente nei confronti del M5S.
Però sulla questione di Quarto, devo dire che -per una volta- mi sento di prendere, almeno un pochettino, le parti del movimento di Grillo e di Krusty il Clown.
Non perché pensi che abbiano fatto bene a non proteggere un loro esponente (che tutto sommato, molte colpe non ne aveva) e ne abbiano piuttosto preteso la testa, rimangiandosi oltretutto il loro principio della democrazia dal basso, espellendolo senza ricorrere al referendum delle rete.
No, no: per me l'M5S ha gestito una faccenda (tutto sommato piccolina e trascurabile) in una maniera goffa e impacciata che ne dimostra ancora la poca maturità politica. E su questo non ci piove.
Però, se è ovvio che il PD ci sta andando a nozze, ingigantendo a dismisura la questione, quello che mi lascia perplesso è la netta flessione che il M5S ha subito nei sondaggi. Un punto e mezzo di persone deluse che, all'indomani di Quarto, hanno cambiato fede.
Persone che credevano in quell'ideale di un partito anti-politico che, in poche settimane, si sono disilluse e hanno deciso che no, è proprio vero che sono tutti uguali, ANCHE quelli del M5S.
Persone che credevano seriamente che al mondo potessero esistere persone incorruttibili, e che ora, non credono più a niente.
E qui sta il problema: credere nelle fiabe.
Credere che possa esistere un mondo fatto di bianco e nero e basta.
Credere che in Italia, un paese che ce l'ha nel DNA il concetto della mano che lava l'altra, della collusione, del voto di scambio, dell'anti-legalità, possa esistere un ampio gruppo di persone esposte al potere (agente logorante, secondo uno famoso) che non abbia nemmeno un singolo esponente meno che onesto, meno che integerrimo, meno che puro come la lana vergine.
Di fatto, oggi, il M5S perde un punto e mezzo nell'elettorato perché il suo elettorato è largamente composto di persone che vogliono credere a una realtà semplificata dove tutti i buoni stanno da una parte e sono vestiti di bianco e tutti i cattivi stanno dall'altra parte, e sono vestiti di nero. E in mezzo non c'è neanche uno Han Solo a dire che la realtà è più complicata di così.
In sostanza, oggi il M5S perde terreno perché un terzo della popolazione italiana ha la maturità di un bambino di sei anni che non riesce a capire che anche a quelli animati dalle migliori intenzioni, capita qualche inciampo.
Poi sia chiaro: il M5S ha cavalcato queste semplificazioni fino a oggi, e il fatto che adesso ne paghi il prezzo è, tutto sommato, un piacevole contrappasso, ma questa piccola soddisfazione non mi toglie di testa il fatto che questo repentino (e piuttosto brusco) voltafaccia da parte dell'elettorato, la dica più lunga sul popolo italiano nella sua interezza che sul valore (o meno) del M5S.







2 commenti:

Fabio Magliocca ha detto...

Oltretutto Han Solo spara prima di Greedo, George Lucas ha manipolato le prove.

henry angel ha detto...

Sarà il terzo degli italiani che ha capito la genialità di Roberto "chiamatemi Checco" Recchioni. Quello che si occupa di fumetti da indiscutibile professionista , o di politica ( o dieta dei conigli e profilassi della malaria)una volta l'anno con l'aria di quello che fa' il cinico e la sa lunghissima. Fratello gemello dello Zalone Nazionale che si auto-denuncia deficiente per essere meglio idolatrato come colui che ha annusato l'aria (fritta) che tira respirata dalla gente.
Ovviamente sideralmente distante dalla stessa, ma pronto pure eventualmente a difenderla dai "redical chic", pure tacciati di non essere abbastanza...Radicali.

L'Arte di avere sempre ragione. D'altronde solo gli stupidi non cambiano mai idea: i furbi dicono tutto e il suo contrario , sempre tirandosela _s'intende_ da uomini che hanno fatto il militare a Cuneo.