28.1.16

Di che parliamo quando parliamo di fumetti -parte 6-



Non badate alla foto. Quelle dei computer attiravano poco l'interesse di Facebook.
La puntate precedenti le trovate QUI.


Partiamo da un presupposto.
Se volete davvero intraprendere la carriera di sceneggiatore fumettistico, dovete partire con l'idea che fallirete.
Perché è quello che, al 90% dei casi succederà.
E questo non dipende dalla vostra capacità o dalla disponibilità del mercato, dipende solo dall'assenza di una figura professionale importante nel mondo del fumetto: quella del "lettore redazionale".
I curatori di ogni testata e casa editrice sono gente impegnata. Orrendamente impegnata. Devono portare avanti le loro testate, devono stare dietro ai disegnatori, devono rileggere le sceneggiature degli sceneggiatori con cui lavorano, devono badare alla scadenze, alle scalette, alla programmazione... il tempo di mettersi a leggere, con cura, le sceneggiature che gli vengono mandate da totali sconosciuti, non lo troveranno mai.
Quindi, mettetevi il cuore in pace. A meno che voi non siate quel caso su un milione che permette al sogno di restare in vita (come Paola Barbato, ad esempio), non avete alcuna possibilità di farcela.
Chiudete questa pagina adesso. Aprite Google e cercatevi un lavoro più credibile.



















Perché cazzo siete ancora qui, si può sapere?
Come dite? "Se ce l'hai fatta tu, ce la può fare chiunque?"
Vero. Ma io non ce l'ho fatta.
Io non sono nato come sceneggiatore ma come disegnatore. E ci sono voluti anni per riuscire a far capire che le storie che avevo in mente erano migliori dei pupazzi che disegnavo.
Voi sapete disegnare? Se sapete disegnare, anche maluccio, fate quello. E nel contempo raccontate le vostre storie.
Un sacco di gente ha iniziato così. Personaggi illustri come Castelli, sono nati come disegnatori prima che come sceneggiatori.
E' più facile far leggere una storia disegnata che una sceneggiatura. Ci vuole meno tempo.
Se proprio non sapete tenere una matita in mano, trovate qualcuno che la tenga per voi. Cercate un disegnatore di belle speranze, attaccatevi a lui come una tenia e fatevi portare a strascico.
Dite che vi sentite vagamente parassitari? Bene! E' questa la condizione naturale dello sceneggiatore di fumetti.
Andare a spasso sulle spalle dei giganti: pensate a Jodorowsky e il resto vi verrà facile.
Se non avete alcun disegnatore a cui rivolgervi, abbiate almeno l'accortezza di mandare la vostra roba a qualcuno che ha il sentore della vostra esistenza, che sappia, insomma, chi siete.
Per fare questo, andate alle fiere e presentatevi. E' il sistema più rapido, ve lo assicuro. Del resto, volete fare i fumettisti, no? A una fiera di fumetti dovrete pur andarci!
Se invece volete proprio intraprendere la strada più dura, quella in cui consegnate i vostri file Word così come sono, nudi e crudi... avete scelta la via del dolore e del sacrificio.

Partiamo da un presupposto: il mondo dei fumetti è controllato da un Comma 22.
"Un editore non ti farà pubblicare se prima tu non avrai fatto esperienza... ma non puoi fare esperienza se un editore non ti fa pubblicare"
Questo paradosso non è sempre vero ma le eccezioni si contano sulla mano sinistra di Capitan Uncino.
Traduzione per i lettori sottotitolati o per quelli che non amano sentire cose che non gli fanno piacere: passare direttamente dallo stato di stasi di chi sta nella propria cameretta a scrivere le sue robe, allo stato dinamico di chi scrive le sue robe, le pubblica e viene pagato per farlo, è una cosa molto difficile.
Il nostro settore è pieno di persone che sono arrivate a scrivere passando dalla porta di servizio di una gavetta lunga e faticosa. In ogni redazione italiana c'è almeno un ex-magazziniere, un ex-impiegato, un ex-redattore che oggi può dire, a pieno titolo, di fare lo sceneggiatore. Molti di meno sono quelli che si sono presentati con la loro roba sotto il braccio e sono stati accolti a braccia aperte. Quella che possiamo definire come "Industria Fumetto", in Italia (ma non solo) ha radici profonde nell'artigianato di mestiere e la figura dello "scrittore professionista" è più recente di quello che potete pensare.

Detto questo, vediamo di dare qualche consiglio di massima per non lanciarsi in un insensato massacro.

1
Decidete cosa volete nella vita.
Se il vostro obiettivo è campare scrivendo, allora dovete essere pronti a scrivere di tutto.
Se il vostro scopo, invece, è quello di scrivere le vostre cose, allora dovrete accettare che non tutti saranno interessati e che forse "il mestiere dello scrivere" per voi rimarrà solo una attività parallela a quella che poi vi permette di campare.
Nessuna onta in nessuna delle due scelte, ma sono due approcci diversi.

