12.1.16

Fottuti e Contenti



Un video che ho fatto qualche settimana fa per quelli di Screenweek ha generato parecchi consensi, molto visualizzazioni ma pure un parte cospicua di polemiche e lamentele.
Per farla brevissimo, il video stigmatizza il fenomeno della "ragazza nerd", partendo dall'assunto che non esistono. Che le ragazze lo fanno per moda o per rendersi più attraenti nei confronti di un genere maschile che, sempre di più, sembra essersi attorcigliato attorno a un'eterna adolescenza emotiva, culturale e sociale.
E' per questo che sono incorso nelle ire di varie ragazze che hanno rivendicato il loro essere nerd genuine e vere, al pari della loro controparte maschile, e di qualche ragazzo che voleva far vedere di essere attento ai problemi delle donne nella segreta speranza di far colpo sul qualcuna (per poi vedersela soffiare dallo stronzo insensibile di turno e chiedersi perché).

Adesso, ho riflettuto molto su questa cosa, e sono arrivato a una conclusione.
Mettiamola così: dal mio punto di vista è come se avessi detto che le donne realmente appassionate di calcio fossero solo delle fasulle e un gruppetto di ragazze si fosse alzato per dire che non solo mi sbagliavo ma che loro erano "fieramente delle ultras, con una bassa cultura, una bassa estrazione sociale, pochi strumenti per decodificare il mondo, una spiccata aggressività, una passione per la violenza e gli atti vandalici, e pronte ad accoltellarsi per ventidue miliardari che corrono dietro a un pallone".
E' chiaro il concetto?
Lo so: non capite come io possa paragonare un nerd a un ultras, giusto?
E' semplice: perché essere un nerd non è una cosa figa. O di cui andare fieri.
O, almeno, non dovrebbe esserlo in un mondo che non fosse finito così palesemente oltre lo specchio come il nostro.

Mi permetto una digressione: io sono del 1974.
Sin da bambino ho avuto una salute cagionevole e ho passato tanto tempo a casa. Da solo.
A scuola ero goffo e magrolino e venivo sempre scelto per ultimo quando si trattava di fare le squadre di calcio. In poche parole, ero uno sfigato che non aveva davvero una scelta tra avere una vita "normale" o dedicarmi alle mie passioni. Potevo SOLO dedicarmi alle mie passioni perché avevo SOLO quelle. Ed è per questo che mi sono specializzato e sono diventato esperto nelle mie cose al punto di farne un lavoro e di essere bravo a farlo.
E questa storia è comune alla gran parte dei nerd che oggi sono diventati miliardari creando computer, sviluppando sistemi operativi, girando film, o facendo fumetti.
Sfigati senza alcuna alternativa sociale possibile.
Perché diventi bravo molto velocemente solo se sei ossessionato e le e ossessioni si nutrono di tempo.
E se hai una vita VERA, il tempo lo dedichi ad altro.
Se hai la possibilità di giocare al parco con gli amici invece di stare a casa a guardare un'infinita sfilza di serie televisive, sceglierai sempre la prima ipotesi. Se hai la possibilità di stare con una ragazza invece di restare chiuso in casa a suonare la chitarra, sceglierai sempre la prima ipotesi.
Se hai l'opportunità di vivere in prima persona qualcosa invece che sublimarla attraverso un'esperienza artefatta, lo farai.

Questo nel mondo com'era fino a qualche anno fa e come dovrebbe ancora essere.
Prima i "normali", quelli che potevano aspirare ad avere una vita vera, erano i tanti, e i nerd, quelli senza una vita e senza nessuna possibilità di averla, erano i pochi.
Prima, quando i nerd erano gli emarginati del sistema e per questo sviluppavano un loro orgoglio (quello che animava pellicole come Animal House, La Rivincita dei Nerd e Porkis per capirci).

