15.2.16

Di che parliamo quando parliamo di fumetti -parte 17-






Le puntate precedenti le trovate QUI.


Fare fumetti è difficile.
Come è difficile fare musica, scrivere un romanzo, dirigere un film o scolpire il marmo.
Se la vostra idea è quella di fare (e campare) di fumetti, è meglio che accettiate da subito l'idea che quello che avete non è nemmeno un decimo di quello che serve.

E' il momento di una storiella triste:
qualche tempo fa ho scritto la mia prima storia Tex.
E' un personaggio che volevo scrivere da sempre e che credevo di conoscere bene.
Così, quando mi sono sentito pronto, ho preparato un soggetto, l'ho mandato a Boselli e ho sperato.
Il soggetto è stato approvato e mi sono messo a sceneggiarlo.
Adesso, tenete a mente questi due elementi:

- conoscevo bene il personaggio
- sono uno sceneggiatore con migliaia di tavole alle spalle. E quando dico migliaia non sto per nulla esagerando.

Nella prima manciata di tavole che ho scritto sono riuscito ad andare in crisi una trentina di volte e sempre su aspetti che ero convinto di saper dominare pienamente.

Come funzionano gli stacchi su Tex? Come li faccio io di solito o diversamente?
E le didascalie di tempo e di luogo, come vengono usate? In quali occasioni? Con quale frequenza?
Che rumore fa il nitrito di un cavallo? C'è una onomatopea fissa o è una roba variabile? (se ve lo state chiedendo, è fissa).
Ho messo due primi piani in due vignette sovrapposte? Perché se li ho messi, devo toglierli che in Bonelli, generalmente non si usano, e mai di sicuro su Tex. E' una regola. E ha pure una ragione di esistere.
I colpi di scena li ho messi a pagina dispari o para? Perché sarebbe meglio metterli nelle pagine pari, come su Diabolik. Non è una regola, ma sarebbe meglio.
Questo dialogo è troppo colorito? Quest'altro dialogo, è abbastanza colorito?
Ho contratto troppo i tempi? Li dilato?
Tex può andare a caccia di quaglie? (risposta: no. Tex e i pards cacciano solo animali nobili).
Come indico i neretti in sceneggiatura? Metto il carattere in bold o tutto maiuscolo?
E se provassi a sceneggiare alla maniera di G.L. Bonelli e di Boselli?
E vi assicuro, questi non sono nemmeno un decimo delle domande e degli scrupoli che mi sono fatto.
E non è che mi sono posto tutti questi problemi perché è Tex e su Tex ci sono più regole che su altre testate. Sono problemi che mi sono posto perché Tex è un personaggio con un linguaggio diverso rispetto agli altri personaggi su cui avevo lavorato fino a questo punto. Fosse stato Topolino sarebbe stata la stessa cosa.
Ogni personaggio ha un linguaggio suo e suo soltanto e quel linguaggio devi conoscerlo se vuoi poterlo scrivere.
E questo non significa che la mia creatività è stata compromessa perché anche se il personaggio fosse stato creato da me, il problema si sarebbe posto comunque. Anzi, sarebbe stato ancora più complicata.
Perché se un personaggio è tuo, il linguaggio non lo devi solo conoscere ma lo devi creare, dandogli una coerenza e un carattere e, dopo averlo creato, devi pure saperlo rispettare.
Per usare un linguaggio devi conoscerne la grammatica e per conoscere la grammatica devi studiare.
Il fumetto non fa differenza.
Con la complicazione che ogni tipo di fumetto, ha una una grammatica comune ma leggermente diversa.
Se non domini la grammatica del fumetto, la roba che farai sarà sbagliata.
Non innovativa.
Non personale.
Non "la volevo proprio fare in questa maniera". Sbagliata e basta.
E non ci sarà scusa che tenga.
Poi, per carità, magari riuscirete a pubblicarla lo stesso (che di fumettisti incapaci è pieno il mondo), ma pure stampata resterà una roba brutta e solo quella.
Volete solamente potervi fregiare del titolo di "fumettista"?
Allora aprite il vostro profilo Facebook, postateci due tavole dentro e chiedete a qualche amico di mettervi un piaca. Ecco fatto: siete dei fumettisti.
Ma se volete diventare dei bravi fumettisti, gente che magari con questo mestiere non solo riesce a raccontare le storie che vuole ma pure a camparci, allora mettete in conto che dovrete faticare.
Faticare davvero.
Farvi mille domande.
Uccidere il vostro ego (che è la causa di ogni male).

Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.

Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.

Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Leggere.
Leggere.
Leggere.
Leggere.


Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.
Scrivere.


E se vi sembrerà difficile, vorrà dire che lo starete facendo bene.
Niente è facile. Specie le cose che hanno un valore.
Se ti sembra troppo, se non hai voglia, se pensi che sia inutile: lascia perdere.
Sarà meglio per te e per il fumetto in generale.

E, lo ripeto, questo discorso non vale solo per il fumetto seriale da edicola.
Questo discorso vale per ogni tipo di fumetto. Pure quelli di Andrea Pazienza (che aveva un rigore e una coerenza di linguaggio interna alle sue storie totale).

OSSESSIONE
Consapevolezza
Rigore
Metodo
Applicazione
Talento
Idee


Questi, a mio modo di vedere, sono i parametri fondamentali per diventare dei buoni fumettisti.
Per assurdo, gli ultimi due sono quelli più prescindibili se i primi quattro sono totalmente soddisfatti.
Non vi serve nulla di più.
Ma, ve lo assicuro, nemmeno niente di meno.

5 commenti:

Allez ha detto...

Interessante! La vicenda su Tex e sulle difficoltà incontrate meriterebbe un capitolo tutto suo.

Alice ha detto...

Mi sono letta tutte le puntate (senza badare all' esca) e non ho mai avuto intenzione di scrivere qualcosa!
Molto interessante quello che scrivi!ma anche "come" lo scrivi!

Morgan Masci ha detto...

ciao Roberto, domanda veloce, esiste un limite circa L'ETÁ dell'aspirante sceneggiatore/fumettista? alcuni mi dicono "oggigiorno se non sfondi entro i 28 hai chiuso", altri "a un produttore che gli frega della tua età? conta solo il valore di ciò che gli proponi, puoi esordire anche a 50"...

che ne pensi?

Grazie e complimenti.

RRobe ha detto...

L'età conta davvero poco.

Panificio Automatico Continuo ha detto...

L'età conta davvero poco.

In teoria dire anch'io così, però (magari mi sbaglio) a me non vengono in mente casi di fumettisti di una certa importanza che abbiano fatte le loro prime cose significative – non dico "che abbiano sfondato – passati i trenta. Un po' come non ci sono violinisti di nome che abbiano cominciato a suonare passati i dieci anni.