2
Conoscete il vostro nemico.
Andate in edicola e in libreria, comprate (o trafugate) quante più pubblicazioni riuscite a reperire. Studiatele, capite a chi sono rivolte e quali sono le loro necessità. Segnatevi i nomi di chi le realizza e di chi le cura, cercate di capire il livello delle persone coinvolte nella loro realizzazione, cercate di stabilire il numero di persone impiegate.
Non è vero che il nostro settore non offre opportunità. E' invece vero che molte volte non si vuole prendere in considerazione le opportunità che offre.
Essere snob non aiuta.

3
Non siate stupidi o arroganti.
Anni fa uno sceneggiatore wannabe, si presentò da me con un soggetto di John Doe.

"Questo è un mio soggetto per JD..."

"John Doe lo scriviamo, principalmente io e Lorenzo, purtroppo. Gli sceneggiatore extra, in linea generale, sono ospiti speciali o persone con cui, per qualche ragione, abbiamo un certo tipo di rapporto..."

"Sì, lo so... ma questa storia è veramente buona! Racconta di John Doe che investiga su un omicidio!""

"Err... guarda che John Doe non investiga, non è un poliziotto o un detective..."

"Sì ma in questa storia investiga... e quando arriva sulla scena del crimine ha dei flashback derivati dai suoi poteri mentali..:"

"Poteri mentali?"

"Sì, in questa storia ce li ha..."

"Ok, grazie... ci facciamo sentire noi, nel caso."


E ne ho incontrati decine e decine del genere.
Ecco. Una cosa del genere, non fatela mai.


4
Cercate di fare in modo che la vostra roba sia leggibile in poco tempo. Per attirare l'attenzione di qualche curatore quello che conta è la bontà delle vostre idee. La qualità di sceneggiatura arriva solo in un secondo momento.
Cercate di preparare dei brevi soggetti con un'idea molto forte alla base. Il curatore li leggerà perché sono brevi e se troverà qualcosa che gli piace, forse vi chiederà di svilupparla.
Sapete che l'Astorina è sempre alla caccia di buoni spunti per Diabolik e che spesso li compra dai lettori che scrivono alla redazione? Spunti, nemmeno soggetti completi (anche perché, i soggetti di Diabolik sono lunghissimi).

5
Niente saghe fantasy di 1200 pagine.

6
Niente riletture revisioniste di personaggi storici o, comunque, non subito. A tutti noi piacerebbe essere Alan Moore, ma solo a pochi viene concesso il lusso di stravolgere qualcosa che funziona. Anche Miller si è fatto la sua gavetta prima di stravolgere Daredevil.

7
Non credete che le vostre idee vadano protette come il Singolo Anello.
Il wannabe medio ha il falso mito del "chupacapra", il sordido Ladro di Idee.
Ora, non dico che non capiti o che non sia mai capitato che qualche professionista con il pelo sullo stomaco abbia rubato spunti o idee di qualche aspirante (specie in certi ambienti dominati dal malefico ratto) ma è una cosa davvero rara.
Se un curatore dovesse leggere qualcosa che gli piace, è molto probabile che chiederà a chi è l'ideatore dello spunto di svilupparlo. Chi meglio di lui, potrebbe farlo?

8
Non affezionatevi alle vostre idee.
Se il vostro destino sarà quello di fare lo scrittore professionista, allora le idee non vi dovranno mancare e dovrete essere pronti a scartare quelle che non funzionano. Sono solo gli sceneggiatori falliti quelli che si attaccano all'unica idea che hanno avuto nella vita e cercano di portarla avanti ad oltranza, anche se tutto il resto del mondo dice che è una cazzata.

9
Il web non è una cattiva idea per proporre le vostre cose. Sempre più professionisti e curatori perdono tempo su internet invece di lavorare.

10
Ascoltate i consigli dei professionisti quando hanno il cuore e la voglia di darveli. Generalmente uno sceneggiatore con almeno dieci anni di attività, ne ha le palle piene di elargirli (a torto o a ragione), se nel vostro caso ha fatto un'eccezione è probabile che abbia visto qualcosa nel vostro lavoro (Oppure che vi si voglia scopare... una delle due e anche la seconda è un buon modo per entrore nell'ambiente, comunque).
In linea di massima, comunque, vale la pena di stare a sentire questi consigli. Non prendeteli per oro colato ma teneteli presente.

4 commenti:

Federico ha detto...

Bravo Roberto, consigli utili per tutti gli aspiranti. Penso che un punto in particolare sia rilevante: non bisogna prendere questa attività troppo sul serio, soprattutto perché dipende nella fase iniziale dal giudizio altrui sul proprio operato. Ed è bene avere molte alternative a livello di "carriera". E chissà che, senza pressioni, non venga fuori l'idea giusta?

Massimo Sola ha detto...

Grazie Roberto, questi post per aspiranti fumettisti sono sempre molto ben fatti e interessanti!

gegge ha detto...

ti ringrazio anche io per il tempo che trovi a raccontarci queste cose... da semplice appassionato le trovo interessantissime e nel caso in cui tu non ci abbia pensato, guarda che i reparti di scrittura creativa delle varie librerie non hanno un testo con contenuto così interessante. Se raccogliessi tutto in un libro, magari integrando con esempi , esercizi e approfondendo verrebbe su una cosa che - a mio modestissimo parere - potrebbe avere un ottimo riscontro.

Massimo Sola ha detto...

Quoto. Farei pre-order :-)