Poi qualcosa è andato storto.
In termini molto semplici, la vita "reale" è diventata una cosa così difficile da ottenere e così appannaggio di pochi, che gli emarginati sono diventati la maggioranza.
E' diventato sempre più difficile relazionarsi con i propri simili. E' diventato sempre più difficile realizzarsi nel lavoro e ottenere una stabilità economica. E' diventato sempre più difficile passare del tempo all'aria aperta. La società, per come la conosciamo, ci ha trasformato tutti in disadattati, impedendoci di raggiungere quello status di normalità che prima era più o meno raggiungibile da tutti, anche se a diversi livelli.
E visto che ora essere degli sfigati è la regola, essero un "no lifer" è diventata la condizione "normale" dello stato sociale. Adesso il diverso è quello che non sente il bisogno di raccontare la sua identità mettendosi addosso una maglietta con sopra un pupazzo, quello che non cita con orgoglio tutte le battute di uno dei centinaia di film che conosce a memoria perché ha passato settimane della sua vita a vederli, quello che non spende i pochi soldi che guadagna per comprarsi pupazzetti, quello che non scopa solo con persone che ha conosciuto su Facebook.
Adesso, il vero emarginato, la minoranza, il "nuovo debole" è quello che un tempo era conosciuto come la persona normale.
E visto che gli sfigati sono oggi la razza dominante, stiamo tutti a parlare di "orgoglio nerd" quando non ci dovrebbe essere nulla di cui essere orgogliosi nell'essere delle persone disadattate e socialmente disfunzionali.

Quindi adesso mi rivolgo a tutte le donne che ho offeso dicendo che le "ragazze nerd non esistono": vi chiedo scusa. Non era mia intenzione insultarvi. In realtà, vi stavo facendo un complimento.
Ma i tempi sono cambiati e avete ragione voi, le ragazze nerd esistono.
E sono delle sfigate senza una vita che vanno orgogliose di come il sistema le ha fregate al pari degli uomini.
E adesso la chiudo qui che devo andare a spolverare la mia collezione di statuite dei supereroi.






25 commenti:

Fuz ha detto...

Applausi.

A. ha detto...

Onestamente la tua categorizzazione dei nerd mi sembra un filino eccessiva.

Si, molti di noi non sono in grado di vivere le relazioni in maniera "sana" (io sicuramente) e per questo ricorriamo a dei surrogati. Ma è vero fino ad una certa poi. Poi anche il nerd diventa grande, riesce spesso a farsi una vita soddisfacente (socialmente e sentimentalmente) senza però perdere le proprie passioni (anche se devo ammettere, il tempo a disposizione cala sempre più).

Penso anche che i nerd (dando al termine lo stesso significato di 20 anni) siano sempre piuttosto pochi e che ci sia una grande confusione sul termine.

Sapùto ha detto...

Escludendo il riprodursi, gran parte delle cose che le persone fanno le fanno perché non hanno valida alternativa.
Quindi la gente che nei weekend va a fare trekking è una masnada di Unabomber, gli animalisti andrebbero sterminati perché sono nemici della società umana e di solito sono pure noiosi, quelli che si scolpiscono il fisico sono dei narcisi e pure froci, i froci sono strani e hanno rotto i coglioni colla stravaganza, i musicisti sono autistici, quelli che fanno il cybermarxista sparando in giro crowdfunding crowdsourcing hanno rotto il cazzo e sono dei servi del sistema, quelli dell'impegno civile chi gliel'ha chiesto, quelli che trollano su internet in pigiama si guardassero casa loro, le lesbiche identitarie ahahahahahah!, i cultori della musica spendono metà in concerti e metà in droga, i drogati dovrebbero essere rinchiusi e i beni requisiti.
Potrei andare avanti tutto il giorno, succede sempre così quando qualcuno vuole controargomentare usando la facile scorciatoia di allargare a dismisura il fronte che il nemico deve pattugliare e conquistare.
Mi chiedo chi se ne frega delle rivendicazioni identitarie altrui, se ti hanno dato soldi per provocare. Se hai fatto tutto a gratis (come me), spero sia logorrea (come me), ché sono diatribe che lasciano il tempo che trovano: quelli della quarta sponda italiana e dell'oro alla patria hanno avuto nipoti fan dei Beatles e contro il nucleare, che hanno nipoti che ascoltano Avicii e che preferirebbero non dover avere a che fare con arabi, africani e cinesi. E a nessuno importa, mentre il mondo continua a girare.

Bruno B ha detto...

il ragionamento sembra filare però non mi convince questa categorizzazione del nerd come sociopatico estremo a tutti i costi, proprio come il calcio è stato sdoganato e ora è possibile essere tifosi "soft", adesso è possibile anche essere nerd "soft", probabilmente molte di quelle che si sono incazzate non sono senzavita disperate, e del resto non tutti i senzavita disperati declinano le loro passioni allo stesso modo, io per dire 'sta passione per le statuette non ce l'ho mai avuta e non l'ho mai capita

forse è solo che è dura accettare che quello per cui si è """combattuto""" oggi è a disposizione di tutti e tutti possono averlo senza """fatica""" e senza apprezzarlo davvero, e per questo bisogna trovare a tutti i costi una ragione per dargli addosso, o dandogli dei poser (ed è vero) o appunto associandoli a dei sociopatici terminali (un po' meno vero credo)

Futuro Segretario... ha detto...

statuiNe
GrammarNazi

Andrea Coslovich ha detto...

Importante fu anche l'avvento della figura del "geek", il nerd meno intelligente ma più social o comunque più stimolato da contenuti eterogenei e ugualmente catalogabile tra gli sfigati, affiancato al nerd. Con i social, i nerd puri e i geek puri sono spariti o, meglio, hanno dato luogo ad un unico ibrido, di per sé eterogeneo, decisamente più emancipato rispetto alle precedenti incarnazioni. Emancipazione dovuta anche alle pesanti modifiche di quella che è diventata un'iSocietà e che hai descritto bene in questo post.

shaila amorini ha detto...

Un ragionamento antipatico da capo a piedi.
Una persona che si appassiona di qualsiasi cosa non esclude la possibilitá di vita sociale, preferisce perô selezionarla con persone con cui si diverte e sviluppa le sue passioni invece che doversi adeguare ad andare in discoteca, mettere una x sul suo diario settimanale di quante persone si è scopato per sentirsi figo e avere 'una' ragazza - quantitativo che ne esclude la qualitá. Non ho voglia di arrabbiarmi e quindi cercheró di lasciar perdere i soliti insulti alle 'donne nerd che lo fanno solo perchè è una moda' ma sappi che sono stanca della gente che si sveglia al mattino e rompe le palle al prossimo sommergendolo di critiche non costruttive volte esclusivamente a cosa? Dove vuole arrivare di preciso un articolo del genere? Io sono Nerd, ed è una caratteristica senza giudizi negativi o positivi. Devo anche dimostrartelo visto che le donne vengono torchiate se dimostrano una falla culturale descritta nel immaginario manuale 'Cosa sapere per essere un Nerd'?

vargarv ha detto...

quanta roba inutile
in primis l'articolo sulle etichette,fate cosa cazzo volete e preoccupatevi di essere felici e non dei nomi o della finta reputazione

Andrea Gaminaction ha detto...

Il termine NERD negli anni '80 identificava l'emarginato, subumano, incapace di una vita sociale per evidente inferiorità soprattutto fisica e spesso legata anche allo status economico.
Tutte le sue passioni erano una panacea al male più ancestrale, l'horror vacui, il vuoto interiore della solitudine dovuta alla diversità dall'uomo "vincente" e "rampante" che in quegli anni rappresentava l'aspirazione di tutti.
Scrivo uomo perché quelli erano anni in cui la donna era quella che al massimo gli sbottonava la camicia, e lui le bloccava la mano perchè "...non deve chiedere MAI".

Poi, sono arrivati i pubblicitari, e hanno fatto quello che gli riesce meglio: trovare nuovi target e nuove nicchie di mercato a cui vendere.

A quel punto, NERD ma anche GEEK, maschi ma anche femmine, tutto è bello lecito e divertente: potete essere ciccioni, brufolosi, nani, senza denti, con la forfora, strabici... Comprate le statuine, i fumetti, vestitevi da idioti, passate le giornate a accecarvi davanti a un monitor di computer, e tutto sarà perdonato, tutto sarà parte di una nuova normalità.

Tutte cagate. I veri NERD sono morti negli anni '80, quando venivano pestati a sangue perché avevano jeans non di marca o perché la loro fisicità non era "conforme", e qualunque fossero i loro interessi si guardavano bene dal renderli pubblici per non essere derisi o peggio...

...Oggi restano solo i pronipoti NERDici, fortunati abbastanza da non sapere quanto dolore e quanta sofferenza si celi dietro quell'epiteto di cui si fregiano, orgogliosi.

Francesco D ha detto...

Soprattutto zero supponenza, in effetti essere del '74 deve averti aiutato a maturare tutto questo vittimismo. Oh comunque se vuoi buttare un occhio qui fai pure:
https://yourlogicalfallacyis.com/no-true-scotsman

paperoga ha detto...

vero quello che afferma Gaminaction: c'è una cesura assoluta tra il nerd che ha vissuto gli anni '80 e quelli di oggi. Una cesura così grossa che non ha senso alcun paragone. Io sono del 75, ed ho visto cosa significava essere nerd negli anni '80: emarginazione reale, con contorno di provocazioni e botte vere. Chi si lamenta degli spietati anni duemila, non ricorda quanto fossero cattivi i magnifici anni '80 nei confronti di qualsiasi accenno di diversità. Trentanni fa essere chiamato nerd era un insulto tra i peggiori, significava essere marchiato ed escluso.
Oggi di cosa parliamo? Cosa significa essere nerd oggi? Pochissimo. Identifica un certo tipo di passioni e di interessi, tra l'altro ormai maggioritari e oggetto di assoluto consenso tra i giovani, ma non ha più nulla a che vedere con l'emarginazione sociale. Oggi essere nerd significa tutto e nulla, è in linea di massima considerato anche figo, e chiunque, ragazzo o ragazza, può rivendicare di esserlo senza dover essere confrontato con chi trentanni pagava il prezzo della derisione e dell'ostracismo. E senza dover essere giudicato dai nerd dell'altro ieri.

Shook ha detto...

La società ha infiniocchiato le donne ad avere una vita illusoria specchio di una presunta vita reale piena di specchietti per le allodole da rivendicare (eh la sensiblità, eh l'intutio "femminile" (grandi uochi toki), eh il multitasking, eh lo spirito materno eh etc), già molto prima della nerditudine. Invece la possibilità di poter aderire a un modello socialmente marginale (almeno fino a poco tempo fa) è invero un passo avanti. Quando questo diventa non solo non più marginale ma addirittura di moda, bah.

Kilgore Trout ha detto...

Concordo totalmente con Andrea Gaminaction: ormai NERD è un insulto datato che rappresenta una categoria che non esiste più.
Forse ora sarebbe più corretto parlare di " Social Geek " perchè si può rapidamente collegare anche facilmente con il mondo del net-gaming ( diverso dal NERD in generale, ma ugualmente comprensibile ) che ha subito una quasi totale parificazione di genere, con ragazze che hanno i loro canali streaming. Questa massiccia presenza femminile ha cambiato in sè anche tutto il mondo videoludico, certo questa maggiore varietà è stata un vantaggio per tutti con titoli decisamente interessanti che tenevano conto anche delle " esigenze " dei consumatori femminili.
Ma per favore non basta avere una maglietta di Yoshi o della Nuka Cola e farsi un " selfie " su istagram con l'hashtag " Weekend paxxo mariokart such a nerd ", perchè veramente non è proprio così.
C'è chi il fine settimana si sfiammava Baldur's Gate perchè, oltre la passione, nessuno proprio lo cercava.
Forse la più grande " accusa " che si possa lanciare al genere delle pseudo nerd è l'aver portato l'attentiowhorismo in una comunità che ne era più o meno immune.
Basta semplicemente andare su Google Immagini e scrivere Streamer Girl per averne una conferma.
Avete guardato?
Proprio l'archetipo di Nerd.

Alice Onofrio ha detto...

Se vogliamo parlare di emarginazione e bullismo, ti assicuro che c'era anche nel 2000. E non è mai stato limitato al solo genere maschile, anzi. Per la donna è ancora più sessualizzato; maschi magari a loro volta vergini si sentivano in dovere di insultarmi perché io lo ero, oppure di etichettarmi come lesbica perché non mi filava nessuno (logica ferrea proprio -.-"). Per questo e per molti altri motivi di emarginazione, mi sono concentrata su studio, film, libri e giochi per pc gratis (ah sì, perché i miei genitori ritenevano che non dovessi avere alcun tipo di console). Ma io sono una ragazza, sono nata negli anni '90, quindi mi fingo nerd e non so quanta sofferenza ci sia dietro -.-". Mi dispiace davvero che un'esperienza simile o peggiore l'abbiate vissuta anche voi, ma da come parlate sembra che vi abbia resi solo ignoranti e supponenti. Detto ciò, io sono felice di poter finalmente coltivare le mie passioni senza nascondermi, e sono anche felice di conoscere persone che le condividono, anche se nessuno le ha mai buttate in un cassonetto. Non mi sembra intelligente categorizzare il nerd come il maschio maltrattato degli anni '80 e tutti gli altri come gente che lo fa per moda. Ci sono semplicemente persone più fortunate di voi e di me che hanno trovato un contesto favorevole, ma questo è assolutamente indipendente dal tempo o dal genere. Inoltre l'essere uno sfigato agli occhi della società non è l'unica condizione in cui una persona può sviluppare una sincera passione in ambito nerd. Chi invece tale condizione l'ha vissuta, negli anni '80 o nel 2000, non dovrebbe sentirsi in qualche modo superiore agli altri perché la sua passione "se l'è guadagnata".
Ultima cosa: non mi sento più vittima del sistema di quanto lo siano i "non nerd".

EL Rey ha detto...

Hai ragione. Sono nerd perchè sono stato uno sfigato dai 10 ai 20 anni, non perchè avessi scelto in quanto illuminato. Pure io avrei voluto farmi tutte le ragazze del liceo o fare il fenomeno in tutti gli sport. O anche solo uscire il venerdì pomeriggio. Però ero strano ed abitavo lontano da tutti con dei genitori iperansiosi, quindi niente,si ripiegava su passatempi altri. Poi mi ha salvato lo sviluppo ma ciò non toglie che nerd non lo sia diventato per scelta.
A pacchi, hai ragione. Le ragazze sono diventate nerd perchè, come dici tu, anche loro sono sfigate adesso. Una volta se avevi le tette non potevi essere sfigata, salvo casi borderline ma, ora che nessuno ti guarda più in faccia per stare a guardare lo smartcoso non conta più

Berto ha detto...

Rrobe sei come Nebo, mi stai sul cazzo per il tuo ego smisurato che ti spinge sempre a tagliare il mondo in due con l'accetta, ad aprire bocca solo per il gusto di farlo, ma per questo mi piace leggerti, perché riconosco che siamo tutti cosìe quindi come fanno gli artisti efficienti (per non dire bravi) fai pensare.

Lorenzo Breda ha detto...

Ma anche ammettendo che "nerd" sia un termine negativissimo, ciò non spiega perché le ragazze nerd non dovrebbero esistere, eh.

paperoga ha detto...

bisogna poi aggiungere una cosa: non so se il post di rrobe ne sia un ennesimo capitolo, ma in rete girano ormai una marea di post di nerd duri e puri figli degli anni '80 che rivendicano la loro purezza e sfrantumano le palle ai casual gamers e agli altri ibridi di non essere veri nerd. a parte la puerilità della questione che non meriterebbe di dedicarci un solo respiro, non vedo come questo ampliarsi del termine "nerd", ormai quasi neutro, possa essere combattuto quasi si trattasse di preservarsi l'anima.
ben più grave è invece l'argomento posto da alice onofrio, e non nuovo, sul sessismo spesso anche aggressivo che in ambito "nerd" tende a prendere di mira le donne.
In questo senso, prese di posizione di chi parla delle donne nerd come se fossero entità diverse e separate dagli uomini nerd, da analizzare come fossimo entomologi, non aiuta.
E, sopratutto, come se le ragazze nerd siano una stramba invenzione degli anni'10 e non ci siano sempre state.

Marco Grande Arbitro ha detto...

"Non era mia intenzione insultarvi. In realtà, vi stavo facendo un complimento."
I nerd stanno diventando delle brutte persone. Ve lo dice uno che (purtroppo) lo è diventato...

Michele Borgogni ha detto...

Applausi

il Balester ha detto...

I nerd sono inquietanti.

Luca Masera ha detto...

Tutta colpa di "THE BIG BANG THEORY" che ha illuso tutti, nerd da un lato e fighe dall'altro...

Rotolina ha detto...

Sono una donna.
Ho studiato da programmatore in una scuola dove in tutto l'istituto eravamo 5 ragazze.
Ora sono a partita Iva, a fare il tecnico, il sistemista, ripetizioni, qualsiasi cosa riesca, perché un programmatore donna non lo assume nessuno e ti guardano tutti un po' con sufficienza, e quando esco dal laboratorio dove faccio tre giorni a settimana riparazioni di pc e cellulari, i clienti mi guardano con stupore "oh, ma è lei il tecnico?!".

Sono una donna e ho studiato programmazione, perché ero una bambina cicciotta con gli occhiali spessi e una timidezza feroce. Oltre a non piacermi le bambole o Barbie, andare a scuola in tuta con le toppe sulle ginocchia, e più avanti mi sono trasformata in una ragazzetta cicciotta con gli occhiali, senza nessun accenno di seno fino dopo i 18 anni, snobbata da qualsiasi ragazzo, scelta per ultima in ogni attività sportiva.

E quando me ne stavo a casa, ho divorato libri su libri cominciando a leggere a 5 anni, ho passato ore sullo Spectrum prima, sul pc con DOS a dare comandi su schermo nero, affascinandomi all'arrivo del mouse e di windows, radunandomi davanti al pc con la mia famiglia per la prima email inviata.

Ora gioco ai gdr, anche online, continuo a leggere tantissimo, gioco a qualche videogioco ma non tutti, non ho magliette con scritte, non compro pupazzetti, guardo da sola in streaming film coreani in lingua originale con i sottotitoli, ma sto anche per sposarmi, vivo in una casa di campagna con l'orto e faccio parte delle associazioni del paesino.

Non sono un nerd. Non mi sono mai definita tale. Sono una media asociale, che non ha FB e non è mai andata in discoteca in vita sua, trovo che la maggior parte dei locali abbia la musica troppo alta, e passare il sabato sera con un gioco in scatola sia un ottimo passatempo.

Non capisco perché dovrei definirmi nerd, non sono mai stata tentata di sbandierare in modo orgoglioso qualcosa che era semplicemente la mia vita normale e non solo. Qualcosa che è stato un po' doloroso, mentre alle medie cercavo con tutte le forze di farmi accettare dalle altre ragazze, interessandomi a telefilm di cui non me ne fregava niente, evitando di parlare di libri sconosciuti, provando a truccarmi o ad andare a qualche festa.
E poi mi sono ironicamente trovata lo stesso emarginata e presa in giro, perché era ovvio che facessi finta, che a me a dire la verità i begli attori e i ragazzi dell'altra classe non mi dicevano nulla, perché io ancora giocavo con i pupazzetti e le costruzioni immaginando mondi.

Le "nuove nerd" sono tristi.
Sono tristi perché si impettiscono sostenendo di essere originali mentre si uniformano come sempre in uno stereotipo, esattamente come le Pink Lady di una volta. Anche i "nuovi nerd" sono tristi, perché mettono un paio di occhiali dalla montatura spessa e una maglietta con citazione fingendo di essere diversi da tutti, mentre in realtà sono uguali a tutti gli altri, e lo fanno proprio per omologarsi.

Quello che una volta si definiva nerd... Anzi, non si definiva, perché non ho mai sentito questo termine se non oramai ad età adulta... Diciamo che quelli che ora i nerd cercano di imitare, non erano gente che cercava di essere diversa e originale.
Era gente che provava timidamente ad essere come gli altri, ma proprio non ci riusciva, e poi tornava nel suo mondo fatto di altre cose che non interessavano a nessuno, che quando ne parlava in giro in genere veniva guardato come un alieno, se non con sufficienza o sfottò direttamente.

Le "nerd" che si difendono, sono una omologazione ad una parodia che niente centra con la banda di sfigati solitari e mai compresi, che ora sono diventati degli adulti per la maggior parte guardati in modo un po' strano quando ridi ad una battuta tecnica tipo "Ω" -> "non fare resistenza!". E ti chiedono "Ma l'hai capita davvero? E' strano per una donna!"

Io sorrido con cortesia e basta, senza dire "sono una nerd, che credi?"

Bruno B ha detto...

commento perfetto

Luca Chirico ha detto...

Il problema a mio avviso è che si tende a confondere NERD con appassionati di prodotti di nicchia, film, cartoni e serie tv...

Io vengo definito NERD da molti mie amici ma non sono mai stato un nerd...ormai il termine ha perso il suo significato originario e gliene viene attribuito un'altro...